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albertobosia” post=68451salve, avrei questo problema
devo scrivere una parte di un documento in giapponese, ho già tutti i miei problemi a ficcarci il katakana. inoltre quella parte dovrebbe essere scritta da destra verso sinistra e in verticale.
l’unica roba che sono riuscito a fare è una tabellona in cui mettere i caratteri uno per uno al loro posto. mi è anche venuto in mente di fare il documento a parte e di includerlo successivamente.
qual è il modo “corretto” di fare una cosa del genere?inoltre, una domandina riguardo le scritture non orizzontali: non ho mai veramente capito come scrivere con altri orientamenti. per esempio, sicuramente qualcuno di voi saprà che su arxiv.com aggiungono quella parte in grigio in verticale dal basso verso l’alto. come si può fare una cosa del genere?
e se volessi un testo inclinato di (esempio) 38°?Che io sappia, XeTeX non permette (ancora, ma lo sviluppo sembra fermo :() di scrivere testo come chiedi tu. C’è qualcosa per la scrittura in verticale, ma sinceramente non so come funzioni né se si combini con la scrittura da destra a sinistra.
Di sicuro pTeX (l’estensione di TeX specifica per il giapponese) ha la capacità che chiedi. Solo che la documentazione è, ovviamente, quasi completamente in giapponese. Se ti accontenti di importare quelle parti, puoi compilarle con pTeX, trasformarle in PDF e andare di \includegraphics.
Avresti un breve esempio di testo su cui fare esperimenti?
Ciao
Enrico
::Gero27″ post=68420Buongiorno a tutti,
ho un problema che mi sembra decisamente troppo banale per non avere una soluzione in LaTeX, ma a cui inspiegabilemte non riesco a trovare una risposta.
Come posso (se è possibile, ma mi sembra assurdo il contrario) aumentare la grandezza del simbolo d’integrale per adattarlo per esempio a funzioni fratte molto alte?
Vedere la funzione sporgere di un pezzo sopra e sotto dal segno d’integrale è terribilmente antiestetico!Grazie a chi saprà illuminarmi
RuggeroStiracchiare il simbolo di integrale perché copra una formula illeggibile non rende la formula più leggibile. Peggiora solo il risultato estetico; quello matematico è già compromesso. Le frazioni a quattro piani esistono solo nei libri di scuola delle medie (speriamo che spariscano anche da là). Non nego che, in qualche rara situazione, un passaggio matematico potrebbe risultare più chiaro con una frazione a quattro piani, ma come funzione integranda lo escluderei.
Chiama A(x) il numeratore, B(x) il denominatore e fa’ l’integrale di \frac{A(x)}{B(x)}; ne guadagneranno la resa tipografica e la comprensione dei lettori.
Ciao
Enrico
::logos” post=68379Ciao a tutti!
Qualche giorno fa, grazie al vostro prezioso aiuto, sono riuscito a colorare un testo di matematica. Enrico mi ha suggerito i comandi seguenti:
`
\defaultfontfeatures{Color=Blue}
\evermath{\color{Blue}}\everydisplay{\color{Blue}}
`Ora ho un problema leggermente diverso. Vorrei evidenziare con un ulteriore colore i simboli che sto introducendo. Ad esempio, se consideriamo la seguente frase:
`
Siano $a,b,m$ tre numeri interi. Diremo che \textbf{\itshape $a$ è congruo a~$b$ modulo~$m$},
e si scrive~$a \equiv b \pmod m$ se e soltanto se la differenza~$b-a$ è un multiplo di~$m$.
`È facile colorare la scritta in grassetto e corsivo, mettendo ad esempio \addfontfeatures{Color=Red} dopo \itshape, ma non so come fare con la formula. Se, infatti, mi limito a posporre al primo dollaro il comando \color{Red} riesco ad ottenere la formula colorata, ma non la scritta mod del modulo. Questo, temo, perché il defaultfontfeature forza il colore del testo ad essere blu. Come posso fare per imporre che anche quel modulo e tutti gli altri operatori (seno, coseno, tangente, logaritmo,…) siano del colore desiderato?
Grazie,
Andrea
Il tutto ammesso che questo sia tipograficamente sensato. E non lo è.
Ciao
Enrico
::OldClaudio” post=68373Sono contento che tu sia “incappato” in imakeindx; è talmente comodo che io non ne potrei più fare a meno e non risco a convincere il curatore della classe memoir che si tratta di una vera leccornia tipografica; e non lo dico perché sono stato io il primo ad averne l’idea, ma perché Enrico è stato bravissimo a crearne il codice avanzato con il quale, con una fatica minima, si ottiene un risultato che secondo i procedimenti tradizionali dovrebbe essere condotto a mano con spreco di tempo e con la possibilità di infiniti errori nello scrivere i comandi sul terminale.
Ti mando una versione che dovrebbe funzionare anche con memoir 🙂
Ciao
Enrico
::nsturaro” post=68371
Non ha senso cambiare \textheight in un ambiente list.
Grazie.
Questo spiega perché la soluzione da me adottata non funziona.
Come detto nel mio post precedente, il problema, ai fini pratici, l’ho risolto, quindi si tratta più che altro di capire meglio il funzionamento dei margini, e magari trovare una soluzione più elegante anche dal punto di vista del codice. Esiste un’alternativa analoga per modificare i margini che non faccia uso di un ambiente list?
Grazie ancora.
Ciao,
NicolaEsistono molti modi. Ma senza una riga di codice è davvero impossibile aiutarti. Bastano la classe e i pacchetti (forse nessuno) indispensabili per comporre quel sommario; oltre al codice che usi ora per il sommario. Il testo non è importante.
Ciao
Enrico
::nsturaro” post=68365
[quote=”nsturaro” post=68358]Buongiorno a tutti.
Forse se dici qual è il problema che tenti di risolvere definendo quell’ambiente potremmo capire meglio e proporre una soluzione
Ciao
EnricoOps, scusate.
Lo scopo ultimo è far stare il summary in una sola pagina. A dire il vero questo scopo l’ho raggiunto, seppur in modo non molto elegante con \enlargethispage{80pt}
Dico in modo non molto elegante perché così facendo il margine superiore non si modifica, ma aggiungo abbastanza spazio alla fine della pagina perché ci stia tutto il testo. Esteticamente non è il massimo, perché c’è un ampio margine superiore e un margine inferiore molto molto piccolo.Lo scopo di questo post, tuttavia, vorrebbe non solo trovare il modo di arrivare al risultato che desidero ma, se possibile, anche quello di capire cosa sbaglio nelle mie impostazioni, che non raggiungono il risultato che immaginavo.
Non ha senso cambiare \textheight in un ambiente list.
Ora, non so come inserisci il tuo sommario, ma è possibile che
`\clearpage\vspace*{-4\baselineskip}\enlargethispage{4\baselineskip}
` risolva il tuo problema.
Ciao
Enrico
::nsturaro” post=68358Buongiorno a tutti.
Sto lavorando con un documento memoir che non ho iniziato io, quindi il documento contiene numerosi package, impostazioni ecc. che non posso rimuovere perché non so dove effettivamente servano.
Per questo, non riesco nemmeno a riprodurre un esempio minimale (che sia davvero minimale) da riportare nel forum.
Il problema riguarda i margini, si tratta di una FAQ a cui però ho spesso trovato una risposta: “usare geometry”. A parte che il suddetto pacchetto mi ritorna un errore, ma non è il topic di questo post, vorrei evitare l’uso di altri package, non essendo sicuro del comportamento che potrebbero avere sul resto del documento, che è piuttosto lungo (circa 400 pagine).
All’interno dell’ambiente abstract ho usato un ambiente da me definito per modificare i margini.
\newenvironment{changemarginSummary}{%
\begin{list}{}{%
\setlength{\textheight}{29.7cm}%
\setlength{\headheight}{0pt}%
\setlength{\headsep}{0pt}%
\setlength{\footskip}{0pt}%
\setlength{\topmargin}{-65pt}%
\setlength{\leftmargin}{0pt}%
\setlength{\rightmargin}{0pt}%
\setlength{\listparindent}{\parindent}%
\setlength{\itemindent}{\parindent}%
\setlength{\parsep}{\parskip}%
}%
\item[]
}
{\end{list}}Il codice di cui sopra, sposta il margine superiore, come richiesta, ma non aumenta lo spazio del testo, che va a capo dove andava precedentemente; nonostante l’ampio spazio bianco in fondo al documento che il cambiamento del margine superiore provoca.
Qualcuno ha suggerimenti da darmi?
Grazie mille per l’aiuto.
Ciao,
NicolaForse se dici qual è il problema che tenti di risolvere definendo quell’ambiente potremmo capire meglio e proporre una soluzione
Ciao
Enrico
::schirone” post=68356In un piccolo tutorial tecnico su ubuntu, vorrei usare il font della famiglia in oggetto (http://font.ubuntu.com) per rispettare le linee guida della comunity ubuntu.
Come posso fare in LaTeX?Usare XeLaTeX?
Ciao
Enrico
::antonio.macrì” post=68351Evidentemente non sono l’unico sul forum che ha problemi di velocità di compilazione. 🙁
Sto lavorando a un testo il cui solo preambolo richiede una quindicina di secondi per essere compilato. Ho avuto l’idea di cavarne fuori un .fmt in modo da ridurre i tempi di compilazione.
La struttura del mio documento è
`\documentclass{…}\begin{document}
\end{document}`
dove tra classe e preambolo ci sono circa 1200 righe di codice. Contando i pacchetti inclusi, penso di sforare le 20000 righe di codice.La mia idea è di creare un file di formato che incorpori:
`\documentclass{…}`
in modo da compilare ogni volta solamente
`\begin{document}
\end{document}`È possibile?
Ho fatto alcuni tentativi sia con MikTeX (Windows) che con TeX Live (Ubuntu), ottenendo ogni volta errori diversi (I’m stymied, missing \begin{document}, \normalfont non definito, I can’t find file/format…).
Supponiamo che io voglia ottenere un file di formato che abbia latex.ltx precaricato, di voler compilare con pdftex (cioè: tutto deve essere equivalente a compilare con pdflatex), e che il preambolo sia questo:
`% file: tikzlatex.tex\documentclass{article}
\usepackage{mathptmx}
\usepackage{tikz}
\usepackage[active,pdftex,tightpage]{preview}
\PreviewEnvironment[]{tikzpicture}
\PreviewEnvironment[]{pgfpicture}
\DeclareSymbolFont{symbolsb}{OMS}{cmsy}{m}{n}
\SetSymbolFont{symbolsb}{bold}{OMS}{cmsy}{b}{n}
\DeclareSymbolFontAlphabet{\mathcal}{symbolsb}\dump
\endinput`Quali sono i passi da fare per ottenere tikzlatex.fmt?
Una volta ottenuto, qual è il comando per compilare?Grazie,
AntonioPS: Se si riuscisse a ottenere tikzlatex.fmt, si potrebbe velocizzare anche QTikZ…
Non userei preview in un posto del genere (ho provato e i documenti non si compilano); meglio standalone, forse.
Dalla linea di comando dai
`pdftex -ini -jobname=tikzlatex “&pdflatex tikzlatex.tex”`
Puoi spostare il .fmt che viene creato in ~/texmf/web2c e poi chiamare
`pdftex -fmt tikzlatex file`
Il posto è ~/Library/texmf/web2c su Mac OS X; su Windoze non lo so, scoprilo da te. :)Ciao
Enrico
30 Gennaio 2012 alle 19:47 in risposta a: Ridefinizione \includegraphics: figure con riquadro #69183::ferro.84″ post=68345Buonasera a tutti,
vorrei creare un comando per fare in modo che tutte le figure che inserisco nel documento abbiano il loro riquadro.
In sostanza vorrei automatizzare l’inserimento che faccio ora, dato che le figure cominciano ad essere molte.Ora nel preambolo scrivo:
`
…
\usepackage{graphicx}
\setlength\fboxrule{0.2pt}
\setlength\fboxsep{-\fboxrule}
…
`e quando inserisco una figura:
`
\begin{figure}[htbp]
\centering
\fbox{\includegraphics[width=0.4\textheight,angle=0,keepaspectratio]{CARRELLO.png}}
\caption{Carrello del festone.}
\label{fig:CARRELLO_FESTONE}
\end{figure}
`Ci vorrebbe un \renewcommand{\includegraphics}…ma non saprei come fare 😳
Grazie mille per l’aiuto e viva il LaTeX.
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{graphicx}
\usepackage[export]{adjustbox}
\begin{document}
\includegraphics[fbox=0.2pt -0.2pt,width=0.4\textheight]{figura}
\end{document}`
Ciao
Enrico
::Liverpool” post=68315Se utilizzo il pacchetto caption insieme a scrtime ottengo un errore che in precedenza non si verificava:
! LaTeX Error: Command \l@addto@macro already defined.
Or name \end… illegal, see p.192 of the manual.Esempio “abbastanza” minimo:
`
\documentclass{book}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lmodern}\usepackage[pdftex]{graphicx}
\usepackage{caption}\usepackage{scrtime}
\begin{document}
\end{document}`
Possibili soluzioni?Grazie,
LuigiPurtroppo Markus Kohm, nella sua infinita saggezza, ha deciso di definire `\l@addto@macro` con \newcommand; invece caption lo definisce correttamente con \providecommand. Quindi scrtime va prima di caption. Le due definizioni fanno comunque la stessa cosa.
Ciao
Enrico
::ivan” post=68329
Ti ringrazio per il tuo suggerimento, che pero’ risolve solo in parte, perche’ la bibliografia inizia su una pagina nuova (cioe’ e’ in pratica un nuovo capitolo), ma io la vorrei in stile “sezione”, cioe’ di seguito al testo e senza lasciare una mezza pagina vuota, perche’ il mio documento e’ organizzato in sezioni e non in capitoli.
`\printbibliography[heading=subbibliography]`
Cercherò di sistemare la faccenda (di cui ero a conoscenza) in modo che con l’opzione “article” anche la bibliografia venga trattata come una sezione.
Non è detto che sia banale, visto che si ha a che fare con biblatex 🙂 Vedremo.`\AtBeginDocument{
\@ifpackageloaded{biblatex}{%
\defbibheading{bibliography}[\bibname]{%
\ifsuftesi@article
\let\bibname\refname
\section*{#1}%
\else
\chapter*{#1}%
\fi
\markboth{#1}{#1}%
}%
}{}%
}`
Lo stile “bibliography” è quello di default se non se ne specifica uno nell’argomento facoltativo di \printbibliography.In alternativa
`\AtBeginDocument{\ifsuftesi@article\let\blx@head@bibliography\blx@head@subbibliography\fi}`
ma questo lascia il micidiale \MakeUppercase in \markright. Non che cambi molto per lo stile article, visto che non si usano le testatine, ma se poi uno le attiva, sono guai.Ciao
Enrico
::samiel” post=68311Allora… per risolvere anche l’ultimo problema: nei “Peccati”
l’autore abbrevia così gli indirizzi ftp:
`%%% DANTE
\providecommand{\CTANserver}{ftp.dante.de}
%%% Make CTAN:// be an alias of ftp://\CTANserver/tex-archive/
\makeatletter
\def\url@#1{\expandafter\url@@#1\@nil}
\def\url@@#1://#2\@nil{%
\def\@tempa{#1}\def\@tempb{CTAN}\ifx\@tempa\@tempb
\hyper@linkurl{\Hurl{#1:#2}}{ftp://\CTANserver/tex-archive/#2}%
\else
\hyper@linkurl{\Hurl{#1://#2}}{#1://#2}%
\fi
}
\makeatother`
per poi dare nella bibliografia
`\biburl{CTAN://macros/latex/contrib/was/}`
Poniamo che io voglia fornire l’indiririzzo http e non ftp;
non sarebbe più semplice dare
`\providecommand{\CTANserver}{http://www.ctan.org}`
ma poi semplificare il codice seguente senza tutte le variabili #1 e #2?
Si può fare?M
Certo, basta togliere ftp:// nella definizione di \url@@; ma così com’è messo quel codice non fa niente: occorre scriverlo dopo il caricamento di hyperref. Infatti nella versione originale la parte “neue Kommandos” viene dopo il caricamento di hyperref.
La definizione complicata serve perché TeX stampi CTAN://
, ma il collegamento sia a un indirizzo legale. Mi domando perché mai displaymath vada usato solo se non si carica amsmath. Boh. Tanto per chiarire, \begin{displaymath}…\end{displaymath} è definito da LaTeX in modo che produca \[…\]; amsmath, da parte sua, ridefinisce \[…\] in modo che produca \begin{equation*}…\end{equation*}, ma non c’è alcun problema a usare displaymath.
Ciao
Enrico
::nick87″ post=68301grazie Enrico, permettimi però una domanda di carattere più estetico…perchè dici che l’idea di mettere il numero tra due righe è un po’ peregrina? Se non faccio quella separazione, il numero dell’equazione mi viene messo o accanto alla prima o accanto all’ultima…mi sembra bruttino…alla fine magari è questione di gusti 😉
Se hai provato il mio codice vedrai che il numero sta a metà fra le due equazioni che numera. Nel tuo veniva nascosto fra le due righe: eviterei.
Ciao
Enrico
::nick87″ post=68299Ciao a tutti, prima di tutto complimenti per il forum, che molte volte mi ha supportato nelle soluzioni di certi problemi con latex 😉
Ho letto tanti post riguardo l’utilizzo di subequations, ma non ho trovato risposta al mio quesito:`
\begin{subequations}
\begin{align}\label{eq85a}
0 &= 2\dfrac{\partial \omega^1}{\partial G_{11}}+4\dfrac{\partial h'}{\partial G^2}\left(a_1G_{12}+a_2G_{22}\right)-2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}\left(a_1G_{11}+a_2G_{12}\right)-a_1\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}} \nonumber \\
\\
0 &= 2\dfrac{\partial \omega^1}{\partial G_{12}}+2\dfrac{\partial h'}{\partial G \partial G_{12}} \left(a_1G_{12}+a_2G_{22}\right)-\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}^2}\left(a_1G_{11}+a_2G_{12}\right)-a_2\dfrac{\partial h'}{\partial G_{12}} \nonumber
\end{align}
\\
\begin{align}\label{eq85b}
0 &= 2\dfrac{\partial \omega^2}{\partial G_{11}}+4\dfrac{\partial h'}{\partial G^2}\left(a_1G_{11}+a_2G_{12}\right)+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}\left(a_1G_{12}+a_2G_{22}\right)+2a_1\dfrac{\partial h'}{\partial G} \nonumber \\
\\
0 &= \dfrac{\partial \omega^2}{\partial G_{12}}+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}\left(a_1G_{11}+a_2G_{12}\right)+\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}^2}\left(a_1G_{12}+a_2G_{22}\right)+2a_2\dfrac{\partial h'}{\partial G} \nonumber
\end{align}
\\
\begin{align}\label{eq85c}
0 &= \dfrac{\partial \omega^1}{\partial G_{12}}+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12} \partial G}\left(a_1G_{12}+a_2G_{22}\right)-\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}^2}\left(a_1G_{11}+a_2G_{12}\right)+2a_1\dfrac{\partial h'}{\partial G} \nonumber \\
\\
0 &= 2\dfrac{\partial \omega^1}{\partial G_{22}}-4\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G^2}\left(a_1G_{12}+a_2G_{22}\right)+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}\left(a_1G_{11}+a_2G_{12}\right)+2a_2\dfrac{\partial h'}{\partial G} \nonumber
\end{align}
\\
\begin{align}\label{eq85d}
0 &= 2\dfrac{\partial \omega^2}{\partial G_{12}}+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}(a_1G_{11}+a_2G_{12})+\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}^2}\left(a_1G_{12}+a_2G_{22}\right)+a_1\dfrac{\partial h'}{\partial G_{12}} \nonumber \\
\\
0 &= 2\dfrac{\partial \omega^2}{\partial G_{22}}-4\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G^2}(a_1G_{11}+a_2G_{12})-2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12} \partial G}\left(a_1G_{12}+a_2G_{22}\right)+a_2\dfrac{\partial h'}{\partial G_{12}} \nonumber \\
\end{align}
\begin{align*}
{}
\end{align*}
\end{subequations}
`l’errore di output che noto è che mi compare il numero 85e che non è riferito a nessun’altra equazione! E mi succede anche se al posto di align uso l’ambiente eqnarray (che qualcuno dice che non si debba mai usare). Grazie… 🙂
L’idea di mettere il numero in mezzo a due righe mi pare piuttosto peregrina, così come quella di spaziare con \\:
`\begin{subequations}
\small
\begin{align}
&\begin{aligned}
0
&= 2\dfrac{\partial \omega^1}{\partial G_{11}}
+4\dfrac{\partial h'}{\partial G^2}(a_1G_{12}+a_2G_{22})
-2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}(a_1G_{11}+a_2G_{12})
-a_1\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}}
\\
0
&= 2\dfrac{\partial \omega^1}{\partial G_{12}}
+2\dfrac{\partial h'}{\partial G \partial G_{12}} (a_1G_{12}+a_2G_{22})
-\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}^2}(a_1G_{11}+a_2G_{12})
-a_2\dfrac{\partial h'}{\partial G_{12}}
\end{aligned}
%
\label{85e}\\[2ex]
%
&\begin{aligned}
0
&= 2\dfrac{\partial \omega^2}{\partial G_{11}}
+4\dfrac{\partial h'}{\partial G^2}(a_1G_{11}
+a_2G_{12})+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}(a_1G_{12}+a_2G_{22})
+2a_1\dfrac{\partial h'}{\partial G}
\\
0
&= \dfrac{\partial \omega^2}{\partial G_{12}}
+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}(a_1G_{11}+a_2G_{12})
+\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}^2}(a_1G_{12}+a_2G_{22})
+2a_2\dfrac{\partial h'}{\partial G}
\end{aligned}
%
\label{eq85b}\\[2ex]
%
&\begin{aligned}
0
&= \dfrac{\partial \omega^1}{\partial G_{12}}
+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12} \partial G}(a_1G_{12}+a_2G_{22})
-\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}^2}(a_1G_{11}+a_2G_{12})
+2a_1\dfrac{\partial h'}{\partial G} \\
0
&= 2\dfrac{\partial \omega^1}{\partial G_{22}}
-4\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G^2}(a_1G_{12}+a_2G_{22})
+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}(a_1G_{11}+a_2G_{12})
+2a_2\dfrac{\partial h'}{\partial G}
\end{aligned}
%
\label{eq85c}\\[2ex]
%
&\begin{aligned}
0
&= 2\dfrac{\partial \omega^2}{\partial G_{12}}
+2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G \partial G_{12}}(a_1G_{11}+a_2G_{12})
+\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12}^2}(a_1G_{12}+a_2G_{22})
+a_1\dfrac{\partial h'}{\partial G_{12}} \\
0
&= 2\dfrac{\partial \omega^2}{\partial G_{22}}
-4\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G^2}(a_1G_{11}+a_2G_{12})
-2\dfrac{\partial^2 h'}{\partial G_{12} \partial G}(a_1G_{12}+a_2G_{22})
+a_2\dfrac{\partial h'}{\partial G_{12}}
\end{aligned}
\label{85d}
\end{align}
\end{subequations}`
Se poi invece di dire \small volessi spezzare le equazioni, sarebbero già scritte a puntino.Non usare \left e \right se non quando sono strettamente necessari.
Ciao
Enrico
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