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Ringrazio tutti, Claudio il giovane per i suoi consigli estetici, Claudio l’anziano per i consigli tecnici ed Enrico per la sua soluzione che, senza nulla togliere agli altri, nella sua semplicità è talmente bella che mai mai mai e poi mai mi sarebbe potuta venire in mente. 🙂Veniamo al dunque.
Avendo (per modo di dire: sono impegnato nella farsa degli esami di stato) tempo da perdere, mi son messo a giocare con un file di prova e, giocherellando con [tt]\newfontfamily[/tt], ho verificato che la combinazione new baskerville (alf. latino) + linux libertine (alf. greco) fa semplicemente schifo, oltre ad essere poco pratica, eliminando i benefici della codifica unicode.
Conosco tutti i fonts citati, ma il GFS New Baskerville va cassato violentemente. Troppo lezioso per una edizione critica e comunque a me serve un font che abbia tutte le possibili versioni principali (regular, italic, bold e bold italic).
Usare FontForge? Vi rivelo un segreto: anni fa mi creai, per mio uso e consumo, un font, che espandeva lo ITC New Baskerville con il greco! Lo chiamai Doc (che fantasia!) e contiene oltre 1300 glifi. Perché non lo uso, allora? Perché mi sono accorto (dopo anni) che ci sono dei difetti e, francamente, non ho alcuna voglia di rimettermi a giocare con i font, cosa che, vi assicuro, è una punizione divina!!!!! 🙄
E poi, lo ricordo, il GFS ha solo il regular, ma a me servono anche il corsivo e, purtroppo, pure il grassetto.
In definitiva, il Linux Libertine è un font veramente bello. Il gamma non mi piace tanto, ma anche Venere, si dice, era strabica! 😉
Tuttavia, continuerò a riflettere sui vostri suggerimenti e…. chi lo sa?…. magari farò la mattata di riprendere in mano fontforge dopo tanti anni…. 😕Infine, piccola nota per Claudio il giovane: ho visto il font da te consigliati e lo trovo molto bello, ma, oltre ad essere costosetto, ho appreso che non dispone del greco politonico. 🙁
::nhcvi2″ post=74662Purtroppo il progetto Open Baskerville è ancora troppo acerbo, e poi deriva dai modelli di Joseph Fry.
Se puoi acquistare alfabeti commerciali, ti consiglierei una versione a mio avviso eccellente…
http://www.stormtype.com/family-baskerville-original-pro.html
Claudio
Mumble…. mumble…. € 295.00….. questa è la volta che la casa editrice mi ammazza! 😆
::nhcvi2″ post=74660Potresti provare la congiunzione tra ITC New Baskerville e GFS Baskerville della Greek Font Society.
Claudio
Ci ho pensato, ma poi l’ho esclusa per due motivi
- mi imporrebbe di marcare i passaggi di lingua, cosa che, per grandissima parte del testo, presuppone un intervento manuale in migliaia e migliaia e migliaia di casi
- il disegno del GCS è corsiveggiante, ma nel mio testo tondo e corsivo hanno significati specifici
Comunque, grazie del suggerimento!
::giogio80″ post=744041) poter utilizzare font maggiori di 12pt
Devi usare una classe diversa rispetto a quelle solite, ad esempio la [tt]memoir[/tt], ma…. TE LO SCONSIGLIO CALDAMENTE! Già 12 è brutto, di più…. fa schifo! 😡
giogio80″ post=744042) poter aumentare l’interlinea
Se ne parla alla pag. 31 dell’Arte.
Ciao
Doc
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Si può scrivere direttamente in greco, come vedi.Il vantaggio di xelatex è invece quello di poter scrivere in greco senza dover volta per volta indicare il cambiamento di lingua, se non per l’eventuale sillabazione.
Inoltre, con xelatex puoi usare i fonts installati nel sistema operativo e visti, tanto per capirci, dagli altri programmi ivi installati.Anche Xelatex ha i suoi difett(ucc)i, ma, personalmente, lo trovo infinitamente più comodo.
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Il vero vantaggio di questi servizi online è la possibilità di accedere ad essi anche tramite tablet/smartphone Android, usando un programma come questo: https://play.google.com/store/apps/details?id=verbosus.verbtex&feature=search_resultNoterete che la possibilità di interfacciarsi con http://www.verbosus.com/ rende quest’ultimo servizio più appetitoso rispetto a quello offerto da http://scribtex.com/account
Tuttavia, il panorama android si sta per fortuna vitalizzando. Ho appena scoperto un nuovo programma (https://play.google.com/store/apps/details?id=manescu.latex.editor&feature=search_result) che magari nelle prossime uscite fornirà supporto per altri servizi on-line.
::egreg9″ post=73945
[quote=”chuck bass” post=73934]è la versione completa, provata per credere!
@ DirkPitt: il link che hai citato come utile e spiegato bene è obsoleto anche quello! non esiste più il synaptic da almeno 2 versioni. è vero che l’ubuntu center è molto meglio e simile, ma sono cambiate le parole da scrivere per l’isntallazione di alcuni pacchetti e software 🙂Mi riferivo ai comandi per individuare l’albero personale. Per l’installazione non c’è nulla di meglio di texlive-ubuntu.
Ciao
P.S. in una discussione di qualche tempo fa si è detto che sul nuovo gestore desktop di ubuntu non funziona la procedura di egreg. Io non ho provato perchè uso gnome classic ma l ha confermato anche l’autore.
Quello che non funziona è la creazione della miniapplicazione per gestire tlmgr (e infatti non c’è più nell’ultima edizione). 🙁 Chi l’ha già costruita non ha problemi.
Se qualcuno ha idee su come si possa fare, si faccia avanti.
Ciao
Enrico[/quote]
Non uso ubuntu, ma in teoria
`gedit ~/.local/share/applications/tlmgr.desktop`
con il seguente contenuto, opportunamente modificato:
`#!/usr/bin/env xdg-open[Desktop Entry]
Version=1.0
Type=Application
Terminal=false
Icon[it_IT]=/usr/local/texlive/2011/texmf/scripts/texlive/tlmgrgui.png
Name[it_IT]=TeX Live Manager
Exec=gksu -d -S -D “TeXLive Manager” '/opt/texbin/tlmgr -gui'
#gksu -d -S -D “TeXLive Manager” '/usr/local/texlive/2011/bin/i386-linux/tlmgr -gui'
Name=TeX Live Manager
Icon=/usr/local/texlive/2011/texmf/scripts/texlive/tlmgrgui.png
Categories=Education;`
dovrebbe bastare. Perché su ubuntu non funziona? 😕
::chuck bass” post=73934è la versione completa, provata per credere!
credo sia ora di aggioranre l’arte e le altre guide.. finalmente sembra che anche su linux / ubuntu le cose si stiano semplicificando!
@ DirkPitt: il link che hai citato come utile e spiegato bene è obsoleto anche quello! non esiste più il synaptic da almeno 2 versioni. è vero che l’ubuntu center è molto meglio e simile, ma sono cambiate le parole da scrivere per l’isntallazione di alcuni pacchetti e software 🙂
Forse non siamo stati chiari…. 😕
Lo sappiamo tutti che è completa, ma il problema è che
- È una versione vecchia
- È una versione che non si può aggiornare quotidianamente
Nessuno seguirà il tuo consiglio, nemmeno io che sulla mia Debian Sid, a differenza tua, potrei installare veramente TexLive 2012 con uno qualunque dei gestori pacchetti che ho! 😉
P.S.: per favore, non dire “Linux/Ubuntu”! Di’ solamente “Ubuntu”!
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In effetti, è vero: su Debian hanno finalmente caricato TexLive 2012!
Cf. http://packages.debian.org/changelogs/pool/main/t/texlive-base/texlive-base_2012.20120529-1/changelogTuttavia
- non credo che Ubuntu abbia già la v. 2012, visto che l’ultima sua release si basa su un sync avvenuto mesi fa
- rimane il problema che questa 2012 ci resterà almeno DUE ANNI, quindi nessuno vedrà mai sulle prossime ubuntu le versioni 2013 e 2014
- l’installazione effettuata tramite la guida su citata, consente, tramite tlmgr, di ottenere in tempo reale tutti gli aggiornamenti possibili ed immaginabili, mentre i repos di debian/ubuntu rimangono freezati
In breve, è meglio rimanere saldi sulla guida di Egreg!
::ivan” post=73537Per quanto riguarda la lineetta è vero. Nelle versioni precedenti era automatica.
Non è stata una scelta consapevole. Ora devo decidere se metterla di default o meno.
Sulle abbreviazioni “p.” e “pp.”, invece, la scelta è stata meditata.
Il raddoppiamento delle consonanti non ha alcun senso. Inoltre, non è previsto da alcuna norma ISO-UNI.
Anzi, la norma (che ora non ricordo) dice esplicitamente che un’abbreviazione può stare sia per le due forme singolare/plurare
sia per altre forme derivate. Pertanto “p.” sta per pagina, pagina, paginazione, ecc.
So che in alcuni contesti si usa “pp.”, e purtroppo anche “figg.”, “tabb.”, “capp.” “sezz.”, eccetera.
Per queste ragioni ora si ha di default “p.” sia per il singolare sia per il plurale.
Tuttavia c’è un’opzione (non documentata), che ripristina il comportamento precedente:
`classical=true`
È bene non usarla, se non costretti. Non credo che la inserirò nella documentazione,
ma aspetto il vostro parere.Ciao
IvanGrazie, Ivan, del chiarimento!
Del pp. non me ne può fregare di meno, anzi non mi dispiace, tuttavia… insomma…. non per romperti…. ma mi sa che il manuale del pacchetto andrebbe aggiornato! 😛 😛 😛Comunque, con la lineetta come ci si deve comportare? Il comportamento con [tt]dashed=true[/tt] non mi piace tanto, poiché vorrei vedere il nome completo nell’eventuale prima citazione di una seconda pagina.
::Alb” post=73529Ciao,
[cite]Inoltre, ricordo male o prima metteva pp. o p. opportunamente? Ora, mi ritrovo sempre p.![/cite]
Io mi ritrovo sempre “p.”, con il trattino corto come separatore tra i numeri di pagina, se la lingua del documento è l’italiano. Ma se la lingua è l’inglese mi ritrovo “pp.” con il trattino lungo, come nella versione precedente degli stili philosophy.Esiste qualche linea di codice che si possa mettere nel preambolo per avere “pp.” e il trattino lungo anche nei documenti in italiano? Grazie anticipatamente.
[cite]Ho “risolto” aggiungendo l’opzione dashed=true. Così ottengo la lineetta per tutte le attestazioni del nome dopo la prima[/cite]
Mi pare che “dashed=true” risolva il problema solo a metà. Stampa la lineetta solo se i nomi di tutti gli autori sono identici. Ma se cito un’opera scritta da Donald Duck ed una scritta da Donald Duck e Mickey Mouse, la bibliografia avrà
[cite]Duck, Donald, …
Duck, Donald and Mickey Mouse, …[/cite]
anziché avere
[cite]Duck, Donald, …
— and Mickey Mouse, …[/cite]Ciao
AlbertoAlberto, qui c’è qualcosa di strano! Sono ASSOLUTAMENTE CERTO del fatto che prima la lineetta e il p./pp. fossero messi automaticamente, senza doversi scervellare su righe di codice.
Probabilmente, qualche aggiornamento di biber o bibtex o che so io, ha fatto saltare qualcosa.C’è da sentire cosa dice Ivan, ovvero aspettare Texlive 2012. Modificare manualmente il codice, se non si ha urgenza, è inopportuno, almeno a mio avviso.
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