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29 Ottobre 2007 alle 21:56 in risposta a: Intestazione e grassetto per accordi e nuovi pacchetti #18212::
1) Comando \markboth: cerca sul forum o su una guida di base.
Ciao,
L.Ci avevo già provato. Il punto (credo) è che nella definizione del nuovo comando devo usare ad un certo punto #1 e ciò crea problemi al pacchetto guitar.
Devi leggere molto più attentamente una guida di base. #1 è il modo di indicare un argomento in una definizione. Se lo usi “libero” ottieni un errore che non dipende da guitar, ma da TeX.
Senza un esempio “minimo” è difficile che possiamo aiutarti.
Comunque grazie per le attuali e future risposte. andro a guardarmi la Netiquette. Redarguitemi (che parolone) se sbaglio che si impara più in fretta.
Impara anche a scegliere il forum giusto: queste erano domande su LaTeX, non sulla tipografia. 🙂 Quindi ho spostato.
Ciao
Enrico
::Ho fatto come dicevi.
Nel file .log, ho trovato questo:*File List*
elsart.cls 2006/05/01, 2.19: Elsevier
latexsym.sty 1998/08/17 v2.2e Standard LaTeX package (lasy symbols)
ulasy.fd 1998/08/17 v2.2e LaTeX symbol font definitionsEnrico, a questo ti riferivi?
Sì. Pare che la tua versione sia la più recente. Allora, adesso prova
`\documentclass[reviewcopy]{elsart}
\journal{J. of blabla}\begin{document}
\begin{frontmatter}
\title{bla}
\author{bla}
\ead{f.miocognome@dsems.unifg.it}
\end{frontmatter}
\end{document}`
che a me produce l’indirizzo corretto.Ciao
Enrico
::Ciao Enrico,
Mah..Enrico a me fa sempre lo stesso errore…se invece non metto il punto e scrivo
fmiocognome@blabla.it
tutto ok;
se scrivo, invece,
f.miocognome@blabla.it
non va piu’ bene.Per quanto riguarda il pacchetti endnotes mi sa che li usai
per mettere le note a pie’ di pagina.
In generale la classe elsart non lo fa.
La rivista ha questa esigenza e io misi quei pacchetti.
Se non mi sbaglio apri un topic anche qua sopra.
Comunque non vorrei andare off topic.Per quanto riguarda il topic…. ho riprovato a compilare
sul mio portatile. Non so che dirti a questo punto.Crea il file
`\listfiles
\documentclass{elsart}
\begin{document}
\end{document}`
e compilalo. Che versione ti dà di elsart.cls?Ciao
Enrico
::Metti un esempio minimo compilabile.
AndreaSi ok. eccolo qua
`\documentclass[reviewcopy]{elsart}
\journal{J. of blabla}
\usepackage[english]{babel}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{lineno}
\usepackage{epsfig}
\usepackage[square,numbers]{natbib}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{amsfonts,graphicx,latexsym}
\usepackage{enumerate}
\usepackage{makeidx}
\usepackage{lineno}
\let\footnote\endnote
\usepackage{endnotes,setspace}\begin{document}
\begin{frontmatter}
\title{bla}
\author{bla}
\ead{f.miocognome@dsems.unifg.it}
\ead[url] {http://www.dsems.unifg.it/\texttt{\char126}f.miocognome/}
\begin{abstract}
blabla
\end{abstract}
\begin{keyword}
blabla
\end{keyword}
\end{frontmatter}
\end{document}`Non mi risulta alcuna mancanza di “f.”. Piuttosto, non ha senso usare una classe come elsart (che serve per spedire articoli alle riviste Elsevier) aggiungendo pacchetti come setspace o endnotes: vanno rispettate le istruzioni della classe senza alcuna eccezione. Il pacchetto natbib è menzionato, quindi si può usare, ma con una piccola avvertenza.
Togli epsfig: va usato graphicx. Loro lo ammettono per quei pochi che si rifiutano di imparare una semplicissima sintassi più generale.
Ciao
Enrico
::Enrico grazie ai tuoi suggerimenti mi sono resa conto che effettivamente la tabella sta bene in una pagina a sè (anche se occuperò una pagina solo con 2 righe per presentarla) e che tutto sommato anche senza righe verticali si vive felici!!
Questo però non l’ho capito:
Può andare, ovviamente la colonna deve essere impostata con p{
}; buona norma è anche, in questo caso, usare liste più compatte: le ottieni con il pacchetto paralist o enumitem. Una delle cose da ricordare se si mette un ambiente itemize o enumerate in una cella è di precederlo con un
Codice:
\vspace*{-\baselineskip}– Come faccio a impostare la dimensione di una colonna? A questo punto non potrei dividere lo spazio orizzontale tipo 1/5 “Proposta” + 2/5 “Pro” + 2/5 “Contro”?! Oppure la dimensione si imposta a seconda del contenuto?! ❓
Leggi la parte sulle tabelle nella (mica tanto) breve introduzione a LaTeX
– Infine, scusa il disturbo, mi sono guardata la documentazione tipo paralist.pdf e enumitem.pdf… Siccome è piuttosto vasta, ho visto che permette di fare varie cose (ma io vorrei solo un puntino!), non potresti per favore suggerirmi cosa di specifico mi potrebbe interessare?
http://profs.sci.univr.it/~gregorio/breveguida.pdf
Ciao
Enrico
::Ciao! Ho letto un sacco di topic e documentazione sulle tabelle, molte informazioni ma anche un po’ di confusione per una alle prime armi…
Allora, quello che sono riuscita a comporre finora è questo:
`\documentclass[a4paper,oneside]{book}
\usepackage{fancyhdr}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{rotating}\begin{document}
Qui metto due righe di presentazione della Tabella \ref{tab:procontro}.
\begin{sidewaystable}
\centering
\begin{tabular}{|l|l|l|}
…
\end{tabular}
\caption{La mia tabella.}\label{tab:procontro}
\end{sidewaystable}\end{document}`
La tabella, ruotata perchè dovrò scrivere diverse righe di pro e contro, funziona, ma ho alcuni dubbi stilistici e tecnici (premetto che la devo inserire nella tesi):
1) Non sono riuscita a usare sidewaystable in modo che la tabella non occupi necessariamente una pagina intera…Una tabella ruotata deve stare in una pagina a sé. Rifletti un momento e capirai perché: non si possono mischiare nella stessa pagina due sensi di scrittura.
2) Che ne dite del caption a fine tabella (ruotato anch’esso)? Io l’ho trovato sia sopra che sotto una tabella, a mio gusto personale, sta meglio sotto (idem per figure e listati…).
Basta essere coerenti.
3) Stilisticamente, in questo caso, credo sia meglio non rispettare la buona norma di non mettere righe verticali, secondo me la distinzione tra pro e contro deve essere marcata… Comunque, vorrei sapere se l’ho impostata bene o avete dei suggerimenti da darmi… Ad esempio ho visto che spesso consigliate l’uso del pacchetto booktabs o altri, ma non so in che senso posso migliorare la tabella in questione.
Le linee verticali, in una tabella da leggere per righe, non ci vanno. Usa booktabs e vivi felice.
4) Un altro comando che ho provato a utilizzare è \strut… per adesso non si vedono righe “attaccate” al testo, ma se scrivo molto invece sì, perciò avevo pensato di racchiudere il testo di ogni casella in \strut{…}. Però mi sembra strano e ripetitivo doverlo fare… Sbaglio qualcosa?
Usa booktabs.
5) Ultimo punto, ma non meno importante, dato che per ogni proposta ci sono diversi pro e diversi contro, che ne pensate di inserire i punti tramite un elenco? A me andrebbe bene l’ambiente itemize (magari con i punti un po’ più piccoli del solito e anche il carattere più piccolo – non so se è possibile rimpicciolire il carattere di solo alcune caselle), ma non sono riuscita a usarlo…
Può andare, ovviamente la colonna deve essere impostata con p{
}; buona norma è anche, in questo caso, usare liste più compatte: le ottieni con il pacchetto paralist o enumitem. Una delle cose da ricordare se si mette un ambiente itemize o enumerate in una cella è di precederlo con un
`\vspace*{-\baselineskip}`
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti
Ho un problema con classic thesis che un’ora fa ho iniziato a usare. Sto compilando un file veramente minimale:
`
\documentclass[]{scrbook}\usepackage[]{classicthesis-ldpkg}
\usepackage[]{classicthesis}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\myChapter{Prova}
Prova Prova
\end{document}`Risultano due errori:
`
[PDFLaTeX] main.tex => main.pdf (pdflatex)
[PDFLaTeX] finished with exit status 1
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/tocloft/tocloft.sty:608:Command \c@lofdepth already defined. \newcounter{lofdepth}
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/tocloft/tocloft.sty:609:Command \c@lotdepth already defined. \newcounter{lotdepth}
[PDFLaTeX] 2 errors, 0 warnings, 0 badboxes`Utilizzo PdfLaTeX, TeXLive, su Ubuntu Linux.
Non ho idea di come intervenire su questo errore … spero che qualcuno possa aiutarmi!
Usa scrreprt e non scrbook.
Ciao
Enrico
::ciao
ancora una domanda. E’ possibile aggiungere una subsubsection all’indice generato con \tableofcontents? grazie…ciao
http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=2900
Ciao
Enrico
::Per Enrico:
la tua versione è sicuramente piu’ carina della mia,
e la confermo. Però sarebbe perfetto se riuscissimo a far partire le “formule”
dopo i due punti ad una stessa distanza dall’item… per quello avevo usato tabular, ma con risultati penosi 🙂Non mi pare una buona idea. Quello spazio bianco fa perdere l’orientamento.
Mi spieghi invece il discorso asmath e \ mbox di cui parlavi sopra?
Una formula come $a=costante$ viene scritta malissimo; le lettere usate per il modo matematico sono pensate per essere usate “una alla volta”, non a formare parole: indicano variabili e una accanto all’altra denotano una moltiplicazione.
Per scrivere correttamente hai varie possibilità:
`$a=\mbox{costante}$
$a=\textrm{costante}$
$a=\textit{costante}$
$a=\text{costante}$
$a=\costante$`
Il quarto modo è disponibile solo se usi il pacchetto amsmath. Sia nel primo che nel quarto modo il font usato è quello corrente all’esterno della formula. Nel secondo e nel terzo modo il font è tondo e corsivo rispettivamente. Consiglio il tondo.L’ultimo sarebbe preferibile, se usi quella parola nelle formule più volte: ti garantisce che verrà scritto sempre allo stesso modo; nel preambolo scriverai
`\newcommand{\costante}{\textrm{costante}}`
Se per caso decidessi che invece lo vuoi in corsivo (meglio di no, ma le preferenze dei relatori sono spesso imprevedibili :)) basterà cambiare quella definizione.Ciao
Enrico
::Non va bene…se rimpicciolisco ulteriormente la matrice diventa illegibile. Credo che l’unica soluzione sia mettere il numero per questa matrice sotto.
Dove posso vedere come fare?Lo fa l’ambiente equation da sé. Se però la tua matrice sborda, il numero apparirà in un posto “sbagliato”. In realtà è al posto giusto.
Ti assicuro che con \footnotesize la matrice si legge benissimo.
Ciao
Enrico
::Ho fatto una tabella con il seguente codice:
`
\begin{table}[h]\centering
\begin{tabular}{l l l}\hline
\textbf{Comando} & \textbf{Dato} & \textbf{Descrizione}\\ \hline
A? & & Ottiene allarme\\
A= & 0 & Spegne gli allarmi\\
B?& & Ottiene le retroriflessioni in cavità\\
M= & 0, 1, 2 & Imposta la modalità di controllo del laser\\
Q= & & Imposta la corrente dell'amplificatore\\
V? & & Controlla la versione del software e la data di rilascio\\
X= & 0, 1 & Imposta la modalità del display\\
\vdots & & \\
\hline\hline\end{tabular}
\caption{\footnotesize ciao.}
\label{tab2}
\end{table}
`
Con il comando {l l l} mi allinea le tre colonne a sinistra. Vorrei però allineare SOLO la prima riga
`\textbf{Comando} & \textbf{Dato} & \textbf{Descrizione}
`
al centro della relativa colonna. Ho provato con un “brutale” \begin{center}, ma naturalmente non ha funzionato. Come faccio?Non lo fai. È impossibile* avere l’intestazione centrata se le celle sottostanti sono più corte dell’intestazione stessa, perché è questa che in ogni caso dice quanto spazio riservare alla colonna.
Ti dirò che anche centrare l’intestazione sulla terza colonna darebbe un notevole squilibrio al tutto, vista la variabilità della lunghezza dei testi.
Occhio al comando \footnotesize nella didascalia: non funziona come ti potresti aspettare. Se proprio vuoi la didascalia in corpo minore, devi usare il pacchetto caption:
`\usepackage{caption}
\captionsetup{font=footnotesize}`Già che ci sei, usa anche il pacchetto booktabs, sostituendo il primo \hline con \toprule, il secondo con \midrule e gli ultimi due con \bottomrule.
* Impossibile con i comandi standard di LaTeX. Si può fare, ma andando direttamente con \halign; l’unica soluzione che conosco richiede perfino di comporre due volte la tabella. Se ti accontenti di vedere a occhio qual è la cella più lunga, potresti fare così, ammettendo che “M=” sia il contenuto più ampio nella colonna (le prime due righe vanno nel preambolo, ovviamente):
`\newlength{\cellwd}
\newcommand{\cell}[1]{\makebox[\cellwd][l]{#1}}\begin{table}[htp]
\settowidth{\cellwd}{M=}
\begin{tabular}{ c l l }
\toprule
\textbf{Comando} & \multicolumn{1}{c}{\textbf{Dato}} &
\multicolumn{1}{c}{\textbf{Descrizione}} \\
\midrule
\cell{A?} & & Ottieni…\\
…
\cell{X=} & 0, 1 & Imposta…\\
\bottomrule
\end{tabular}
…`
Ma vedrai che non ne vale la pena. Almeno però adesso hai imparato un uso di \multicolumn.Ciao
Enrico
::Sto scrivendo la mia tesi in ingegneria e il problema, dopo aver risolto quello dell’inizio del thread, ora è solo questa cavolo di matrice. Nella soluzione che mi avete dato voi non mi viene numerata. Ora se per numerarla la inserisco in un \begi{equation}…\end{equation} il numero non mi va alla destra destro ma è sotto all’angolo destro della matrice.
Leggendo il manuale del pacchetto ams non ho trovato la soluzione…..Se un’equazione in display è troppo larga, il numero viene messo appena sotto. L’unica soluzione è di rimpicciolire ancora la matrice; prova con
`\begin{varbmatrix}[\footnotesize]`
(se hai usato la definizione dell’ambiente che ti ho suggerito).Ciao
Enrico
::Ho sempre usato il pacchetto di G. Weirda… Ci sono alternative più vailde?
Sì! http://www.tug.org/mactex/
Condivido la tua antipatia per fink: per installare la distribuzione che ti ho segnalato, basta un doppio clic.
Confermo che la scelta migliore è MacTeX. Ma perché piallare per installare Leopard? Mai fatto; su una macchina ho installato 10.1, .2, .3 e .4 senza mai piallare nulla. E non ho intenzione di farlo per 10.5.
Ciao
Enrico
::Perfetto, dunque se non inserisco fontenc userò i font di default che però son peggio di quelli T1, giusto?
Esattamente, in cosa differiscono? Io non riesco a notare la differenza, ma forse perchè non so cosa guardare…
Non c’è né meglio né peggio. Il problema riguarda i caratteri accentati o, più in generale, quelli da 128 a 255. Se non insegni a LaTeX quale codifica di input usi, non può sapere come trattarli se non con il codice ASCII. Nei font con codifica OT1 i caratteri accentati non ci sono. Provo a farti una divisione in casi, assumendo che il sistema operativo usi una codifica latin1 e che vengano usati i font standard.
(1) Nessuna specifica nel documento: scrivendo “è” non ottieni niente in output
(2) \usepackage[latin1]{inputenc}: scrivendo “è” la lettera “è” viene costruita sovrapponendo l’accento alla “e” (il carattere “è” è attivo, cioè si comporta come una macro).
(3) \usepackage[T1]{fontenc}: scrivendo “è” viene usato il carattere al posto 232 nella codifica T1 che, per fortuna è proprio la “e” accentata.
(4) \usepackage[T1]{\fontenc}+\usepackage[latin1]{inputenc}: scrivendo “è” viene chiamata la macro come nel caso (2); l’effetto è ancora di comporre il carattere 232.
Dirai: “ma allora tanto vale usare solo fontenc”. Mica tanto: se usi il carattere “ß”, in output troverai qualcosa che non ti aspetti. Lo stesso vale per molti altri codici in input.
Un piccolo problema può esserci se non hai attivato, nella tua distribuzione, le versioni Type1 dei font European Modern che sostituiscono i Computer Modern quando si richiede la codifica T1: la visualizzasione del PDF potrebbe essere tremenda. Con TeX Live questo non accade, potrebbe succedere con MikTeX.
Se poi il tuo sistema operativo (l’editor, a dire il vero) usa UTF8, ti troverai in grandissimi pasticci se non passi a inputenc l’opzione utf8.
Ciao
Enrico
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