egreg9

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  • in risposta a: come evitare la creazione della nuova pagina? #18713
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    non mi sono certo presentato per bene, il mio primo post e già sbaglio la sezione, scusate 🙂

    grazie per la tua risposta egreg9, solo una cosa non mi è chiara, il codice che mi hai dato lo devo mettere nell’intestazione del documento, ovvero prima di begin{document} giusto?

    Niente paura, non sei il primo.

    Il codice va nel preambolo che di solito va strutturato così:
    – dichiarazione della classe
    – caricamento dei pacchetti
    – selezione di eventuali configurazioni
    – comandi personali o modifiche dei comandi forniti dai pacchetti
    – \begin{document}

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Comando per la chiusura di un insieme. #18718
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    Carissimi,

    per indicare la chiusura di un insieme quale comando convene utilizzare? Ne ho provati due, ma non mi soddisfano:
    \overline{C} a mio avviso la “linea” è troppo lunga
    \bar{C} è troppo corta, sicuramente non va bene.

    In alcuni libri (tipo Zygmund-Wheeden, Measure and integral…) mi sembra che si trovi una via di mezzo, ma non riesco a capire come farla.

    http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=3402

    Sposto nel forum più adatto: la questione è più TeXnica che tipografica. Qui sarebbe andata bene la domanda se fosse meglio indicare con la classica linea sopra o con un operatore.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: come evitare la creazione della nuova pagina? #18710
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    Ciao a tutti,
    questo è il mio primo post, vorrei quindi cogliere l’occasione per salutare tutti.

    Prima di esporvi il mio problema, premetto che genero il file latex da uno script php, che estrae le informazioni da un database, quindi non ho un controllo molto fine sul documento.

    Il problema è il seguente: devo generare una quantità smodata di tabelle contenente delle informazioni prelevate da un db, e prima di ogni tabella devo mettere un:
    \section*{NomeSezione}
    inizio subito dopo la tabella con un
    \begin{longtable}{| l | p{10cm} | c | r |}
    (posso infatti avere delle tabelle a volte molto lunghe che si spezzano su diverse pagine)

    alcune volte succede però che il titolo della sezione sia a fondo pagina, e quindi la tabella correlata inizi nella pagina successiva; capirete che a questo punto preferirei poter mandare nella pagina successiva anche il titolo di sezione. come posso fare in modo che il titolo della sezione vada nella pagina successiva?

    Esiste per esempio qualcosa che mi dica in quale posizione della pagina (qualcosa che mi restistuisca la coordinata Y nella pagina) sono attualmente e così poter decidere se creare una nuova pagina?

    L’argomento non è di tipografia, ma TeXnico, quindi lo sposto nel forum più adatto.

    Normalmente il testo che segue un titolo di sezione non può essere separato dal titolo stesso, come è evidente. Ma con longtable il problema si pone, perché prima di cominciare, l’ambiente dà un comando che permette un cambio pagina.

    Puoi provare, ma non garantisco, a ridefinire l’ambiente:
    `\makeatletter
    \def\longtable{%
    %%%% \par %%%% tolgo questo \par, incrociamo le dita
    \ifx\multicols\@undefined
    \else
    \ifnum\col@number>\@ne
    \@twocolumntrue
    \fi
    \fi
    \if@twocolumn
    \LT@err{longtable not in 1-column mode}\@ehc
    \fi
    \begingroup
    \@ifnextchar[\LT@array{\LT@array[x]}}
    \makeatother`
    Sicuro sicuro di tutti quei riquadri nella tabella?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Celle multirow che sbordano dalla tabella #18696
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    Ciao Enrico.

    Il mio preambolo è questo:
    `\begin{longtable}{|m{3cm}|m{7cm}|m{1.5cm}|m{1.5cm}|m{1.5cm}|m{1.5cm}|}`
    e, purtroppo, mi da i problemi che ho citato all’inizio 🙁
    Ti posterei tutto il codice, ma è un dps, quindi enorme.

    È chiaro che il problema si verifica quando longtable spezza fra le righe che coinvolgono il \multirow. Puoi risolvere scrivendo, al posto del \\ che precede la specifica del \multirow
    `\\\noalign{\penalty-500\vfill}`
    Se usi \raggedbottom è meglio.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Celle multirow che sbordano dalla tabella #18694
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    Ciao a tutti.

    Creo una tebella con delle celle multirow. Quando compilo la tabella sembra che la cella con multirow non riesca a far rimanere il suo contenuto all’interno dei bordi.

    Non avendo possibilità di mettervi online un’immagine, cerco di spiegarmi un po’ meglio.

    Quello che segue è il codice di una multirow di 6 righe
    `\multirow{6}{3cm}{Guasto impianto di condizionamento (Air conditioning failure)}& Indisponibilità dei dati per 15 minuti & & & &\\
    \cline{3-6}
    & Indisponibilità dati per 1 gg & & & &\\
    \cline{3-6}
    & Indisponibilità dati per 7 gg & & & &\\
    \cline{3-6}
    & Indisponibilità dati per 30 gg & & & &\\
    \cline{3-6}
    & Perdita dati dall'ultimo back up & & & &\\
    \cline{3-6}
    & Perdita completa dei dati & & & &\\`
    Appartiene ad una tabella più lunga che, non restando in una solo pagina, ho dovuto mettere in una longtable (il problema si presenta anche se non ci fosse la longtable di mezzo)
    Nello specifico, la scritta “Guasto impianto di” rimane dentro il bordo della cella, il resto sborda coprendo il footer del documento. Questo succede solo con la multirow.

    Con un preambolo di tabella come
    `\begin{tabular}{p{3cm}*{5}{l}}`
    non ho alcun problema. Qual è il tuo?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: sezione + footnote a pagina nuova #18691
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    Ovviamente il problema dipende dalla nota. Se non ci sta nella pagina, viene portata, con tutto ciò che è necessario come i titoli di sezione precedenti, nella seguente. Non c’è nulla da fare, se non cambiare il testo.

    Ok mi stavo inpelagando nel provare i comandi tipo \raggedbottom, \interfootnotepenality, opzione bottom per il pacchetto footmisc… Mentre scopro che invece non c’è nulla da fare… Li ho tolti tutti (anche il pacchetto footmisc l’ho tolto, ho fatto bene?) e cambierò il testo… 🙁 Quello che non capisco è perchè se invece la dimensione del font è maggiore o minore la nota viene tranquillamente spezzata (per l’appunto in un punto “ottimale”, cioè viene mandata a pagina nuova una frase intera!)…

    Le note al piede molto lunghe possono dare problemi. In corpo più piccolo, probabilmente, TeX riesce a far stare due righe della nota nella pagina e mandare il resto in quella seguente. Sono problemi di impaginazione che vanno risolti solo quando il documento è completo e va solo rivisto nei dettagli. Se per caso devi modificare ciò che viene prima di quel punto, è possibile che il problema sparisca.

    \paragraph{} per “lasciare una riga vuota” è un orrore™ :). Se proprio devi (e di solito non è affatto necessario), usa \medskip dopo una riga bianca nel documento .tex

    Proprio ora che cominciavo a prendere la mano col LaTeX, mi rendo conto di aver commesso un sacco di “orrori”?!?! 😳 Mi scuso per l’ignoranza (su Latex e tipografica) e l’OT, ma già che ci siamo, chiedo consiglio: essendoci a volte molto testo di filato, non mi sembrava di cattivo gusto lasciare una riga bianca tra paragrafi diversi… Visto che non ho modificato neppure l’interlinea, mi sembrava troppo pesante tutto attaccato… L’ho visto fare, ma forse ho preso un cattivo esempio…

    Non preoccuparti di avere molti capoversi uno di fila all’altro; i romanzi sono perfettamente leggibili anche se non ci sono stacchi. Quelle “righe vuote” sono molto diffuse perché è facile ottenerle con i noti “word processors”, ma sono normalmente inutili, a volte anche dannose per la leggibilità del testo. L’interlinea “compatta” è sicuramente migliore di quella “allargata”.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Matrici e vettori per componenti #18687
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    Anche io le ho viste entrambe. In libri di matematica ho visto più spesso le tonde.

    Non nel mio. 😉

    Nei libri di ingegneria forse sono più frequenti le quadre.

    Per le matrici e per i vettori le parentesi devono esere uguali. Secondo me sono più coerenti.

    Uso le quadre perché sono più economiche in termini di spazio; per matrici grandi le tonde sono bruttine. In ogni caso devono essere le stesse: sempre matrici sono. Se devo scrivere un vettore colonna in riga per evitare schifezze tipografiche ci metto il segno di trasposizione (avvisando che è solo un espediente tipografico, ma coerente con le notazioni).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: sezione + footnote a pagina nuova #18689
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    Ciao a tutti.
    Ho un capitolo strutturato in questo modo:

    `\chapter{Titolo}

    bla bla bla

    \paragraph{}
    xxx xxx xxx

    \section{Prima sezione}

    \subsection{Prima sottosezione }

    Breve frase\footnote{\input{nota di una decina di righe}}.`

    In questo modo ottengo che la Prima sezione va a pagina nuova e che l’introduzione al capitolo venga “giustificata” in mezzo alla pagina con un ampio margine tra i due paragrafi. Sinceramente non mi piace granchè, ci sono solo poche righe su quella pagina…

    Inoltre forse può essere utile sapere che utilizzo:
    `\documentclass[11pt,a4paper,twoside]{book}`

    mentre, provando a compilare con dimensione del font 10pt o 12pt, stranamente non ho lo stesso effetto: la sezione comincia tranquillamente sotto l’introduzione al capitolo e la nota a piè di pagina viene spezzata su due pagine nel caso di 12pt (con 10pt c’entra). Questo mi sembra meno brutto, perchè tanto anche alla pagina successiva ho una footnote e inoltre non si cambia argomento, si tratta di approfondimenti…

    Spero di esser stata chiara, ho cercato nel forum invano… Cosa mi consigliate di fare?
    Grazie, ciao, Elisa

    Ovviamente il problema dipende dalla nota. Se non ci sta nella pagina, viene portata, con tutto ciò che è necessario come i titoli di sezione precedenti, nella seguente. Non c’è nulla da fare, se non cambiare il testo.

    \paragraph{} per “lasciare una riga vuota” è un orrore™ :). Se proprio devi (e di solito non è affatto necessario), usa \medskip dopo una riga bianca nel documento .tex

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Come viene creato il sommario. #18676
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    Mi sono in parte risposto da solo.

    Ho visto che ci sono dei comandi che corrispondono alle diverse entry del file toc e sono definite nel seguente modo:
    `
    \newcommand*\l@section[2]{%
    \ifnum \c@tocdepth >\z@
    \addpenalty\@secpenalty
    \addvspace{0em \@plus\p@}%
    \setlength\@tempdima{1.5em}%
    \begingroup
    \parindent \z@ \rightskip \@pnumwidth
    \parfillskip -\@pnumwidth
    \leavevmode \bfseries
    \advance\leftskip\@tempdima
    \hskip -\leftskip
    #1\nobreak\hfil \nobreak\hb@xt@\@pnumwidth{\hss #2}\par
    \endgroup
    \fi}
    `
    e fin qui tutto ok. Pensavo dunque nel nuovo stile di procedere alla ridefinizione di questi comandi in modo che per il secondo toc mi utilizzi lo stile scelto.
    Il problema nasce dal fatto che mi genera un errore che non capisco.
    ho ridefinito il comando in questo modo all’interno del comando \tableofcontentsalternativa
    `
    \def\l@section#1#2{….}
    `
    ma compilando mi dà il seguente errore:

    ! Illegal parameter number in definition of \tableofcontentsalternativa

    il comando è definito adesos per semplicità:
    `\def\l@section#1#2{}
    \@starttoc{toc}\contentsname%`

    `\def\l@section##1##2{…}%`
    Quando scrivi una definizione all’interno di una definizione, i parametri vanno indicati raddoppiando i segni #; così è chiaro se ti riferisci ai parametri per quella macro o a quelli della macro “genitrice”.

    Meglio però se dai un’occhiata al pacchetto tocloft. Attento a racchiudere tutta la faccenda in un gruppo, se vuoi mantenere poi i valori originali dei vari comandi che ridefinisci.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: ancora sull’appendice….purtroppo!! #18679
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    Salve a tutti! 😥
    Sto cercando di includere delle appendici nella mia tesi….ma non ci riesco.
    Ho letto tutto sull’argomento nel forum e ho provato quanto scritto….sia con tocloft che con titletoc…ma sbaglio sicuramente qualcosa!

    Quello di cui ho bisogno è che nellìindice mi compaia :
    Appensice A (o B,C….) : nomeappendice

    Mentre nell’appendice stessa dovrebbe comparire:
    Appendice A
    nomeappendice (sulla riga successiva….come per capitolo e nomecapitolo)

    `\usepackage{tocloft}
    \newcommand{\addappendixname}{%
    \renewcommand{\cftchappresnum}{\appendixname\space}%
    \settowidth{\cftchapnumwidth}{\bfseries \appendixname\space A\hspace{1em}}}
    \makeatletter
    \g@addto@macro\appendix{\addtocontents{toc}{\protect\addappendixname}}
    \makeatother`
    Le ultime tre righe non sono necessarie se ti adatti a scrivere
    `\appendix\addtocontents{toc}{\protect\addappendixname}`
    dove vuoi che comincino le appendici.

    Ovvio che dopo le appendici non devi avere capitoli numerati.

    La prossima volta, però, cerca meglio sul forum, la soluzione era già apparsa: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=2349

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Come viene creato il sommario. #18673
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    Sto cercando di capire come effettivamente viene creato il sommario per poter poi nitervenire e modificare ciò che mi serve.

    alla chiamata di \tableofcontents nella classe che sto modificando (articoli delle Wiley per Phisica Status solidi A) corrisponde:
    `\\newcommand\tableofcontents{%
    \@starttoc{toc}\contentsname%
    }`
    che richiama il comando `\@starttoc ` passando due variabili toc e \contentsname.

    \contentsname è definito come
    `\newcommand\contentsname{Contents}
    `e quindi viene passato il valore “Contents”

    Veniamo quindi alla definizione di starttoc che è definito come:
    `\def\@starttoc#1#2{\begingroup
    \setTrue{#1}%
    \par\removelastskip\vskip\z@skip
    \@startsection{}{\@M}{\z@}{-3.5ex \@plus -1ex \@minus -.2ex}%
    {2.3ex \@plus.2ex}{\contentsnamefont}{#2}%
    \ifx\contentsname#2%
    \else \addcontentsline{toc}{section}{#2}\fi
    \makeatletter
    \@input{\jobname.#1}%
    \if@filesw
    \@xp\newwrite\csname tf@#1\endcsname
    \immediate\@xp\openout\csname tf@#1\endcsname \jobname.#1\relax
    \fi
    \global\@nobreakfalse \endgroup
    \addvspace{32\p@\@plus14\p@}%
    \let\tableofcontents\relax
    }`
    e qui cominciano le note dolenti.
    \starttoc richiede due variabili (toc e Contents)
    comincia con l’eseguire \setTrue{toc}
    e in base alla sua definizione
    `\newcommand{\setTrue}[1]{%
    \expandafter\let\csname ?@#1\endcsname\@True
    `crea il comando \@toctrue che può essere usato nelle condizioni \if \fi

    Non direi. Crea il comando \?@toc che vale \@True; il comando \?@toc non può essere usato direttamente, ma solo come \csname ?@toc\endcsname

    crea un nuovo paragrafo, rimuove gli ultimi skip (ciò rimuove eventuali glue presenti) e crea uno skip di \z (cioé 0 pt) è giusto?

    Rimuove l’ultimo spazio verticale; se si sono usati sempre comandi \addvspace, vengono rimossi tutti. Se ne crea uno nullo per creare un punto dove dividere le pagine.

    Richiama dunque il comando \@startsection con le sue 6 variabili (ci torniamo dopo).
    Poi abbiamo una scelta condizionale
    se il contenuto di \contentsname è uguale a quello dell’argomento #2 (come nel nostro caso) allora non far nulla altrimenti aggiungi una linea nel file toc.
    abilitiamo @ e inseriamo il file nome del file.toc
    il successivo \if mi è oscuro lo ammetto. 😳

    Serve per cominciare a scrivere il file .toc; lo switch è falso se si è dato il comando \nofiles.

    Chiude poi il gruppo, aggiunge uno spazio con la tolleranza e rende il comando \tableofcontents equivalente a \relax.

    Torniamo alla definizione di \@startsection che è definito come:
    `\def\@startsection#1#2#3#4#5#6{%
    …
    }`
    E qui sono completamente perso. Capisco che il comando vuole 6 parametri… che sono {} \@M \z@ {-3.5ex \@plus -1ex \@minus -.2ex} {2.3ex \@plus.2ex}{\contentsnamefont}
    che vengono utilizzati dal comando
    `\def\@sect#1#2#3#4#5#6[#7]#8{%
    …
    \@xsect{#5}}`
    Ma faccio fatica a seguire il funzionamento. Vorrei capire per poi poter cambiare la formattazione. (Ho bisogno di fare due indici con stili diversi, uno per l’interno della rivista e uno per la quarta di copertina).
    Vi ringrazio per l’aiuto. Tra qualche giorno vi sottoporrò una bozza della rivista.

    Lascia perdere di seguire l’espansione di \@startsection, l’importante è sapere che cosa se ne fa dei suoi argomenti.
    `\@startsection{nome}{livello}{rientro}{spazio prima}{spazio dopo}{stile}`
    “nome” è un contatore, nel nostro caso infatti è lasciato vuoto

    “livello” è il livello della sezione (1 per \section, 2 per \subsection, eccetera); loro lo impostano a 10000, in modo che non sia influenzabile da eventuali modifiche di secnumdepth o tocdepth da parte degli autori dei documenti: sarà sempre più di quello che a un autore possa venire in mente di fissare

    “rientro” è la distanza dell’intestazione dal margine sinistro

    “spazio prima” è lo spazio bianco che precede l’intestazione; se l’argomento passato è negativo, come in questo caso, il rientro è annullato nel primo capoverso che segue

    “spazio dopo” è lo spazio bianco che segue l’intestazione; però, se l’argomento è negativo, l’intestazione sarà “in corpo” e non su una riga a sé stante; non è questo il caso

    “stile” sono le istruzioni per la composizione del testo dell’intestazione, di solito comandi per la scelta di varianti del carattere da usare

    Quello che sembra un “settimo” argomento a \@startsection è in realtà l’argomento non opzionale per \@sect, per la precisione l’ottavo, che contiene l’intestazione vera e propria. Non serve sapere che cosa fa \@sect, solo che si occupa di comporre l’intestazione secondo le indicazioni fornite da \@startsection

    Ciò che ti conviene fare, secondo me, è definire un comando \generaltableofcontents, sulla linea di questo, con le opportune modifiche.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: natbib e le maiuscole nei titoli #18659
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    Ciao,

    ho provato a girare nel forum per vedere se a qualcuno è già capitato il mio caso, ma sinceramente non ho trovato informazioni.
    …
    file biblio.bib:
    `…
    @MISC{beccaria,
    AUTHOR = {{\bfseries F. Beccaria, M. Dotti, S. Rolando}},
    title={Indagine sulla sicurezza stradale in \Uppercase{p}iemonte},
    YEAR = {2007},
    note={\\ \url{http://www.regione.piemonte.it/speciali/ilovelife/dwd/indagine.doc}}
    }
    …`

    Come si vede ho dovuto forzare la p di Piemonte con un \Uppercase altrimenti nella compilazione della bibliografia la p risultava sempre e comunque minuscola (avendola scritta ovviamente maiuscola nel file biblio.bib).

    Problema molto noto. Che cosa faccia \Uppercase non lo so, non conosco questo comando. Ma la soluzione è molto semplice.
    `@MISC{beccaria,
    author = {F. Beccaria and M. Dotti and S. Rolando},
    title = {Indagine sulla sicurezza stradale in {Piemonte}},
    year = {2007},
    note = {\\ \url{http://www.regione.piemonte.it/speciali/ilovelife/dwd/indagine.doc}},
    }`
    Per gli autori devi fare così; se poi li vuoi stampare in nero (sconsigliatissimo), devi agire sullo stile bibliografico. Le maiuscole nel campo titolo si ottengono mettendo tra graffe la parola richiesta; basta anche la lettera che vuoi mantenere.

    C’erano millanta topic sull’argomento, per esempio uno del giorno 8 novembre: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=3417 C’era anche una mia risposta, che strano. 😀

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Il carattere _ (underscore ) #18653
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    A parte l’ottimo comando del Prof., ci sono anche alti metodi.
    Se vuoi una linea fino alla fine del magine destro puoi usare \hrulefill:
    `
    Indirizzo \hrulefill`

    Mentre per cose un po’ più professionali, altro che word, vedi e usa il pacchetto formular
    http://tug.ctan.org/macros/latex/contrib/formular/formular.pdf

    vedi a pagina 1,2 e 3 sezione 1 che ci sono molti esempi con differenti modi e stili.

    Se vuoi controllare l’altezza del filetto rispetto alla linea di base, puoi definire
    `\makeatletter
    \newcommand{\varhrulefill}[1][\z@]{%
    \dimen@=#1\relax\advance\dimen@-.4\p@
    \leavevmode\leaders\hrule height -\dimen@ depth #1\hfill\kern\z@}
    \makeatother`
    e usare \varhrulefill dando come argomento opzionale la “profondità” a cui vuoi il filetto. Non va dimenticato anche
    `\makebox[5cm]{\hrulefill}`
    o anche, con il comando di prima,
    `\makebox[5cm]{\varhrulefill[2pt]}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Il carattere _ (underscore ) #18651
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    Ecco la mia domanda.

    Il carattere underscore (_) se usato in word permette di ottenere, ad esempio, qualcosa del tipo:

    Data ___________

    cioè una specie di linea continua. In LaTeX, invece, si ottiene

    Data _ _ _ _ _ _ _ _

    cioè tratteggiata. Come poter aggirare l’ostacolo senza, ad esempio, sottilineare una parola scritta in colore bianco ma piuttosto avere appunto una linea continua?

    Benvenuto. L’idea è di usare lo strumento specifico, non qualcosa che “bene o male funziona”.
    `\rule[-2pt]{5cm}{0.4pt}`
    Con l’argomento opzionale controlli l’altezza relativamente alla linea di base. Con il primo obbligatorio la lunghezza, con il secondo lo spessore (lascialo 0.4pt).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Allegati in LaTeX #18640
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    Scusa la mia ignoranza ma come faccio a scaricare il pacchetto caption. Nel mio “MiKTeX Package Manager” non è presente.

    Sinceramente non so di MiKTeX, mi sembra assai strano che non ci sia un pacchetto molto usato. Probabilmente è già presente nella distribuzione standard.
    `\documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage{caption}

    \begin{document}
    \listoffigures

    \begin{figure}
    \caption{AAA}
    \end{figure}

    \captionsetup{listof=false}
    \begin{figure}
    \caption{bbb}
    \end{figure}

    \end{document}`
    Con questo documento l’elenco delle figure comprende solo la didascalia alla prima figura.

    Che classe stai usando?

    Ciao
    Enrico

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