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8 Settembre 2010 alle 10:38 in risposta a: suftesi: classe (anche) per tesi in discipline umanistiche #49414::
Perfetto, come immaginavo. Avevo guardato la documentazione (il pdf del 3 aprile) e non avevo trovato alcun riferimento a itbackref, nemmeno tra le Changes. Grazie ancora per l’ottimo lavoro.Ps. Il 20 discuto la tesi, oggi ho portato a rilegare, non vedo l’ora di vedere i risultati finali.
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Io ottengo un errore, che non arresta la compilazione.Latex Error: /usr/local/texlive/2009/texmf-dist/tex/latex/biblatex/biblatex.sty:7850 Package keyval Error: itbackref undefined.
Credo sia dato da itbackref=true.
Ci sono stati cambiamenti? Da quando ho aggiornato (e rimosso dall’albero locale i tuoi stili e biblatex) ottengo questo errore.
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Funziona tutto egregiamente! Splendido lavoro, complimenti. Per far funzionare il tutto ho dovuto aggiornare etoolbox e biblatex alle ultime versioni. Dopo di ha funzionato tutto al primo colpo.Inoltre ho imparato un paio di cosette nuove su biblatex e BibDesk, come l’esistenza dei campi foreword, introduction, commentator.
Al momento è lo stile definitivo per noi umanisti.
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Attendo con impazienza gli stili di Ivan. Non per mettergli pressione, ma vado in stampa giovedì. A tal proposito confermo che il codice da lui suggerito ha qualche problema. Con classicthesis la parte di codice che si occupa del maiuscoletto nella bibliografia impedisce la compilazione.PS. Quanto alla gara su chi produce la tesi più bella esteticamente, io ho creato questo frontespizio, che trae pesante ispirazione da classicthesis. Ha il difetto di non essere stato creato con LaTeX.
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Provo a dire la mia, da neofita. Vorrei che lo sviluppo di LaTeX assomigliasse di meno quello di Linux, che ci fosse un team di sviluppo più autoritario, in grado di proporre una piattaforma coerente, che assomigliasse di più allo sviluppo dei BSD.Ora come ora, per quanto la logica di LaTeX sia relativamente semplice, resta comunque un sapere esoterico. Ovvero, più che imparare a fare una cosa, io devo preoccuparmi di sapere quale pacchetto mi serve per ottenere quello specifico risultato. E, cosa più importante, devo preoccuparmi dell’iterazione tra pacchetti, che trovo il punto più critico, da utente base. Devo sapere che per utilizzare un pacchetto mi serve quest’altro, devo conoscere le incompatibilità tra pacchetti, per non parlare delle incompatibilità tra pacchetti e motori vari.
Insomma, trovo che in LaTeX non ci sia la possibilità di usare una versione “stabile“, come si usa dire per le altre piattaforme. Il lavoro di affinamento che c’è dietro alla produzione di un testo, che sia una tesi o un articolo, mi fa dire che il prodotto è più bello “dentro“ che “fuori“. E se questo più andar bene per dei “nerd“, di certo non aiuta ad avvicinare al linguaggio le persone “normali“.
Quello che vorrei sarebbe una maggiore standardizzazione, tra piattaforma e pacchetti. Qualcosa del tipo, usa questi 100 pacchetti e vivi felice, non sono incompatibili tra di loro.
E che tra questi 100 pacchetti ce ne fosse 1 solo per gestire la bibliografia, 1 solo per gestire le immagini (che siano affiancate o meno), 1 per gestire i font, 1 per gestire gli interlinea.
::Se ci sono molti nomi, e i nomi sono “importanti”, sì. Devi considerare il senso di un indice dei nomi in una tesi. Se prevedi che il tuo correlatore o qualche membro della commissione possa trarre giovamento dall’indice dei nomi, mettilo. Se invece è superfluo non metterlo. Nel tuo caso, da quello che capisco, potrebbe essere utile.
è uno scavi archivistico. i nomi che girano per la mia tesi sono sconosciuti anche agli specialisti, in pratica sto scrivendo su cose di cui nessuno sa nulla. io sono per inserire l’indice dei nomi, lo ritengo uno strumento utile, ma a questo punto valuterò a poche ore dalla consegna se inserirlo o meno.
Ok, ma se sei nel backmatter non serve la forma asteriscata e nemmeno \addcontentsline. Il \textsc in quel posto come mai?
Giusto. Devo ancora prenderci mano, anche perché classicthesis ha la funzione \appendix, che non mi è ancora chiara. il \textsc lì è una via breve e sbagliata per avere l’indice in maiuscoletto.
Visto che citi l’articolo e non il periodico, metterei in bibliografia la voce relativa all’articolo. Naturalmente questo ha senso se dell’articolo è chiaro l’autore.
Se vuoi fare soltanto l’elenco dei periodici, visto che hanno nomi brevi potresti metterlo su due colonne, in modo che risulti più compatto. La cosa migliore comunque è farlo con biblatex o multibib.Ok, mi riconfermi nelle mie idee. Non ho praticamente alcun articolo “canonico”, con autore ed una tesi espressa. Gli “articoli” sono tutti trafiletti di qualche riga, anonimi, che informano sull’andamento di un ufficio. Inserire in bibliografia un migliaio di Orario apertura uffici sindacali, «Il Gazzettino», 22 maggio 1924, mi pare eccessivo. Li richiamo in nota nell’unica citazione che faccio.
Il materiale di difficile catalogazione, soprattutto nelle categorie di biblatex è questo:Testo a stampa (moderno)
Periodico
CFI0445722
Descrizione
*Annuario della stampa italiana / a cura del Sindacato nazionale fascista dei giornalisti. – 1931/1932- . – Bologna : Zanichelli, 1932-. – v. : ill. ; 25 cm. ((Biennale. – Dal 1954/55 a cura della Federazione nazionale della stampa italiana. – Non pubbl. dal 1943 al 1954. – Luogo ed editore variano.L’avevo messo tra i periodici nella bibliografia. Ma forse è meglio metterlo assieme agli altri periodici, così evito di dover spiegare a biblatex che Sindacato nazionale fascista dei giornalisti non è un nome proprio e non va puntato.
::texmf/fonts/enc/dvips/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/metrics-base/fonts/enc/dvips/MinionPro
Sei sicuro di questo passaggio? A me non risultano file in: Temp/metrics-base/fonts/enc/dvips/MinionPro
Forse volevi scrivere questo:
texmf/fonts/enc/dvips/MinionPro ==> file che trovi in: Temp/fonts/enc/dvips/MinionPro
Dammi conferma. Io sto provando ad installare il Minion ora
PS. Font installato. Funziona tutto egregiamente, per ora
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Buongiorno a tutti, mi aggiungo qui sotto. Dopo lungo peregrinare alla caccia del font da utilizzare sono tornato al Minion Pro, grazie al codice magico di Enrico. Purtroppo ho dovuto abbandonare l’idea di scrivere la mia tesi veneziana utilizzando il Bembo Book, una versione migliorata del Bembo.In ogni caso, utilizzo il Minion attraverso XeLaTeX, evitandomi qualche mal di testa per l’installazione.
Il codice per migliorare il kerning funziona ugualmente. Tuttavia ho trovato un comportamento strano. Provate a fare un documento che abbia degli small caps. Nel pdf risultante questi small caps sono cercabili? A me no…
::`\DeclareNameFormat{labelname}{%
\scshape
\ifcase\value{uniquename}%
\usebibmacro{name:last}{#1}{#3}{#5}{#7}%
\or
\ifuseprefix
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#8}}
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#6}{#8}}%
\or
\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}%
\fi
\usebibmacro{name:andothers}}
%
\DeclareNameFormat{sortname}{%
\scshape
\ifnum\value{listcount}=1\relax
\iffirstinits
{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#4}{#5}{#7}}
{\usebibmacro{name:last-first}{#1}{#3}{#5}{#7}}%
\ifblank{#3#5}
{}
{\usebibmacro{name:revsdelim}}%
\else
\iffirstinits
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#4}{#5}{#7}}
{\usebibmacro{name:first-last}{#1}{#3}{#5}{#7}}%
\fi
\usebibmacro{name:andothers}}
`Ciao
IvanA me questo codice funziona nella bibliografia finale e in quasi tutte le note, tranne che nella prima “chiamata”. Ovvero, la prima volta che un libro viene citato, l’autore comparirà in tondo, nelle chiamate successive invece comparirà regolarmente in maiuscoletto. Sono l’unico a cui succede? Mostro un esempio minimale?
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