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Grazie, ho provato con questo comando,
e almeno il probelma tilde è finalmente RISOLTO!Purtroppo ho pero’ scoperto che il comando spazio insecabile
non mi aiuta per niente per risolvere il problema di impaginazione,
e quindi adesso sto cercando un metodo alternativo.Vi spiego: ho usato
\begin{tabular}{lll}
1. corpo nero & $\varepsilon(\lambda)=\varepsilon=1 \quad \forall \lambda$ & $\Rightarrow W_o=W_b=\sigma_o T^4$\\
2. corpo grigio & $\varepsilon(\lambda)=\varepsilon=costante <1$ & $\Rightarrow W_o=\varepsilon W_b=\varepsilon \sigma_o T^4$\\
3. corpo ad emissione selettiva:\end{tabular} non si può fare alcuna considerazione sul risultato dell’integrale, in quanto dipende da $\varepsilon(\lambda)$, funzione di $\lambda$, cioè:perchè mi serviva un elenco numerato, ma anche una specie di tabella,
e per i primi due termini è tutto ok,
solo che per il terzo termine non ho subito dopo una formula, ma devo scriverci delle parole..e l’effetto finale è orribile..
Che sia orribile non c’è dubbio. 🙂
Io adotterei semplicemente una lista (enumerate).
`\begin{enumerate}
\item corpo nero: $\varepsilon(\lambda)=\varepsilon=1$, per ogni $ \lambda$, da cui $W_o=W_b=\sigma_o T^4$;\item corpo grigio: $\varepsilon(\lambda)=\varepsilon=\mbox{costante} <1$, da cui $W_o=\varepsilon W_b=\varepsilon \sigma_o T^4$;
\item corpo ad emissione selettiva: non si può fare alcuna considerazione sul risultato dell'integrale, in quanto dipende da $\varepsilon(\lambda)$, funzione di $\lambda$, cioè:
…
\end{enumerate}`Nota \mbox{costante} (se usi amsmath è meglio ancora \text{costante}); sei proprio sicura di quelle lettere “o” a pedice e che non ci vada uno zero?
Ciao
Enrico
::effettivamente in TexnicCenter il discorso della combinazione tasti non funziona,
invece se lo faccio sul blocco note ottengo finalmente la tilde…Però c’e’ un altro problema: la tilde che ottengo con Alt+126
è una tilde che sta in mezzo, non in alto..quindi usandola in Latex non mi funziona come spazio insecabile,
ma mi viene stampata tra due parole..Quindi il mio problema ora è come poter far funzionare il comando
spazio insecabile… Aiutoooooo!!!! 🙄Meraviglie delle tastiere italiane. 🙄 Puoi ottenere ciò che vuoi anche senza la tilde, adattandoti a scrivere un comando al suo posto; si chiama \nobreakspace e con
`\newcommand{\nbs}{\nobreakspace}`
hai una buona abbreviazione.Ciao
Enrico
::Enrico,
Voglio farti una domanda, io avevo provato la stessa identica soluzione però ci avevo messo hbox e scrivevo \scriptstyle dentro, al posto di \small fuori. Avevo scritto questo:
`
\newenvironment{smallbmatrix}
{\left[\hbox\bgroup$\scriptstyle\begin{matrix}}
{\end{matrix}$\egroup\right]}
`
Ma LaTeX non lo compone uno \scriptstyle dentro un \displaystyle?Per quale motivo?
La dichiarazione \scriptstyle vale solo nella formula in cui è dato. Quando cominci l’ambiente matrix ogni cella viene composta come una formula tra $…$.
Ciao
Enrico
::Grazie mille! mi stavo già rassegnando!
Comunque con il codice che mi hai dato ho ancora un po’ di problemi. Ho preso la definizione di \part dalla classe article.
`\newif\ifpartpage
\let\originalsection\section
\renewcommand{\part}[1]{\partpagetrue
\par
\addvspace{4ex}
\@afterindentfalse
\secdef\@part\@spart}
\def\section{\ifpartpage\partpagefalse\else\newpage\fi\originalsection}`
Ho sbagliato da qualche parte?Le definizioni di \@part e di \@spart prevedono che il titolo della parte (numerata o no) vada su una pagina a sé stante.
Ciao
Enrico
26 Ottobre 2007 alle 17:31 in risposta a: Creare un paragrafo numerato contrassegnato da asterisco #18147::Ciao a tutti.
In molti testi ho visto che è diffusa la prassi di indicare con un asterisco alcuni paragrafi numerati (significa che possono essere saltati dal lettore senza pregiudicare la comprensione del resto.)
L’asterisco (generalmente) precede il numero del paragrafo, ed è anche nell’indice.
Come si fa ciò in LaTeX?
Forti ringraziamenti anticipati,
L.Guarda a pagina 11 del manuale di titlesec. Lui fa l’esempio con l’asterisco dopo, vedi tu.
Ciao
Enrico
::grazie andrea….come dici tu rimpicciolosce ma un po’ troppo. La mia matrice,inserita nel codice da te consigliatomi, è la seguente:
\[
R(\varphi)=\left[ PROTECTED5 \right]
\]scritta con bmatrix è troppo grande…cosi è troppo piccola..non c’è un modo per adattarla alla larghezza?
Grazie ancora.
Ciao paesà 🙂
Prova a mettere una sfilza di \scriptstyle, è l’unica cosa che si può fare (almeno credo).
`
\[\scriptstyle
R(\varphi)=\begin{bmatrix}
\scriptstyle\cos(\theta)\cos(\psi) &\scriptstyle \cos(\varphi)\sin(\psi)+\sin(\varphi)\cos(\psi) & \scriptstyle(\sin(\varphi)\sin(\psi)-\cos(\varphi)\sin(\theta)\cos(\psi))\\
\scriptstyle-\cos(\theta)\sin(\psi) &\scriptstyle \cos(\varphi)\cos(\psi)-\sin(\varphi)\sin(\psi) & \scriptstyle(\sin(\varphi)\cos(\psi)+\cos(\varphi)\sin(\theta)\sin(\psi)\\
\scriptstyle\sin(\theta) &\scriptstyle -\sin(\varphi)\cos(\theta) &\scriptstyle \cos(\varphi)\cos(\theta)
\end{bmatrix}
\] `Ciao paesà 😀
Dai, su!
`\[
R(\phi) =
\left[
\mbox{\small
$\begin{matrix}
\cos\theta\cos\psi &
\cos\phi\sin\psi+\sin\phi\cos\psi &
\sin\phi\sin\psi-\cos\phi\sin\theta\cos\psi\\
-\cos\theta\sin\psi &
\cos\phi\cos\psi-\sin\phi\sin\psi &
\sin\phi\cos\psi+\cos\phi\sin\theta\sin\psi\\
\sin\theta &
-\sin\phi\cos\theta &
\cos\phi\cos\theta
\end{matrix}$}
\right]
\]`
Tutte quelle parentesi sono sinceramente di troppo: \cos\phi è più che sufficiente e segue la tradizione.Quanto ai \varphi che diventano \phi: per non rischiare mai di mescolare le due forme e siccome a me piace di più la forma variata (più comunemente usata in Europa), scrivo
`\renewcommand*{\phi}{\varphi}`
e così non ci penso più. Se un domani volessi cambiare la forma di tutte le phi, basterebbe commentare la riga.Se si vuole un ambiente che faccia lo stesso ed eviti tutti quei contorsionismi, eccolo:
`\newenvironment{varbmatrix}[1][\small]
{\left\lbrack\mbox\bgroup#1$\begin{matrix}}
{\end{matrix}$\egroup\right\rbrack}`
A questo punto, il codice di prima diventa
`\[
R(\phi)=\begin{varbmatrix}
…
\end{varbmatrix}
\]`
Si può anche dare un comando come \footnotesize, per esempio, come argomento opzionale all’ambiente varbmatrix.Ciao
Enrico
::Dovresti avere automaticamente una pagina bianca come “verso” del frontespizio, poi puoi scrivere la tua dedica. Ti suggerisco
`\newcommand{\dedica}[1]{%
\vspace*{\stretch{1}}
\thispagestyle{empty}
\begin{flushright}
\begin{tabular}{@{}l@{}}
#1
\end{tabular}
\end{flushright}
\vspace{\stretch{2}}
\clearemptydoublepage}`
Inutile fare test se c’è una dedica o no: se non c’è non metti il comando \dedica.Ho seguito il suo consiglio (grazie! Veramente ottimo 😀 ) e ho lasciato perdere la modifica di \maketitle, realizzando, invece, il file frontespizio.tex, contenente frontespizio e dedica, da richiamare nel file principale tesi.tex . Il file frontespizio.tex è così
`\newcommand{\clearemptydoublepage}{\newpage{\pagestyle{empty}%
\cleardoublepage}}\newcommand{\dedica}[1]{%
\vspace*{\stretch{1}}
\thispagestyle{empty}
\begin{flushright}\emph{#1}
\end{flushright}
\vspace{\stretch{2}}
\clearemptydoublepage}\begin{frontespizio}
\Universita{Padova}
\Facolta{Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali}
\Corso[Laurea]{Matematica}
\Titoletto{Tesi di laurea}
\Titolo{Equivalenze fra categorie di moduli\\
e applicazioni}
\Candidato{Enrico Gregorio}
\Relatore{Ch.mo Prof.~Adalberto Orsatti}
\Annoaccademico{19??-19??}
\Rientro{1.5cm}
\NCandidato{Laureando}
\Punteggiatura{}
\end{frontespizio}\dedica{Questa\\è la dedica}`
Riesco ad ottenere il pdf, ma viene prodotto il seguente warning
`]pdfTeX warning (ext4): destination with the same i
dentifier (name{page.i}) has been already used, duplicate ignored
\relax
l.31 \dedica{Questa\\è la dedica}`
Me lo potrebbe commentare, per piacere? Non riesco a comprendere qual è il motivo per cui compare e come fare per evitarlo.
GrazieStai cincionando con i comandi per la numerazione della pagina, evidentemente. Il frontespizio è la pagina 1, il suo verso la pagina 2, la dedica ha pagina 3, il verso la pagina 4. Dopo ci sarà l’indice che sarà sulla pagina 5.
Ogni pagina deve avere il suo numero; tradizionalmente, quelle iniziali hanno numerazione in cifre romane, che però è irrilevante ai fini del problema.
`\documentclass[…]{book}
\newcommand{\dedica}[1]{
\clearemptydoublepage
…}\begin{document}
\frontmatter
\begin{frontespizio}
…
\end{frontespizio}\dedica{Dedica}
\tableofcontents
\mainmatter
\chapter{Introduzione}
…
\end{document}`
Ovviamente puoi mettere le varie cose in file da chiamare con \input e, eventualmente, mettere l’introduzione prima di \mainmatter (alcuni preferiscono così).Ma di certo non devi azzerare le numerazioni.
Ciao
Enrico
::come mai il primo funziona e il secondo no?
`
\lowercase{ CIAO }
\lowercase{ \titleref{titolo} }`\lowercase e \uppercase non funzionano proprio come ci si aspetta, perché non espandono ciò che sta fra le graffe, ma semplicemente usano le tabelle di conversione; perciò \lowercase{\titleref{TITOLO}} è come scrivere \titleref{titolo}
Attenzione: \lowercase{\ABC{TITOLO}} è come \ABC{titolo}, solo i token “carattere” sono soggetti alla trasformazione.
Ciò che ti serve è \lowercase\expandafter{\titleref{titolo}}. Il comando \lowercase espande i token che seguono finché trova una parentesi graffa aperta (che può essere implicita come \bgroup). Qui l’espansione di \expandafter provoca l’espansione del token dopo la graffa, quindi di \titleref. A questo punto, se \titleref{titolo} si espande a “Titolo del Capitolo”, il risultato finale dopo la conversione di \lowercase sarà “titolo del capitolo”.
Ciao
Enrico
::Salve, ho un problema nell’adattare front-th alle mie esigenze per la scittura della tesi, penso dovuto alla mia inesperienza con Latex. Ho realizzato (modificando vari listati e con il valido supporto di questo forum) un file chiamato regole.sty contenente tutte le regole imposte dalla mia facoltà, e vorrei che tale file contenesse anche frontespizio e dedica. L’idea è quella di realizzare un file principale molto ordinato ed essenziale, di questo tipo
`\documentclass[12pt,a4paper,twoside,italian,titlepage]{book}
%altri pacchetti
\usepackage{regole}
\begin{document}
\frontmatter
\maketitle
\input{introduzione}
% ecc.
\end{document}`
avendo ridefinito il comando \maketitle, in modo che questo generi il frontespizio e la dedica. Nel file regole.sty ho, quindi, scritto
`\newcommand{\@dedica}{?}
\newcommand{\dedica}[1]{%
\renewcommand{\@dedica}{#1}}\newcommand{\clearemptydoublepage}{\newpage{\pagestyle{empty}%
\cleardoublepage}}\RequirePackage {front-th}
\renewcommand\maketitle{\begin{frontespizio}
\Universita{Paperopoli}
%\Logo{duck}
\Facolta{Pennutologia}
\Corso{Belle Lettere}
\Annoaccademico{2030–2031}
\Titoletto{Tesi di laurea magistrale}
\Titolo{La mia tesi:\\ una lunga serie di risultati\\
difficilissimi e complicatissimi}
\Sottotitolo{Alcune considerazioni mutevoli}
\Candidato{Paperino Paolino}
\Matricola{PP999999}
\Relatore{Giovanni Episcopo}
\Relatore{Pippo Cluvio}
\Correlatore{Ugo Frogio}
\Correlatore{Ubaldo Kutuzu}
\clearemptydoublepage
\ifthenelse{\equal{\@dedica}{?}}{}{%
\pagestyle{empty}
\null\vfil
\begin{Large}
\begin{flushright}
\@dedica
\end{flushright}
\end{Large}
\vfil\vfil\clearemptydoublepage}
\end{frontespizio} }`
dove, per il momento, ho ricopiato il codice presente su front-th-doc, giusto per vedere il risultato. Purtroppo, però, ottengo un file .pdf con la prima pagina (in cui ci dovrebbe essere il frontespizio) bianca, mentre, dalla dedica in poi, è tutto a posto. Il file .log riporta
`]pdfTeX warning (ext4): destination with the same identifier (name{page.i}) has
been already used, duplicate ignored
\relax
l.311 \maketitle`
Come posso modificare il codice per far comparire il frontespizio “e vivere felice”?
GrazieNon mi pare una buona idea mettere le istruzioni per il frontespizio nel file regole.sty. Eventualmente in un file .tex separato da leggere con \input: è una “parte variabile”, mentre un file .sty dovrebbe essere impiegabile, in linea teorica, per più documenti.
L’idea di fronte-th è di non usare \maketitle.
`\begin{document}
\begin{frontespizio}
…
\end{frontespizio}`
Dovresti avere automaticamente una pagina bianca come “verso” del frontespizio, poi puoi scrivere la tua dedica. Ti suggerisco
`\newcommand{\dedica}[1]{%
\vspace*{\stretch{1}}
\thispagestyle{empty}
\begin{flushright}
\begin{tabular}{@{}l@{}}
#1
\end{tabular}
\end{flushright}
\vspace{\stretch{2}}
\clearemptydoublepage}`
Inutile fare test se c’è una dedica o no: se non c’è non metti il comando \dedica.Per la pagina bianca la soluzione c’è: dopo la prima compilazione troverai un file che si chiama “main-frn.tex” (se il tuo file principale si chiama main.tex). Devi compilarlo in modo da produrre il pdf che verrà inserito nella pagina del frontespizio.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti,
sto provando ad utilizzare latex e per adesso trovo sorprendente tutto quello che si può fare!
Sono però inciampato in un problema mentre riprogrammavo il comando section, ecco il codice:
`\renewcommand{\section}{\@startsection {section}{1}{\z@}{-3.5ex \@plus -1ex \@minus -.2ex}{2.3ex \@plus.2ex}{\reset@font\Large\bfseries}}
`
Quello che ho postato funziona bene! Il problema è che io vorrei che ogni sezione iniziasse su una nuova pagina (per questo aggiungerei \newpage prima di @startsection) ma non per la prima section.
Mi spiego meglio: io ho diviso il documento in due parti, e vorrei mettere Titolo parte + prima sezione su una sola pagina, se inserisco \newpage come descritto mi ritrovo con una pagina che ha solo il titolo della parte.Qualcuno sa aiutarmi?
L’idea non mi sembra tanto buona, se devo dirti la verità. Ma vedi un po’ tu, intanto vediamo come si può risolvere. Ti sarai definito il comando \part per introdurre il titolo della parte, immagino.
`\newif\ifpartpage
\let\originalsection\section
\newcommand{\part}[1]{\partpagetrue
}
\def\section{\ifpartpage\partpagefalse\else\newpage\fi\originalsection}`
Definisco un condizionale e memorizzo il significato originale di \section. Nella definizione di \part dico che il condizionale è vero.Poi ridefinisco \section per esaminare il condizionale. Se siamo alla prima sezione dopo il comando \part, il condizionale è vero e viene portato a falso. Altrimenti viene emesso il comando \newpage. Quindi si emette il comando equivalente all’originale \section e si procede senza problemi.
Ciao
Enrico
::Ciao,
ho una tabella molto lunga, va quindi suddivisa in più pagine. Dopo aver controllato i vari package ho deciso di usare xtab.
l’unico problema è che la suddivisione nelle pagine non avviene in modo corretto, mi ritrovo con le celle della prima riga in una pagina, il resto nella seconda.riporto di seguito il codice, magari qualcuno mi sa spiegare il motivo ed eventualmente dirmi dove sbaglio
`
\documentclass[a4paper,11pt]{book}
\linespread{1.5}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[dvips]{graphicx}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[dvips]{color}
\usepackage{tabulary}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{multirow}
\usepackage{xtab}\begin{document}
[…]`un altro piccolo dubbio: l’interlinea nel documento è 1.5, però vorrei che in tabella fosse 1, ho inserito il comando, ma questo viene ignorato…ho forse sbagliato comando?
Direi che non c’è nulla di misterioso: una riga non può essere spezzata fra due pagine, un cambio pagina può avvenire solo fra righe della tabella. Se la riga di tabella contiene al suo interno celle molto alte, non ci si può fare nulla di nulla. Del resto, come farebbe il lettore a continuare la lettura del contenuto di una riga di tabella di quel tipo? Girando pagina più volte?
Direi anche che \begin{center} va prima di \bottomcaption. Quanto all’interlinea, non basta dare \linespread{1}, ma devi anche operare una selezione di font:
`\begin{center}
\linespread{1}\selectfont
\bottomcaption{…}
…
\end{center}`I problemi di interlinea si risolvono tutti insieme evitando di modificarla. 🙂
Evita anche l’opzione dvips data a graphicx e color. Non solo non serve, ma è dannosa perché ti impedisce di far girare il documento su pdflatex senza modificarlo.
Ciao
Enrico
::Mi era noto il significato sintattico di ‘#n’ ma per quanto concerne questa simbologia (##n) non ne so decifrare il nesso.
Forse un parametro ripetuto???
Lo stralcio è comunque molto molto istruttivo.Se devi definire una macro all’interno della definizione di una macro, puoi raddoppiare i #:
[code]\def\xxx#1{\def#1##1##2{a ##1 ##2}}[/code
Scrivendo \xxx\yyy, otterrai la definizione di \yyy come macro con due argomenti, come se si fosse scritto \def\yyy#1#2{a #1 #2}Ciao
Enrico
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