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DirkPitt” post=72368Edit: Perdonate la sbadataggine ho postato la mia idea senza verificare se esistesse già 🙂 questo pacchetto sembra ok, per non dire che si puà dare anche texdoc uml 😳 .
MetaUML è basato su Metapost e ha un problema non secondario: se vuoi scrivere caratteri accentati, sei nei pasticci. Anche cambiare il font usato non è così semplice.
Ciao
Enrico
::maumau” post=72357Salve a tutti, ho notato che il seguente codice
`
\documentclass[a4paper,12pt]{scrreprt}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{classicthesis}
\begin{document}
ciao
$\mathsf{\sigma \rho}$\end{document}
`Produce caratteri errati, credo sia dovuto al fatto che classicthesis carica mathpazo, che non ha le lettere greche senza grazie.
Esiste un modo per risolvere il problema?Naturalmente sai già che anche non caricando classicthesis quelle lettere non verrebbero in carattere senza grazie.
`\DeclareMathAlphabet{\greeksf}{OML}{cmbr}{m}{it}`
Così puoi scrivere [tt]$\greeksf{\rho}\greeksf{\sigma}[/tt]
Ciao
Enrico
::dearick” post=72347Salve,
a proposito di Tex Live:
– installo la 2011 o aspetto la versione del 2012?
– eventualmente c’è una versione Light (leggera) per poi aggiungere via via i pacchetti che si utilizzano?Installa la 2011; prima di luglio non credo che si possa pensare alla 2012.
Installa tutto. Ti togli qualsiasi problema.
Ciao
Enrico
::robitex” post=72343Magari si potrebbe cominciare da un esempio di programmazione LaTeX3 da mettere nella Gallery del sito.
Vediamo; nel codice si usano tre strutture base di LaTeX3:
• token list
• sequence
• property listSi tratta di tre tipi di contenitori di dati, che hanno impieghi diversi per via di come sono strutturati.
• Una “token list” non ha alcuna struttura, a parte quella naturale dell’ordine dei token che la compongono. Una macro definita come [tt]\def\xyz{testo}[/tt] è esattamente una token list.
• Una “sequence” è una collezione di token list ordinata linearmente. Nel codice si mostra come definirne una a partire da un argomento, nel nostro caso si assegna un posto a ciascun token dell’argomento (si spezza a “niente”). Con questa struttura è facile eseguire compiti ripetitivi o estrarre l’inizio e la fine.
• Una “property list” è una collezione “indirizzata” di token list. Gli elementi sono accessibili con una chiave. Nel nostro caso la chiave è un carattere alfanumerico, a cui associamo un valore numerico (potrebbe essere qualsiasi cosa).
Nel codice si esegue un tipico compito ripetitivo su una sequence:
`\seq_map_inline:N \seq_map_inline:Nn \l_cf_codice_seq
{
\int_incr:N \l_cf_position_int
\cf_add:n { ##1 }
}`
Il codice dato come secondo argomento viene eseguito per ciascun elemento della sequence (che viene denotato con [tt]##1[/tt], perché siamo dentro una definizione).Per motivi di compattezza del codice, invece di scrivere tutta l’azione da eseguire nell’argomento di [tt]\seq_map_inline:Nn[/tt], è preferibile usare una funzione separata. La funzione [tt]\cf_add:n[/tt] ha un argomento (e sappiamo che è un unico carattere alfanumerico); ciò che fa è usare questo valore come chiave per ottenere il valore corrispondente dalla property list opportuna (posto dispari o pari, a seconda del valore di [tt]\l_cf_position_int[/tt]) e somma il valore a quello di [tt]\l_cf_checksum_int[/tt].
Il confronto finale avviene allo stesso modo: si calcola [tt]\l_cf_checksum_int[/tt] modulo 26 e si confronta con il valore corrispondente all’ultimo carattere.
Ciao
Enrico
3 Maggio 2012 alle 19:20 in risposta a: statuto: inserire “Articolo” prima del numero sezione #73245::warcomeb” post=72324Ciao a tutti ragazzi.
Mi trovo a scrivere uno statuto di un’associazione.`\documentclass[10pt,a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{indentfirst}\title{Associazione Culturale X}
\author{Statuto}
\date{}\begin{document}
\maketitle
\section{Denominazione e Sede Sociale}
\end{document}`
Vorrei che apparisse la scritta “Articolo” prima del numero della sezione (come quello del GUIT ad esempio). Ho provato con
`
\renewcommand{\sectionname}{Articolo}
`
ma mi da errore dicendo che non esiste sectionname?Qualcuno mi aiuta?
grazie
MarcoInfatti non esiste alcun comando [tt]\sectionname[/tt]. Hai due modi:
`\renewcommand{\thesection}{Articolo \arabic{section}}`
che puoi usare se non ti interessa fare riferimenti incrociati con [tt]\label[/tt] e [tt]\ref[/tt]. Altrimenti occorre un metodo leggermente più complicato:
`\makeatletter
\renewcommand{\@seccntformat}[1]{Articolo \csname the#1\endcsname.\quad}
\makeatother`
Se però hai anche [tt]\subsection[/tt] è un po’ una grana. Fammi sapere.Il codice va comunque nel preambolo.
Ciao
Enrico
::rita” post=72288Allora ti spiego, le prime 10 pagine sono numerate bene, sull’indice ci sono tutti i paragrafi e sotto paragrafi, il problema è che vengono numerati male (quasi tutti corrispondono a 1/2 pagine precedenti alla numerazione corretta). Sono andata alla decima pagina e mi sono accorta di aver utilizzato il comando “\clearpage”, pensavo fosse quello il problema e quando l’ho tolto anche le 10 pagine, che prima avevano una numerazione corretta, sono cambiate.
Non so dirti altro.Stai usando spesso [tt]\addcontentsline[/tt]?
Ciao
Enrico
::rita” post=72283Salve a tutti,
utilizzo latex da 4 anni e non mi è mai successa questa cosa!
Sto per completare la mia tesi e mi sono accorta solo ora che l’indice non è corretto. non so per quale motivo i paragrafi vengono numerati a caso!sull’indice fino a circa la decima pagina è tutto corretto, dopodiché inizia a dimenticarsi qualche pagina!ho aspettato qualche giorno x risolvere il problema, ma nulla!mi affido a voi. Questo è quello che ho scritto\documentclass[a4paper,oneside, 11pt]{report}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{acronym}
\usepackage[font=small,format=hang,labelfont=bf]{caption}
\begin{document}
\include{TitlePage}
\
\newpage
\
\tableofcontents
\listoffigures
\newpage
\setcounter{secnumdepth}{3}
\setcounter{tocdepth}{3}
\include{Introduzione}
\include{capitolo1}
\include{capitolo2}
\include{capitolo3}
\include{capitolo4}
\include{capitolo5}
\include{capitolo6}
\appendix
\end{document}Benvenuta!
Le informazioni che dai sono davvero insufficienti a capire il problema. Prova a essere più precisa.
Ciao
Enrico
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[tt]\color{crimson}[/tt] va alla fine dell’ultimo argomento di [tt]\titleformat[/tt], cioè quello che introduce il titolo.Per favore, la prossima volta cerca di essere più completo nell’esempio; ripescare l’inutilissimo pacchetto xhfill, il cui nome non ricorda niente, richiede tempo. Fra l’altro quando applico la definizione alla classe book standard non ottengo la doppia riga.
Sicuro di quel colore? 😮
Ciao
Enrico
::OldClaudio” post=72202Be’, si vede che a scuola non si fa più l’analisi logica e grammaticale; a parte la mancanza del congiuntivo (…pare che è una prassi…), il di cui e il ne sono due pronomi o particelle pronominali che si riferiscono alla stessa entità. È davvero un errore da matita blu; suppongo che le maestre e le insegnanti di lettere oggi non usino più le matite colorate 🙂
Spulciando il messaggio per bene si trova anche altro. 🙂 Quel “ne” era un pugno negli occhi.
Traduzione italiana:
Effettivamente quella formula non ha un’estetica eccelsa, guardandola meglio. Però pare che sia prassi comune (nella comunità di basi di dati, di cui l’algebra relazionale è una branca) scrivere le condizioni di join come pedice dell’operatore di join.
😛
Ciao
Enrico
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Metti gli ambienti [tt]center[/tt] nelle note tra graffe:
`and viceversa.~\footnote{\selectlanguage{german}Bei der Bildung des Product $bc$ soll gesagt werden, dass $b$ mit $c$ {\it nach}- und $c$
mit $b$ {\it vor}-multiplicirt werde. Desgleichen hat man also — ohne das Commutationsgesetz — den ersten und den
zweiten Factor (als Multiplicand und Multiplicator) stets sorgf\”altig zu unterscheiden. Endlich wird es zu dieser
Operation nun zweierlei inverse Operationen geben, je nachdem der Multiplicand oder der Multiplicator als Unbekannte
berechnet werden soll. Die eine dieser Umkehrungen nennen wir {\it Theilen}, ihr Ergebnis einen {\it Bruch} und
bedienen uns f\”ur dieselbe des Bruchstriches. F\”ur die andre nehmen wir die Namen: {\it Messung}, {\it
Verh\”altniss} und da {\it Doppelpunktzeichen} in Anspruch. […] Sind zun\”achst alle drei Rechnungsarten {\it
eindeutig}, so finden sie demnach diese beiderlei inversen Operationen definirt durch die Festsetzung:
{\begin{center}
\begin{tabular}{l|l}
Wenn & Wenn\\
\qquad$b.x = a$ &\qquad $x.c = a$\\
ist, so werde & ist, so werde\\
\qquad$x = a:b$ &\qquad $x = \frac{a}{c}$
\end{tabular}
\end{center}}
[…] Darnach wird also:
{\begin{center}
\begin{tabular}{l|l}
{\it ein Multiplicand transponirt als} & {\it ein Multiplicator transponirt als}\\
{\it Consequent}, & {\it Nenner},
\end{tabular}
\end{center}}
und umgekehrt \cite[p.~140]{schr73}.}`Ovviamente devi aggiungere \selectlanguage{german} se vuoi che nelle note in tedesco venga usata la corretta sillabazione.
Ciao
Enrico
::dancko” post=72194Grazie, codice funzionante.
P.S.: effettivamente non ha una estetica eccelsa quella formula vedendola meglio. Però pare che è una prassi comune(nella comunità di basi di dati – di cui l’algebra relazionale ne è una branca) scrivere le condizioni di join come pedice dell’operatore di join.
Credetemi non me lo sono inventato io quel modo di scrivere una formula in cui è coinvolto un operatore di join.
Ah, ti credo! L’hanno inventato certi che hanno poca dimestichezza con la matematica, ma soprattutto con la chiarezza. 🙂
Nota l’errore grammaticale da matita blu (anche se l’ho segnato in rosso).
Ciao
Enrico
::dancko” post=72192Si, spiego il motivo.
In pratica quella roba tra parentesi è la condizione di Join. Velocemente, l’operatore di join è usato in algebra relazionale e serve a fare l’unione tra le tuple(o n-upla) di due o più relazioni.
Per rendere l’idea, esso corrisponde al prodotto cartesiano tra due o più insiemi in algebra “tradizionale”.Quindi, quella roba tra parentesi è la condizione di join, e in algebra relazionale permette di fare il prodotto cartesiano tra le tuple di due relazioni che rispettano quella condizione( in questo caso particolare le relazioni sono FlightRes e Customer).
Tale condizione si usa scriverla, in algebra relazionale, come pedice dell’operatore di join
Ora se scrivo per esteso quella roba tra parentesi tonde la formula mi esce fuori dai margini del foglio, quindi per questo volevo scriverla cosi come l’ho trovata nell’articolo che sto leggendo e del quale devo fare una relazione scritta.
Pero ovviamente accetto consigli ben volentieri se ci sono altri modi migliori per scriverla a patto che non esca dai margini del foglio 🙂
Grazie
`\[
\max(\textit{Customer-Passenger-Asia}_\textrm{Customer} =
\bowtie_{
\left(\begin{smallmatrix}
\textit{FlightRes.Passenger}=\textit{Customer.Name}\\
\textrm{AND}\;(\textit{FlightRes.Destination}=\textit{`Asia'})
\end{smallmatrix}\right)
}
\textit{Customer}
\]`
Se poi vuoi cambiare il corsivo con neretto basta usare [tt]\textbf[/tt].Viene una schifezza in ogni caso.
Ciao
Enrico
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