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Allora ragazzi, ho seguito il vostro suggerimento e funziona benissmo!
C’e’ pero’ un problemino: il sistema proposto non funziona dentro il comando \lstinline.
Ci sono rimasto male, come ci rimango male tutte le volte che LaTeX fa una cosa che non mi aspetto (o ne fa una che non mi aspetto). Insomma, una cosa come
`\lstinline!\comando[?*\meta{…}*?]{…}!`
non si puo’ scrivere, mentre nell’ambiente lstlisting funziona benissimo.Naturalmente, la soluzione e’ usare piu’ volte il comando \lstinline:
`\lstinline!\comando[!\meta{…}\lstinline!]{…}!`
pero’ non mi sembra molto belllo.Due cose:
1. Perche’ succede questo?
2. Quella che ho proposto e’ davvero la soluzione migliore?1. Suppongo che le chiavi escapechar e escapeinside non funzionino in \lstinline. Ma un trucco c’è:
`\newcommand{\meta}[1]{\ensuremath\langle\textit{#1}\ensuremath\rangle}
\lstinline[mathescape]!\comando{$\meta{dimen}$}!`2. Che cos’ha che non va?
Ciao
Enrico
::Mi potreste dire quale è la sintassi per scrivere una nota con il comando footnote che al posto dei numeri usi i simboli per richiamarla.
Esempio “…. modulo* ….”Qual è il motivo per il quale fai due volte la stessa domanda, soprattutto dopo che ti è stata già data la risposta?
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=4035
Prosegui là, ti prego. C’è una cosa da aggiungere: il metodo funziona solo se hai poche note. A quel punto, perché non evitarle?
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti 😉
Mi presento sono MAX, sono ingegnere elettronico e conoscitore medio-basso di laTex, ma quanto basta per essere riuscito a scrivere la mia tesi in questo linguaggio.
Ora però mi piacerebbe scrivere un libro di matematica, partendo da delle idee che ho gia in mente.
Mi piacerebbe sapere dove poter reperire informazioni dettagliate su come scrivere un libro di testo, che ovviamente rappresenta un compito piu arduo rispetto ad una tesi di laurea.
Informazioni del tipo:
-che carattere usare
-che norme tipografiche seguire
-come organizzare la struttura del codice per renderlo snello e facilmente aggiorrnabile/modificabile
-come renderlo adatto ad una eventuale pubblicazione su larga scalaQualunque informazione o link a testi/documenti/etc. sarebbe molto gradita.
Grazie anticipatamente 😉
Puoi leggere la documentazione di memoir, che è una miniera di informazioni. Come anche, in italiano, la guida di Claudio Beccari che trovi nel sito del GuIT.
Per i caratteri le scelte non sono moltissime, io ho usato con soddisfazione il pacchetto fourier e i font relativi basati su Utopia.
Molto dipende anche dal tipo di testo che vuoi produrre.
Ciao
Enrico
::Prof,
è giusto che il pedice non vada in nero, però se compili l’esempio che ho messo io il pedice nero esce, quindi l’errore non è dovuto a quello.
Infatti, non si ottiene alcun errore. Ma la tua soluzione non è corretta: sostituire la chiamata di amsbsy con amsmath non cambia proprio nulla, visto che amsmath non definisce affatto \boldsymbol e infatti carica anche amsbsy.
Per l’errore mi fidavo di teobs84, il quale non deve aver detto tutta la verità 🙂 Probabilmente si è dimenticato di chiudere una graffa da qualche parte. In ogni caso, il suo modo di scrivere quella formula è sbagliato: i numeri non vanno in nero.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti!
Una latex da qualche mese, principalmente per scrivere la tesi.
Ora ho un problema:
sto scrivendo un esercizio di risoluzione di reti elettriche.Ho un problema con il comando boldsymbol:
questo è l’header
`
\documentclass[a4paper,11pt]{article}\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{amsbsy}
\usepackage{calrsfs}\date{2008-01-29}
\begin{document}
…
`la compilazione finisce qui:
`
\subsection{Calcolo primo autovettore}
\label{sec:primAut}
$$
\boldsymbol{A\eta_1}=\lambda_1\boldsymbol{\eta_1}`con questo errore:
stub2.0.tex:0:File ended while scanning use of \boldsymbolUsa invece di amsbsy il pacchetto bm:
`\[
\bm{A}\bm{\eta}_1=\lambda_1\bm{\eta}_1
\]`
Non si dovrebbe mai usare $$, ma non c’entra con l’errore, che invece è causato dal pedice che, ovviamente, non va in nero.Ti suggerisco anche di usare una macro personale invece di \bm:
`\newcommand{\ve}{\bm}`
e la formula di prima diventa
`\ve{A}\ve{\eta}_1=\lambda_1\ve{\eta}_1`
Ti sarà più facile modificare, se dovesse risultare necessario, la resa dei simboli. Usare un comando specifico, invece di uno generico, aiuta sempre.Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
sono nuovo di questo forum e vorrei porre una domanda sperando che qualcuno mi possa aiutare. Sto creando un file .sty per definire lo stile da applicare agli articoli di una rivista scientifica. All’inizio di ciascun articolo dovrà comparire il titolo, gli autori e per ogni autore l’affiliazione (dipartimento o università di appartenenza). Mi piacerebbe creare un comando \author che mi permetta di definire un autore e un comando \affiliation che mi permetta di definire un’affiliazione. Vorrei poi poter indicare per ogni autore l’affiliazione cui si riferisce (potendo usare la stessa affiliazione per più autori diversi). Per capirci qualcosa di questo tipo:
`\author[aff1]{Paperino Paolino},\author[aff2]{Mickey Mouse},
\author[aff1]{Gastone Paperone},
\affiliation[aff1]{Università di Paperopoli}
\affiliation[aff2]{Università di Topolinia}`
Tutto ciò dovrebbe poi essere visualizzato facendo comparire la lista degli autori, la lista delle affiliazioni e tramite dei numeri o dei marker analoghi a quelli delle footnote indicare le corrispondenze. Ovviamente potrei usare le footnote però in questo caso le affiliazioni comparirebbero a pié di pagina, io invece vorrei che comparissero subito dopo la lista degli autori, sotto al titolo. Qualcuno può suggerirmi come fare? Ho spulciato un po’ di documentazione ma non sono riuscito a trovare nulla.Vi ringrazio fin da ora e mi scuso se sono stato troppo prolisso
Benvenuto. Con una domanda mica da ridere, poi!
Probabilmente ciò che vuoi non è un file .sty ma una classe (.cls) che puoi basare sulla classe article, suppongo. Ma a questo si può arrivare in seguito.
Cerchiamo di sistemare la faccenda delle affiliazioni. Dopo di che si dovrà ridefinire \maketitle per comporre l’intestazione come piacerebbe a te.
`\newtoks\auth@toks\newtoks\affil@toks
\newcounter{affil@count}
\renewcommand{\theaffil@count}{\textsuperscript{\fnsymbol{affil@count}}}\renewcommand{\author}[2][]{%
\if!#1!%
\auth@toks=\expandafter{\the\auth@toks\@author{#2}}%
\else
\auth@toks=\expandafter{\the\auth@toks\@authoraff{#1}{#2}}%
\fi
}
\newcommand{\affiliation}[2][]{%
\ifnum\c@affil@count<0
\ClassError{emilio}{Two affiliations given without optional argument}{}%
\else
\if!#1!%
\affil@toks={\@oneaffil{#2}}%
\c@affil@count=-1
\else
\affil@toks=\expandafter{\the\affil@toks\@affil{#1}{#2}}%
\refstepcounter{affil@count}\label{#1}%
\fi
\fi
}
\renewcommand{\@author}[1]{\par#1}
\newcommand{\@authoraff}[2]{\par#2\ref{#1}}
\newcommand{\@oneaffil}[1]{\par#1}
\newcommand{\@affil}[2]{\par\ref{#1}\ #2}\def\printauthors{\the\auth@toks}
\def\printaffiliations{\the\affil@toks}`
Ovviamente dovrai poi definirti in modo coerente con i tuoi gusti i comandi \@author, \@authoraffil, \@oneaffil e \@affil, \printauthors e \printaffiliations (questi ultimi due saranno chiamati dalla nuova definizione di \maketitle)Immagino le seguenti situazioni.
1. Uno o più autori con la stessa affiliazione. In tal caso non è necessario mettere simboletti di richiamo e i comandi vanno dati senza argomento opzionale:
`\author{Pietro Gambadilegno}
\author{Macchia Nera}
\affiliation{Carcere di Topolinia}`2. Più autori con più affiliazioni: occorre dare un’etichetta nell’argomento opzionale che richiama l’identica etichetta data nelle affiliazioni:
`\author[aff1]{Paperino Paolino}\author[aff2]{Mickey Mouse}
\author[aff1]{Gastone Paperone}
\affiliation[aff1]{Università di Paperopoli}
\affiliation[aff2]{Università di Topolinia}`
Adesso bisogna stabilire come vuoi che appaia l’intestazione, questo metodo mi pare funzioni. Unica restrizione: non si può usare il punto esclamativo nelle etichette (poco male, direi).Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
sto usando il pacchetto classicthesis
e funziona tutto alla grande!Solo vorrei che le didascalie delle figure avessero l’opzione format=default,
in modo che siano allineate con l’etichetta (per intenderci senza lasciare lo spazio vuoto sotto “Figura3.5”).Ho provato a mettere nel preambolo del file sorgente della mia tesi:
\usepackage[format=default]{caption}ma non dà alcun effetto.
Credo che il problema sia capire dove inserire correttamente questo comando..
Qualcuno sa aiutarmi?
Sapete se è possibile aumentare l’interlinea senza compromettere l’uso del pacchetto?grazie a tutti, buon lavoro, m 🙂
Dovrebbe funzionare
`\captionsetup{format=default}`
dato dopo aver caricato classicthesisCiao
Enrico
::Scusa,
forse risulterò patetico o tardone, ma non ho capito se l’espansione tra \csname e \endcsname la fa \csname stesso o \expandafter che sta prima di \let o \endcsname.
In quetso caso Il comando “espandi dopo” (presente prima di \endcsname precedente) espande ps@empty o, come credo io, tutto l’insieme
`
\csname ps@empty\endcsname`
?Non è roba facile, lo so.
\csname
\endcsname espande completamente la lista all’interno. È \csname che provoca l’espansione, la lista finisce quando si incontra il comando \endcsname corrispondente (non è vietato avere \csname annidati). Adesso vediamo che cosa succede con
`\csname pippo\expandafter\endcsname\csname pluto\endcsname`
Il primo \csname provoca l’espansione della lista, come detto; quando si arriva a \expandafter questo espande il token successivo al seguente, in questo caso \csname. Ma \expandafter non provoca espansione completa, solo al primo livello; quindi a questo punto la lista che si ha è equivalente a
`\pippo\pluto`
e TeX riparte espandendo \pippo.Un esempio più complicato:
`\def\aaa{xyz}
\csname pippo\aaa\expandafter\endcsname\csname\aaa\endcsname`
Espansione della prima lista: pippo\aaa\expandafter -> pippoxyx + espansione del csname seguente in \xyzTeX esegue l’espansione completa quando incontra \edef e \csname; in altri casi esegue solo l’espansione di primo livello
`\def\aaa{xy\z}
\def\z{pippo}
\edef\prova{\aaa p}`
La macro \prova ha come testo di sostituzione xypippop, perché l’espansione è completa.
`\def\aaa{xy\z}
\def\z{pippo}
\expandafter\def\expandafter\prova\expandafter{\aaa p}`
Adesso \prova ha come testo di sostituzione xy\z p, perché \expandafter esegue solo l’espansione di primo livello \aaa -> xy\z (i tre \expandafter servono per arrivare proprio a \aaa).Ciao
Enrico
::\csname come \string e come \the interpreta ciò che segue come caratteri di categoria 12.
Però non so perché non dà errore. Normalmente @ è di categoria 12 e dà errore!!!Infatti
`\showthe\catcode`@`
dà 12.
Bo!!Ciò che sta fra \csname e \endcsname viene espanso completamente; il risultato devono essere tutti token di tipo carattere, non importa quale codice di categoria abbiano (ma i caratteri commento, ignorati o non validi non contano perché vengono intercettati prima che avvenga l’espansione). Perciò
`\csname ps@empty\endcsname`
equivale a
`\makeatletter
\ps@empty
\makeatother`
Il fatto che ciò che sta fra \csname e \endcsname venga espanso completamente può essere usato per espandere quegli \expandafter che a loro volta espandono il \csname successivo; il risultato è come scrivere
`\let\ps@plain\ps@empty\ps@empty`
ma senza bisogno di cambiare il codice di categoria di @.Il trucco dell’espansione è usato per le liste numerate annidate che usano i contatori enumi, enumii, enumiii ed enumiv; se si vuole accedere al contatore usato senza dover sapere a che livello si è si può dire
`\csname c@enum\romannumeral\the\@enumdepth\endcsname`
dove \@enumdepth è un contatore (di quelli di tipo Plain) che l’inizio di ogni enumerate incrementa di uno; \csname causa l’espansione di \romannumeral che causa quella di \the e il risultato è i, ii, iii oppure iv a seconda del livello, ottenendo appunto una delle sequenze di controllo
`\c@enumi \c@enumii \c@enumii \c@enumiii \c@enumiv`
che sono i nomi dei contatori usati dall’ambiente.Ciao
Enrico
::Basta che scrivi:
`\makeatletter
\let\ps@plain\ps@empty
\ps@empty
\makeatother`
Funziona sia che il documento sia con una pagina che con più pagine in quanto elimina la numerazione.Per eliminare le zanzare da casa dai fuoco all’edificio? 🙂 È leggermente più semplice usare l’interfaccia utente con \pagestyle o \thispagestyle, non trovi? 😉
La tua stessa costruzione si può fare senza \makeatletter:
`
\expandafter\let\csname ps@plain\expandafter\endcsname\csname ps@empty\expandafter\endcsname\csname ps@empty\endcsname`
Esercizio: perché funziona?Ciao
Enrico
::ciao ragazzi, come fare per scrvere un documento con una facciata sola e quindi senza alcun numero di pagina? devo usare qualche classe particolare? o c’è un comando apposito?
Classe article
`\pagestyle{empty}
\thispagestyle{empty}`
Se non usi \maketitle basta il primo (classe article), altrimenti dà il secondo dopo \maketitleCiao
Enrico
::però non ti fare le discussioni da solo! io sono perfettamente d’accordo con questa linea di pensiero, ma alla scuola media alla graffa ci arrivi semplicemente con una potenza di potenza su cui è giusto esercitarsi quando devi imparare le proprietà delle opeazioni! 😆
❓
Non sono affatto d’accordo, ma si va troppo OT.
Ciao
Enrico
::infatti si tratta proprio di un’espressione per la scuola media!
conclusione: è troppo latex per la scuola media! bisogna per forza usare un word processor??!!!? 🙄
`$\displaystyle
\left\{\frac{1}{2}\left[\frac{3}{5}-\frac{9}{2}\left(\frac{1}{12}+\frac{7}{5}\right)\right]-\frac{1}{6}\right\}-5
$`
Spero di non aver dimenticato qualche parentesi.[OT]
Parlando professionalmente, ritengo che queste cose non abbiano alcun senso e non servano proprio a nulla, se non a far odiare la matematica ai ragazzini.Nessun matematico si sognerebbe mai di scrivere una roba simile. Uno degli scopi della matematica è semplificare la vita, non complicarla. È vero che gli allievi devono esercitarsi sulle precedenze fra le operazioni, ma non è così che si impara. Queste “espressioni” fanno solo perdere tempo che sarebbe speso meglio facendo cose interessanti.
[/OT]Ciao
Enrico
::ciao ragazzi, sto scrivendo un’espressione con le parentesi tonde, graffe e quadre: ma sono troppo piccole rispetto alla frazione? come mai?
La gerarchia delle parentesi tonde, quadre e graffe esiste solo alla scuola media inferiore ed è usata da generazioni per sadiche torture ai poveri ragazzini.
Se proprio vuoi torturare anche tu (o torturarti), usa
`\left(\frac{a}{b}\right)`
Ciao
Enrico
::Salve. Volevo inserire un’immagine JPEG (sb.jpg) in un article LaTex (questo per dire che compilo con latex), quindi ho creato (con notepad…) un apposito file sb.bb contenente una sola linea:
`%%BoundingBox: 0 0 368 450`
ma con mia (grande) sorpresa il compilatore dice: cannot determine size of graphic in ./fig/sb.jpg (no BoundingBox). Di solito questa “trovata” funziona… Allora ch’aggia a fà? A scanso di equivoci, questo è il file tex:
`\documentclass[10pt,a4paper,twoside,leqno,final,italian]{article}
\usepackage[dvips,final]{graphicx}
\graphicspath{{./fig/}}\begin{document}
\begin{figure}[ht]
\centering
\includegraphics{sb.jpg}
\end{figure}
\end{document}`Non puoi compilare con LaTeX e inserire .jpg, se non passando attraverso dvipdfmx; quindi devi usare l’opzione dvipdfm per graphicx. Oppure usare una dei tanti programmini per incapsulare il jpg in un eps. Se ne è parlato molto sul forum.
Ciao
Enrico
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