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Non credo che quei fonts siano ricchi di OpenType Features.
Per queste caratteristiche, ti consiglio di ricorrere a Linux Libertine e Gentium, oppure ad altri fonts commerciali quali Arno Pro e Minion Pro, entrambi della Adobe.Ti ho menzionato solo alcuni fonts di alt(issim)a qualità.
Comunque, un consiglio: non eccedere con le legature, almeno per il greco. Potresti ritrovarti di fronte ad una sorta di… manoscritto medievale! 😉
::Cecconi” post=62915Vi ringrazio per l’aiuto, alla fine la soluzione che mi ha soddisfatto di più è stata quella di aumentare l’inerlinea.. a questo punto mi chiedevo: c’è un modo per fare sì che stia centrato nella pagina (intendo in verticale), o comunque di farlo scorrere un po’ più verso il basso?
GrazieSono stato io a suggerirti la soluzione dell’interlinea, ma ora me ne pento! 😐
Sulla stessa linea, potrei suggerirti di agire di vspace e simili, ma, francamente, mi permetto di darti un consiglio: questo non è il corretto approccio a LaTeX!
Scusami la franchezza, che potrebbe sembrarti rude!
19 Settembre 2011 alle 18:54 in risposta a: [Risolto*] Risultato diverso tra XeLaTeX & LuaLaTeX #6387219 Settembre 2011 alle 18:20 in risposta a: [Risolto*] Risultato diverso tra XeLaTeX & LuaLaTeX #63870::OldClaudio” post=62869Il punto non è se esistono problemi o se è conveniente caricare xkeyval prima di polyglossia; il problema è che con la versione precedente di qualche pacchetto che ignoro, non era necessario ricorrere a nessun rimedio.
Prima io non avevo mai avuto problemi con fontspec e la matematica e nemmeno con altri font; difficile da usare, non lo nego, ma problemi non ne avevo incontrati; anche polyglossia funzionava senza problemi; evidentemente un certo pacchetto a me ignoto è stato modificato e là dove si puote ciò che si vuole, non è stato fatto un lavoro di verifiche incrociate adeguato. Will Robertson sembra aver individuato che cosa impedisce a fonstpec di lavorare correttamente con unicode-math o viceversa e ha promesso la correzione immediata, ma ha richiesto qualche giorno di tempo. Per polyglossia, certamente la tua soluzione elimina il problema all’origine, ma perché prima polyglossia se lo caricava (o qualche altro pacchetto essenziale lo faceva per lui)? D’altra pert il linguaggio sviluppato dal LaTeX3Team è talmente complicato per chi non ha partecipato ai lavori di quel Team, che anche una persona esperta di linguaggio TeX primitivo e di comandi interni di LaTeX non riesce a metterci le mani (almeno io, che mi ritengo esperto su tutti e due i fronti, non ci capisco nulla, o intravedo appena che cosa potrebbe venire eseguito, ma non ne capisco i dettagli).
Mi ero limitato ad indicare un semplice workaround che consente, almeno in attesa di tempi migliori, di poter continuare a lavorare con fontspec, senza dover ricorrere a retrocessioni varie.
Se non avessi trovato questo sistema, non avrei potuto lavorare in questi giorni, e nemmeno ORA riuscirei a produrre il mio bel documento su cui in questo preciso momento sto lavorando febbrilmente.
Speravo dunque che questa informazione potesse tornare utile anche ad altri, come è tornata utile a me.Queste sono le fonti:
http://groups.google.com/group/comp.text.tex/browse_thread/thread/eedc39c0bc30ecc6?pli=1
https://github.com/fc7/polyglossia/issues/27Non mi permetto di indicare i dettagli, dal momento che non posso vantare sufficiente competenza in materia.
Ciao
Domenico
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Possiamo tentare una soluzione veloce, anche se non so quanto sia soddisfacente per te.`{\linespread{0.7}\tableofcontents}`
In questo modo, aumenti* lo spazio interlineare, riempiendo meglio la pagina.
Puoi provare anche altri valori, aiutandoti con questo link: http://en.wikibooks.org/wiki/LaTeX/Customizing_LaTeX#Line_Spacing* Leggasi “diminuisci”, come giustamente egreg mi segnala. Avevo semplicemente copiato/incollato una mia impostazione, senza rifletterci! 😳
Ovviamente, il valore di 0.7 è esemplificativo; 1.3 potrebbe andar bene.
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Non mi è molto chiaro il tuo problema, anche perché non si capisce come generi l’indice, in mancanza di un esempio del tuo codice.Io uso personalizzarmi l’indice, anzi il sommario, tramite il pacchetto tocloft, ma in generale hai consultato la guida L’arte di scrivere con LaTeX?
::OldClaudio” post=62835Attenzione ad non aggiornare TL in questi giorni, almeno se usa XeTeX o XeLaTeX e la matematica unicode.
Ieri ho aggiornato e non posso più usare quei due programmi per alcuni giorni.
Ho già scritto a Will Robertson che spera di poter risolvere il problema per domani; nel frattempo fontspec e unicode-math sono incompatibili.
Ciao a tutti
Claudio
Non uso pacchetti di matematica, ma, da utente XelaTeX, ho notato con “piacere” i problemi con fontspec.
Se può essere utile, io li ho risolti, caricando, prima di polyglossia, il pacchetto xkeyval.
Ciao
Domenico
::ansys” post=62641
Potresti proporre un nuovo elenco numerato con la sequenza che ritieni esatta. Avevo già proposto a Lorenzo di esplicitare il mirror GARR al punto 2, ma poi mi ero tenuto sul generale e avevo lasciato perdere. Anche MacTeX non sfugge alle forche caudine, e ci si può trovare a Roma2 come niente. Purtroppo non c’è nulla da fare, al momento.
Forse non è così diversa da come riportata: il pulsante Aggiorna installati funziona, ma non so se installa anche i nuovi pacchetti. Il pulsante aggiorna proprio non va. Voi altri come fate? La procedura dell’arte funziona?
Ciao
OrlandoPrima di lanciare l’aggiornamento, hai cliccato sul tastino in alto a destra “Carica predefinito”?
Personalmente, però, non aggiorno mai dalla (pesante) interfaccia grafica. W il terminale! 😉
::egreg9″ post=62536
Intanto, ho però risolto al livello utente, semplicemente creandomi un file ~/.xsessionrc, contenente:
`export PATH=/opt/texbin:${PATH}`Spero che queste informazioni possano risultare utili.
.xsessionrc? ❓ ❓
Forse .profile è un pochino meglio.
Ciao
EnricoEnrico, come avevo spiegato, .profile NON viene caricato, su Debian, da lightdm. Ecco tutto! 😉 😉 😉
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Aggiungo qualche nota da utente Debian.Confermo che le istruzioni di Enrico, per quanto testate su Ubuntu, vanno benissimo anche su Debian, ma aggiungo qualche informazione.
Se, e dico SE, come ho fatto io, sei migrato su lightdm come desktop manager, quelle istruzioni NON vanno bene.
Come vedi, infatti, Enrico suggerisce di aggiungere il path al livello di /etc/profile.d, ma questo percorso NON viene caricato da lightdm, come non viene caricato l’eventuale ~/.profile.
Come mai? È una precisa decisione del debian mantainer! Cf. http://bugs.debian.org/cgi-bin/bugreport.cgi?bug=636108
Come si può vedere dalla discussione linkata, il problema non dovrebbe affliggere gli utenti di Ubuntu, in quanto ivi lightdm è stato appositamente modificato.Come risolvere?
Sto studiando, molto a tempo perso, come fare al livello di sistema, dunque, presumo, al livello di /etc/X11/Xsession.d.Intanto, ho però risolto al livello utente, semplicemente creandomi un file ~/.xsessionrc, contenente:
`export PATH=/opt/texbin:${PATH}`Spero che queste informazioni possano risultare utili.
Ciao
Domenico
::egreg9″ post=62463
[quote=”egreg9″ post=62460]C’è anche il modo di evitare di modificare il PATH su .profile, ma non è così importante.
Ciao
EnricoConosco la tua guida ed ho visto il modo da te suggerito. Tuttavia, sappi che io sono MOLTO paranoico sulla pulizia del sistema e per questo preferisco agire SOLO al livello di .profile e/o di .xsessionrc. 😀 😀 😀
Be’, lo scopo di /etc/profile.d è esattamente quello di modificare il “profile” per ogni utente. Il sistema, con l’aggiunta, è pulito. Direi anzi che non lo è con la modifica di .profile, perché utenti diversi (per esempio root) hanno PATH diversi. Una modifica “globale” deve esserlo fino in fondo.
Ciao
Enrico[/quote]
Il tuo modo di vedere è ineccepibile, ma appunto le paranoie vanno al di là della razionalità. 😉
Comunque, io mi riferisco ai miei personali sistemi, assolutamente monoutente.Chi lo sa? Magari un domani mi decido ad andare di /etc/profile.d? Bah!
::egreg9″ post=62460C’è anche il modo di evitare di modificare il PATH su .profile, ma non è così importante.
Ciao
EnricoConosco la tua guida ed ho visto il modo da te suggerito. Tuttavia, sappi che io sono MOLTO paranoico sulla pulizia del sistema e per questo preferisco agire SOLO al livello di .profile e/o di .xsessionrc. 😀 😀 😀
@OldClaudio
Non ho problemi di spazio su disco, ma sono PARANOICO anche su queste cose! Forse perché il mio primo pc (un portatile) aveva 128 MEGA di spazio su disco? 😆 😆
::ilPeggiore” post=62458
Cosa ancora migliore sarebbe però far capire ai debian mantainers di texlive che sarebbe opportuno scorporare le dipendenze.
infatti era proprio questo l’intento del mio post sul forum Ubuntu.
Un altro chiarimento: se installo sia la 2009 da repository, che la 2011 manualmente, come fa kile a capire che deve utilizzare la 2011 per compilare i .tex?Non ho mai avuto installate le due versioni contemporaneamete, ma presumo che, se tu aggiungi il percorso di texlive 2011 alla path, quest’ultimo “sovrascriverà”, al caricamento del sistema, quello di texlive 2009.
Comunque, molto dipende da COME hai installato texlive 2011, ed in particolare dalle voci dell’installer “crea i collegamenti nelle directory di sistema” e “crea i collegamenti simbolici nelle directory standard”. Se le hai spuntate, è naturale che prevalga la 2011. Io non le spunto mai, per non sporcare alcuna cartella di sistema, e preferisco quindi aggiungere la path sul file ~/.profile.
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