egreg9

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  • in risposta a: Domande su Beamer #20730
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    A dire il vero non sapevo nemmeno che l’ambiente centering esistesse.
    Ma che fa in realtà. Perché se scrivo una roba tipo
    `testo testo testo

    \begin{centering}
    altro testo da centrare
    \end{centering}

    e poi ancora testo`

    Infatti non esiste alcun ambiente centering, ma per come è costruito LaTeX ogni comando può essere usato come “pseudoambiente”. Per esempio \begin{alpha}\end{alpha} produce, in modo matematico, lo stesso risultato di \alpha. Naturalmente questo è un esempio stupido, a volte usare una dichiarazione come \large o simili può essere utile. Ma occorre ricordare in questi casi di inserire un \par (o una riga vuota) prima di chiudere l’ambiente. La definizione di \centering è
    `\let\\\@centercr
    \rightskip\@flushglue
    \leftskip \@flushglue
    \parindent\z@
    \parfillskip\z@skip`
    La prima assegnazione dice che \\ deve funzionare come \center@cr, una variante del fine riga; la seconda e la terza dicono che \leftskip e \rightskip devono essere espandibili “all’infinito”; poi viene posto il rientro normale a zero e viene ordinato di non aggiungere nulla alla fine dei capoversi (di solito si esegue invece un comando equivalente a \hspace*{\fill}, per riempire di bianco la riga finale).

    Scrivere \begin{centering} equivale essenzialmente a dire \begingroup\centering, mentre \end{centering} equivale a \relax\endgroup, perché \endcentering non è definito.

    Adesso vedi il problema? Nel tuo input il \par (cioè la riga vuota) viene dopo \endgroup, quando cioè le impostazioni di \leftskip, \rightskip e \parfillskip sono state annullate. TeX usa quei parametri con il valore valido al momento del \par. Quindi comporrà il testo all’interno dello pseudoambiente con \leftskip e \rightskip nulli e \parfillskip uguale al valore usuale: il \centering è come se non ci fosse!

    Il mio esempio è analogo: ci sono solo due spazi spuri in più, ma nessuna centratura.

    Un altro parametro che viene valutato solo alla fine del capoverso è \baselineskip: per questo, per scrivere un capoverso in corpo maggiore occorre scrivere, per esempio,
    `{\Large Ecco un testo più grande …\par}`
    altrimenti l’avanzamento di riga usato sarebbe quello valido fuori dalle graffe e non quello impostato da \Large.

    Dunque, mai usare \begin{centering} o \begin{Large} se non si sa ciò che si sta facendo. C’è poi il problema degli spazi spuri, che entra anche qui.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Domande su Beamer #20728
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    Ho fatto copia e incolla dal manuale e non ci ho fatto caso. Comunque si dovrebbe dirlo anche all’autore del pacchetto.

    👿

    C’è stata una lunga discussione su comp.text.tex se fosse il caso di impedire l’uso delle dichiarazioni come ambienti; a volte sarei d’accordo. In certi casi è anche un’utile artificio, ma non andrebbe mai messo in un manuale come “soluzione” di un problema.

    Magari poi uno scrive roba come
    `testo
    \begin{centering}
    altro testo da centrare
    \end{centering}
    e poi ancora testo`
    sorprendendosi assai del risultato.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Domande su Beamer #20726
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    Dato che ormai siamo qui e il motore sembra non voler collaborare: quello per centrare il titolo funziona, ma ora come lo sposto un po più giù dal vetta (ho dato un’occhiata alla guida senza successo)?

    Non mi sembra una buona idea. Comunque prova così
    `\setbeamertemplate{frametitle}
    {
    \vspace*{\medskipamount}
    \begin{centering}
    \insertframetitle
    \par
    \end{centering}
    }`
    per aumentare aggiungi un numero maggiore di uno davanti \medskipamount. Oppure prova a mettere \bigskipamount o, per ultimo, una lunghezza assoluta tipo 1cm o 20pt.

    Megllio usare center:
    `\setbeamertemplate{frametitle}{%
    \vspace*{\medskipamount}%
    \begin{center}
    \insertframetitle
    \end{center}
    }`
    Che dici? Oppure \centering, con una graffa prima e una dopo il \par:
    `\setbeamertemplate{frametitle}{%
    \vspace*{\medskipamount}
    {\centering\insertframetitle\par}%
    }`
    Meglio evitare costruzioni un po’ abusive che fanno presto a diffondersi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Figura dentro la didascalia #20885
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    Ho bisogno di inserire la legenda dentro la didascalia ma non riesco a compilare un codice che contiene il seguente codice
    `\begin{figure}[tb]
    \centering
    \includegraphics{figura}
    \caption{Questa didascalia fa anche da legenda \includegraphics{simbolo}.}\label{…}
    \end{figure}`

    Et tu, Lape, fili mi! 😀 \protect\includegraphics

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: stile bibliografia #20874
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    Innanzi tutto grazie per l’interesse ed i suggerimenti.

    Ovviamente con lo stile unsrtnat non c’è alcun ordinamento alfabetico, per quello dovrai usare plainnat.

    Si..mi sono spiegato male, sono stato impreciso: in realtà utilizzo unsrtnat per lasciare l’ordine delle voci nella bibliografia così come appaione nel file .bib.

    Non funziona così: lo stile unsrtnat fa comparire gli elementi della bibliografia nell’ordine di citazione nel testo. Pratica che qualcuno usa, ma che io trovo ridicola: come fa uno poi a orientarsi in una bibliografia con più di quattro elementi? Be’ forse si può anche con qualcuno in più, ma se sono una trentina distribuiti in più pagine?

    L’ordinamento alfabetico a cui mi riferivo riguarda solo l’ordine di comparsa degli autori all’interno di una singola voce della bibliografia..come dicevo quindi il problema in caso di più autori che appaiano scritti il rispettivo cognome e nome in ordine alfabetico.

    L’ordine degli autori è sempre quello con cui compaiono nel file .bib. Non viene fatta alcuna modifica, gli autori devono comparire come nel testo originale. Chiunque ti dica di metterli in ordine alfabetico ignora le basi di come si compone una bibliografia.

    La lettera dopo l’anno serve a distinguere fra i due riferimenti; altrimenti come fa il lettore a capire a quale pubblicazione stai rimandando?

    La distinzione la fà il titolo del testo che è ovviamente diverso. Il fatto è che 2 libri con autori e titoli diversi , ma pubblicati nello stesso anno mi creano questa aggiunta di lettera finale alla data che devo eliminare.

    “Fa” con l’accento? O tempora, o mores. 😀

    E che fai, ogni volta citi il titolo? Mi pare veramente eccessivo.

    Il pallino o lineetta davanti al nome mi sembra una cattiva idea.

    Si fà schifo effettivamente.
    Io avrei lasciato la numerazione ma purtroppo il relatore ha fatto questa richiesta esplicita. La bibliografia vuole che appaia come un elenco non numerato ma con un qualche delimitatore ad inizio di ogni riga. Nel caso come posso procedere?

    Due “fa” con l’accento denotano pervicacia nell’errore. 😀

    Allora: ecco come si ottiene ciò che chiedi. Scrivi queste formule magiche nel preambolo del tuo documento:
    `\newcommand{\IGNORE}[1]{}
    \makeatletter
    \AtBeginDocument{\def\@biblabel#1{\textbullet}}
    \makeatother`
    Per ottenere che elementi con gli stessi autori e lo stesso anno non abbiano la lettera aggiunta, scrivi nel file .bib:
    `@book{paperino1,
    author = {{\IGNORE{a}}Duck, D.},
    …
    }
    @book{paperino2,
    author = {{\IGNORE{b}}Duck, D.},
    …
    }`
    In altre parole, aggiungi prima del primo autore, senza alcuna separazione, {\IGNORE{a}} (occhio alle graffe e a mettere caratteri diversi per elementi diversi). Basta ovviamente farlo per quei pochi elementi che hanno gli stessi autori e lo stesso anno.

    Ah, certi relatori! 👿

    Ciao
    Enrico

    Corretto usando comandi più semplici. Grazie a DMW

    in risposta a: stile bibliografia #20872
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    Salve a tutti, ho ricercato info sul forum ma non ho trovato soluzione per il mio problema.
    Allora dovrei includere la bibliografia di un documento tex con le seguenti regole:
    -niente numerazione
    -al posto del numero tra parentesi quadre vorrei inserire un “-” (trattino) o un pallino tipo quello dell’ambiente itemize per capirci
    -volevo inoltre che le voci fossero collocate in ordine alfabetico rispetto ai cognomi degli autori,mentre adesso li ordina in ordine alfabetico rispetto al nome
    -per finire in caso di più autori vorrei che il nome di questi fosse separato da una virgola.
    Nel mio preambolo utilizzo per la biblio :
    `
    …
    \usepackage{natbib}
    …
    ..
    \nocite{*}
    \bibliographystyle{unsrtnat}
    \bibliography{thesis}

    `
    nel file bibtex thesis.bib le entry che ho sono di questo tipo
    `
    …
    @Book{7,
    author = {Barbagli M.,Saraceno C.},
    title = {Lo stato delle famiglie in Italia},
    publisher = {Bologna, Il Mulino},
    year = {1997}
    }
    …
    `
    e il risultato finale, nel .dvi la riga corrispondente appare così:

    Saraceno C. Barbagli M. Lo stato delle famiglie in Italia Bologna, Il Mulino 1997

    quando invece io vorrei avere una cosa del genere:

    -Barbagli M., Saraceno C.Lo stato delle famiglie in Italia Bologna, Il Mulino 1997.

    Inoltre ho notato che quando esistono due pubblicazioni che hanno lo stesso anno, alla seconda ricorrenza dello stesso anno viene aggiunta una lettera.
    Ad esempio nel mio .bib ho un altro libro che è stato pubblicato nel 1997 e nel file .dvi a questo secondo l’anno viene indicato come:
    ………………………….1997b
    Ringrazio chiunque possa darmi qualche consiglio.

    Ci sono parecchi errori. Ovviamente con lo stile unsrtnat non c’è alcun ordinamento alfabetico, per quello dovrai usare plainnat. Sbagli anche a scrivere il campo author:
    `author = {Barbagli, M. and Saraceno, C.}`
    Nota la virgola tra cognome e nome e la parola chiave “and” fra due autori. Se sono tre si mette “and” tra ciascuno.

    La lettera dopo l’anno serve a distinguere fra i due riferimenti; altrimenti come fa il lettore a capire a quale pubblicazione stai rimandando?

    Il pallino o lineetta davanti al nome mi sembra una cattiva idea.

    Consulta il manuale di natbib, c’è tutto quello che ti serve.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: didacalia figure #20881
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    ciao,
    volevo sapere come ottenere la didacalia Figura 1,3.
    e non Figura 1,3:
    perchè non voglio dare un nome alle figure, solo dargli un numero.

    Didascalia.
    `\usepackage[labelsep=none]{caption}`
    Probabilmente è meglio non avere nulla dopo “Figura 1.3”, se non hai testo nella didascalia. Poi dovrai comunque scrivere
    `\caption{}`
    oppure potrai definire un ambiente myfigure che se ne prenda cura:
    `\newenvironment{myfigure}{\begin{figure}}{\caption{}\end{figure}}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Creare pdf senza figure #20849
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    Non mi da nessun errore ma nel dvi creato da quel comando le immagini son ancora presenti e cosi nel conseguente file pdf creato a partire da quello …. io avrei la necessità di stampare copie di prova di un documento per permettermi di fare delle correzioni a mano , per questo vorrei evitare di stampare mille volte le foto (per altro a colori con grande sfondo nero e conseguente consumo di toner) …

    `\documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage{graphicx}

    \begin{document}
    \includegraphics{try}
    \end{document}`
    Se chiamo questo documento “test.tex” e do il comando
    `latex '\PassOptionsToPackage{draft}{graphicx}\input test'`
    ottengo esattamente ciò che desidero. Puoi anche scrivere \input{test}, con sintassi LaTeX. Evidentemente nel tuo documento c’è qualcos’altro. Riporta che cosa dice il sistema se, dalla directory del documento dai il comando
    `kpsewhich graphics.cfg`
    e prova a sfrondare il preambolo e il documento fino a ottenere un documento minimo che presenti il problema. Per caso hai l’opzione “final” in \documentclass? Perché questo, ovviamente, fa andare a pallino tutto.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Creare pdf senza figure #20847
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    No gentoo compilato ad hoc con le use flags ‘tetex’ inserite dentro al make.conf.

    tolgo gli apici e rilancio il comando… tutte queste informazioni, comunque, dove posso recuperarle ? nei manulai che ho trovato non ci sono…

    Allora, su una qualsiasi shell, il comando
    `latex '\PassOptionsToPackage{draft}{graphicx}\input tesimodello'`
    dovrebbe funzionare.

    Che errore ti dà questo?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Creare pdf senza figure #20845
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    Ciao ho provato la sintassi che mi hai dato te , ma le immagini le mette lo stesso ed ho provato anche con
    `latex '\PassOptionsToPackage{draft=true}{graphicx}\input tesimodello.tex'`

    ed il risultato è questo

    `! LaTeX Error: Unknown option `draft=true' for package `graphics'.

    See the LaTeX manual or LaTeX Companion for explanation.
    Type H for immediate help.
    …

    l.72 \if
    !\Gin@driver!
    `

    ora …dite che è un mio problema ? dove sbaglio ? ma soprattutto xkè il graphicx del comando è diventato graphics nell’errore?

    Il “graphics” al posto di “graphicx” è normale. Probabilmente ti sei scordato di comunicarci su quale sistema operativo sei. 🙄 Hai provato togliendo gli apici? Magari sei sotto DOS (Windoze) e non su un sistema Unix.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Punto in alto #20868
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    Non so di cosa parli. Comunque Prova così
    `testo $\cdot$ testo`

    \textperiodcentered (meglio se si usa anche il pacchetto textcomp). È quasi lo stesso, ma così diventa “indipendente dal modo matematico”. Basta definirsi un nome meno pesante ed è fatta. Naturalmente resta validissimo il consiglio di Lapo.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Xetex? #20860
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    no no, smentisco quanto detto da egreg (oso l’inosabile)
    con XeTeX e XeLaTeX si intendono come font di sistema tutti i font installati, anche successivamente dall’utente. Per cui puoi usare LaTeX con tutti i font che desideri.

    Il problema sta appunto nel capire che cosa significa “installati”; sotto GNU/Linux, da quanto ho capito, XeTeX si appoggia alla libreria freetype. A questo punto, chi è esperto di quel tipo di sistema, dovrebbe riuscire a capire quali siano i font impiegabili.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Font opentype #20837
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    non capisco…
    sh otf.sh > AJensonPro.map ci sta mettendo più di 25 minuti… non credo sia normale col mio hardware. Può essere entrato in uan specie di loop?

    Hai qualche messaggio sullo schermo? Ferma tutto e lancia solo la prima riga dello script. e vedi che succede. La guida è molto precisa, la man page di otftotfm abbastanza dettagliata. Mi pare di essere stato abbastanza paziente, spiegandoti più volte la faccenda. Se non sai far andare il tuo sistema operativo, be’, sono affari tuoi. Ti assicuro che, seguendo quelle istruzioni su un insieme di font OpenType preso a caso, in pochi minuti ho ottenuto i tfm, i vf e i pfb, compilando anche semplici documenti in Plain.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Alcuni dubbi su “LaTeX” e lingua italiana #20708
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    Il paragone fra il nome “LaTeX” e un simbolo matematico (che sicuramente bisogna evitare a inizio periodo) mi sembra forzato. “LaTeX” è un nome proprio, al massimo un logo grafico, e sia logicamente sia tipograficamente, a mio parere, può stare dove vuole.

    Però, ripeto, questione di gusti, alla fin fine.

    Aggiungo che Knuth e Lamport, nei loro manuali, parlano sempre di TeX e LaTeX come di “esseri quasi animati”, per lo meno dotati di una certa consapevolezza di sé. Pensa a TeX e LaTeX come ai leoncini con la tunica o vestiti da nerd, rispettivamente, e sarà tutto più facile.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Font opentype #20835
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    tolta. Solo che non ho assolutamente capito cosa devo fare dopo avere ottenuto questo file map

    Leggi i messaggi precedenti e la guida che hai citato. C’è tutto.

    Ciao
    Enrico

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