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franen” post=91458Per rispondere alla prima domanda:
definisci il tuo comando con \DeclareDocumentCommand, guarda la pagina 7 della documentazione di xparse per capire come usate \IfNoValueTF.Fran
Grazie mille, non lo conoscevo. Ora stampo la documentazione e la leggo! Poi vi facci sapere 🙂
ciao ciao
Corrado.
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Scusa perdonami in anticipo ma mi hai fatto venire in mente una boiata che sto ridendo da un quarto d’ora e non posso tenerla per me (prendila con la giusta ironia :-))Ma…se sei obbligato a “guadagare spazio” nel tuo senso…non puoi farlo bello carino e tutto e definire semplicemente
`\documentclass[a3paper…]{book}`
…mm…purtroppo no…non c’è 😀 😀 😀 😀 …accipicchia 😀 😀 😀 😀 😀
Notte notte, 🙂
Corrado.
———— Inizio_OT ————
Ps. Personalmente condivido a pieno la filosofia ma non riuscirei mai ad attuarla…ho preso in mano alcune tesi per aiutarmi nello studio, di quelle che non sono mai circolate da nessuna parte come dici tu, fatte in LaTeX (e non) e mi è capitato di domandarmi “ma se cura così la cosa più importante del suo percorso di studi…il resto?!…mah..”…e nei miei lavori (insignificanti di sicuro…e magari molti scritti anche solo per me stesso…) non sono mai riuscito a non cercare di fare del mio meglio per ottenere, da me, il massimo…per guardare il mio lavoro (qualunque esso fosse stato) con soddisfazione…magari (sicuramente) il risultato non è stato il migliore…ma il mio scopo è sempre e solo rimasto: prendi (anche se il “tu” fossi “io”) la mia tesi e vedi i contenuti prima e poi anche l’impegno…in modo che non ti distraggano i sotterfugi o le “bruttezze”…in modo che non la leggerai pensando “tanto è una monata”… La tua tesi, forse (resta pur sempre un atto disponibile al pubblico e indicizzato…)) non girerà mai da nessuna parte…ma di sicuro ci girerà nella tua libreria per tutta la vita… o in quella dei tuoi genitori o dei tuoi fratelli…per me la tesi è stata (e lo sta divenendo anche questa) la chiosa di un percorso…se poi diviene anche un contributo al sapere comune, tanto meglio..ma sarebbe un “in più” incredibilmente gradito e, comunque, non il suo scopo reale.
———— Fine_OT ————
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io pure.Tra l’altro se volete posso interessarmi per un rilegatore vecchia scuola, un Artista. Mi ha rilegato la tesi triennale!è stato davvero affascinante vederlo lavorare e vedere poi il risultato. davvero davvero bravissimo!
beh..in caso ne parliamo 🙂
in ogni modo il mio voto c’è! (mi pare che in un’altra discussione avevo anche chiesto se fosse possibile…)
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Grazie mille, alla fine avevo risolto leggendo anche questo articolo molto interessante. In ogni modo sono riuscito a fare tutto con SourceTree. Ho impostato i due repo remoti così vedo e seguo anche gli sviluppi di entrambi e posso sempre aggiornare il mio locale, così come il mio remoto dal commit del ramo che voglio (mi sembra di cominciare a capire sempre più come funziona :-))Bene bene, ho poi anche cominciato a farmi un idea su come comportarmi con gli aggiornamenti. Io direi di caricare i commit nel mio ramo anche a ogni tipo di modifica in modo da tener traccia anche della storia (seppure che se ci fossero filoni di tipi di modifiche si potrebbero aprire anche rami ad hoc..servisse..ma qui si va un po’ avanti con il discorso) e poi quando ritengo di far porre l’attenzione del ramo principale a quello che sto facendo faccio la richiesta di pull, in modo da richiamare l’attenzione sulla verifica di ciò che ho fatto e poi, se chi di competenza lo ritenesse opportuno, ne verrà fatto il merge.
ben ben ora devo solo mettermi all’opera 🙂
Buona Domenica!
Corrado.
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ho provato ad aggiornare il mio repo e non ci sono riuscito. Deduco che (sempre giustamente), avento creato un fork (branch parallelo ma dipendente) non posso aggiornarlo con le nuove vostre modifiche…semmai sarete voi a integrare il mio…ma una volta fatto torniamo punto e a capo come quando avete fatto il merge con la mia modifica precedente…come mi devo comportare o agire? devo eliminare il mio fork e rifarne un’altro…mmm questa cosa proprio non mi è chiara.fork:=?!
ho il mio repo su github, lo scarico in locale, lo modifico, commit in locale, push al remoto, richiesta di pull da parte vostra, merge vostro…e poi?io resto con il mio file con le mie modifiche, voi pure, ma i vostri futuri aggiornamenti io come li aggiorno?! semplicemente il mio l’ho fatto e cancello tutto, e in caso ri forko di nuovo all’occorrenza o che?! 🙂
:-)…no, ancora non sono a dormire…e devo ancora finire di scrivere un po’ di cose (“oggi”) 🙂 dormirò domani 🙂
notte notte
Corrado.
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Scusate se vi stresso di domande ma vi percepisco disponibili e approfitto (senza premura né pretese :-)).Per esempio: voi avete fatto il merge con la mia modifica (grazie) ma poi io non avevo gli aggiornamenti successivi, ovvero il mio fork non si è aggiornato nonostante il merge…questo (a posteriori) è ragionevole…infatti il mio fork non è altro che un altro branch del ramo principale, giusto?! e se voi ne fate il merge e non lo cancellate (per fortuna se no io mi troverei con un palmo di naso) io continuo a lavorare su quel ramo finché non faccio un nuovo pull e lo aggiorno al commit che desidero (tendenzialmente l’ultimo del ramo principale…)..giusto?
Immaginavo però che mi arrivasse una comunicazione o altro del fatto che dopo il merge con la mia modifica ne erano state fatte altre…(in realtà, ad essere sincero…non immaginavo proprio niente..non mi ero neppure posto il problema!) questo dalla guida non si capisce molto. Così ho fatto altre piccole modifiche al mio file (locale ovviamente :-)), ho fatto il commit on-line (senza la richiesta di pull perché vorrei scrivere altro riguardo la parte on-line…appena ne avrò capito di più)..e ho scoperto che il mio file (appena aggiornato e caricato) era già obsoleto 🙂 ottima esperienza, ma non me l’aspettavo.
Quindi ora se ho capito bene devo fare io il pull e il merge (a livello locale e online sul mio fork) della nuova versione con la mia che, integrandola, andrà a sostituire..nulla di quello che ho fatto io ma lo ingloberà (grazie al vostro di merge) e aggiungerà gli aggiornamenti che avete fatto da li in avanti, e io potrò continuare a effettuare (sull’ultima versione) le modifiche che ritengo opportune da farvi valutare (quando vi farò richiesta di pull), giusto?
Tra l’altro a livello di strategia (anche per un uso personale) è uso/consuetudine/obbligo/divieto di fare i commit a ogni modifica di “tipo” differente o meglio mandare blocchi di una certa consistenza anche se eterogenei (tanto è sempre possibile scegliere quali modifiche accettare e quali no anche in un singolo commit, giusto?!…io dal locale posso….[ho scaricato SouceTree di Atlassian {licenziato gratis!!} che gestisce entrambi gli account che ho creato…e mi pare di trovarmici molto bene!!]).
Per esempio: (al di là che non l’ho fatto) io ho corretto una mancanza di una “di” che era sfuggita anche a me e un punto di domanda in un punto esclamativo (perché se no la frase non la capivo..e non trovavo la risposta leggendola come domanda…finché ho capito che era lei stessa la risposta :-))…queste comunque sono sciocchezze…poi ho aggiunto alcune parentesi per chiarire una concetto in una frase che mi aveva fatto proprio capire il contrario della realtà (la negazione delle parentesi mostra cosa avevo capito io…)…e poi, ora non arrivo, a breve vorrei scrivere un po’ di più sulla parte on-line (sempre perché mentre tutto il resto è chiaro (e molto)..quella parte no, mancano esempi, ecc).
A questo punto ho fatto questo ragionamento: “le modifiche sono piccole, di natura diversa ma piccole…ne voglio fare un’altra ma non subito, invio il commit (in locale) e faccio il push (in remoto […al mio fork?!]) così è tutto salvo e registrato e farò la richiesta di pull a voi quando farò il commit anche dell’altra modifica”
com’è come ragionamento? era meglio fare da subito due commit (argomenti diversi)? era meglio aspettare di avere tutto pronto (blocco consistente)? Ho fatto bene ad aspettare di fare richiesta di pull (meglio un blocco cospicuo che briciole)? era meglio farla comunque (meglio non troppa attesa tra una modifica e l’altra senza richiesta di pull)? meglio farne due (anche se briciole meglio tenere distinte le tipologie di modifica)?
come dicevo sulle pratiche e la gestione on-line..mi è rimasta un po’ di confusione. :-)… sulla strategia di lavoro, invece, non ne ho proprio una e per quanto sappia che la risposta migliore sia “dipende”, delle opinioni o esperienze mi farebbero piacere per cominciare a formare il mio “dipende” 🙂
Grazie millissime, sto vedendo questo modo di fare sempre più come vincente! (ps..altra piccola conferma stupida: un repo privato remoto il cui unico utente solo io…è utile solo per una sorta di back-up on-line, giusto?! per il resto non da né vantaggi né svantaggi rispetto a tenerlo tutto in locale (avendo un solo computer…ovvio :-)))
Notte notte e grazie ancora 🙂
(domani sveglia presto: le Arance della Salute arrivano alle 6.30!! :-))
Ciao ciao,
Corrado.
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Che sia terribile sono d’accordo pure io (com’è possibile guadagnare spazio usando una pagina intera solo per il titolo, sempre?!) in ogni modo a quel punto usa le parti…mi pare che vengano inserite a centro pagina, sole solette. 🙂in ogni modo sottoscrivo:
OldClaudio” post=91376
Per favore: non farlo.Corrado.
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Io sto preparando la mia tesi magistrale, nessuna direttiva, uso alphabetic ogni giorno e due volte la Domenica 🙂Per come la vedo io è un po’ come l’allineamento della numerazione dell’indice…i numeri citati (così come le pagine in colonna) sono belle, formali, tradizionali e inutili (forma…se piace o è necessaria ok, ma se hai le pagine in colonna, almeno per quanto mi riguarda, le ignori, guardi la numerazione dei paragrafi, sfogli veloce le pagine e trovi ciò che cerchi, per quello le ritengo inutili), viceversa alphabetic o autore-anno (così come i numeri vicini alla voce, soprattutto con indici corposi) sono forse rivoluzionari, nuovi, strambi ma indubbiamente funzionali e utili.
ps: io non sono nessuno in ambito comunicativo, letterario, e affini quindi prendi le mie considerazioni puramente come emozionali e senza nessun fondamento!
Ciao caio,
Corrado.
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Credo di aver capito molto di più 🙂in ogni modo un’altra cosa che ho capito è che github ha infiniti collaboratori pubblici, mentre c’è bitbucket che ha limitati collaboratori privati (gratis si intende) quindi ho creato un account anche li scaricando l’interfaccia mac SourceTree (direi mooolto più completa di github) così ci piazzo la mia bella tesi 🙂
Vediamo se faccio confusione oppure se combino 🙂
Grazie mille!!! 🙂
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ok, ho fatto la richiesta di pull…e sono felice 🙂 allora ancora non mi è chiaro bene come funziona…dunque..
faccio il fork (a che serve?)
faccio il clone (copio il repo originale così com’è nel mio computer…necessita il fork?!)
modifico (modifico :-))
commit (aggiorno il repo locale sul mio computer)
sincronizzo (carico la mia modifica in rete…compare come branch parallelo, almeno visivamente, ma non può essere fatto il merge perché io (o altri per me se sono stordito :-)) non ho dato il pre ok facendo il pull, giusto?)
faccio richiesta di pull (ovvero segnalo che il tutto è pronto per essere integrato)
merge del responsabile (che controlla e accetta o scarta)per le modifiche avevo capito male, ovvero le cose stanno così:
da un branch io faccio diversi commit (sequenziali), mentre lui corre parallelo a quello principale (che magari non gestisco nemmeno io) volendo io (o il gestore se non sono io) posso prendere l’ultimo e farci il merge con il principale includendo tutto il ramo e ogni sua modifica, oppure posso raccogliere le ciliegie, ovvero alcuni singoli commit e inserire solo le modifiche fatte dai quei singoli commit senza interferire con il resto. In ogni caso accettare solo parte delle modifiche fatte in un commit è cosa diversa (fattibile dall’interfaccia grafica facendo clic sulle righe d’interesse prima di mandare il nuovo commit che le registrerà…(da riga di comando ovviamente si potrà fare ma non so come, e comunque meglio prima capire come funziona prima di come farlo :-)) se si tratta invece di accettare o ripristinare una parte delle modifiche di un commit precedente lo si seleziona (revert) si fa click sulle righe interessate e si manda il nuovo commit)giusto?
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ok, ho fatto la richiesta di pull…allora ancora non mi è chiaro bene come funziona…dunque..
faccio il fork (a che serve?)
faccio il clone (copio il repo originale così com’è nel mio computer)
modifico (modifico :-))
commit (aggiorno il repo locale sul mio computer)
sincronizzo (carico la mia modifica in rete…compare come branch parallelo, almeno visivamente, ma non può essere fatto il merge perché io non ho dato il pre ok facendo il pull, giusto?)
faccio richiesta di pull (ovvero segnalo che il tutto è pronto per essere integrato)
merge del responsabile (che controlla e accetta o scarta)per le modifiche avevo capito male, ovvero le cose stanno così:
da un branch io faccio diversi commit sequenziali, mentre lui corre parallelo a quello principale (che magari non gestisco nemmeno io) volendo io posso prendere l’ultimo e farci il merge con il principale includendo tutto il ramo e ogni sua modifica, oppure posso raccogliere le ciliegie, ovvero alcuni singoli commit. In ogni caso accettare solo parte delle modifiche fatte in un commit è cosa diversa (fattibile dall’interfaccia grafica facendo clic sulle righe d’interesse prima di mandare il nuovo commit che le registrerà…se si tratta di accettare o ripristinare una parte delle modifiche di un commit precedente lo si selezione (revert) si fa click sulle righe interessate e si manda il nuovo commit)giusto?
::marchetto” post=91342
Devi dare un po’ di tempo all’amministratore perché possa verificare il pagamento e possa quindi inserirti fra i membri effettivi.
Stamattina ho ricevuto due mail dal gruppo guit: la prima come ricevuta di pagamento e la seconda come benvenuto. Pensavo fosse già tutto sistemato. nessun problema, riprovo tra qualche giorno.
Comunque, giusto per curiosità e visto che l’accesso al gruppo sembra sia possibile effettuarlo solo sul sito guit.sssup (o mi sbaglio?), Ars numero 16 la posso anche vedere sul sito nuovo, giusto?ora mi beccherò un po’ di insulti ma…non lo vedo nemmeno io 🙂
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orpo…allora so che mi sono preso la mano con github e tornare alla riga di comando (anche se ci lavoro da pochissime ore) mi manda in pre crisi di astinenza…ma se mi dite che è meglio che mi abitui a lavorare solo da li, mi sforzerò. (ad esempio da github non si possono inserire o modificare i tag… così come, provato, è un po’ un macello se cancello il repo remoto, mantenendo quello locale, e poi voglio rimetterlo in remoto partendo da quello locale..magari è una cosa che non si fa mai..ma il mio repo prova lo sto usando prorio per cercare di fare le peggio porcate che potrebbero succedere e capire che problemi causerebbero o come risolverli)nello specifico del fork (che non ho ancora capito se è indispensabile da fare prima del clone o meno e se no..allora a che serve) io ho fatto il fork, ho fatto la modifica e ho fatto il commit con il sync (di github…che dovrebbe eseguire il pull da quello che ho capito)…e se vado nella pagina del repo nella scheda del report https://github.com/GuITeX/guidagit/network il mio intervento risulta evidente e segnalato…quindi non ho capito cosa manca 🙂 o cosa ho sbagliato…
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Dal canto mio LaTeX è stata una rivelazione che non smette ancora di incuriosirmi, stupirmi e affascinarmi.Che ci vogliano poche ore per produrre un documento, forse, che ce ne vogliano poche per produrne uno grossomodo come lo si immagina, no. Ma per citare le gloriose parole di un mio professore (analisi numerica):
“LaTeX: quindici giorni di penitenza e una vita in paradiso”
Sono perfettamente d’accordo! Quei quindici giorni sono l’investimento più grande per creare meraviglie. In poche ore si produce un pdf che, seppur in modo completamente differente, è orribile come un doc…ma in quindici giorni si arriva a un livello che in anni di lavoro su altri sistemi nemmeno si immaginava possibile..si arriva a produrre cose che gli amici che conoscono “cavolo, ma scrivi in LaTeX?!” e quelli che non conoscono semplicemente “:o “. Tutto il resto, gli anni di approfondimenti, il momento in cui realizzi che puoi cominciare a programmare, fare i tuoi pacchetti, usare il TikZ (che come LaTeX non in poche ore ma in poco tempo ti permette di fare meraviglie in attesa di imparare a fare miracoli), affinare i dettagli, aggiornarti eccetera, è solo un surplus per il nostro ego, per guardare quello che noi stessi stampiamo, specchiarci nella sua perfettità e fare “:o “… 🙂 e quando accade c’è poco da dire…solo 😮 nella speranza e nel sogno di diventare, un giorno, anche tu un alieno in grado di scolare la pasta con il pacchetto giusto (scritto da te…)
Dal mio punto di vista promuovere le poche ore è controproducente tanto quanto lasciar pensare che sia inarrivabile, perché uno ci prova da solo, cercando a caso, e due ore dopo non sa che fare o gli riesce male e rinuncia (sempre più convinto che si tratta di qualcosa di inarrivabile). Meglio dire le cose come stanno: quindici giorni dedicati (un mesetto a tempo perso), diamogli il tempo giusto per l’importanza che ha 🙂 (per cominciare intendo :-))
Bene, il mio sfogo d’amore l’ho fatto e ora mi rimetto a scrivere qualcosa della mia tesi 🙂 (ultima cosa…ma pensate che palle scrivere una tesi se non ci fosse LaTeX…mah…se l’avessi scoperto alle superiori sarei stato il primo della classe in tutte le ricerche!)
Un abbraccio a tutti 🙂
Corrado.
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Tutto fatto (apportata qualche correzione ed eseguito il push del tutto avendo la conferma, guardando la pagina dedicata, che è in attesa di approvazione e merge…quindi ho capito anche quello), credo di aver capito quanto basta per poter cominciare a imparare 🙂 Grazie a tutti. 🙂Corrado.
—fine OT 🙂 —
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