egreg9

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  • in risposta a: [OT] A quando risale LaTeX 1.0? #21903
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    Trovi qualcosa dello stesso Lamport

    http://research.microsoft.com/users/lamport/pubs/pubs.html#latex

    In the early 80s… I was a TeX user, so I would need a set of macros. I thought that, with a little extra effort, I could make my macros usable by others. Don Knuth had begun issuing early releases of the current version of TeX, and I figured I could write what would become its standard macro package. That was the beginning of LaTeX. I was planning to write a user manual, but it never occurred to me that anyone would actually pay money for it. In 1983, Peter Gordon, an Addison-Wesley editor, and his colleagues visited me at SRI.

    Da quello che scrive Lamport, ho seri dubbi che si possa parlare di un anno esatto in cui il Nostro comincia a scrivere LaTeX. Visto che Lamport ha preso parte allo sviluppo di TeX, può darsi che le prime “macro” risalgano addirittura a prima del 1982.

    Sono quasi certo che le prime macro “LaTeX” siano state scritte per TeX78, la versione prototipo di TeX, che era piuttosto diversa, anche se molte cose sono rimaste.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Della nomenclatura e del suo stile #21789
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    Ottimo. E per evitare che una cosa del genere accada anche con le voci dei capitoli, della toc o della le lof (per cui uso i titoli dei capitolo per dividere meglio le figure)?

    Si fa a mano, quando il testo è definitivo, correggendo i file .toc e affini. Ebbene sì. Nessun sistema automatico può prendere decisioni estetiche.

    Quando il testo è ormai in forma definitiva, un comando \nofiles nel preambolo impedisce la riscrittura di tutti i file ausiliari.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: [OT] A quando risale LaTeX 1.0? #21901
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    Lamport è stato fra gli aiutanti di Knuth nello sviluppo di TeX; da quanto so non è mai esistita una versione 1, ma solo la 2 in coincidenza con l’uscita del manuale. All’epoca giravano per il mondo alcuni pacchetti simili, estensioni di Plain; LaTeX è quello che ha avuto più successo, anche perché gli altri erano francamente bruttissimi.

    Non c’è mai stato, per quanto ricordo, un annuncio ufficiale su TUGboat, LaTeX ha cominciato a prendere piede e poi Lamport ha scritto il manuale.

    Sospettavo qualcosa del genere.

    Dunque, la prima versione pubblica di TeX è del 1982, questo è certo.

    Da quello che mi scrivi, è possibile che Lamport abbia cominciato a scrivere LaTeX anche prima del 1983. Tuttavia, visto che nel 1983 Lamport ha pubblicato una specie di “manuale” a LaTeX (la prima documentazione conosciuta del programma), in mancanza di informazioni più precise lascerei nella cronologia il 1983 come “anno in cui Lamport comincia a scrivere LaTeX”.

    Trovi qualcosa dello stesso Lamport

    http://research.microsoft.com/users/lamport/pubs/pubs.html#latex

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: [OT] A quando risale LaTeX 1.0? #21899
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    Vi sembrerà strano, ma in tutti i siti che ho consultato non sono riuscito a trovare questa informazione, apparentemente semplicissima: a quando risale la prima versione pubblica di LaTeX?

    Da quello che ho trovato:
    nel 1983, Lamport scrive il primo “manuale” su LaTeX;
    nel 1985, Lamport pubblica LATEX 2.09 e pubblica la prima edizione del suo LaTeX: a document preparation system.

    Mi mancano gli anni in cui Lamport:
    1. comincia a scrivere LaTeX;
    2. pubblica la prima versione di LaTeX.

    Ho il sospetto che le date possano essere non così nette. In fondo, LaTeX viene definito un “pacchetto di macro”, quindi magari il Nostro pensava al Gioco non tanto come a un programma in sé, quanto piuttosto a una serie di “istruzioni in linguaggio TeX per semplificarsi la vita”. Per cui magari non c’è stata una vera e propria “Pubblicazione Ufficiale di LaTeX 1.0”.

    Aspetto conferme o smentite! 😉

    Lamport è stato fra gli aiutanti di Knuth nello sviluppo di TeX; da quanto so non è mai esistita una versione 1, ma solo la 2 in coincidenza con l’uscita del manuale. All’epoca giravano per il mondo alcuni pacchetti simili, estensioni di Plain; LaTeX è quello che ha avuto più successo, anche perché gli altri erano francamente bruttissimi.

    Non c’è mai stato, per quanto ricordo, un annuncio ufficiale su TUGboat, LaTeX ha cominciato a prendere piede e poi Lamport ha scritto il manuale.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Della nomenclatura e del suo stile #21787
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    Grande Enrico. Ho capito cosa è baselineskip, ma non so mai quali sono i corretti valori da dargli, nel caso di scelta dimensioni carattere con \fontsize. Qual è la linea da seguire?

    Questione di gusti, in dipendenza dal font usato. Con Computer Modern è normale usare 10/12 (corpo 10 con “passo” di 12 punti) oppure 11/13.6 oppure 12/14.5. Con Times a corpo 11 potrebbe essere più indicato un “passo” minore, 11/13 perché i caratteri sono più piccoli. Ma l’avanzamento di riga può (anzi deve) aumentare se le righe sono lunghe.

    Non c’è una regola, l’interlinea va regolata secondo molti fattori in modo che la pagina stampata risulti il più uniforme possibile.

    Se invece di valori “assoluti” ti appoggi ai comandi \large e simili, fissi anche \baselineskip in modo di solito adeguato.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: [OT] Davvero l’ultima revisione di TeX risale al 1989? #21896
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    Qui c’è una breve storia di TeX e LaTeX.
    http://www.dm.ufscar.br/~sadao/latex/history/history.html

    Grazie Andrea, il link lo conoscevo, ma purtroppo le informazioni che si trovano su Internet non sono tutte compatibili…

    Fra l’altro ho visto su http://it.wikipedia.org/wiki/LaTeX che l’ultima versione di LaTeX risale al 2005. Quindi è estremamente probabile che mentre i pacchetti siano soggetti ad un aggiornamento “forsennato” (anche più volte l’anno, alcuni), LaTeX venga aggiornato con più “calma”.

    Due dubbi residui.

    1. L’ultima versione di LaTeX viene data da Wikipedia come la 1.7.0. Questo numero non lo capisco. Fra la’ltro, dopo la versione 2.09 è venuta la “2 epsilon” (un “numero” che nella mia zucca è più vicino a 2 di quanto lo è 2.09 — o almeno questo è quanto cerco di far capire ai miei studenti). Però so che la prossima versione di LaTeX sarà la 3. Quindi quel numero (1.7.0) proprio non capisco che ci stia a fare. ❓

    2. Mi sorprende come un programma (TeX) il cui ultimo aggiornamento risale al 2002 possa girare imperterrito sulle architetture di oggi. Forse gli OS sono più stabili e retro-compatibili di quanto pensassi. Eppure, per esempio, negli ultimi anni Mac è diventato un OS Unix, e gli aggionamenti all’OS vangono dati con cadenza settimanale…

    1.7.0 è un numero che salta fuori non si sa da dove. Ogni modulo del kernel ha il suo numero di versione, ma non esiste un numero di versione di LaTeX, se non quel 2e di cui abbiamo già discusso.

    Ogni anno (all’inizio di LaTeX2e la cadenza era di sei mesi) dovrebbe uscire una nuova versione che può cambiare l’unica parte che si può considerare come identificativo della versione, cioè la data che compare a ogni compilazione; ma da dicembre 2005 non è più uscito nulla, perché non sono stati segnalati problemi significativi nel kernel.

    Può darsi che 1.7.0 origini dal fatto che l’ultimo ltnews, cioè quel file dove sono descritte le novità) ha numero 17.

    Come può un software girare senza problemi ventisei anni dopo l’uscita? Con solo piccole correzioni? La risposta è: è scritto bene, prima di tutto. E fa solo ciò per cui è stato progettato dopo una lunga e attenta analisi. Knuth ha deciso di lasciarlo stabile, rifiutandosi di aggiungere funzionalità (a parte certe questioni per l’uso di più lingue e i font virtuali, che hanno portato da TeX2 a TeX3).

    L’idea è che è meglio avere un programma stabile che aggiungere funzioni di dubbia utilità. Cosa che non succede con pdftex, per esempio, che ha una lunga storia di modifiche che rendono incompatibili certi documenti. Così va il mondo del software, si dirà: occorre star dietro agli sviluppi che talvolta mettono a disposizione cose impensabili anni prima (OpenType e Unicode, per esempio). Ma almeno nel mondo TeX si ha a disposizione una base certamente solida. E Knuth lo sapeva bene, dando a chiunque la possibilità di prendere il software TeX per farci quello che si desidera.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Della nomenclatura e del suo stile #21785
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    Varie domande sorgono spontanee:
    1.Con \fontsize{}{} il secondo parametro definisce il \baselineskip, che giuro, dopo aver letto mille definizioni diverse, non so che diavolo sia!

    Ogni riga di stampa si appoggia a una linea invisibile; alcuni caratteri stanno completamente sopra (a, b, c, m, per esempio), altri invece possono avere discendenti, cioè parti che stanno sotto questa linea (p, q, per esempio).

    \baselineskip è il parametro che contiene la distanza fra due di queste linee successive.

    2.Mi spiegate questo concetto: in un documento qualunque si avranno vari titoli (section, subsection, tec. o comunque quelle che decidiate voi). Questi titoli presuppongono che dopo di essi vi sia del testo. Supponiamo che LaTeX all’inserimento di tale titolo sia arrivato in fondo alla pagina, e quindi possa solo mettere il titolo ma nemmeno una riga di testo sotto di esso. Esteticamente sarebbe orripilante (es. Titolo di paragrafo a pag.5 in fondo e prima riga di tale paragrafo all’inizio di pag.6). Come si comporta LaTeX in tali situazioni? Come faccio a dire: beh, se trovi una situazione del genere salta direttamente alla pagina successiva anche con il titolo e il testo vada di conseguenza?
    Finché si tratta di nomenclatura posso risolvere facendo un “po’ a occhio” visto che sono pochissimi titoli, ma nel caso generale di un testo molto lungo sarebbe impensabile e servirebbe una definizione automatica.

    LaTeX usa un comando interno, in questi casi, per evitare di separare un titolo da ciò che segue: \@afterheading. Una costruzione equivalente è aggiunta ai comandi della definizione di \item, quindi il problema non si dovrebbe presentare in una lista.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Errata corrige #21550
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    Ciao, scusa se riprendo il discorso adesso, ma mi sono messo a provare solo poco fa.

    Il codice integrale che ho predisposto è questo:
    `
    % Errata.tex

    \documentclass[a5paper,oneside]{article}

    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[utf8]{inputenc} % lettere accentate
    \title{Errata corrige}
    \author{}
    \date{\today}
    \begin{document}
    \maketitle
    \thispagestyle{empty}
    \vspace*{\stretch{1}}
    \centering
    \begin{tabular}{llll}
    %\toprule % <---------------------------------------------------- && \textbf{Errata} & \textbf{Corrige} \\ %\midrule % <---------------------------------------------------- pagina 3 & riga 5 & camice & camicie \\ ... %\bottomrule % <------------------------------------------------- \end{tabular} \vspace{\stretch{2}} \end{document} ` Come vedi ho commentato 3 righe, altrimenti mi dà questi errori: [quote] [PDFLaTeX] concluso con stato di uscita 1 ./Errata.tex:16:Undefined control sequence. \toprule ./Errata.tex:18:Undefined control sequence. \midrule ./Errata.tex:21:Undefined control sequence. \bottomrule

    Come mai? Che pacchetto mi manca da caricare?[/quote]
    booktabs

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Della nomenclatura e del suo stile #21780
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    Voi sì che davvero siete sapienti (what a wonderful forum, direbbe Louis) così io vi seguo a ruota:

    `\renewcommand{\sffamily}{\fontfamily{pag}\selectfont}`

    `\renewcommand{\sfdefault}{pag}`

    `\newcommand{\formattitle}[1]{\item[\sffamily \fontsize{14}{1}\fontseries{b}\selectfont #1]}`
    uso questo tipo di carattere perché uguale allo stile section (che ho definito manualmente tramite titlesec ma non ho, per snellezza di codice, definito con un \newcommand{}{}

    Male hai fatto. Corri ai ripari prima che sia tardi. E non dare quell’uno come secondo argomento di \fontsize: almeno 16.

    Unica cosa: per dare lo spazio prima di un nuovo titolo, cosa potrei usare? non ne ho idea! Ho pensato a framebox ma non è una grande idea. Comunque nomencl vuole che \formattitle sia un oggetto \item, ma accetta di tutto annidato dentro l’oggetto \item in questione. E’ uno spunto per le vostre menti illuminate.

    \rule{0pt}{} è spesso un modo valido per ottenere ciò che si desidera; nel tuo caso puoi aggiungerlo al codice che produce i titoletti di separazione; certo, se ci dovessero essere cambi di pagina non funzionerebbe. Aggiunge un filetto invisibile che però occupa un certo spazio verticale: quanto? Be’, prova con 20pt e poi correggi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: description o itemize? #21845
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    P.S. Un altro dubbio. Stilisticamente parlando, è meglio conservare la scelta fatta per tutte le liste descrittive del documento?

    In altre parole, se successivamente ho un’altra descrizione, con delle voci tutte molto brevi, è consigliabile/opportuno usare la maiuscola (visto che prima ho fatto così), anche se non ce ne sarebbe bisogno?

    Ogni lista ha le sue peculiarità.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: description o itemize? #21842
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    Pacchetto enumitem, mi pare ovvio. 🙂 Ma i due punti proprio non ci vanno, sai?

    Maestro, ho ancora bisogno dei tuoi consigli!

    Il pacchetto enumitem va benissimo, naturalmente. Adesso vorrei capire come si risolve il problemino dei due punti in cascata.

    `Il pacchetto ha alcune opzioni:
    \begin{description}[font=\normalfont]
    \item[\optname{mane}:] stampa questo. Qui c'è un'altra frase.
    \item[\optname{tekel}:] imposta quest'altro.
    \item[\optname{fares}:] questa opzione va selezionata se si vuole quell'altro ancora.
    \end{description}
    `
    Da quello che capisco, mi stai dicendo che non vanno messi i due punti all’interno dell’ambiente description. Quindi dovrei fare così:
    `Il pacchetto ha alcune opzioni:
    \begin{description}[font=\normalfont]
    \item[\optname{mane}] stampa questo. Qui c'è un'altra frase.
    \item[\optname{tekel}] imposta quest'altro.
    \item[\optname{fares}] va selezionata se si vuole quell'altro ancora.
    \end{description}
    `
    Me lo confermi?

    Ti chiedo anche se per te sarebbe accettabile una voce del genere
    `\item[\optname{headlines}] Abbiamo visto come per calcolare le proporzioni di pagina sia necessario specificare se le testatine e i piè di pagina vadano considerati come parte del corpo del testo o dei bordi. Bisogna però anche specificare l'altezza delle testatine. L'opzione \meta{Valore}\optname{headlines} permette di farlo.
    `

    Quella maiuscola dopo l’etichetta (dovuta al fatto che inizia una nuova frase) non mi convince, visto che nelle altre c’è la minuscola (e la frase continua quella che precede l’ambiente description).

    Più che di tipografia si sta discutendo di stile. Niente di male, ma questi sono più problemi personali che generali. Ti do lo stesso il mio parere.

    Prima di tutto direi che i nomi delle opzioni sono simboli e quindi non possono cambiare aspetto a seconda del contesto. (Dunque il problema iniziale si sarebbe risolto meglio ponendo \normalfont nella definizione di \optname.) Una regola pratica dice che non si deve cominciare un periodo con un simbolo, ma qui si sta cominciando un elemento di lista descrittiva e quindi non ci sono problemi.

    Il problema vero è, come in tante liste descrittive, come continuare dopo l’intestazione. Secondo me si deve usare lo stesso modo per ogni elemento. Puoi usare l’intestazione come soggetto, ma allora i due punti proprio non ci stanno, oppure puoi cominciare il periodo come se quello fosse un titolo e la maiuscola va benissimo (senza segni di interpunzione, visto che il simbolo in carattere diverso si distingue perfettamente). Mischiare i due modi può disorientare il lettore. Sta all’autore trovare il giusto equilibrio fra rispetto della forma e scorrevolezza del discorso.

    Un’ultima cosa: se gli elementi della lista sono più di qualche parola, non è bene che li si consideri “prosecuzione del testo che precede la lista”, sempre per evitare che il lettore si perda; tanto più se in uno di questi elementi c’è un punto seguito da una maiuscola.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Della nomenclatura e del suo stile #21777
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    allora… in questo giorno ho un po’ letto meglio le varie cose e ho concluso che per i miei scopi può andar bene nomencl, meno flessibile, ma con quale furbizia si può piegarlo alle nostre volontà.
    `\usepackage{ifthen}
    \usepackage[italian]{nomencl}%serve MakeIndex:”%bm”.nlo -s nomencl.ist -o “%bm”.nls, argomento di makeindex. \nomenclature{prefix}{symbol}{description}
    \makenomenclature
    \renewcommand{\nomgroup}[1]{\ifthenelse{\equal{#1}{A}}{\item[\fontfamily{pag}\fontsize{14}{1}\fontseries{b}\selectfont Abbreviazione]}{\ifthenelse{\equal{#1}{S}}{\item[ \fontfamily{pag}\fontsize{14}{1}\fontseries{b}\selectfont Simboli]}{}}
    {\ifthenelse{\equal{#1}{P}}{\item[\fontfamily{pag}\fontsize{14}{1}\fontseries{b}\selectfont Pedici]}{}}}`

    Con questo papocchio sono riuscito a mettere i sottogruppi, a dare lo stile che volevo io ai loro titoli, ma NON a decidere la distanza ad esempio sopra un nuovo titolo di sottogruppo. Idee?

    Inoltre ordina i sottogruppi in ordine alfabetico, che non è proprio una grande idea. L’ordine concettuale corretto sarebbe:
    Simboli, Abbreviazioni, Pedici (per ordine di importanza)

    e NON Abbreviazioni, Pedici, Simboli
    Idee?

    Il comando \nomenclature accetta un prefisso proprio per modificare l’ordine alfabetico. Prova a dare un esempio di ciò che scrivi per vedere che si può fare.

    Ti do qualche dritta per scrivere in modo meno perfido quel codice:
    `\renewcommand{\nomgroup}[1]{%
    \if#1A%
    \formattitle{Abbreviazioni}%
    \else
    \if#1S%
    \formattitle{Simboli}%
    \else
    \if#1P%
    \formattitle{Pedici}%
    \else
    \GenericError{\string\nomgroup}{The argument can be only A, S or P}{}{}%
    \fi
    \fi
    \fi}`
    \ifthenelse è comodo, ma gli annidamenti sono veramente complicati da gestire.

    Non userei mai comandi espliciti di font, ma solo comandi di medio o alto livello. Sta a te definire \sfdefault per scegliere AvantGarde in tutto il documento: non si usano due font lineari diversi nello stesso documento. Poi basterà dare una definizione opportuna a \formattitle del tipo
    `\newcommand{\formattitle}[1]{\item[\sffamily #1]}`
    anche se penso che \item non sia il modo migliore, visto anche che vorresti una spaziatura aggiuntiva.

    Prova a mandare un esempio, poca roba, mi raccomando, togliendo dal preambolo tutto ciò che non c’entra con la questione.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: uso di \newpage e “schede” con immagini #21749
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    [quote]Ciao! Con questa classe: \documentclass[12pt,a4paper,oneside,titlepage]{book}
    devo realizzare delle sezioni strutturate in questo modo:

    1.1 Scheda uno
    foto1 e foto2 (che occupano circa una pagina da sole)
    breve discorso e tabellina (max 1pag in tutto)
    1.2 Scheda due (a pagina nuova)
    foto3 e foto4 (che occupano circa una pagina da sole)

    e così via…
    Ho pensato di usare \newpage per forzare di andare a pagina nuova, ma non funziona bene… Vorrei realizzare delle “schede” evitando di trovare le immagini “sparse” per il capitolo… Volendo per ogni scheda posso mettere anche prima il discorso e alla pagina successiva le immagini…
    Vi chiedo se avete una specie di “template” da suggerirmi per queste schede… Visto che \newpage non funziona come vorrei e neppure le opzioni per le immagini…
    Scusate se magari è una cosa banale, ma non ne esco stamane!! Ciao!

    Mi è capitato di dirlo anche ieri: il comando \includegraphics può comparire ovunque, non solo in un ambiente figure. Non si capisce molto bene dal tuo discorso: le foto occupano una pagina ciascuna o ci stanno sulla stessa pagina, magari affiancate? Se puoi essere più precisa, vedo che si può fare.

    Ciao
    Enrico

    Ciao e grazie per avermi risposto.
    Non ho capito cosa volevi dirmi a proposito del comando \includegraphics, che effettivamente finora ho usato solo all’interno dell’ambiente figure (così da centrare il grafico e poter aggiungere una didascalia…)…
    Hai ragione forse non sono stata proprio chiara a proposito delle foto: ci stanno entrambe in una pagina, ma ovviamente non proprio “precise” nel senso che magari a volte più avanzare una riga o due dal fondo pagina… Perciò, quello che voglio fare è tralasciare lo spazio che avanza e cominciare direttamente il “breve discorso” nella pagina successiva…
    E finito quello, voglio cominciare una nuova scheda (che comincia con titolo e foto) a pagina nuova…
    Insomma in modo da rendere omogenea la struttura di queste schede, visto che conosco a priori che le figure occupano insieme una pagina e segue sempre circa una mezza paginetta di testo… non so se stavolta sono stata chiara…[/quote]
    Evidentemente il problema era proprio che inserivi \includegraphics in un ambiente figure. Per questa applicazione si deve proprio evitarlo.
    `\newcommand{\photosection}{\newpage\section}
    \newcommand{\photoA}[2][]{\begingroup\vfill\centering
    \includegraphics[#1]{#2}\par\vfill}
    \newcommand{\photoB}[2][]{\includegraphics[#1]{#2}\par\endgroup\newpage}`
    La struttura delle tue sezioni sarà del tipo
    `\photosection{Il gatto e il cane}
    \photoA[width=5cm]{gatto}
    \photoB{cane}
    Il gatto è pacifico, il cane più allegro.
    \begin{center}

    \end{center}`
    Ai comandi \photoA e \photoB puoi dare gli stessi argomenti opzionali che si possono dare a \includegraphics e l’argomento obbligatorio è il nome del file grafico.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Distanza testo e note a piè pagina #21874
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    grazie mille sei un fenomeno…
    hai qualche tema da consigliarmi?

    Lo standard va benissimo. Oppure carica il pacchetto titlesec e usa
    `\titleformat{name=\chapter}[display]
    {\bfseries\LARGE}
    {\filright\LARGE\smash{\chaptertitlename~\thechapter}}
    {2ex}
    {\titlerule\vspace{2ex}\filright}
    [\vspace{2ex}\titlerule]
    \titleformat{name=\chapter,numberless}[display]
    {\bfseries\LARGE}
    {\filright\LARGE\phantom{\thechapter}}
    {2ex}
    {\titlerule\vspace{2ex}\filright}
    [\vspace{2ex}\titlerule]`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Indice particolare #21878
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    [quote]ultima domanda, ma veramente difficile.
    vorrei l’indice fatto in questa maniera:

    CAPITOLO 1 …………………… …………………….1
    \textsc{IL TITOLO DEL CAPITOLO}……………..1
    ____1.1 Sottosezione del capitolo……………..2

    dove \textsc{} mi renda maiucoletto il titolo del capitolo…
    come posso fare?

    Non difficile: pagine 8-9 della documentazione di tocloft: scrivi nel preambolo
    `\renewcommand{\cftchapfont}{\scshape}`
    Non capisco però una cosa: vuoi sia la riga “capitolo 1” che la riga “titolo del capitolo”?

    Ciao
    Enrico

    ehm si… è complicato aggiungerci quella riga?[/quote]
    Entrambe con il richiamo al numero di pagina? Ma perché mai? Del tutto inopportuno, direi.
    `\renewcommand{\cftchappresnum}{\chaptername\ }
    \renewcommand{\cftchapaftersnumb}{\\}
    \setlength{\cftchapnumwidth}{0pt}
    \setlength{\cftbeforesecskip}{\medskipamount}`
    In questo modo scrivi su una riga “Capitolo 1”, sulla successiva il titolo.

    I puntini guida mi sembrano veramente di troppo, a questo punto. Ho anche separato di un poco i titoli delle sezioni rispetto al blocco del titolo del capitolo.

    Ciao
    Enrico

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