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  • in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43657
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      Poniamo che, usando uno degli stili philosophy, voglia citare la recensione di un libro, pubblicata senza un titolo specifico all’interno di una rivista. Mi pare ci siano due possibilità:

      1. Posso citarla come @article, ed in questo caso nel mio file .bib:
      `@ARTICLE
      {Jolley1994,
      author = “Jolley, Nicholas”,
      title = “Review of Thomas Lennon, \emph{The Battle of the Gods and Giants}”,
      journal = “British Journal for the History of Philosophy”,
      volume = “2”,
      pages = “179-181”,
      year = 1994}`
      Con philosophy-classic l’output nella bibliografia sarà:

        Jolley, Nicholas (1994), “Review of Thomas Lennon, The Battle of the Gods and Giants“, British Journal for the History of Philosophy, 2, pp. 179–181.

      2. Posso citarla come @review (che secondo la documentazione di biblatex è un alias di @article). Scrivendo la voce Jolley1994 esattamente come nell’esempio precedente, ma sostituendo @article con @review, si ottiene questo output nella bibliografia:

        Jolley, Nicholas (1994), Review of Thomas Lennon, The Battle of the Gods and Giants, British Journal for the History of Philosophy, 2, pp. 179–181.

      Nessuna di queste due possibilità mi soddisfa. Quanto alla seconda possibilità, non mi va che il titolo di una recensione venga pubblicato in corsivo perché una recensione è pubblicata all’interno di una rivista (o, raramente, di un libro), ma i titoli in corsivo vengono usati per libri (nel senso di @book e @collection), che, per così dire, non sono pubblicati all’interno di nient’altro. In linea di massima è utile tenere una distinzione tipografica tra questi due tipi di materiali per quanto possibile. Dunque il titolo di una recensione dovrebbe essere in carattere non corsivo come quello di un articolo in una rivista.

      Quando alla prima possibilità (trattare una recensione come un @article), mi pare che si discosti dall’uso comune, che consiste nel citare le recensioni senza virgolette. Con qualche sforzo potrei accettarlo se sto usando gli stili philosophy in italiano, ma non se li uso in un testo inglese, perché (vado a memoria ma sono abbastanza sicuro) i manuali di stile (Oxford e Chicago) prescrivono di non mettere i titoli delle recensioni tra virgolette, ed in effetti questa è la convenzione che mi pare venga sempre seguita nei testi inglesi che mi ritrovo a leggere. Ora, discostarsi dall’uso comune va bene quando porta qualche vantaggio, ma in questo caso non mi pare che ne porti nessuno. Anzi, citare i titoli delle recensioni senza corsivo e senza virgolette serve a distinguerle, anche graficamente, sia dai libri che dagli articoli, il che è positivo perché le recensioni sono un tipo diverso di materiale.

      Ivan, si potrebbe definire @review in modo che formatti i titoli delle recensioni in carattere dritto e senza virgolette?

      E magari dando la possibilità di omettere il campo “title” ed usando invece “bookauthor” e “booktitle”, in modo che la stringa “recensione di” o “review of” compaia automaticamente in italiano o in inglese, in base alla lingua che si sta usando nel documento?

      Leggendo la guida dello stile biblatex-mla mi pare che tratti le recensioni in questo modo, ma non sono riuscito a provarlo (problemi con l’installazione).

      O suggeriresti di cercare prima di risolvere il problema alla fonte e chiedere a Lehmann di migliorare il trattamento delle recensioni negli stili di base su cui gli stili philosophy si basano?

      Grazie e ciao
      Alberto

      in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37575
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        Ciao,

        una segnalazione. ho trovato un caso in cui philosophy-classic “si dimentica” di stampare l’anno di pubblicazione di un’opera.

        Poniamo che in un testo abbia bisogno di citare entrambe le edizioni di una stessa opera, ad esempio:

        `@COLLECTION
        {ReeUrmson1990,
        editor = “R{\'e}e, Jonathan and Urmson, J.O.”,
        title = “The Concise Encyclopedia of Western Philosophy”,
        booktitle = “The Concise Encyclopedia of Western Philosophy”,
        edition = 2,
        address = “London”,
        publisher = “Routledge”,
        year = 1990}

        @COLLECTION
        {ReeUrmson2005,
        editor = “R{\'e}e, Jonathan and Urmson, J.O.”,
        title = “The Concise Encyclopedia of Western Philosophy”,
        booktitle = “The Concise Encyclopedia of Western Philosophy”,
        edition = 3,
        address = “London”,
        publisher = “Routledge”,
        year = 2005}`

        Philosophy-classic produce il seguente output nella bibliografia:

          Rée, Jonathan and J.O. Urmson (1990) (ed. by), The Concise Encyclopedia
          of Western Philosophy
          , 2nd ed., Routledge, London.
          — (ed. by), The Concise Encyclopedia of Western Philosophy, 3rd ed., Routledge, London.

        Per qualche motivo nella seconda voce non viene stampato “(2005)”.

        Con philosophy-modern e philosophy-verbose, invece, “(2005)” viene stampato.

        Ciao
        Alberto

        in risposta a: Stili biblatex-philosophy #43655
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          Ciao Ivan,

          vorrei proporre una piccola modifica per le prossime versioni degli stili philosophy.

          Attualmente, quando si usano gli stili philosophy in un testo in lingua inglese, l’abbreviazione che compare tra parentesi nella bibliografia dopo i nomi dell’editor o degli editors è “ed. by”. Proporrei di usare sostituirla con “ed.” nel caso vi sia un solo editor ed “eds.” nel caso ve ne siano due o più, per due motivi:

          – “ed.” ed “eds.” hanno il vantaggio di essere più concise di “ed. by” (e mi sembrano altrettanto chiare)

          – “ed.” ed “eds.” sono le forme usate più di consueto e consigliate dal Chicago Manual of Style e, se ricordo bene, anche dallo Oxford Style Manual.

          Grazie e ciao
          Alberto

          in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37574
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            Ciao Ivan,

            grazie.

            Un’altra domanda:

            La voce relativa alla Stanford Encyclopedia of Philosophy, la inserirei con una “label”, e con l’opzione “useeditor=false”

            Perché è preferibile usare useeditor=false?

            Se inserisco l’anno di pubblicazione nella voce relativa alla collection (poniamo che nel caso della Stanford Encyclopedia sia “2002- “) e aggiungo il label “useeditor=false”, sorge un altro problema.

            Nella bibliografia la voce relativa, ad esempio, a Markie2002, viene stampata come segue:

              Markie, Peter J. (2008), “Rationalism vs. Empiricism”, in (2002-).

            Ma così non risulta chiaro che (2002-) si riferisce a

            Il problema non sorge se si lascia “true” come valore di useeditor.

            Ciao
            Alberto

            in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37572
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              Ciao,

              usando philosophy-classic e philosophy-modern ho incontrato un problema relativo alle voci @incollection che contengono il campo url.

              Il problema è sorto in queste circostanze:

                il file .tex contiene i riferimenti a due o più entrate bibliografiche del tipo @incollection
                le entrate bibliografiche contengono entrambe il campo url ed il campo crossref
                i campi crossreffanno riferimento ad una stessa @collection

              Il problema è che, nei riferimenti bibliografici, l’url delle voci @incollection non viene stampato.

              Se, anziché usare gli stili philosophy, uso authoryear, gli url vengono stampati nella bibliografia.

              Uso biblatex 0.9 e la versione degli stili philosophy che si trova su CTAN (del 2010-04-03).

              Ecco un esempio:

              Il file .tex contiene:

              `\documentclass[a4paper,12pt]{article}
              \usepackage[ansinew]{inputenc}
              \usepackage{ae,aecompl}
              \usepackage[italian]{babel}
              \usepackage[babel]{csquotes}

              \usepackage[style=philosophy-classic]{biblatex}
              \bibliography{C:/Users/pp2/Documents/Inbox/Temporary_brain_dump/esempio_minimo/biblioprova}

              \begin{document}

              \cite{Markie2008} and \cite{Sassen2010}

              \printbibliography
              \end{document}`

              Il file .bib contiene:

              `@INCOLLECTION
              {Sassen2010,
              author = “Sassen, Brigitte”,
              title = “18th Century German Philosophy Prior to Kant”,
              crossref = “SEP”,
              url = {http://plato.stanford.edu/archives/spr2010/entries/18thGerman-preKant/},
              year = “2010”,
              edition = “Spring 2010”,
              keywords = “secondary”}

              @INCOLLECTION
              {Markie2008,
              author = “Markie, Peter J.”,
              title = “Rationalism vs. Empiricism”,
              crossref = “SEP”,
              url = {http://plato.stanford.edu/archives/fall2008/entries/rationalism-empiricism/},
              year = {2008},
              edition = {Fall 2008},
              keywords = “secondary”}

              @COLLECTION
              {SEP,
              title = {The Stanford Encyclopedia of Philosophy},
              booktitle = {The Stanford Encyclopedia of Philosophy},
              editor = {Zalta, Edward N.},
              url = “http://plato.stanford.edu/”}`

              Ciao e grazie dell’aiuto
              Alberto

              in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37536
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                Potrei dire che il criterio generale degli stili bibliografici è quello di mantenere alla fine della voce editore, luogo, anno. Se la pensiamo così allora è bene che le informazioni relative alla serie stiano prima di questi, e naturalmente dopo il titolo

                Ok, in entrambi i casi si mantiene una qualche forma di uniformità (scusa il pasticcio di parole), quindi l’uniformità non è un criterio per guidare la ns scelta.

                Nelle voci @article (per le quali non viene fornito generalmente il luogo e l’editore) le informazioni relative alla serie e al numero sono stampate dopo il nome della rivista, appaiono, diciamo, “al centro” della voce. Mi sembra quindi più naturale mettere queste indicazioni in quella posizione anche nelle altre voci.

                Nel caso degli articoli su rivista, l’indicazione relativa alla serie è necessaria per procurarmi l’articolo ed i dati che seguono ad essa sono relativi alla serie (a meno che non vada per tentativi, ma ciò è precisamente quello che un buono stile bibliografico dovrebbe evitare). Ad esempio, se cerco “Kant on Empirical Concepts” di Robert Pippin, non mi basta sapere che è stato pubblicato negli Studies in History and Philosophy of Science, vol. 10 (1979), pp. 1–19. Ho bisogno di sapere se si trova nella serie A, B o C.

                Ma questo non vale per i libri che appartengono ad una serie. Per procurarmi Kants Logik der Begriffe di Bernd Prien, mi basta sapere che è stato pubblicato da de Gruyter nel 2006. Non mi serve sapere che è il numero 105 della serie Kant-Studien Ergänzungshefte. Questa mi sembra una differenza piuttosto rilevante tra le serie degli articoli e le serie dei volumi, e potrebbe giustificare un trattamento separato nei due casi.

                D’altra parte si potrebbe sostenere che ciò non rende accessoria l’informazione sulla serie a cui appartiene un volume accessoria, perché sapere che un volume appartiene a una serie prestigiosa o a una serie di volumi che adottano un certo stile o riflettono una certa tradizione (p.e. filosofia analitica o continentale) o provengono da un certo dipartimento ci è di aiuto per capire se vogliamo leggere il volume o se sia meglio evitarlo.

                Nella mia esperienza, il più delle volte l’indicazione della serie non mi è di grande aiuto. Se un libro è stato pubblicato da un buon editore, lo leggerò in ogni caso, indipendentemente dalla serie in cui è stato pubblicato, mentre se autore, titolo ed editore del libro non destano interesse, raramente il fatto che sia stato pubblicato in una certa serie mi convince a leggere il libro. Questo non significa che le informazioni sulla serie siano trascurabili (per quanto talvolta lo siano), ma solo che, di solito, pesano meno delle informazioni su autore, titolo ed editore nel guidare le mie scelte. È per questo (oltre che per la forza dell’abitudine) che preferirei relegare l’indicazione della serie in fondo all’entrata bibliografica.

                Ma effettivamente può darsi che per altre persone o in altri campi l’indicazione della serie sia più importante di quanto lo sia per me, nel qual caso mi sta bene di lasciarla al centro. Poi, dal momento che le eventuali modifiche del codice vanno fatte

                solo se questo è strettamente necessario

                beh, questo di certo non è uno di quei casi, quindi lasciamo pure le cose come stanno.

                In base alla tua esperienza come vengono gestite queste situazioni nelle bibliografie esistenti?

                Mi pare di avere visto indicazioni delle serie sia al centro che in fondo alla citazione. Il Chicago Manual of Style considera di metterle al centro o, se si preferisce e si deve risparmiare spazio, “if books belonging to a series can be located without the series title” (§17.91), di ometterle. Sarebbe interessante vedere cosa dice l’Oxford Style Manual, ma non l’ho sotto mano.

                Ciao
                Alberto

                in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37534
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                  Vi ringrazio del parere. Vince la flessibilità 🙂

                  Bene bene.

                  Una piccola perplessità. Forse il modo in cui viene resa l’informazione contenuta nel campo “series”, nel caso de campi di tipo @book, non è ottimale.

                  Ad esempio

                  `@BOOK
                  {Prien2006,
                  author = “Prien, Bernd”,
                  title = “Kants Logik der Begriffe”,
                  address = “Berlin”,
                  publisher = “{de Gruyter}”,
                  year = 2006,
                  series = “Kantstudien Ergänzungshefte”,
                  number = 150}`

                  viene reso come

                  Prien, Bernd (2006), Kants Logik der Begriffe, Kantstudien Ergänzungshefte 150, de Gruyter, Berlin.

                  Forse è preferibile renderlo come

                  Prien, Bernd (2006), Kants Logik der Begriffe[/it, de Gruyter, Berlin (Kantstudien Ergänzungshefte 150).

                  Mi sembra che questa seconda resa abbia due vantaggi:

                  – dà maggiore uniformità allo stile, perché si attiene alla sequenza autore – titolo – editore – luogo di pubblicazione, che viene seguita per i libri che non appartengono ad alcuna serie;

                  – relega in posizione finale quella che mi pare essere un’informazione accessoria. Sapere chi ha pubblicato un libro e dove è essenziale per reperire il volume, mentre sapere in che serie è stato pubblicato non lo è.

                  Ad ogni modo mi pare si tratti di una questione davvero marginale.

                  Ciao
                  Alberto

                  in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37530
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                    Non so. Ma di sicuro, se scrivessi un testo in inglese di storia della filosofia tedesca, mi farebbe molto comodo usare le funzionalità di philosophy-classic per indicare edizioni originali e ristampe. Per queste funzionalità penso che un pubblico potenziale di umanisti ci sia anche fuori patria, anche se non so stimare quanto grande.

                    in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37526
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                      Ciao,

                      ho iniziato ad usare la nuova versione di philosophy-classic. Bello il nuovo stile della documentazione. Un’osservazione sul carattere tra i campi “title” e “subtitle” nelle entrate del tipo “book”.

                      In philosophy-classic i titoli sono separati dai sottotitoli mediante una virgola. Questa non mi pare una soluzione ideale, perché le virgole si usano anche all’interno dei titoli (e dei sottotitoli), e questo potrebbe suscitare alcuni fraintendimenti.

                      Provo a chiarire con un esempio. Poniamo che si debba citare un libro il cui titolo è “Wittgenstein on Cooking” e il sottotitolo “Spices, and Passion”. Se titolo e sottotitolo vengono separati dalla virgola, il risultato sarà: “Wittgenstein on Cooking, Spices, and Passion”. Due inconvenienti: dal punto di vista formale, la resa grafica non chiarisce che siamo davanti a un titolo+sottotitolo, anziché ad un titolo soltanto; dal punto di vista contenutistico, chi scorre la bibliografia potrebbe pensare che il libro tratti anche della concezione delle passioni di Wittgenstein. Se fosse chiaro che “Passion” è parte del sottotitolo, sarebbe più difficile incorrere nel fraintendimento. Beh, l’esempio non è dei più convincenti, ma spero che l’idea sia chiara…

                      In alternativa alla virgola, preferirei che fosse usato il punto fermo per separare titolo e sottotitolo, visto che i punti fermi non si usano all’interno di titoli e sottotitoli.

                      A dire il vero, anche se si usa la virgola per separare titolo e sottotitolo, il fatto che il sottotitolo inizia con una maiuscola dovrebbe fungere da indicatore che ci troviamo in presenza del sottotitolo. Ma non se si scrive in inglese, visto che nei titoli inglesi tutti i sostantivi sono in caratteri maiuscoli.

                      in risposta a: [risolto] BibLaTeX: avvertenza all’inizio d bibliografia #39476
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                        Perfetto! Grazie mille e ciao
                        Alberto

                        in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37523
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                          OK, mi sembra una soluzione più che accettabile.

                          Un’altra questione. Alcuni libri sono stati pubblicati contemporaneamente da due case editrici che hanno sede in due città diverse. Ad esempio Kant’s Metaphysics of Experience di Paton è stato pubblicato contemporaneamente a New York per MacMillan e a Londra per Allen & Unwin.

                          Secondo me in questi casi, se si adotta lo stile philosophy-classic, la formattazione ideale è la seguente:

                            Paton, H. J., Kant’s Metaphysics of Experience, London, Allen & Unwin e New York, Macmillan 1936.

                          Ma mi pare che l’unico modo per ottenerla, impiegando philosophy-classic, sia usando il campo “publisher” o il campo “location” in maniera furba, così:

                          `@BOOK
                          {Paton3,
                          author = “Paton, Herbert James”,
                          title = “Kant's Metaphysic of Experience”,
                          address = “London, e MacMillan, New York”,
                          publisher = “Allen \& Unwin”,
                          year = 1937}`

                          oppure così:

                          `@BOOK
                          {Paton5,
                          author = “Paton, Herbert James”,
                          title = “Kant's Metaphysic of Experience”,
                          publisher = “Allen \& Unwin, London e MacMillan”,
                          address = “New York”,
                          year = 1937}`

                          Domanda (ma in realtà è un suggerimentojavascript:emoticon(‘:wink:’)): piuttosto che usare i campi in maniera furba, non sarebbe meglio se fosse lo stile a prendersi cura di questi casi?

                          Questo si potrebbe fare, credo, introducendo dei nuovi campi: “publisher2” e “address2”.

                          Un’alternativa è scrivere l’entrata nel file .bib come segue:

                          `@BOOK
                          {Paton6,
                          author = “Paton, Herbert James”,
                          title = “Kant's Metaphysic of Experience”,
                          address = “London”,
                          publisher = “Allen \& Unwin”,
                          year = 1936,
                          annotation = “Pubblicato contemporaneamente da MacMillan, New York.”}`

                          Ma preferisco la formattazione suggerita sopra.

                          Nel caso preferissi non modificare lo stile, magari potresti nominare questo caso nella documentazione ed indicare al lettore come lo può gestire.

                          Per inciso, anche lo stile chicago-notes-df risolve il problema del doppio autore in maniera furba, e cioè come segue:

                          `@Book{levistrauss:savage,
                          title = {The Savage Mind},
                          year = 1962,
                          author = {Lévi-Strauss, Claude},
                          publisher = {Weidenfeld \& Nicolson},
                          location = {Chicago: University of Chicago Press; London},
                          annote = {A standard Book entry, showing a kludge in the
                          location field for including two publishers in two
                          different countries. The simplest thing to do in
                          such a situation is to pick the one nearest to you
                          and just use it, but this may be necessary
                          sometimes.}
                          }`

                          (tratto dal file .bib incluso nella documentazione).

                          Secondo te qual è la soluzione migliore da adottare in questi casi?

                          in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37521
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                            Gli stili standard di biblatex mettono tra virgolette i titoli delle voci @inbook. Forse è il caso di mantenere questa consuetudine? In questo modo potremmo però avere qualcosa come “Kritik der reinen Vernunft” anziché Kritik der reinen Vernunft 🙄

                            In linea di principio preferirei la seguente soluzione:

                              se la voce @inbook è la ristampa o riedizione di un testo che era stato originariamente pubblicato come una monografia (ad esempio la Kritik der reinen Vernunft), formattare il titolo in corsivo, senza virgolette;
                              se la voce @inbook è un articolo, contributo presentato a un convegno, ecc., mettere il titolo tra virgolette, senza corsivo.

                            La ragione per cui preferisco questa soluzione è che mantiene la possibilità di distinguere a colpo d’occhio gli scritti del tipo @inbook che erano stati concepiti come monografie da quelli che sono testi brevi.

                            Ho visto questa soluzione nella bibliografia di Longuenesse, Kant and the Capacity to Judge, Princeton Univ. Press 1998.

                            Vi pare che sia una buona soluzione, o meglio trattare tutte le voci del tipo @inbook nello stesso modo?

                            E se è una buona soluzione, come si può ottenere questo risultato? Solo introducendo un nuovo tipo di entrata, ad esempio “@inbook2”, o c’è qualche altro modo?

                            in risposta a: biblatex: stili philosophy-classic e philosophy-modern #37519
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                              Allora riformulo la domanda, riferendomi alle virgolette. Secondo te sono da usare solo per i titoli degli articoli su rivista o anche per i titoli dei contributi su collettanee o su atti di convegni? Io sono più per la seconda soluzione, ma ho delle perplessità.

                              Secondo me le virgolette sono da usare anche per i titoli dei contributi su collettanee e atti di convegni per due ragioni.

                              1. Ragione pratica: così si consente al lettore di individuare fin dal primo colpo d’occhio, senza bisogno di leggere l’intera voce bibiografica, se si tratta di un testo breve (quello che gli inglesi chiamerebbero un paper) o un volume. Se poi il paper sia stato pubblicato in una rivista, in una collettanea o in un volume di atti, è una questione secondaria che si può determinare leggendo la voce bibliografica nella sua interezza.

                              2. Ragione ontologica (ehm ehm): mi pare che i generi siano “volume” vs. “paper”, le specie del genere “volume” siano “monografia”, “collettanea” ecc., e le specie del genere “paper” siano “articolo in rivista”, “contributo in collettanea” ecc. Se si usa il corsivo per tutti i tipi di volume e le virgolette per tutti i tipi di paper, per così dire, si seguono le divisioni della natura.

                              Per inciso: la citazione dei titoli di articoli mettendoli tra virgolette e senza corsivo non è molto comune nei (pochi) testi italiani che frequento (per lo più di discipline umanistiche). Ma i testi inglesi, che sono soliti citare i titoli di articoli mettendoli tra virgolette e senza corsivo, usano questa convenzione anche per i contributi apparsi su collettanee e su atti di convegni. Se la memoria non mi inganna, questo è il formato raccomandato anche dal Chicago Manual of Style e dallo Oxford Style Manual.

                              Non so se questo possa interessare a qualcuno, ma già che ci sono: quando qualche giorno fa ho provato per la prima volta philosophy-classic con l’edizione 0.8d di Biblatex, che avevo installata, Latex mi dava come errore:

                              Error: \bib@macro@bib:editor undefined.

                              l.236 \renewbibmacro*{bib:editor}
                              [1]{%

                              E la cosa si è risolta aggiornando Biblatex.

                              Ciao
                              Alberto

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