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  • in risposta a: “L’arte di scrivere con LaTeX” #23034
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    ho riscaricato la nuova versione. e nel contempo ho pure riavviato il mac, per altri motivi. sta di fatto che ora non ho più il problema del copia/incolla del testo dal pdf. presumo fossi io ad avere qualche problema.

    in risposta a: “L’arte di scrivere con LaTeX” #23028
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    Per Warsaw: no, nessun blocco, il pdf è stato ottenuto compilando “normalmente” con pdfLaTeX su Mac OX X (Tiger), senza restrizioni particolari.

    scusa se insisto, ma a te riesce di selezionare del testo dal pdf e fare copia incolla? vorrei capire se sia un problema mio, di leopard o del tuo pdf.
    ciao

    in risposta a: “L’arte di scrivere con LaTeX” #23024
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    per caso hai bloccato il copia/incolla del testo? sono su mac os x 10.5, ho provato con anteprima, TeXShop, Skim, tutti e tre si chiudono inaspettatamente.

    in risposta a: Xetex? #20859
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    no no, smentisco quanto detto da egreg (oso l’inosabile)
    con XeTeX e XeLaTeX si intendono come font di sistema tutti i font installati, anche successivamente dall’utente. Per cui puoi usare LaTeX con tutti i font che desideri.

    A me l’Adobe Jenson funziona perfettamente. Qui il codice che ho usato. Come vedi ho impostato ogni corrispondenza per il roman, il bold, l’italic e l’italic bold. Ho lasciato anche l’impostazione del font sans, in questo caso un Seria Sans, che ha un numero maggiore di opzioni.

    Come avvertenza, devi usare come nome dei font il loro nome PostScript. Io uso XeTeX su Mac OS X, e per i font uso un programma della Linotype, FontExplorer X, che mi da anche il loro nome PostScript. Se serve altro, se sono in grado di rispondere, sono qui.

    qui trovi il risultato della compilazione del codice sottostante:
    http://www.filecrunch.com/file/~nq4njl

    `

    \documentclass{article}
    \usepackage [italian] {babel}
    \usepackage{fontspec}
    \usepackage{xunicode}

    \setromanfont[Mapping=tex-text,
    BoldItalicFont={AJensonPro-BoldIt},
    BoldFont={AJensonPro-Bold},
    ItalicFont={AJensonPro-It}]
    {AJensonPro-Regular}

    \setsansfont[Mapping=tex-text,
    BoldFeatures={SmallCapsFont={SeriaSans-BoldCaps}},
    ItalicFeatures={SmallCapsFont={SeriaSans-ItalicCaps}},
    BoldItalicFeatures={SmallCapsFont={SeriaSans-BoldItalicCaps}},
    SmallCapsFont = {SeriaSans-RegularCaps},
    BoldItalicFont={SeriaSans-BoldItalic},
    BoldFont={SeriaSans-Bold},
    ItalicFont={SeriaSans-Italic}]{SeriaSans-Regular}

    \setmonofont{Monaco}

    \begin{document}
    The quick brown fox jumps over the lazy dog.
    \textbf{The quick brown fox jumps over the lazy dog.}
    \emph{The quick brown fox jumps over the lazy dog.}
    Affine.
    Affluente.
    \end {document}
    `

    in risposta a: Cosa vorreste da LaTeX? #19862
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    – un migliore e più organico supporto ai font;

    c’è xelatex che fa meraviglie a tal proposito. puoi caricare tutti i font di sistema. e tra l’altro gestisce molto bene pure l’unicode

    This is where to get information about XeTeX, a typesetting system based on a merger of Donald Knuth’s TeX system with Unicode and modern font technologies.

    in risposta a: Una indicazione sulla “teoria generale” del Latex #16268
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    continuo con l’OT. sono un “pubblico amministratore”, un povero ed umile consigliere comunale, parlo per esperienza. la pubblica amministrazione italiana è difficilissima da riformare. in comune tutti usano l’installazione di default di windows, con tanto di outllook express, internet explorer, office, acrobat 5 (!).

    gli impiegati hanno una cultura informatica pari a zero, credono di usare delle macchine da scrivere. un capoarea un giorno l’ho visto paralizzato davanti al computer, non sapeva che si può ridurre ad icona un programma. è abbastanza normale che i capi ufficio siano i più anziani, persone sui 50 anni, che non hanno né testa né voglia per aggiornarsi.

    quando tento di spiegare che devo installare openoffice per creare i pdf, o firefox, o che se non usassero outlook avrebbero meno problemi, vengo preso per un pazzo che spacca i computer.

    su tutto questo ci marciano le società di assistenza. lasciano andare i computer, non correggono i comportamenti dei dipendenti, tanto vengono pagate a chiamata. il tecnico viene chiamato e pagato per delle inezie, (la tastiera aveva cambiato layout), i computer vanno e vengono dall’assistenza. non c’è alcun sistema di backup, per cui quando si rompe un hd il computer viene mandato ad una azienda di recupero dati, con relativa e salata parcella.

    il mio sogno proibito sarebbe di far passare tutto il comune ad utilizzare openoffice, firefox, thunderbird. mi piacerebbe da matti provare ad introdurre il mac nella pubblica amministrazione, ma è un’impresa.

    la macchina comunale è sostanzialmente ingovernabile dagli amministratori. possiamo dare tutti gli indirizzi che vogliamo, ma alla fin fine, senza la collaborazione degli impiegati non si va lontano.

    fine dell’OT

    in risposta a: Opzione openright e documenti twoside con classicthesis #16389
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    interessante la chiave di ricerca che hai utilizzato per recuperarlo… la parola diavolo…. a distanza di due anni di sicuro ti ricordavi della tua esclamazione 😀

    in risposta a: #16158
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    quanto al nome… urca, non me lo ricordo più!
    per gestire i miei font uso Linotype FontExplorer X, gratuito, forse c’è pure per windows.
    in ogni caso, ho un dubbio, no so se vada usato il nome del font o il nome Postscript del font… e ora non ce la faccio a verificarlo… in ogni caso è abbastanza semplice provare, spesso si differenziano semplicemente per uno spazio…

    c’è una mailing list a cui ti puoi iscrivere, non è troppo rumorosa….

    cmq fai riferimento alla documentazione di fontspec o alla pagina di XeTeX. ora riguardandola velocemente, mi è venuta voglia di rimettermi a studiare, per accedere a tutte le caratteristiche del font….

    in risposta a: #16157
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    io uso XeLaTeX, anche se ad un livello elementare.
    – il problema della “portabilità” esiste ma non è così pesante, basta togliere quel paio di riferimenti a xelatex nel preambolo e tutto torna regolare.
    non sono più di tre righe, di solito:
    `\usepackage{fontspec,xltxtra,xunicode}
    \defaultfontfeatures{Mapping=tex-text}
    \setromanfont[Mapping=tex-text]{Palatino}
    `
    – un problema di più ampio respiro, come è già stato fatto osservare, è quello di sapere quello che si sta facendo, sotto il profilo tipografico. abbinare dei font non è semplice, capire quale sans sta bene con un serif, cmq sotto questo profilo, de gustibus….
    – visto che è un “dialetto” poco frequentato potrebbe esserci qualche problema di incompatibilità. ad esempio mi sono trovato a voler usare moderncv con xelatex e non tutto funzionava a dovere, ad esempio l’indice nel pdf prodotto. tuttavia, tengo a precisare, che probabilmente era anche colpa mia
    – è un sistema ancora giovane, nato sotto macosx e ora portato su linux e windows. non c’è troppa documentazione in giro. io devo ancora riuscire a domare del tutto i font OpenType e le loro caratteristiche. ad esempio a me un font piace che abbia gli old numerals ma non sono ancora riuscito a trovare il modo di usarli, di attivarli, nei font che abbiano la presenza sia dei numeri standard che degli old numerals. anche se, lo ammetto, ho trovato una configurazione che mi soddisfa, con dei font che mi piacciono e quindi non sto più spostando nulla.
    – usare un font installato è di una facilità disarmante. ad esempio per usare il font University (disegnato da Goudy per l’università di Berkeley e liberamente utilizzabile) uso questo codice

    `\setromanfont[Mapping=tex-text,
    BoldFeatures={SmallCapsFont={UniversityOSSC Bold}},
    ItalicFeatures={SmallCapsFont={UniversityOSSC Italic}},
    BoldItalicFeatures={SmallCapsFont={UniversityOSSC BoldItalic}},
    SmallCapsFont = {UniversityOSSC},
    BoldItalicFont={UniversityOS BoldItalic},
    BoldFont={UniversityOS Bold},
    ItalicFont={UniversityOS Italic}]
    {UniversityOS}
    `

    tutto questo per scegliere il font, nei casi più difficili. molto spesso può bastare un semplice

    `
    \setromanfont{SimonciniGaramondStd}
    `

    spero non sia troppo scarsa come spiegazione….

    in risposta a: Installazione font Bera su Mac #13944
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    ti segnalo anche questo articolo, che riguarda espressamente l’installazione di font su Mac OS X: ecco qui.

    una possibile alternativa sarebbe quella di usare XeLaTeX che ti permette di accedere a tutti i font di sistema installati in libro font (quindi dovresti trovare come installare il font bera, che non conosco, nel libro font). XeTeX è nato su Mac OS X, quindi ti troveresti con una piattaforma abbastanza matura. se ti interessa, guarda qui

    in risposta a: Casual-CV #12469
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    ritorno sul pacchetto modercv. mi piace molto ma lo trovo abbastanza rigido. sto procedendo ad una sua personalizzazione (con l’incoscienza dell’ignoranza). ho installato il pacchetto nel mio albero locale e sto procedendo a fare qualche piccola modifica al modercv.cls (sinora poca cosa, sostituzione del pacchetto color con xcolor, definizione di nuovi colori). tuttavia non riesco a capire il meccanismo che regola le impostazioni della foto. così com’è non mi piace, quel doppio bordino mi sa da epigrafe. questa è la definizione del comando \photo{} in moderncv.cls.

    `\newcommand*{\photo}[2][84pt]{\def\@photoheight{#1}\def\@photo{#2}}`

    qualcuno saprebbe indirizzarmi?
    grazie

    in risposta a: Eureka! Un *magnifico* programma per disegnare (per Mac) #11666
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    di nulla 😉

    in risposta a: Eureka! Un *magnifico* programma per disegnare (per Mac) #11663
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    la omni fa degli ottimi programmi, nessuno escluso.

    però vi indico anche un altro programma: eazydraw. ne ho linkato una recensione.

    in risposta a: fncychap e sezioni #11543
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    Direi che a questo punto non c’è molto da fare. Il pacchetto titlesec è molto più flessibile rispetto a fncychap.

    in realtà carico pure titlesec, per l’esigenza di avere i titoli di default usando il font sans serif (la mia idea è quella di usare un font serif per il corpo e un sans per i titoli), ovviamente quando non uso fncychap.

    Se poi vuoi la mia opinione, lo stile Bjarne è orribile, come del resto gli altri.

    opinione ben accetta. con calma mi studierò il pacchetto titlesec

    La soluzione che hai trovato è la peggiore in assoluto. Avresti dovuto togliere l’uso di fncychap.

    ora ci penso.

    Mi domando: come fanno a esserci tre sezioni e cinque capitoli? Di solito sono i capitoli a essere divisi in sezioni.

    colpa della riforma, a causa del declino dell’università italiana, colpa delle tesine triennali (40 pagine in totale, per la bellezza di ben 2 crediti). in sostanza abbiamo 5 capitoli e uno di questi, quello centrale è stato spezzato in tre sezioni

    E usare \include per inserire una sezione è un grave errore, visto che \include produce un cambio pagina. La prossima volta che produci un documento, usa \input. Non fidarti di chi ti dice che \include è meglio. È falso.

    questa è bella. accennavo al fatto di voler aprire un nuovo post per un altro problema. il problema era che le sezioni andavano su una nuova pagina appunto. è tutto il giorno che penso “sono sicuro, l’ho letto da qualche parte che c’è un comando che introduce un \clearpage” ma non riuscivo più a trovarlo.
    provavo con l’esempio minimo riprodotto qui sopra e non ne venivo a capo. ora grazie alla dritta ho dato un colpo di spotlight (la ricerca istantanea di macos) ed ecco dove l’avevo letto: a pagina 4, in fondo, in “Scrivere la tesi di laurea con LaTeX 2, di Lapo Mori.

    grazie mille per le dritte, mi hai risparmiato una lavoraccio alla word (evito di dire come stavo superando l’empasse delle sezioni sulle nuove pagine)

    in risposta a: fncychap e sezioni #11542
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    risolto, in maniera grezza ma il tempo è quello che è…

    \begin{flushright}
    \ {1.1 Il multiculturalismo soft}
    \addcontentsline {toc}{section}{Il multiculturalismo soft}
    \end{flushright}

    e ho tolto \section

    che dite? grezzo ma funzionale?

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