Dork

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  • in risposta a: ArsTeXnica: la rivista del GuIT #91863
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    Io l’ho stampata da me (sono ancora uno studente :-)) e c’è scritto 14 Marzo 2014 (controllato adesso).

    in risposta a: ArsTeXnica: la rivista del GuIT #91859
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    Ciao,

    io sto cominciando a pensare…non so ancora a cosa, ma il desiderio di tornare un po’ del contributo ricevuto mi sta nascendo 🙂

    Ho scaricato il kit ecc e me lo studierò con calma (sicuro non per Febbraio e forse nemmeno per la prossima call, ma chissà :-))

    Ti scrivo solo per farti gli auguri per il nuovo incarico e per segnalarti che alla pagina di riferimento (puntata dal link riportato in questa discussione) si legge:

    Gli articoli pubblicati su ArsTeXnica devono essere redatti usando il kit per gli autori di ArsTeXnica e inviati a g (dot) pignalberi (at) alice (dot) it, specificando se sono per il meeting o per l’uscita normale. Gli articoli non redatti secondo il kit saranno irricevibili e reinviati ai rispettivi autori.

    Non so se è voluto o se è da modificare l’indirizzo a cui spedire eventuali articoli (come dicevo io per il momento non ne ho, ma per chi ne avesse…)

    Ciao ciao,

    Corrado.

    in risposta a: intestazione personalizzate #92087
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    100% ragione.

    Scusa

    in risposta a: intestazione personalizzate #92085
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    Si si,trovi tutto li..c’è anche una sotto sezione con le sue guide:-)

    Se usi texshop…menu aiuto…”tiks and trip” ….io non te l’ho detto…è un segreto 😉

    Ciao ciao,

    Corrado

    in risposta a: intestazione personalizzate #92083
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    Ecco…direi che Claudio ha riassunto meglio e bene quello che ho scritto in modo scomposto io :-).

    (non so da dove mi sia nata la convinzione del moderno…forse perché erano le 3 del mattino e mi ero appena svegliato assetato 🙂 …sorry).

    Ciao ciao,

    Corrado.

    in risposta a: intestazione personalizzate #92082
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    Giamma_Mo” post=91656Ciao Corrado, grazie della spiegazione così esaustiva, avevo letto anche io di fontec e inputenc tuttavia pensavo di ometterli perché avevo capito servisse solo se uno scrivesse in Italiano, mentre io la tesi la scrivo in inglese.

    Allora non sono espertissimo (ancora :-)) ma il discorso mi pare che sia che i primi caratteri (quelli non accentati) sono standard e uguali (quasi) in ogni codifica quindi se usi solo quelli (per esempio se scrivi solo testo e in inglese) allora potresti fare a meno di specificare la codifica di input..per il semplice fatto che in quella porzione sono tutte uguali (ma specificarla non fa male…) inoltre tieni conto che a differenza delle altre codifiche [tt]utf8[/tt] carica di volta in volta quello che gli serve e puoi inserire da tastiera qualunque cosa tu riesca a trovare di inseribile direttamente (per esempio, hai un mac..se vai su mappa caratteri ne hai un macello…ecco, se metti [tt]utf8[/tt] puoi inerire direttamente quelli nel codice, ovvero nel file tex…(utile in molte occasioni)).

    Riguardo alla tabella dei caratteri in uscita (ovvero i segni per comporre il pdf, e dove andare a pescarli) la codifica T1 è un’estensione di quella standard e abilita molti più segni, apunto. Chiaro come sopra che se scrivi solo testo, solo in inglese, solo coi font automatici…potrebbe non servirti…ma caricarlo non ti costa nulla e ti evita problemi se un domani, senza ricordartene inserisce qualcosa di extra 🙂

    Piuttosto se scrivi solo in inglese potresti pensare di non chiamare babel perché LaTeX di suo sillaba già in inglese se non diversamente specificato…è vero però che babel ti abilita anche un tot di altre cose (tipo i passaggi a varioref, la possibilità di cambiare sillabazione ad hoc, ecc) che magari caricarlo, anche in questo caso, no ti costa nulla (magari senza opzioni..tanto [tt]english[/tt] è di defalut..anche se scriverlo per ricordartelo…come sopra…no ti costa nulla :-))

    PS:@Claudio (e gli altri): aspetto conferme o smentite 🙂

    Giamma_Mo” post=91656Sulla scelta di include oinput avevo letto che per i capitoli interi fosse meglio include, tuttavia pensandoci avendo un capitolo da 60 pagine forse sarebbe meglio spezzarlo in sottocapitoli e con input essendo valido l’annidamento sarebbe più comodo.
    Non ho capito invece il discorso della compilazione dei file al volo (i punti 4 di include e input) e il fatto che input lo puoi usare nel preambolo. Io ho fatto una prova con input sembrava funzionare ma l’avevo scritto nel corpo del doc non nel preambolo.

    il mio al volo me lo sono inventato io 🙂 intendevo che inserisci quello che vuoi come argomento di [tt]\includeonly[/tt] e sei a posto. Tenendo conto che creando file ausiliari per ciascuno dei file che includi e non aggiornandoli, non ti modifica i riferimenti o la numerazione delle pagine delle parti che escludi.

    Per esempio:

    supponiamo che il capitolo 1 vada da pagina 1 a pagina 8 e il capitolo 2 da pagina 9 a pagina 20. Se li hai inseriti con [tt]\include[/tt] e includi solo il capitolo 2 allora il tuo pdf inizierà con la prima pagina con il numero 9 e l’intestazione “Capitolo 2” che rappresenta, appunto, il capitolo 2 (perché non aggiorna i riferimenti quindi mantiene le info sul capitolo 1 anche se non lo elabora). Se invece li inserisci con [tt]\input[/tt] e commenti la chiamata al capitolo 1, l’effetto è che il capitolo 1 proprio non lo vede quindi il tuo pdf inizierà con la prima pagina numerata con il numero 1 e il titolo sarà “Capitolo 1” con dentro il tuo capitolo 2, perché avrà rielaborato tutto quanto e quindi vede solo quello che, di fatto, c’è realmente.
    Quindi valuta tu i vantaggi e quanto ti è utile non ricompilare e non vedere un capitolo che vuoi escludere…ecc

    La potenza di [tt]\input[/tt] sta appunto che puoi metterlo dove vuoi..per esempio potresti fare un file codifiche.tex con le chiamate a fontenc e inputenc e richiamarlo dopo la dichiarazione di classe semplicemente con [tt]\input{codifiche.tex}[/tt] (è un esempio…per le codifiche ti consiglio di lasciarle visibili..ma per altre cose può essere utile…tipo puoi raccogliere in un file tex inserito con [tt]\input[/tt] tutte le impostazioni per la bibliografia…in uno tutte quelle per gli indici…in un altro tutte quelle per… :-)) insomma puoi usare [tt]\input[/tt] dove vuoi e come vuoi!

    Ah!… ti consiglio di scaricarti e leggerti la guida ad arara di Enrico…sono un 8 facciate di cui direi 5 dedicate alla sua configurazione nei vari editor (quindi mezza facciata se leggi solo la parte riguardante all’editor che usi tu…consiglio mio…imposta sia TeXshop che TeXworks così non ci pensi più :-))…15 minuti (alla grande…) spesi molto molto bene…ecco, impostare e usare arara, questo sì che ti farà risparmiare tempo e mal-di-testa! 🙂

    Ah! (bis)… stavo pensando…potresti sperimentare il mettere un [tt]\input[/tt] annidato dentro un [tt]\include[/tt] per spezzare i tuoi capitoli….quello si dovrebbe poterlo fare (ora non arrivo a provare..lo farò entro sera se già non lo avrai fatto tu e postato l’esito) così salveresti sia la capra che i cavoli (che il lupo… :-))

    Ciao ciao,

    Corrado.

    in risposta a: intestazione personalizzate #92079
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    Ciao e benvenuto,

    è molto bello leggere che leggi le guide 🙂 LaTeX, vedrai, ti darà davvero della grandi soddisfazioni e presto non ne farai più a meno 🙂 Dunque, chi ben comincia….

    a parte i suggerimenti su interlinea (se non ti è prescritto 1,5 lasciala singola è vedrai che è più bello) e corpo carattere (se non lo vuoi piccolo metti 11…ma 12 anche per me è davvero eccessivo) ti mancano due chiamate chiamate molto importanti:

    • fontenc
    • inputenc

    Il primo dice al sistema qual’è la mappa dei caratteri che dovrà usare in fase di stampa (del pdf), nel caso delle lingue occidentali (il nostro): T1. Quindi dopo la dichiarazione della classe:

    `\usepackage[T1]{fontenc}`

    La seconda serve a dire al compilatore come interpretare, invece, i caratteri che legge dal tuo file sorgente (i vari .tex), ovvero come sono codificati (questo, tra le altre cose, ti permette anche di inserire senza diventare matto le lettere accentate e altro direttamente dalla tastiera…senza considerare il fatto che inserendo accenti e caratteri strani con comandi…latex comincia ad avere problemi a sillabare non riconoscendo più la parola come tale…).
    Se hai appena installato tutto e usi TeXShop (stra consigliato su mac…c’è solo li :-)) o TeXWorks (forse il più valido multipiattaforma) allora in teoria il tuo editor dovrebbe già essere configurato per usare la codifica [tt]unicode[/tt] a 8-bit. Per passare questa informazione a tuo compilatore è sufficiente (dopo fontenc) chiamare

    `\usepackage[utf8]{inputenc}`

    e vivrai felice. Ovviamente controlla che il tuo editor sia impostato su [tt]utf8[/tt]…(TexShop: preferenze->documento->codifica; TeXWorks: preferenze->editor->encoding) e nel caso non lo fosse…ti consiglio di cambiare 🙂 …ma visto il rischio danni, in questo caso ti consiglio di leggere prima l’ottima guida, tra l’altro aggiornata di fresco, sulle codifiche scritta da Claudio. La trovi nella sezione documentazione.

    lipsum caricalo dopo babel. In generale usa questo schema

    `% … righe magiche (scopri cosa sono :-))
    %
    \documentclas[]{}
    %
    \usepackage[]{fontenc}% (per noi T1)
    % … altri pacchetti per aggiungere/modificare caratteri di stampa e font
    \usepackage[]{inputenc}% (consiglio vivissimo utf8)
    %
    % … inizio del resto del mondo dei pacchetti
    % …
    % … fine del resto del mondo dei pacchetti
    %
    %\usepackage{hyperref} %se lo carichi e non è già caricato da altri pacchetti (nel qual caso metti(li) il più tardi possibile)…per ultimo!
    % \hypersetup{}
    %
    % … eventuali nuovi comandi o ambienti tuoi
    %
    \begin{document}
    % …
    \end{document}
    `

    Ultimissima cosa: [tt]include[/tt] è indubbiamente comodo (sopratutto in abbianata con [tt]/includeonly{}[/tt] che però, se li includi tutti….non ti serve :-)) ma valuta di usare [tt]\input[/tt] perdendo la possibilità di avere qualcosa di analogo a [tt]\includeonly[/tt] (quelli che non vuoi devi commentarne la chiamata) ma ti permette l’annidamento (ovvero di mettere un [tt]\innput[/tt] dentro un file tex che hai richiamato con un altro [tt]\input[/tt] ed è più moderno)… tieni conto che

    1. con [tt]\include[/tt] hai una pagina bianca ogni volta che lo scrivi;
    2. [tt]\include[/tt] non puoi usarlo nel preambolo ma solo tra [tt]\begin{document}[/tt]…[tt]\end{document}[/tt];
    3. [tt]\include[/tt] produce file ausiliari per ogni chiamata;
    4. [tt]\include[/tt] ti permette di escludere dalla compilazione file al volo senza riscrivere i relativi file ausiliari (può essere utile per i riferimenti incrociati, la numerazioe delle pagine, ecc)

    d’altro canto

    1. con [tt]\input[/tt] viene ennestato esattamente e solo il testo del file che inserisce, come se lo scrivessi lì;
    2. [tt]\input[/tt] puoi usarlo senza problemi nel preambolo;
    3. [tt]\input[/tt] non produce file ausiliari né altro;
    4. [tt]\input[/tt] non ti permette di escludere dalla compilazione i file al volo (quindi ogni volta che ne commenti uno per non includerlo ti aggiorna tutto come se quello che hai tolto non ci fosse…e infatti non c’è :-))

    (in ogni modo… tieni presente che nessuno ti vieta di usare entrambi…ma ricordati comunque sempre che [tt]\include[/tt] inizierà a inserire il contenuto sempre a pagina nuova…quindi…se è un intero capitolo..nessun problema, altrimenti…)

    Bene…mi è tornato sonno e torno a dormire 🙂

    Ciao ciao,

    Corrado.

    in risposta a: problema lista delle figure #92059
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    Potrebbe bastare passare [tt]breaklinks[/tt] a hyperreff?

    Ciao ciao,

    Corrado.

    in risposta a: Cambio font in formule matematiche #92049
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    Ecco, appunto 🙂 dicevo che era una porcata 🙂 Ovviamente condivido! Tra l’altro io sto usando per la mia tesi i caratteri euler che sono proprio carini (anche se sinceramente a volte mi disturba quando ci sono esponenti o altro che pare si “tocchino”..ma come dicevo…sono proprio carini :-))

    PS1: se ti servono (alcune) varianti di lettere “corsive” standard per la matematica, tipo la elle ricordati che c’è [tt]\ell[/tt] 🙂 (io spesso trovo utile guardare in questo pdf, che raccogli tantissimi simboli, quando non so come scriverne qualcuno…ovviamente cercando se ce ne sono tra quelli nei pacchetti che già ho caricato)

    PS2: @Claudio, se come dici, i caratteri matematici vengono caricati in mille modi incluso il nero, perché per le lettere greche minuscole e maiuscole (matematiche…) ho dovuto caricare bm per averle in nero? forse che sbagliavo qualcosa? (sono pronto alla fustigazione :-)…ma si potesse evitare sarei ben felice di non caricare un pacchetto inutile)

    PS3: @Claudio, c’è un comando da dare, o un modo per vedere, (tipo [tt]\show[/tt] per le variabili…) quali (e quante) famiglie di caratteri sono caricate? Ovvero per sapere quali sono i caratteri usati nel testo nelle varie forme, quali nella matematica ecc?

    Grazie 🙂

    Ora, buon appetito! (non so quanti mangiano alle 13.40…ma io si che ho fame :-))

    Ciao ciao

    Corrado.

    in risposta a: Cambio font in formule matematiche #92047
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    se carichi amsmath attivi anche il comando di cui ti parlavo [tt]\text{}[/tt] in ambiente mateematico. A questo punto puoi risolvere come ti suggerivo:

    `\documentclass[a4paper]{article}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{amsmath}
    \newcommand{\Bfont}[1]{{\fontencoding{T1}\fontfamily{pzc}\selectfont #1}}% inserimento font B nel testo
    \newcommand{\MBfont}[1]{\text{\Bfont{#1}}}% inserimento font B nelle formule
    \begin{document}
    Ecco il carattere {\fontencoding{T1}\fontfamily{pzc}\selectfont A} nel testo.

    Ecco l'equazione:
    \begin{equation}
    b=\MBfont{A}=b=\sqrt{6\text{\fontencoding{T1}\fontfamily{pzc}\selectfont A}^3_i} =b
    \end{equation}

    \Bfont{Occhio alla spaziatura}.
    \end{document}`

    Non sono un esperto di caratteri né tanto meno di quelli matematici… probabilmente è una porcata (anche perché sono quasi certo che ti consideri le spaziature, ovviamente, come fossero caratteri testuali (e infatti lo sono…) e non come caratteri matematici) però funziona. 🙂

    PS: credo che italian basti passarlo solo una volta e ti consiglio di specificare sempre la codifica d’ingresso e la mappa dei caratteri d’uscita.

    Ora nanna.

    Ciao ciao,

    Corrado.

    in risposta a: Latex e Android #91632
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    sembra proprio una cannonata! grazie 🙂

    Ciao ciao

    Corrado

    in risposta a: Cambio font in formule matematiche #92043
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    Non ho ben capito. Vuoi usare un’altro font per il testo dentro le formule oppure per le lettere delle formule? se è per il testo credo che dentro \text{} tu possa annidare quello che ti pare..

    Se vuoi un bel calligrafo (testuale) carica il pacchetto calligra a me piace davvero molto (lo usi \calligra{})

    Se vuoi cambiare inveca i caratteri matematici qui potresti trovare un aiutino, oppure (saggia cosa) potresti scaricare la guida Guit che trovi nella sezione documentazione, o facendo click qui e guardare il capitolo 18, in particolare 18.4 e 18.5. 🙂

    Facci sapere 🙂

    Ciao ciao

    Corrado.

    in risposta a: Disegno di funzione con Tikz #92007
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    io non so come impostarlo…lo sto modificando a mano…ma in GeoGebra (ultima versione 4.4 per lo meno) c’è l’opzione per esportare usando gnuplot meno!

    [attachment:1]C:\fakepath\GeoGebra_Tikz.pdf[/attachment]

    Attachments:
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    in risposta a: Disegno di funzione con Tikz #92005
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    credo che la parte interessante sia

    `sh: gnuplot: command not found

    Package pgf Warning: Plot data file `gegebratikz.func1.table' not found. on inp
    ut line 15.
    `

    line 15 che è:

    `\draw plot[raw gnuplot, id=func1] function{set samples 100; set xrange [-4.2:6.960000000000001]; plot (x²-4)/(x+1)};
    `

    in risposta a: [99,9% RISOLTO] comando per indice analitico #91911
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    Ho provato anche con l’argomento creando un comando con il comando 🙂 (il mio \def di fatto gli manda argomenti) ma non funziona 🙂

    In ogni modo ho già risolto, come si vede, come suggerivi anche tu [tt]\index{#2@\MakeUppercase#2}[/tt] che scritto così ha pure il vantaggio che rende maiuscola solo la prima lettere come volevo, non devo scomodare comandi ancestrali o altro di complicato…il codice è chiaro e lineare..se non crea problemi, lo terrei così 🙂

    (poi tra l’altro devo ancora decidere se usare \def o \defUp :-))

    Ora vado a letto!

    notte notte

    Corrado.

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