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Il codice è molto semplice. Il \global davanti a quelle tre righe serve a rendere utilizzabile \bracedboxht (in maniera globale) da \embrace? O mi sbaglio?
Certo: le celle di una tabella funzionano come gruppi e le modifiche ai parametri vengono annullate al di fuori della cella, se non sono date globalmente.
Un’annotazione: per LaTeX le assegnazioni di valori ai contatori (\setcounter, \stepcounter, \refstepcounter e \addtocounter) sono sempre globali, mentre le altre non lo sono (\setlength, \addtolength, eccetera). Nel codice ho usato i comandi primitivi per assegnare valori alla lunghezza \bracedboxht, ma si possono usare anche \setlength e \addtolength con \global davanti.
Ciao
Enrico
::…nel posizionare le immagini conviene sempre usare \linewidth.
Concordo.
Se nessun altro ha obiezioni/osservazioni, \linewidth sia.
Ho un paio di obiezioni di tipo “filosofico”. Sarei molto cauto nello scrivere in una guida che per inserire figure in un ambiente di tipo lista si deve usare \linewidth: nell’ambiente figure si deve sempre usare \columnwidth (o \textwidth se si è sicuri che il documento non sarà mai compilato a due colonne). Certo, può essere necessario usare altrove il comando \includegraphics e in tal caso è possibile o addirittura necessario usare \linewidth per stabilire le dimensioni dell’oggetto grafico.
È comune l’equivoco che \includegraphics si possa usare solo dentro “figure”: poca chiarezza al riguardo può perpetuare l’equivoco. Inserire oggetti grafici è una cosa, inserire illustrazioni fuori testo è un’altra.
Dunque: dentro l’ambiente “figure” si usi \textwidth oppure \columnwidth (forse meglio questo); in un ambiente “figure*” si deve usare \textwidth, naturalmente. Negli altri casi meglio \linewidth, se è indispensabile regolare le dimensioni dell’oggetto grafico rispetto alla giustezza, come negli esempi di Andrea.
Ciao
Enrico
29 Febbraio 2008 alle 22:31 in risposta a: Evidenziare più righe di una tabella con una graffa #22332::Ispirato da questo topic ho realizzato la seguente tabella:
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{multirow}\begin{document}
\begin{table}[tb]
\centering
\begin{tabular}{ll}
Abitante & Descrizione\\
\hline
Paperon de Paperoni & Fantastiliardario\\
Paolino Paperino & Nipote sfaticato di PdP\\
Qui & \multirow{3}{*}{$\left.\rule{0pt}{18pt}\right\}$Nipoti di Paperino}\\
Quo & \\
Qua & \\
Paperina & Fidanzata di Paperino\\
\end{tabular}
\caption{Abitanti di Paperopoli}
\label{tab:paperi}
\end{table}
\end{document}`
(il vero contenuto non è esattamente questo, lo ammetto 🙂 ), mi chiedevo se c’è un modo per determinare automaticamente l’altezza della graffa invece che andare per tentativi con un valore numerico come ho fatto io.Non con multirow.
`\newbox\bracedbox
\newdimen\bracedboxht
\newenvironment{braced}[1][l]
{\setbox\bracedbox=\hbox\bgroup\begin{tabular}{@{}#1@{}}}
{\end{tabular}\egroup
\global\bracedboxht=\ht\bracedbox
\global\advance\bracedboxht\dp\bracedbox
\global\advance\bracedboxht-3pt
\box\bracedbox}\newcommand\embrace[1]{%
$\left\rbrace\vcenter{\hbox{\vrule width 0pt height\bracedboxht}}\right.$\ #1}`
I nomi da raggruppare con la graffa vengono composti in una tabella a una colonna, ma prima questa è posta in una box che possiamo misurare. L’altezza complessiva di questa box è memorizzata (globalmente perché altrimenti TeX la dimenticherebbe passando alla cella successiva) e usata nella cella successiva per costruire una formula invisibile delle giuste dimensioni che possiamo circondare con \left e \right. Con una piccola riduzione che mi sembra adatta.
`\begin{tabular}{ll}
Abitante & Descrizione\\
\hline
Paperon de Paperoni & Fantastiliardario\\
Paolino Paperino & Nipote sfaticato di PdP\\
\begin{braced}
Qui \\
Quo \\
Qua
\end{braced} & \embrace{Nipoti di Paperino}\\
Paperina & Fidanzata di Paperino
\end{tabular}`
Ciao
Enrico
::perdonami se disturbo ancora, ma sono curioso…
cosa mi hai fatto scrivere?????È meglio se citi i messaggi, visto che ci sono state diverse risposte. Siccome il codice magico l’ho scritto io, immagino che ti riferissi all’incantesimo
`\makeatletter
\g@addto@macro\@verbatim\small
\makeatother`
Vediamo con calma.1. Il comando \verb e l’ambiente verbatim usano un font che è definito nella macro \verbatim@font che usualmente significa “\normalfont\ttfamily”.
2. Se modificassimo la definizione di \verbatim@font aggiungendo \small, avremmo in corpo \small anche le parti inserite con \verb|…|, e non sarebbe corretto.
3. L’ambiente verbatim emette il comando \@verbatim, che fa un po’ di cose amministrative, fra cui scegliere il font, ma poi lascia il comando ad altre macro che eseguono la composizione effettiva di ciò che compare nell’ambiente.
4. La definizione di \verbatim, che è il comando che viene eseguito quando si scrive \begin{verbatim}, è
`\def\verbatim{\@verbatim \frenchspacing\@vobeyspaces \@xverbatim}`
Siccome quando viene eseguito \@verbatim non è stato ancora fatto nulla se non impostare certi parametri, si può inserire \small fra \@verbatim e \frenchspacing.5. Non è necessario modificare la definizione di \verbatim, perché basta aggiungere in fondo alla definizione di \@verbatim il comando \small; questo è esattamente ciò che fa la macro \g@addto@macro.
Esempio:
`\makeatletter
\def\xxx{abc\uuu}
\g@addto@macro\xxx\XYZ
\makeatother`
Dopo questo incantesimo è come se la definizione di \xxx fosse stata
`\def\xxx{abc\uuu\XYZ}`
Et voilà. Semplice, no? 😉Ciao
Enrico
29 Febbraio 2008 alle 8:51 in risposta a: Problema altezza della barra verticale in equazioni #22326::ciao a tutti,
sono quasi nuovo di latex e come tutti i novellini ho un problema:oops: ! sto scrivendo una tesina per un esame universitario in latex e devo inserire delle righe di codice, ed ho pensato di utilizzare l’ambiente verbatim, a mio avviso però il carattere è troppo grande rispetto al testo. c’è qualcosa che posso fare con verbatim per rimpicciolirlo o devo cambiare pacchetto???Un’altra strada è diusare fancyvrb che ha molte opzioni al riguardo. Se però non ti occorre niente di così complicato, puoi provare con la seguente magia (nel preambolo):
`\makeatletter
\g@addto@macro\@verbatim\small
\makeatother`
Se vuoi un carattere ancora più piccolo, sostituisci \small con \footnotesizeCiao
Enrico
::Salve a tutti
Sto scrivendo la tesi. Vorrei inserire la dedica (d’obbligo) nella prima pagina e in più una citazione, una frase d’effetto. Formalmente, come si fa? Si mette la dedica allineata a destra sulla prima pagina e la citazione la pagina seguente con lo stesso sistema? Oppure se ne mette solo una delle due? Oppure cosa?
Sconsiglio entrambe. Posso concedere, a malincuore, la dedica; la frase a effetto no.
Ciao
Enrico
::eccomi all’ennesimo problema…devo realizzare in latex questa tabella word..

LA tabella di sx è fatta da:
\begin{tabular}{|p{4,5cm}|c|c|}
\cline{2-3}
\multicolumn{1}{p{4,5cm}|}{}& \multicolumn{2}{c|}{Stato}\\
\hline
\textbf{Alternative} & \textbf{Successo} & \textbf{Insuccesso} \\
\hline
1-Commissionare prototipo & 140 & -20 \\
\hline
2-Vendere il brevetto & 18 & 18 \\
\hline
\multicolumn{1}{p{4,5cm}|}{\hfill\emph{Possibilità dello stato:} }& 0,25 & 0,75 \\
\cline{2-3}
\end{tabular}Quella di destra pero non riesco a unire le celle li del 18. Sapete come si fa? E ad affiancare le 2 tabelle come in figura? Grazie in anticipo
Insisti a voler fare tabelle bruttissime, mi pare. Carica, come già detto, il pacchetto booktabs e anche il pacchetto array:
`\begin{center}
\begin{tabular}{l*{2}{>{$}c<{$}}} \toprule & \multicolumn{2}{c}{\textbf{Stato}}\\ \cmidrule{2-3} \textbf{Alternative} & \textbf{Successo} & \textbf{Insuccesso} \\ \midrule 1 -- Commissionare il prototipo & 140 & -20 \\ 2 -- Vendere il brevetto & 18 & 18 \\ \midrule \multicolumn{1}{r}{\textit{Possibilit‡ dello stato}:}& 0{,}25 & 0{,}75 \\ \bottomrule \end{tabular}\qquad \begin{tabular}{cc} \toprule \textbf{Minimi}&\textbf{Massimo dei}\\ &\textbf{minimi}\\ \midrule \begin{tabular}{@{}>{$}c<{$}@{}} -20\\ \hphantom{-}18 \end{tabular} & \textbf{18}\\ \bottomrule \end{tabular} \end{center}` C'è qualche trucchetto, ma niente di particolarmente complicato. Per prima cosa, la colonna che specifichi come p{4.5cm} è del tutto inutile (sempre che tu non abbia altre cose da mettere nella tabella). I numeri, se ce ne sono di negativi, vanno composti in modo matematico e questa è la ragione di quello strano >{$}c<{$} che serve proprio a questo. Per affiancare le tabelle basta scriverle accanto. Per unificare le due celle in verticale, il modo più semplice è di scrivere quelle di sinistra in un'unica tabella interna. Per evitare squilibri, nella seconda cella (dove c'è 18), ho inserito un segno meno invisibile. Questo non sembra servire nella prima tabella, per via del numero più lungo nella terza riga. Non scriverei "1-Commissionare prototipo" senza spazi e con un trattino breve nemmeno se da questo dipendesse la mia vita :); ci va anche l'articolo. Ah, i numeri in corsivo sono da evitare, la linea di divisione è più che sufficiente. Ciao Enrico::LaTeX => PS => PDF che chiama latex, dvips e ghostscript per la conversione da PS a PDF
ma l’utente può definirne altri o modificare quelli esistenti.Scusate se riprendo questo topic, e qualcuno sorridera’ di sucuro per la mia ottusita’… 😳
Siamo sicuri che per passare da DVI a PS si usino in sequenza DVIPS e GHOSTSCRIPT?
In questi giorni, ho riletto una fonte attendibile: i programmi che vengono utilizzati in sequenza sarebbero DVIPS e PS2PDF.
Vi chiedo:
1. E’ la stessa cosa?
2. E’ vero che cliccando sull’apposito bottone di WinEdt e di TeXnicCenter (con MikTeX) e di Kile (on TeX Live) succede questo?Grazie mille per la vostra infinita pazienza…
Alcuni usano dvipdf, che semplicemente esegue gs (cioè ghostscript) con device di output “pdfwrite”. Altri usano ps2pdf, che in realtà chiama ps2pdfwr che è identico a dvipdf, escluso il fatto che dvipdf chiama da sé dvips.
Lo script “simpdftex” di G. Wierda è presente nella TeX Live e si occupa di tutta la faccenda. Molto comodo, anche perché è possibile dare parecchie opzioni; l’uso più semplice è
`simpdftex latex nomefile`
È ciò che TeXShop chiama quando si sceglie l’opzione TeX+Ghostscript, per esempio.Ciao
Enrico
::Scusate l’OT… 😳
Come tradurre le voci del modello CMYK?
Cyan va tradotto con “azzurro” o con “ciano”?
Magenta con “porpora” o con “magenta”?Altra cosa: “in teoria, mescolando insieme l’azzurro, la porpora e il giallo, dovrebbe ottenersi il nero”.
“Il porpora” o “la porpora”?
Cìano (con l’accento sulla i) è una parola italianissima, anche se letteraria, che indica il fiordaliso; si usa anche la parola “cianosi”, ti dice niente? Dal dizionario Garzanti:
Cianosi
Comp. di ciano- e -osi
s.f. (med.) colorazione bluastra della pelle e delle mucose, provocata da un’insufficiente ossigenazione del sangue; è sintomo di disturbi circolatori o respiratori.Viene dal greco kyanos, fiordaliso, attraverso il latino. Mi pare che la si possa usare senza problemi.
Magenta e porpora sono due colori alquanto diversi: sono di colore porpora le vesti dei cardinali (che si chiamano appunto “porporati”). Quando parli del colore il genere è maschile, “la porpora” è la sostanza anticamente usata per ottenere questo colore. Si potrebbe obiettare che tutto sommato fra porpora e magenta la differenza non è grande, ma siccome la terminologia è “cyan magenta yellow black”, perché confondere il lettore quando la parola “magenta” viene dall’italiano? Il nome del colore deriva infatti dalla famosa battaglia di Magenta. Dal dizionario Garzanti:
Dal nome della città di Magenta, con allusione al molto sangue che vi fu sparso nella battaglia del 1859; secondo una diversa tradizione, per il colore dei pantaloni degli zuavi francesi che presero parte alla battaglia
Dirò di più: usare ciano e magenta evita l’ambiguità di “azzurro”, che raggruppa nel parlare comune moltissimi colori, e di “porpora” che soffre dello stesso tipo di problema. In inglese, fra l’altro, “purple” è il colore viola, meglio evitare che qualcuno, avendo letto “porpora”, scelga il colore “purple” da una tavolozza di colori. 🙂
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti scusate l’ignoranza innanzitutto. Devo allegare un immagine jpeg.Come faccio?
questo è il codice che devo riempire:
`\begin{figure}
% Requires \usepackage{graphicx}
\begin{figure}
% Requires \usepackage{graphicx}
\includegraphics[width=]{}\\
\caption{}\label{}
\end{figure}
\includegraphics[width=
]{}\\
\caption{}\label{}
\end{figure}`
Immagino che se avessi un immagine ciao.jpeg dovrei inserire ciao al posto di “figure”..Se fosse cosi dovrei salvare la mia ciao.jpeg in qualche dir del programma? oppure come si fa?Prima di tutto leggendo una guida introduttiva al capitolo che tratta l’inserimento di illustrazioni. Trovi il collegamento a una molto buona in cima alla pagina.
Ma se sei al secondo giorno, non hai altre cose molto più importanti su cui lavorare?
Ciao
Enrico
::Ancora non capisco dove possa essere il mio errore. Per semplificare il tutto mi sono creato il seguente file (prova.tex):
`\documentclass [a4paper,10pt]{article}
\usepackage{amsmath}
\usepackage[italian,english]{babel}
\usepackage[applemac]{inputenc}
\usepackage{nomencl}\makeglossary
\begin{document}
Ciao come stai?
\begin{equation}
e=mc^{2}
\end{equation}
\nomenclature{$e$}{Energia}
\printglossary\end{document}`
Scrivere \makenomenclature e \printnomenclature (invece dei comandi segnati in rosso) potrebbe aiutare.
Ciao
Enrico
::2. Che cos’ha che non va?
Mi sembra un po’ goffa, tutto qui. In fin dei conti, la ”linea” di codice da inserire e’ [i]una[/i] sola. Nel modo che ho indicato, invece, e’ necessario entrare e uscire dal comando lisinline a ripetizione (magari piu’ volte, se un comando ha diverse opzioni).
Che ci vuoi fare? Modificare un ambiente verbatim è molto più semplice che modificare un comando verbatim: tipicamente un ambiente verbatim è letto riga per riga, un comando verbatim invece deve essere delimitato in qualche modo e questo rende difficili, se non impossibili, certi trucchi. Sinceramente non so come funzioni listings, in particolare il comando \lstinline: la documentazione non è affatto chiara su quali chiavi si possano usare nell’argomento opzionale; sono infatti un po’ sorpreso che mathescape funzioni e escapechar no.
Prova a chiedere all’autore.
Ciao
Enrico
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