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illinguista1972″ post=83504
[quote=”illinguista1972″ post=83490]Ho due domande su arara.
1. Ammettendo di usare arara con un editor per LaTeX e non dalla linea di comando, le righe ‘magiche’ di arara sono comprese soltanto dagli editor che comprendono le altre righe magiche, oppure sono due cose indipendenti e tutti gli editor le comprendono?
2. Non mi è ben chiaro (forse andrebbe chiarito anche nella guidina di Enrico) che cosa faccia una cosa come
`% arara: pdflatex: { synctex: yes }`
usando, per esempio TeXShop, il quale è già configurato per la modalità SyncTeX. In altre parole: ci sono alcune opzioni di arara che funzionano solo da linea di comando e altre no?
Ciao
TommasoHai provato con
`% arara: pdflatex: { synctex:no }`
dopo aver cancellato il file [tt].synctex.gz[/tt]? Penso di no. Prova e capirai come funziona.Non usi il comando [tt]pdflatex[/tt] (in realtà uno script) di TeXShop, ma semplicemente la linea di comando così come la chiedi ad arara.
Ciao
EnricoSarà, ma dopo aver cancellato i file di servizio, che io scriva
`% arara: pdflatex: { synctex: no }`
oppure
`% arara: pdflatex`
il risultato è il medesimo: sorgente e PDF sono sincronizzati, anche se nella cartella di lavoro non c’è traccia del file [tt]synctex.gz[/tt].Se scrivo
`% arara: pdflatex: { synctex: yes }`
invece, ottengo in più solo il file [tt]synctex.gz[/tt] e la sincronizzazione rimane.Ciao
Tommaso[/quote]
Sarà, ma a me non viene la sincronizzazione se cancello il file [tt].synctex.gz[/tt] ed eseguo arara con [tt]synctex: no[/tt]. Appena provato con TeXShop.Ciao
Enrico
25 Marzo 2013 alle 20:37 in risposta a: Ridefinire comando-creazione iniziale puntata di una parola #84223::And” post=83494Grazie mille Enrico!
p.s.
LaTex3 sembra essere veramente oscuro…Perché? La prima versione di robitex è esattamente identica alla mia. Vediamole a confronto.
`\makeatletter
\newcommand{\nome}[1]{\get@initial#1\@nil}
\def\get@initial#1#2\@nil{#1.}
\makeatother`
La macro [tt]\nome[/tt] prende un argomento qualsiasi e trasforma [tt]\nome{Alberto}[/tt] in
`\get@initial Alberto\@nil`
La macro [tt]\get@initial[/tt] ha due argomenti, uno non delimitato e uno delimitato da [tt]\@nil[/tt]. Siccome dopo [tt]\get@initial[/tt] non c’è una graffa, avremo [tt]#1<-A[/tt] e [tt]#2<-lberto[/tt]. La macro restituisce [tt]A.[/tt]. Vediamo la versione di robitex. `\ExplSyntaxOn \cs_new:Npn \my_parsename:w #1 #2 \q_stop { #1 . } \NewDocumentCommand \initial { m } { \my_parsename:w #1 \q_stop } \ExplSyntaxOff` L'unica vera differenza è che fra [tt]\ExplSyntaxOn[/tt] e [tt]\ExplSyntaxOff[/tt] gli spazi e i fine riga sono ignorati, quindi si ha maggiore libertà nello scrivere il codice. La macro [tt]\initial[/tt] fa esattamente lo stesso della mia [tt]\nome[/tt]: prende un argomento obbligatorio (indicato con [tt]m[/tt]) e trasforma [tt]\initial{Alberto}[/tt] in `\my_parsename:w Alberto\q_stop` E qui succede lo stesso di prima, solo che invece di [tt]\@nil[/tt] c'è [tt]\q_stop[/tt]. La macro ausiliaria ha un nome che dice di sé di avere argomenti "strani" (la finale [tt]:w[/tt] sta per "weird"). Ma la definizione è esattamente la stessa di [tt]\get@initial[/tt]. Ciao Enrico::illinguista1972″ post=83490Ho due domande su arara.
1. Ammettendo di usare arara con un editor per LaTeX e non dalla linea di comando, le righe ‘magiche’ di arara sono comprese soltanto dagli editor che comprendono le altre righe magiche, oppure sono due cose indipendenti e tutti gli editor le comprendono?
2. Non mi è ben chiaro (forse andrebbe chiarito anche nella guidina di Enrico) che cosa faccia una cosa come
`% arara: pdflatex: { synctex: yes }`
usando, per esempio TeXShop, il quale è già configurato per la modalità SyncTeX. In altre parole: ci sono alcune opzioni di arara che funzionano solo da linea di comando e altre no?
Ciao
TommasoHai provato con
`% arara: pdflatex: { synctex:no }`
dopo aver cancellato il file [tt].synctex.gz[/tt]? Penso di no. Prova e capirai come funziona.Non usi il comando [tt]pdflatex[/tt] (in realtà uno script) di TeXShop, ma semplicemente la linea di comando così come la chiedi ad arara.
Ciao
Enrico
::albertbug86″ post=83478Salve a tutti. Sto scrivendo perché vorrei sapere come posso fare per aggiungere delle informazioni ulteriori solo sulla testatina della prima pagina di una sezione di un capitolo senza modificare quel che è scritto nell’indice.
Grazie a tutti.Non ti sembra un po’ vago?
Ciao
Enrico
25 Marzo 2013 alle 11:56 in risposta a: Ridefinire comando-creazione iniziale puntata di una parola #84221::
Occorre
`\cs_new_protected:Npn \my_parsename:w`
perché questa funzione usa funzioni “non espandibili”, in questo caso [tt]\seq_put_right:Nn[/tt]. Ma, a questo punto, anche [tt]\my_level_function:n[/tt] dovrà essere [tt]protected[/tt]. Non lo era nella versione precedente, perché quella lavorava per pura espansione.Ciao
Enrico
24 Marzo 2013 alle 21:11 in risposta a: Ridefinire comando-creazione iniziale puntata di una parola #84217::And” post=83441Ciao, avrei la seguente questione.
Ho creato il comando \nome{} con il quale, neanche a dirlo, identifico dei nomi di battesimo che compaiono nel testo. Ora, per ragioni di privacy (eccessive) mi è stato imposto di utilizzare solo l’iniziale di questi.
Ho provato a cercare in internet se esiste un qualche pacchetto che può fare al mio caso, ma sono adatti a gestire acronimi e abbreviazioni e non a risistemare un comando.Per fare un esempio di cosa mi servirebbe
\nome{Alberto} produce A. nel pdf
Se qualcuno ha tempo o sa come aiutarmi sarei curioso di capire se esiste un modo texnico per ottenere il risultato ridefinendo il comando \nome{} , altrimenti con un po’ di pazienza correggo a mano (anche se a dire il vero mi dispiace perdere i nomi… nomina nuda tenemus…).
grazie
AndreaSe i nomi non hanno iniziale con accenti stravaganti, la cosa è semplice:
`\makeatletter
\newcommand{\nome}[1]{\get@initial#1\@nil}
\def\get@initial#1#2\@nil{#1.}
\makeatother`
Ciao
Enrico
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Risposta ovvia: devi caricare imakeidx prima di hyperref, come spiegato nel manuale. Siccome è classicthesis che carica hyperref…`\documentclass[10pt,a4paper,twoside,openright,titlepage,%
headinclude,footinclude,BCOR5mm,%
numbers=noenddot,cleardoublepage=empty,%
tablecaptionabove,abstracton]{scrreprt}\usepackage{imakeidx}
\usepackage{subfig}\usepackage[eulerchapternumbers,subfig,beramono,%
eulermath,pdfspacing,listings,parts]{classicthesis}
\usepackage{arsclassica}\usepackage[OT2,LGRx,T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[latin,greek,german,english,italian]{babel}\makeindex[options={-s classic.ist}]
`
Ciao
Enrico
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Sì, riesco a replicarlo se carico mathtools.Il problema è simile all’altro: un comando dichiarato obsoleto è sfuggito alla recente revisione di unicode-math. Per il momento puoi ovviare al problema con
`
\usepackage{mathtools}
\usepackage{expl3}
\ExplSyntaxOn
\cs_if_exist:NT { \__chk_if_free_cs:N } { \cs_gset_eq:NN \chk_if_free_cs:N \__chk_if_free_cs:N }
\ExplSyntaxOff
`
e avvisare i responsabili di unicode-math.Ciao
Enrico
::ivan” post=83263Purtroppo ho riscontrato un’altra incompatibilità, dovuta al fatto che
altri pacchetti definiscono le stesse opzioni di suftesi, magari con valori diversi,
usando xkeyval. Anche il pacchetto bookmark, per esempio, definisce l’opzione style=,
pertanto se si usa
`\documentclass[style=FSPLa]{suftesi}`
si ha un errore analogo, visto che bookmark non riconosce quel valore dell’opzione style.
Mi sorge quindi una questione.
Per quale motivo le opzioni di classe dovrebbero essere ereditate dai pacchetti?
Questo mi pare comporti soltanto dei problemi. Ma forse c’è un’utilità che non vedo.
C’è un modo per evitare tutto questo?Chiaramente la possibilità che altri pacchetti definiscano le stesse opzioni di suftesi non è
altissima, ma rimane non trascurabile. Forse il nome “style” è infelice, perché troppo comune.A questo punto, però, serve una soluzione generale.
Per evitare che ci siano incompatibilità con altri pacchetti,
tutte le opzioni definite dalla classe attraverso xkeyval
vanno eliminate da \XKV@classoptionslist.
L’ultima soluzione di Enrico è cristallina: una riga magica per opzione, e il gioco è fatto.
Mi viene il sospetto che sia però troppo semplice.
C’è qualche rischio che non riesco a vedere?
In caso contrario, mi appresto ad aggiungere le poche righe necessarie per
correggere questo bug nella prossima versione.Non so se esista qualche trucco oberdiekiano per risolvere il problema in modo generale, provo a darci un’occhiata. La decisione di rendere globali, cioè passate a ogni pacchetto, le opzioni date alla classe è stata presa molto tempo fa, quando è stato scritto il nucleo di LaTeX2e e non ci si può fare più di tanto.
Purtroppo, come dici, [tt]style[/tt] è forse un po’ generico e magari [tt]sufstyle[/tt] sarebbe stato meglio.
In realtà il pacchetto xkeyval offre un modo per evitare il problema: pagina 19. Ma richiede che gli autori di pacchetti e pacchetti siano disciplinati e usino [tt][pkg]][/tt] [tt][cls][/tt] rispettivamente.
Ciao
Enrico
::pole91″ post=83232Salve a tutti mi sono iscritto al forum in quanto sto iniziando a scrivere la tesi di laurea con LaTeX. Premetto di aver letto le vostre guide e di essere già venuto a contatto con questo linguaggio in precedenza per tesine e homework per l’università.
Per ora sono venuto a contatto con un paio di problematiche delle quali non riesco a trovare soluzione: usando i dei comandi già defiiniti per la creazione dell’indice della tesi in particolare \tableofcontents mi riporta il seguente errore:! Undefined control sequence.
\@latin
\c@page
l.4 …erline {0.1}Introduzione}{\@latin \c@page }
{section.0.1}
?sapete aiutarmi?Fino a ieri sera funzionava tutto perfettamente ora non ho idea del perchè faccia così.
Detto questo è possibile cambiare la numerazione dei capitoli; quella di adesso inizia con 0.1, 0.2 e così via..?
Grazie in anticipo per le vostre risposteTemo che tu abbia dato il comando illegale
`\pagenumbering{latin}`
mentre probabilmente intendevi
`\pagenumbering{roman}`
Ciao
Enrico
::dearick” post=83247Ho capito, quindi a seconda dello stile che scelgo (corsivo, grassetto), Latex va a prendere il carattere della relativa famiglia? E per la matematica quale sceglie?
Riccardo
P.S. Per capire meglio come si utilizzano le diverse famiglie di font trovo delle spiegazioni nella Documentazione?
Con mathptmx i font matematici usano quello che c’è e il risultato non è granché.
Se proprio vuoi Times, meglio
`\usepackage{newtxtext,newtxmath}`
Ciao
Enrico
::Phoenix” post=83242Buongiorno a tutti
vi scrivo per chiedervi se è possibile, usando il pacchetto adjustbox, fare delle eccezioni per alcune immagini.Io ho definito:
`\usepackage[Export]{adjustbox}
\adjustboxset{fbox=.3pt -0.2pt} `e in questo modo mi crea cornici attorno alle immagini esattamente come voglio.
Però vorrei che una sola di queste immagini nel testo ne sia priva.
Come posso fare? c’è un modo per annullare questo comando per immagini “mirate”?
Vi ringrazio anticipatamente, buona giornata! 🙂
Magari, se fai vedere un paio di esempi…
Ciao
Enrico
::dearick” post=83243Salve,
in un esempio ho trovato queste famiglie di font:
`
\usepackage{mathptmx}
\usepackage[scaled=0.90]{helvet}
\usepackage{courier}
`
In pratica al testo che cosa succede? Il testo è in Times, e gli altri due (helvet) e (courier) a cosa servono?Sono rispettivamente il font senza grazie ([tt]\sffamily[/tt]) e quello a spaziatura fissa ([tt]\ttfamily[/tt]).
Anche i cinesi hanno abbandonato le divise uguali per tutti.
Ciao
Enrico
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