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Risolto da me. Allora:
`\begin{wrapfloat}{figure}{l}{0pt}
\includegraphics[height=3cm]{Logo.PNG}
\caption{Dida.}
\label{fig:prova}
\end{wrapfloat}`
Con l’accortezza di usare sto wrapfloat soltanto alll’inizio di un capoverso: per intendersi sopra \begin{wrapfloat} ci deve essere una riga vuota. Piccole accortezze. Comunque questo pacchetto devono assolutamente migliorarlo, perché è molto interessante.
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Immaginavo, comunque sì MikTeX, Windows, TeXnicCenter.Detto questo ho or ora usato il pacchetto per la prima volta e mi embra un bel po’ da rendere più solido. E’ molto probabile che l’environment wrapfigure venga messo fuori lista, per così dire, nel conteggio delle immagini. Es. Supponiamo che la wrapfigure sia la 1.3, è probabilissimo che la 1.4 o 1.5 sia posta prima della 1.3=wrapfigure.
inoltre con questo scemissimo codice:
`Il lattice è un'emulsione complessa. Vi si possono trovare: alcaloidi, proteine, cellule, enzimi, idrocarburi e altre sostanze. La composizione del lattice può variare a seconda della specie o dell'individuo vegetale che lo secerne. La particolare consistenza è da attribuire alla presenza degli idrocarburi.
Le migliori e più pregiate qualità di lattice naturale si estraggono dall'Hevea brasiliensis nelle foreste tropicali asiatiche, Malesia e Sri Lanka in particolare. Qualità di lattice naturale leggermente inferiori si estraggono anche dall'Hevea guianensis, dall'Hevea benthamiana e da altri alberi produttori di lattice.%IMMAGINE SINGOLA INCORNICIATA
\begin{wrapfigure}[5]{l}[34pt]{2cm}%righe di testo al fianco, posizione (right, left, etc.), distanza dal bordo, width figura
\includegraphics{Logo.PNG}
\caption{Logo}
\label{fig:Logo1p}
\end{wrapfigure}Il lattice possiede straordinarie e naturali caratteristiche anallergiche e antibatteriche. È in assoluto il materiale più elastico che si conosca. Altra sua fondamentale caratteristica è la cd. “resilienza”, cioè la naturale e istantanea capacità di riassumere la forma originale quantunque sottoposto a pressione o allungamento. Per tale ragione è il miglior prodotto per produrre guanti per uso medico o materassi ergo-anatomici. Questa straordinaria capacità si riscontra solo nella pelle umana.`
LaTeX impazzisce e mi da tre Bad Box.
18 Febbraio 2008 alle 16:23 in risposta a: Dei font, delle dimensioni caratteri, degli stili dei titoli #2101318 Febbraio 2008 alle 16:10 in risposta a: Dei font, delle dimensioni caratteri, degli stili dei titoli #21011::
Ma va benissimo, non c’è problema, non me la prendo a male. L’atteggiamento da professori non è simpatico, però. Come leggete dal mio profilo, sono un neofita, e ogni volta che uno chiede una cosa che voi considerate sbagliata, non si può essere “sbeffeggiati” (non sono l’unico che fa o ha fatto notare questa cosa). E’ uno sbeffeggio virtuale che quindi mi tocca il giusto, però potrebbe non invogliarmi a scrivere di nuovo e a contribuire di nuovo, nel mio piccolo, alle discussioni su LaTeX.
Questo era il concetto.Possiamo solo parlare di LaTeX senza tanti patemi d’animo, isterismi (da parte mia) o professorismi? Mi sembra la cosa migliore. Chiuso argomento! Tanto tra un po’ ne aprirò un altro! E voi, conoscendovi mi rispondere al volo!
Un saluto!
Lorenzo
18 Febbraio 2008 alle 15:53 in risposta a: Dei font, delle dimensioni caratteri, degli stili dei titoli #21008::
Già fatto, ho sempre un posto riservato nelle migliori corsie di ospedale…Mannaggia, non si può dire nulla su ‘sto forum… va beh va beh, fa lo stesso.
p.s.: per inciso, supponiamo, caso assurdo, che qualcuno di voi necessiti di una mano, voglia chiarimenti, in campo aerodinamica in cui lavoro io. Beh, farei tutte queste storie se uno mi fa una domanda? se pone un’ obiezione? un dubbio? Io non penso, comunque nel frattempo vado in ospedale alla neuro, non sia mai che ci si riveda in giro. La vita è imprevedibile, chi lo sa?
18 Febbraio 2008 alle 15:38 in risposta a: Dei font, delle dimensioni caratteri, degli stili dei titoli #21006::
Ma questo lo so benissimo, la vita reale è fatta di compromessi, ovviamente. Da qui a dire che nessuno dei libri universitari (cito questa categoria proprio perché è la più “particolare”, la meno soggetta alle mode) sia ben realizzato, mi sembra una presa di posizione da fondamentalista. Questo dicevo, rispetto a quello che commentavi tu, caro Michele, non posso che “inchinarmi” e apprendere sempre cose nuove.Diciamo che a me i fondamenalismi non sono mai piaciuti e secondo servono solo ad aggiungere ulteriori paraocchi.
p.s.: l’amico grafico che citavo non usa certo Adobe, comunque.
18 Febbraio 2008 alle 15:00 in risposta a: Dei font, delle dimensioni caratteri, degli stili dei titoli #21004::
Leggo con piacere la storia della tipografia, imparando cose che non so.
Detto questo, mi stupisco che molti libri universitari siano scritti male, e che le case editrici non sappiano fare il proprio lavoro. Ma non ti rendi conto di essere un goccio estremista?
Enrico, scusami, ma davvero credi a questo? Credi che prestigiose case editoriali (in questo momento sto pensando solo a quelle davvero prestigiose, supponendo, sebbene non credo sia vero, che quelle più piccole non sappiano fare il loro lavoro) davvero non adottino software seri e solidi? Credi che un mio amico grafico, anche se non usa LaTeX ma un software molto caro (sui 10.000€), non sappia fare il suo lavoro? Francamente questo atteggiamento da “so tutto io” non è molto simpatico, e francamente mi stupisce un po’, considerando il tuo elevato spessore. Ma questa cosa te l’avevo già detta un’altra volta, direi invano. Meglio tornare al LaTeX.Se io scrivo:
`$Ma_{is}$ %espressione 1`
LaTeX di default usa la grafia mathnormal.Se io scrivo:
`$\mathrm{Ma_{is}}$ %espressione 2`
LaTeX usa la grafia mathrm, visto che io, ESPLICITAMENTE, glielo impongo.La domanda, ripeto, é la seguente: come faccio a fare in modo che usando l’ “espressione 1” AUTOMATICAMENTE LaTeX usi la grafia mathrm (senza bisogno di usare l’ “espressione 2”)? in altre parole: come faccio a cambiare la grafia matematica di default di LaTeX?
18 Febbraio 2008 alle 10:07 in risposta a: Dei font, delle dimensioni caratteri, degli stili dei titoli #21002::
La tradizione è secolare lo so, cerco di spiegarmi meglio (comunque su moltissimi libri di testo universitari questa tradizione, come la chiami tu, non è rispettata, se vuoi ti cito anche i testi non autorevoli, più che autorevoli, che non rispettano tale tradizione).Il concetto è questo: se usiamo l’ambiente \begin{displaymath} o semplicemnte il $ per scrivere magari un simbolo in linea con il testo, il carattere di default che l’ambiente matematico di LaTeX sceglie è una sorta di “italico”, passatemi il termine.
Nella famosa guida “Una (mica tanto) breve introduzione al LaTeX” le diverse grafie matematiche sono:
`
\mathrm{}\mathit{}
\mathnormal{}`
Di default LaTeX sceglie la terza, qualunque volta si apra un ambiente matematico. Io userei volentieri sempre \mathrm. La mia domanda è questa: è possibile che ogni volta che apro un ambiente matematico non debba scrivere anche \mathrm{} (con tutte le formule scritte dentro le parentesi graffe di mathrm) per ottenere questo tipo di grafia? Posso cioé impostare mathrm come default invece che lasciare mathnormal?
18 Febbraio 2008 alle 0:56 in risposta a: Dei font, delle dimensioni caratteri, degli stili dei titoli #21000::
Altra domanda sugli stili.C’è un modo di definire che in automatico le mie formule matematiche vengano scritte con la grafia matematica indicata da \mathrm invece che con \mathnormal? E a quel punto come uso \mathnormal che in realtà uso solo per casi speciali (difficele da spiegarsi senza un esempio pratico)?
::Varie domande sorgono spontanee:
1.Con \fontsize{}{} il secondo parametro definisce il \baselineskip, che giuro, dopo aver letto mille definizioni diverse, non so che diavolo sia!Ogni riga di stampa si appoggia a una linea invisibile; alcuni caratteri stanno completamente sopra (a, b, c, m, per esempio), altri invece possono avere discendenti, cioè parti che stanno sotto questa linea (p, q, per esempio).
\baselineskip è il parametro che contiene la distanza fra due di queste linee successive.
2.Mi spiegate questo concetto: in un documento qualunque si avranno vari titoli (section, subsection, tec. o comunque quelle che decidiate voi). Questi titoli presuppongono che dopo di essi vi sia del testo. Supponiamo che LaTeX all’inserimento di tale titolo sia arrivato in fondo alla pagina, e quindi possa solo mettere il titolo ma nemmeno una riga di testo sotto di esso. Esteticamente sarebbe orripilante (es. Titolo di paragrafo a pag.5 in fondo e prima riga di tale paragrafo all’inizio di pag.6). Come si comporta LaTeX in tali situazioni? Come faccio a dire: beh, se trovi una situazione del genere salta direttamente alla pagina successiva anche con il titolo e il testo vada di conseguenza?
Finché si tratta di nomenclatura posso risolvere facendo un “po’ a occhio” visto che sono pochissimi titoli, ma nel caso generale di un testo molto lungo sarebbe impensabile e servirebbe una definizione automatica.LaTeX usa un comando interno, in questi casi, per evitare di separare un titolo da ciò che segue: \@afterheading. Una costruzione equivalente è aggiunta ai comandi della definizione di \item, quindi il problema non si dovrebbe presentare in una lista.
Ciao
EnricoOttimo. E per evitare che una cosa del genere accada anche con le voci dei capitoli, della toc o della le lof (per cui uso i titoli dei capitolo per dividere meglio le figure)?
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