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Restando off topic ma non troppo (poi ci rientro) capisco quello che dici, ma credo che non tutti sappiano come fare segnalazioni o contribuire…io per esempio ho appena scoperto git..e ne sono entusiasta, lo sto usando da me per la mia tesi, non vedo l’ora di usarlo per altro, e spero di poterlo usare per dare una mano.. Per fare un altro esempio (che ti riguarda) ricordo che avevo scritto delle note nel tuo documento per le codifiche, modificando qualcosa verso la fine (non ricordo ma l’ho scritto nel documento che ho stampato) che non funzionava nella procedura di conversione per come l’avevo capita…non te l’ho ancora mandata eppure è un po’ che anche ci scriviamo e rispondiamo (ma vorrei sistemarla decente prima :-))…ecco… quindi penso a tutti quelli che hanno un problema di altro tipo, magari un pacchetto che da errore, chiedono aiuto e magari lo si risolve..e una volta risolto la priorità è un’altra: andare avanti…e a parte questo..credimi…che se non sei un esperto E non ti consideri tale…non penserai mai a un errore del dio supremo alieno che ha scritto il pacchetto in chissà quale stato di trans con tutti quei geroglifici..ma sei tu novello e pivello che hai sbagliato..e anche se fossi (quasi) sicuro che hai ragione non ti sentiresti comunque probabilmente all’altezza di segnalarlo (sempre che tu sappia come fare…che parole usare per descrivere il problema…se hai capito qule è il problema…)… forse però è anche una fortuna sia così o vi ritrovereste sommersi da e-mail per le quali nel 90% (forse più) dei casi il problema è solo lato utente e risolvibile legendo una guida…(o sl forum in modo da essere d’aiuto anche a chi usa la funzione “cerca” :-)) boh non so…I ogni modo, tornando a noi è vero quello che dici e quello che pensavo era proprio una sorta di “grafo delle chiamate” così da vedere anche i rami morti. Comunque fossi stato attento alle parentesi, avrei capito il problema perché nella prima compilazione avrei avuto (scrivo a braccia eh…):
(babel(…))…(pgfplots(tiks(graphicx)))…(miouniud)
poi invece, commentata la chiamata a pgfplots avrei visto
(babel(…))…(miouniud(graphicx))
e mi sarei subito ricordato che avevamo richiamato graphicx (se necessario) nel pacchetto…e sopratutto non avrei avuto dubbi che chiamare pgfplots portava, in un modo o nell’altro, ad attivare (se non già fatto..e non lo era nel mio caso) graphicx…quindi non avrei avuto il dubbio di aver dato un consiglio sbagiato (…cosa che, tornando off topic…diminuisce la mia spinta emotiva a espormi nel dare aiuto e ancora meno ad arrogarmi la presunzione di segnalare un errore, per esempio, a te)….e mi sarei sentito molto meglio da subito 🙂 (..è una cosa stupida..ma è così :-))
come vedi…più sai e più fai e più sai (e fai) e più ti senti sicuro nel dare una mano e nel correggere (o provarci)..ma solitamente chi incontra problemi…è proprio quello che non sa… 🙂 (e spesso non sa nemmeno qual’è il problema..oltre al fatto che “non funziona” …)
Dal mio punto di vista, è per questo che servono i gruppi…in un gruppo si presuppone di avere medesime competenze, e medesimi desideri (anche se nella realtà potrebbe non essere così..lo si suppone comunque) e quindi ci si confronta…per miouniud.sty io e te abbiamo fatto un gruppo (dove tu eri la parte predominante :-), grazie +1) ma io non ho avuto nessun problema a scrivere sopra quello che scrivevi tu, a proporre, chiedere, provare, ecc… perché ci stavamo lavorando noi…ok non era utile a nessuno se non a me..ma credo che comunque nessuno (se non avesse cominciato a far parte del gruppo di “sviluppo”) avrebbe mai detto “toc toc…ho provato a usarlo, qui mi da errore, secondo me il problema è questo, non so come risolverlo, ciao, quando risolvete figata così lo uso bene..nel frattempo mi arrangio in altro modo”…e fra qualche mese, quando lo sistemerò facendolo anche bellino nella descrizione, e lo proporrò a Gorni come aggiornamento di quello proposto attualmente, se lo accettasse è ovvio che spererei che qualcuno mi scrivesse quel “toc toc…” ma so che sarà più probabile che quel qualcuno scriva timidamente qui sul forum (come farei io…) …magari pensando a un errore suo..o di un altro pacchetto…e magari né io né te quel giorno ce ne accorgiamo…e non sarà risolto…
una mia grandissima amica una volta mi disse “se ti aspetti qualcosa dagli altri resterai sempre deluso…è praticamente impossibile che quello che pensi tu in quel momento sia quello che pensano loro nello stesso momento” e non perché non siano brave persone ma solo perché non sono
…e quello che ti aspetti da loro è solo quello che faresti tu (con la conoscenza che hai senza essere loro) se fossi in loro (senza però avere la loro conoscenza perché in realtà sei “solo” tu) In ogni modo..io sono Felicissimo che fra tutti aiutate anche me 🙂 Grazie 🙂 …e spero e provo nel mio piccolo anche io a dare una mano (che tra l’altro sto LaTeX mi piaceva prima e mi sta piacendo sempre di più :-)) (negli ultimi tre giorni ho già convertito due persone a informarsi e a vedere come funziona…e una di loro è un prof delle superiori :-))
Notte notte 🙂
Corrado.
::OldClaudio” post=91572L3 è una abbreviazione per indicare il linguaggio interno di LaTeX3, che ora è l’argomento di studio di Enrico, il quale ha già prodotto diversi pacchetti basati su L3; xparse non è ufficialmente uno di quelli, perché risulta prodotto dal LaTeX3 Team, ma mi pare che Enrico ne faccia parte, almeno collateralmente. xpatch invece è proprio di Enrico.
In sostanza si tratta di pacchetti epr usare il nuovo linguaggio rendene abbastanza trasparente le complicazioni interne.
Grazie ora è più chiaro (e sopratutto a sto punto vado a guardarmi cosa fa xpatch :-))
OldClaudio” post=91572
Invece il fatto che \index{\MakeUppercase{b}} si ocmporti diversamente da \index{B} è abbastanza ovvio; il primo viene messo fra i simboli perché manca una chiave per mettere in ordine alfabetico, cioè manca @ e la parte che viene prima; esso si comporterebbe come \index{B} se fosse scritto \index{B@\MakeUppercase{b}}.Questo lo intuivo, nel senso che il mio dubbio allora diviene, c’è un modo per tasformare una minuscola in una maiuscola (o viceversa) facendo sostituire il carattere davvero? Ovvero, il problema che non capisco, né so come risolvere, è proprio quello che dici tu: perché \index “vede” \MakeUppercase{b} come un simbolo e non come il carattere “B” che trasforma? Come faccio a dire dentro \index (ma potrebbe essere qualunque altro comando) di fare prima la conversione da minuscolo a maiuscolo e poi applicarci il comando? Ho provato anche con \uppercase ma niente da fare…ho provato con \expandafter\index{\MakeUppercase{b}}, niente
vabbé, dai era solo una curiosità, non la userò mai io ne probabilmente nessun altro quindi è inutile continuare a perderci il sonno 🙂
notte notte 🙂
Corrado.
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Già..ho visto pure io 🙂 tra l’altro ho provato a vedere anche com’è il pacchetto nel SVN e quello che dice è vero…potenzialmente è incredibile ma al momento (tenendo conto che ha definito tutto per far si che quello che “c’è scritto” venga fatto), se non ho capito male il codice, si “limita” a:`
\Load {fancyhdr} before {hyperref}
\Load {fncychap} before {hyperref}
\Load {float} before {hyperref}
\Load {hyperref} before {algorithm}
\Load {amssymb} before {xunicode}
\Load {amssymb} before {xltxtra}
\Load {graphicx} before {xltxtra}
\Load {graphicx} before {fontspec}
\Load {caption} before {subfig}
\Load {amsmath} before {wasysym}
\Load {todonotes} before {program}
`(non ho capito invece se evita anche vegano caricati, in generale, doppioni)
in ogni modo, da tenere sott’occhio 🙂
::cfiandra” post=91556
P.S. Se devi fare tante funzioni, potresti pensare di usare GeoGebra ed esportare in TikZ il risultato.Si può fare 😮 😮 😮 adoro GeoGebra andrò a vedermi subito come fare!!!! Funziona bene, si?!?! super!! Grazie Grazie Grazie 🙂
cfiandra” post=91556
P.P.S. Pgfplots non carica graphicx è vero, ma siccome TikZ lo fa, automaticamente graphicx è caricato.Grazie anche di questo, mi sento salvo in corner e sono felice che il mio pacchetto non lo carichi due volte se c’è già (c’è il require 🙂 Grazie OldClaudio :-)) quindi era pgfplot che lo caricava sul serio e mi ricordavo giusto (nel mio documento non spariva commentando la chiamata a pgfplots, e quindi mi sentivo di confermare non fosse lui a caricarlo, perché il mio require falliva e dunque era lui che lo caricava…lazzarone :-))
Mi avete fatto venire in mente un argomento per una nuova discussione!…arriva prestissimo
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Ignoranza mia fatti capanna: cos’è il linguaggio L3..che pare io usi senza saperlo?!Ho caricato il paccheto xparse come suggerito per poter usare nuove macro e definire comandi più personalizzabili…ho dato un occhio alla documentazione e ho scritto il codice (una volta individuato cosa usare sembra piuttosto “user friendly” se non ci si addentra in strane opzioni :-)).
\NewDocumentCommand
{ }{ }{ }{ }>} I commenti li ho messi io per capire che facevo tra i vari condizionali senza perdermi 🙂 (e riuscire a risparmiare due test :-))
Con \InValueTF{
}{ (e il corrispondente con “No” in mezzo) il test lo passi se}{ } è “qualcosa” (…qualunque “qualcosa” tranne il suo modo di dire “non c’è niente”…che però anche scrivendo “non c’è niente” come lo scrive lui..se ne accorge e lo legge come “qualcosa” 🙂 troppo mitico) (oppure passi il test se è il suo modo, scritto da lui, di dire “non c’è niente” nel caso di \IfNoValueTF). Dunque xparse=L3?! L3=LaTeX3 e le macro di xparse sono quelle che finiranno in LaTeX3? Di LaTeX3 sinceramente non ho ancora letto nulla di nulla e non so nulla 🙂
Grazie per la conferma riguardo a \evidence 🙂 e la giusta comprensione di makeindex , appena faccio un po’ di prove e decido cosa fargli fare metterò qui la mia scelta 🙂
Resta il fatto che
“\index{\MakeUppercase(b)} (che è come \index{\MakeUppercase{B}}) non è come \index{B} (che è uguale a \index{b} e quindi diverso dai primi due, i quali formano una loro gerarchia precedente a quella standard). Come mai?”
In ogni modo, al di la della risposta interessante di per sé e che non saprei nemmeno dove andare cercarla se non aspettando qualcuno di voi che me la dia (o mi dica cosa leggere per trovarmela), ho sfruttato la mia nuova conoscenza di makeindex per risolvere il problema di avere tutte le iniziali dei primi livelli di lemma maiuscole (sempre, solo nell’indice e non nel testo) con il seguente codice. (lo riporto nel caso potesse essere utile a qualcuno, se non ci sono errori chiaramente…ma a me non ne da :-))
`
\NewDocumentCommand \definUp{ o m o o}% inserisce voci formattate nel testo e direttamente nell'indice analitico
{\IfValueTF{#1}%test per ordinare il lemma
{\IfValueTF{#4}%test per ordinare il sotto-lemma (se lo passa allora il sottolemma c'è!)
{\evidence{#2 #3}\index{#1@\MakeUppercase#2!#4@#3}}%lemma e sotto-lemma ordinati entrambi
{% (se non passa il test su #4 non so se c'è il sotto-lemma)
\IfNoValueTF {#3}% test per sotto-lemma
{\evidence{#2}\index{#1@\MakeUppercase#2}}% lemma ordinato
{\evidence{#2 #3}\index{#1@\MakeUppercase#2!#3}}% lemma ordinato e sotto-lemma
}
}
{\IfValueTF{#4}%test per ordinare il sotto-lemma (se lo passa allora il sottolemma c'è!)
{\evidence{#2 #3}\index{#2@\MakeUppercase#2!#4@#3}}%lemma e sotto-lemma ordinato
{% (se non passa il test su #4 non so se c'è il sotto-lemma)
\IfNoValueTF {#3}% test per sotto-lemma
{\evidence{#2}\index{#2@\MakeUppercase#2}}% lemma
{\evidence{#2 #3}\index{#2@\MakeUppercase#2!#3}}% lemma e sotto-lemma
}
}
}
`PS: l’idea comporre così l’indice (con iniziali lemmi principali tutti maiuscoli) è una cosa che non è il caso di fare? che si fa e si deve fare? Oppure né una né l’altra e va benissimo come uno preferisce?
Buona cena (io vado a cena :-))
Corrado.
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Io di grafici non so ancora molto…(su quello ho appena iniziato a sperimentarmi anche io e non mi sto nemmeno applicando :-)) ma sicuro pgfplots carica già graphicx, pgf, tikz e quindi questi non caricarli che avere doppioni non è il massimo. Dopodiché amsfonts è già caricato da amssymb quindi anche in questo caso basta quest’ultimo. Poi ti suggerisco di aggiungere una “i” e caricare imakeidx…se ti leggi la documentazione di imakeidx (e quella di makeindex,oltre quella di makeidx che a quel punto non ti serve) puoi fare veramente delle figate. Se invece aggiunge la “i” e non leggi la documentazione, l’unica cosa che ti cambierà è che non ti servirà più compilare l’indice analitico a parte e ricompilare tutto di nuovo per ottenerlo…basterà una sola compilazione e l’indice sarà già a posto e aggiornato di suo! Quindi, per quanto il consiglio sia sempre di leggere la documentazione (o almeno dargli un occhio per sapere cosa tratta e dove trovare le info quando ti serviranno), dal mio punto di vista la “i” aggiungila comunque 🙂Per il resto, non ho altri consigli da darti ne posso aiutarti con il tuo problema
ah…se un attimo di “buco” dai un occhio al documento scritto da Claudio Beccari sulle codifiche (corto e chiarificatore). Lo trovi nella sezione documentazione, e valuta di passare (magari per i prossimi documenti) alla utf8 in luogo della latin1, ovviamente se scegliere quest’ultima non è il frutto di una necessità specifica! 🙂
Ciao ciao,
Corrado.
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Alla luce di quanto scoperto, e volendo sperimentare la soluzione migliore per “staccare” dal testo le parole che definisco, il mio codice è diventato il seguente:`\newcommand{\evidence}[1]{\textbf{\texttt{#1}}}
\NewDocumentCommand \defin{ o m o o}% inserisce voci formattate nel testo e direttamente nell'indice analitico
{\IfValueTF{#1}%test per ordinare il lemma
{\IfValueTF{#4}%test per ordinare il sotto-lemma (se lo passa allora il sottolemma c'è!)
{\evidence{#2 #3}\index{#1@#2!#4@#3}}%lemma e sotto-lemma ordinati entrambi
{% (se non passa il test su #4 non so se c'è il sotto-lemma)
\IfNoValueTF {#3}% test per sotto-lemma
{\evidence{#2}\index{#1@#2}}% lemma ordinato
{\evidence{#2 #3}\index{#1@#2!#3}}% lemma ordinato e sotto-lemma
}%
}%chiusa questa parentesi so che il lemma non è ordinato
{\IfValueTF{#4}%test per ordinare il sotto-lemma (se lo passa allora il sottolemma c'è!)
{\evidence{#2 #3}\index{#2!#4@#3}}%lemma e sotto-lemma ordinato
{% (se non passa il test su #4 non so se c'è il sotto-lemma)
\IfNoValueTF {#3}% test per sotto-lemma
{\evidence{#2}\index{#2}}% lemma
{\evidence{#2 #3}\index{#2!#3}}% lemma e sotto-lemma
}%
}%
}%`
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Ora sembra tutto più chiaro…(a parte che avevo letto la guida di makeidx..davvero scarna e non utile ai miei scopi come quella di makeindex)… non avevo capito nulla…giusto per capire a fondo perché sto facendo confusione tra quello che ho capito e quello che sto capendo che avevo capito male e quello che credo di aver capito, ora, bene 🙂in realtà “@” non è detto che vada dopo il “!”, infatti si legge
If you specify an entry of the form σ@τ, the string σ determines the alphabetical position of the entry, while the string τ produces the text of the entry.
dove “entry” può essere a quelsiasi livello (quindi anche al secondo, dopo un “!”)
dunque, per esserne certo, faccio un esempio sciocco ma (a mio avviso) chiarificatore:
voce1: $\epsilon$
voce2: $\epsilon$-circolo
voce3: $\epsilon$-$\lambda$-circolovoglio che la voce1, la voce2 e la voce3 siano indicizzate alfabeticamente come “epsilon” e voglio che “$\epsilon$” sia al primo livello per tutte e tre le voci, mentre “circolo” e “$\lambda$-circolo” stiano al secondo livello (nel primo caso “circolo” è la sotto voce, nel secondo caso è tutto “$\lambda$-circolo” la sotto voce di “$\epsilon$”) e voglio che in questo secondo livello venga prima “circolo”. Ovvero voglio che “$\lambda$-circolo” sia inserito in ordine tra le sotto voci di “$\epsilon$” come se fosse “lambda-circolo” (se non facessi nulla “circolo” verrebbe dopo perché “$\lambda$-circolo” inizia con un simbolo, tra l’altro il trattino viene pure gestito bene, da quello che leggo sulla guida makeindex, quindi siamo a cavallo).
il codice quale sarà?
Ne butto uno io (quello che ritengo essere giusto…):
`
$\epsilon$\index{epsilon@$\epsilon$}
$\epsilon$-circolo\index{epsilon@$\epsilon$!circolo}
$\epsilon$-$\lambda$-circolo\index{epsilon@$\epsilon$!lambda-circolo@$\lambda$-circolo}
`Confermi? (a me funziona, senza errori)
Poi, volendo, in fondo di tutto c’è tutta la parte dopo | che è unica , chiara e non mi crea problemi (sopratutto perché non la uso :-)) di comandi (e non dichiarazioni) che tra l’altro possono essere anche definiti dall’utente, per gestire la parte “numerica” dell’indice.
Attendo commenti e, spero, conferme 🙂
Ciao ciao
Corrado.
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mmm questa è più che un’obiezione/consiglio…la vedo come una norma “nella pietra” 🙂 non ho sicuro intenzione di diventare matto a fare io qualcosa che so che LaTeX fa benissimo…ovvero preoccuparmi della sillabazione! teletype eliminato! Per lo meno finché non saprò e non avrò tempo di creare un nuovo “nome” di caratteri che ovvi il problema :-)…potrei chiamarlo proprio telebold :-)…ma direi che ora ho altre priorità 🙂 vabbé..scherzi a parte..vedrò cosa fare 🙂Riguardo invece a quello che dici dell’indice, ho riguardato l’Arte, ho riguardato la Guida e la documentazione (di imakeidx e quella di makeidx..), sinceramente molto velocemente, ma comunque non capisco cosa non ti torna…
il comando \index è attaccato alla parola che voglio indicizzare
uso ! per passare dei sotto-lemmi
uso @ per darne l’ordinamento
nel primo caso ho una parola a cui voglio dare esplicitamente io l’ordine \index{
@ per esempio `$\epsilon$-palla\index{e@$\epsilon$-palla}`}
nel secondo caso do l’ordine e ho un sottolemma (non credo mi accadrà mai) in ogni modo uso \index{@ per esempio `$\epsilon$-palla aperta\index{e@$\epsilon$-palla!aperta}`! } (OK, non ho considerato il caso in cui sia il sotto lemma a dover essere indirizzato nell’ordinamento ma mi è parso ancora più raro…e non mi è mai capitato fin’ora…in caso lo aggiungo con una quarta opzione, in modo da inserirla solo se è stata inserita anche la terza e non sbalgiare, ovvero della forma `\defin[
]{ }[ ][ ]` che produrrà una cosa del tipo `\tesxtbf{
}\index{ @ ! @ }` nel terzo e quarto caso l’ordinamento è naturale (e le voci passate a \index gli arrivano direttamente dal comando, quindi non formattate né in grassetto né in altro modo)
davvero non capisco cosa non vada… può essere che sarebbe meglio scrivere separatamente le voci? `\textbf{
} \textbf{ }\index{ @ ! }` se è quello non credevo fosse un problema e correggo subito…se è altro, proprio non lo vedo…quindi, per risponderti, no…al momento non ho corretto nulla…
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Quindi il consiglio sarebbe quello di usare solo il corsivo? Temo si confonderebbe con l’uso del corsivo fatto per evidenziare il significato della parola nel suo contesto, quando usato normalmente.Se ho capito bene (e nel caso allora sono felice del fatto che la pensavo così già da prima), il neretto o il corsivo (il primo in modo meno “carino”) evidenziano il significato di una parola nel contesto del discorso in cui si colloca, mentre le virgolette la evidenziano come parola in sé sempre però nel contesto di ciò che significa quello che si sta leggendo.
Quello che io vorrei ottenere è un risalto della parola in sé (come insieme di caratteri) all’interno del testo in sé (come insieme di caratteri). Per tale ragione ho fatto la mia scelta: il teletype sposta l’attenzione di chi legge dal contesto dei significati al contesto dei caratteri con cui è stato scritto il testo, il neretto fa risaltare quell’insieme particolare di caratteri tra gli altri insiemi di caratteri. In questo modo si crea una struttura non ambigua (o confondibile) che assume evidentemente e immediatamente il proprio significato (già dalle primissime righe, forse già dal primo uso…è evidente e non ambiguo da subito) e quindi è facilmente isolabile a livello di attenzione. In questo modo si può leggere il testo ignorando del tutto il “teleneretto” (:-)) e concentrandosi solo sul significato di ciò che si legge. Viceversa, nel momento in cui si avesse desiderio di trovare una parola, per cercarne la definizione, in automatico il nostro cervello potrebbe escludere ogni altro carattere effettuando la scansione del testo i modo rapidissimo.
Nel caso usassi altri metodi avrei paura comunque di confondere le idee. Infatti le virgolette non avrebbero senso e il corsivo lo uso per altro. D’altra parte, non usando mai né il neretto né il teletype (non ho “codice” da scrivere), potrei optare per una tra queste due (prese singolarmente). Avendo fatto il comando non sarà difficile fare delle prove 🙂
Quello che temo è solo che usando il solo neretto si possa confondere l’uso come un “risalto di contenuti”, mentre con il solo teletype temo che la parola non si “distacchi” dal testo, perdendo in primo luogo il vantaggio della ricerca rapida e in seconda battuta (questo però vale anche per il neretto) ho paura si perda il più importante mio desiderio: riuscire a ignorare il cambio di stile durante la lettura, a livello di concentrazione intendo…ovvio che quando leggo “vedo” il cambio di stile, ma se sono concentrato sul capire cosa sto leggendo allora un neretto o un corsivo (avendo escluso le virgolette che non centrano) di sicuro mi distrarranno da ciò che ho in mente perché “guarda che questo è importante, attento!”…ecco, ho paura che con il teletype da solo si rischi la stessa cosa seppur in modo diverso: “mmm…teletype…mica è codice..vabbé, che stavo leggendo?!…”, mentre sono piuttosto convinto che con la combinazione teletype+neretto si riesca senza problemi a riconoscere a livello inconscio il cambiamento e, pur notandolo, essere in grado di “andare oltre”, senza perdere per nulla il filo del ragionamento. È uno stacco, netto, chiaro e nuovo, che non si sovrappone a nessun’altra convenzione.
In ogni modo proverò a vedere cosa succede con il solo neretto o il solo teletype (escludo il corsivo perché non voglio usare la medesima struttura con due significati diversi all’interno dello stesso testo e le virgolette non le considero neppure). Ma ripeto sono scettico: quei due modi, nella nostra cultura, hanno già il loro significato, e non è quello che vorrei dare io Comunque vedo!
PS per Claudio: non so se ho capito bene o male quello che hai scritto
Mettere nell’indice analitico qualcosa evidenziato è una cosa che si può senz’altro fare, ma non bisogna esagerare con le evidenziazioni;
Solo per sicurezza: nel mio indice non c’è nulla di evidenziato in alcun modo, né in neretto né in teletype…
Grazie mille per i consigli.
Corrado.
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che non ho letto le cose su l’indice ha in parte pienamente ragione. Ricordo di averlo letto un sacco di tempo così come so che non mi ricordo nulla..condivido quello che dici, andrò a leggere!Riguardo i font so proprio poco o nulla, ho impostato quelli a spaziatura fissa come Beramono (quelli suggeriti da Lorenzo) che, evidentemente, hanno il neretto perché non mi da errore (e se commento la modifica del font, come dici tu non mi fa il neretto ma solo il cambio in teletype). Riguardo lo stile o il cambio simultaneo non so nulla, a me l’effetto sembra carino. Sicuro non solo in neretto perché mi sembrerebbe una cosa importante in generale (e magari non sempre lo è) e solo in teletype non risalta abbastanza da individuarlo a colpo d’occhio (cosa che è l’effetto che vorrei dare) per quello l’abbinata (visto che me la lasciava fare senza problemi). Non so, mi sembrava una personalizzazione carina e funzionale. Il suggerimento alternativo quale sarebbe? Non garantisco il cambio ma sono aperto a ogni idea nuova 🙂
Ora individuo le parti da leggere sugli indice così nei prossimi giorni le leggo con calma.
Grazie mille!!
Notte notte
Corrado
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Davvero un bel pacchetto.ho scritto quanto segue, che risolve il problema dell’ordinamento e quello della scrittura naturale (ovvero scrivo \definpower{Spazio}[topologico] invece che \definpost[topologico]{spazio})
`\NewDocumentCommand \definpower{ o m o}%
{\IfValueTF {#1}% test per ordinamento
{\IfNoValueTF {#3}% test per voce secondaria
{\textbf{\texttt{#2}}\index{#1@#2}%
}%
{\textbf{\texttt{#2 #3}}\index{#1@#2!#3}%
}%
}%
{\IfNoValueTF {#3}% test per voce secondaria
{\textbf{\texttt{#2}}\index{#2}%
}%
{\textbf{\texttt{#2 #3}}\index{#2!#3}%
}%
}%
}`Resta la questione delle maiuscole (che tra l’altro forse nemmeno mi interessa e non lo farei…ma sarei curioso di capire come funziona, e perché \MakeUppercase attiva la maiuscola ma mescola l’ordinamento)
comunque problema principale risolto! grazie!!
ciao ciao
Corrado.
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