egreg9

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  • in risposta a: Le didascalie non si allineano a sinistra #13064
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    Ciao!
    Non capisco perchè, ma con questa impostazione`\usepackage[font={small,sl}, labelfont=bf, justification= RaggedRight]{caption}[2004/07/16]`le mie didascalie non si allineano a sinistra della tal immagine o tabella.

    All’inizio pensavo che fosse il comando \centering che metto per ogni float, ma anche togliendolo il risultato è lo stesso: le didascalie sono allineate al centro!

    Esempio:`\begin{figure}[!ht]
    \centering
    \includegraphics[scale=.70]{esempio_js}
    \caption{Un semplice programma \js{}.}
    \label{es_js}
    \end{figure}`
    Qualche suggerimento?

    L’opzione RaggedRight dice solo di comporre la didascalia sbandierata a destra; nulla nel nome e nella documentazione suggerisce un comportamento come quello che speravi.

    LaTeX non ha alcuna nozione di quanto sia larga la tua figura; si può dirglielo, con un po’ di lavoro. Ma vorrei discutere sul tuo progetto grafico, sul quale non concordo.

    Vediamo di vedere che cosa fa LaTeX normalmente: compone la didascalia con lo stesso corpo di base del documento su tutta la giustezza, tranne nel caso in cui la didascalia sia più corta. In questo caso la centra.

    Con il pacchetto caption puoi agire su molti parametri, ma non hai la possibilità di comporre la didascalia con una giustezza pari alla larghezza della figura. Il motivo è semplice: due figure non saranno mai della stessa larghezza e ti troveresti ad avere didascalie di ampiezze diverse nel documento, magari sulla stessa pagina. Diverso è il caso di didascalie brevi, la centratura evita l’effetto di spaesamento dovuto a un testo che appare appeso al nulla.

    Puoi dire a caption di non centrare le didascalie brevi con l’opzione “singlelinecheck=false”. Puoi ottenere l’effetto che speri provando il seguente codice:
    `\newlength{\figwd}
    \newcommand{\evalfigwd}[2][]{%
    \settowidth{\figwd}{\includegraphics[#1]{#2}}}
    \newenvironment{myfigure}[2][]
    {\begin{figure}[htbp]%
    \evalfigwd[#1]{#2}\centering
    \begin{minipage}{\figwd}%
    \includegraphics[#1]{#2}}
    {\end{minipage}\end{figure}}`
    Inserirai la figura in questo modo:
    `\begin{myfigure}[scale=.70]{esempio_js}
    \caption{Un semplice programma \js{}.}
    \label{es_js}
    \end{myfigure}`
    So che la sintassi non è il massimo, ma per un esperimento può andare. Vedrai che le didascalie di dimensione variabile non sono molto gradevoli.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: posizionamento di elementi float: fixarlo subito? #13010
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    uhm, il package manager di MiKTeX non mi elenca varioref…
    ma la differenza fra un ref normale e un l’uso di varioref quale sarebbe?

    Ci mancherebbe che lo elencasse! È uno dei pacchetti obbligatori che accompagna LaTeX, quindi ce l’hai già di sicuro. Va chiamato con “\usepackage[italian]{varioref}” (se scrivi in italiano).

    In sintesi, varioref permette di riferirsi a un oggetto in modo preciso: per esempio, “si veda la figura~\vref{fig:pippo}” può risultare in qualcosa come

    • si veda la figura 2 nella pagina seguente

    • si veda la figura 2 a pagina 36

    • si veda la figura 2 nella pagina a fianco

    Trovi una descrizione in italiano qui. È descritto anche come modificare i “testi variabili”: se non ti piace “nella pagina a fianco” puoi sostituire facilmente con un’altra locuzione.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Font per apici e pedici #13043
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    Enrico, cosa ne pensi della questione iniziale sull’uso o meno del corsivo in apici e pedici?

    Non userei un pedice come in $L_\mathrm{eff}$ nemmeno sotto tortura, anche se so che in alcuni campi si usa.

    Dipende dalle tradizioni, non c’è altro da fare che consultare i testi di buone case editrici per vedere come fanno.

    Sulla questione delle “costanti” in tondo e delle “variabili” in corsivo sono del tutto contrario: per me la “i” unità immaginaria e il numero di Napier “e” vanno sempre e solo in corsivo. Mi viene abbastanza da ridere leggendo che la “c” che indica la velocità della luce va in corsivo perché il suo valore non è costante, dipendendo dalle misure.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Malfunzionamento di texhash e mpm #13060
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    Causa morte improvvisa del mio iBook a 5 gg dalla consegna della tesi di dottorato, sto reinstallando tutto su un macbook prestato.
    Ho scaricato tetex usando fink, che ha messo tutto in una subdirectory di /sw.
    Ho scaricato e compilato i miktex tools.
    Il comando mpm funziona, ma mi installa tutto in ~/.miktex/tex/latex/, che mi sembra un path folle per installare i pacchetti…
    Texhash lì non li vede. Ho provato a cambiare directory di installazione mpm –install-root, ma è stato inutile.
    Ho provato anche a copiare a mano i file in /sw/share/texmf-dist/source/latex e a lanciare sduo texhash, ma comunque pdflates non trova tipa.sty.
    Cosa mi consigliate di fare?

    Basta impostare una variabile d’ambiente:
    `export TEXMFHOME=$HOME/.miktex/tex/latex,$HOME/Library/texmf`
    Può darsi che la teTeX richieda HOMETEXMF (se non è la 3.0). Lo puoi vedere con
    `kpsexpand '$TEXINPUTS'`
    Se, dopo aver esportato quella variabile, non trovi la stringa .miktex/tex/latex, devi usare HOMETEXMF in quanto detto prima.

    In ogni caso preferirei installare gwTeX con i-Installer (ii2.sourceforge.net).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Font per apici e pedici #13041
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    Bella domanda!

    Ti do una risposta “d’istinto”. Quello che va assolutamente evitato, secondo me, è di usare i caratteri matematici per un pedice che indica una parola o un’abbreviazione (formata da più lettere) di una parola. Per esempio ho visto -anche su testi “seri”- il seguente:
    `V_{eff}`
    che produce una spaziatura sbagliata in “eff” -orrendo. Al suo posto,
    `V_\text{eff}`
    I fisici e gli ingegneri hanno la tendenza ad usare il tondo per le “costanti” e il corsivo per le “variabili”. Personalmente, preferisco indicare tutte le grandezze fisiche in corsivo, logicamente anche quando si trovano al pedice.

    Quanto al pedice che “contestualizza” la grandezza fisica cui fa riferimento, è probabilmente anche una questione di gusti. Posto che cercherei di usarne il meno possibile (li trovo pesantucci), forse il tondo è più adeguato, proprio per distiguere dal caso precedente.

    Ah, meglio \text{…} di {\rm …} .

    Meglio ancora \mathrm, per evitare che il pedice venga corsivo in un contesto corsivo. Infatti si ha
    `\textit{Vale la disuguaglianza $L_\text{eff}\ne L_\mathrm{eff}$}`
    e questo può accadere, per esempio, negli enunciati dei teoremi. Naturalmente la scomodità del codice può essere alleviata definendosi comandi personali: qualcosa come
    `\newcommand{\1}{\mathrm}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Notazione puntata dei colori [Risolto] #13014
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    Sto prendendo un po’ di confidenza con il pacchetto color:`\definecolor{grayback}{rgb}{0.9,0.9,0.9}
    \definecolor{grayrows}{rgb}{0.3,0.3,0.3}
    \definecolor{mioBlu}{rgb}{0,0.08,0.45}`

    Il problema è che la notazione dei colori puntata proprio non la conosco e tutti i programmi di grafica che ho non la supportano.
    Così per trovare il colore che mi serve provo delle cifre a caso…

    Mi sapete consigliare un sito dove si spieghi come convertire i colori RGB con quelli a notazione puntata?

    Questa è la corretta notazione per RGB. Trovi anche i colori espressi con numeri a 8 bit. La conversione è semplice: 0->0, 255->1. Quindi
    `RGB8bit = round(RGBdec*255)
    RGBdec = RGB8bit/255`
    Analogamente per i 16 bit.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Parole chiave in grassetto con listings [Risolto] #13001
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    Ma perchè la coesistenza? ❓ ❓ ❓
    Nei listati o uso`basicstyle=\footnotesize\ttfamily, `oppure`basicstyle=\fontfamily{pcr}\footnotesize`
    Non li uso contemporaneamente! O uno o l’altro!

    Se li usi entrambi nello stesso documento, ti assicuro che l’effetto è disastroso. Così come accade se usi Courier nei listati e CM Typewriter nel corpo del testo.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Immagini jpg e prew con yap #12898
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    esiste un programma che semplifica la vita in tutto ciò? O devo ogni volta sbattermi per fare queste coneversioni?Se ho immagini jpeg da inserire devo fare tutte queste conversioni?e non mi dite di usare pdfLaTex per la compilazione

    Se non esiste mi metto l’anima in pace

    Prova con jpeg2ps che trovi (anche per Window$) a questa pagina

    La versione Unix aumenta del solito 25% circa per i motivi già detti, ma ha l’opzione -b che lascia il JPEG in binario e quindi non c’è alcun aumento (solo pochi byte); penso che ci sia anche per Win. Ho provato a convertire un JPEG da 1MB, anche in binario, e Ghostscript lo visualizza perfettamente.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Immagini jpg e prew con yap #12896
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    ammettiamo pure che jpeg2esp sia quasi impossibile da usare in piattaforma win xp o meglio che servono passaggi assurdi per convertire in eps e quindi un enorme perdita di tempo ( o meglio ancora che a me non è riuscito usarlo 🙂 ), esiste un programma che semplifica la vita in tutto ciò? O devo ogni volta sbattermi per fare queste coneversioni?Se ho immagini jpeg da inserire devo fare tutte queste conversioni?e non mi dite di usare pdfLaTex per la compilazione

    Se non esiste mi metto l’anima in pace

    Cmq grazie per le risposte.

    Non prendertela con noi, se usi un sistema balordo 😉 Scherzo, naturalmente.

    Con VersionTracker vedo che c’è un programma shareware che si chiama Able Batch Converter. Non so dire che risultati si ottengano. C’è anche ImageMagick: http://www.imagemagick.org che è gratis. Ma non è particolarmente efficiente nell’incapsulamento di JPEG in EPS, mentre funziona bene per convertire JPEG in PDF.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Immagini jpg e prew con yap #12894
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    Io sono daccordo pienamente, ma se ho dei file jpg e li voglio inserire senza convertirli pienamente in eps diventando svariati mega e fare la visualizzazione con yap quindi la compilazione con latex e non pdflatex ho sempre il solito problema….lo so che sono testone, ma anche testardo!!!

    Se converti JPEG in EPS correttamente non puoi avere un aumento significativo di dimensioni. Questo accadeva prima del PostScript Level 2, quando un JPEG veniva convertito in un formato bitmap diverso e molto meno efficiente. Il PostScript Level 2 interpreta direttamente un JPEG, basta che sia correttamente incapsulato. L’aumento di dimensioni è del 25% circa, perché il contenuto binario del JPEG viene trasformato in caratteri ASCII, per evitare problemi di trasmissione.

    Al giorno d’oggi tutte le stampanti PostScript hanno un interprete di livello almeno 2 (di solito 3) e quindi non ci sono problemi a trasformare i jpeg in questo modo. Immagino che yap, come xdvi, usi Ghostscript per visualizzare gli EPS; siccome Ghostscript emula il PostScript livello 3, sei a posto.

    Rimane il problema di fondo: JPEG va usato solo per immagini in cui ci siano transizioni “continue” di tonalità (fotografie, per esempio), non certo per i disegni di AutoCAD. La perdita di qualità, trasformando un file grafico vettoriale in bitmap, è notevolissima.

    Trovi uno script che fa la conversione senza aumenti di dimensione qui. Ci sono anche le istruzioni per l’uso con “another OS”, cioè Windows.

    Confermo, sei testone, testardo e non sai scrivere “d’accordo”. 😉 😀

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Parole chiave in grassetto con listings [Risolto] #12999
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    Perchè? 😯
    Ti ho detto che le parole chiave adesso sono in blu e in grassetto!
    Sì, il carattere è leggermente diverso, ma mi va bene, dunque perchè non avrei risolto?
    \texttt lo uso durante il testo e anche parecchio, ma che c’entra? Quell’impostazione non coinvolge solo i listati?
    Forse il Courier è obsoleto e devo ricercare sempre la compatibilità con questo fantomatico Computer Modern?

    Courier non è obsoleto (ma è bruttino). Né CM Typewriter è la quintessenza del carattere da macchina per scrivere. Il problema è la coesistenza fra due tipi di carattere molto diversi tra loro (non “leggermente”) per indicare cose uguali. Ma il documento è tuo, fa’ pure come credi. 😕

    La parola “grassetto” in tipografia non si usa; si preferisce “neretto” o “nero” (che propriamente indicano gradazioni leggermente diverse fra loro).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Parole chiave in grassetto con listings [Risolto] #12997
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    Sinceramente non ho capito molto della tua risposta, ma sostituendo la stringa che mi hai detto ottengo un risultato soddisfacente:

    • le parole chiave in blu e grassetto;

    • il resto in nero normale.

    Forse devo guardarmi come funziano i caratteri, perchè ho un po’ di dubbi…

    Non hai risolto un bel niente. 😀

    Il comando \fontfamily{pcr} sceglie il carattere Courier. Ovviamente questo non è troppo compatibile con il Computer Modern; poco male, se non usi \texttt o \ttfamily in altri punti del documento.

    Un modo per “risolvere” globalmente sarebbe di rimettere \ttfamily al posto di \fontfamily{pcr} e scrivere
    `\renewcommand{\ttdefault}{pcr}`
    nel preambolo.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: riferimenti bibliografici nelle note a piè di pagina #12918
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    Visto adesso che hai curato la parte per l’italiano: ottima iniziativa, complimenti e grazie. Non ho visto nessun errore, ma contavo di fare delle prove più specifiche e mirate appunto a comporre una bibliografia italiana, comprese tutte le manie degli umanisti.

    Sono appunto quelle manie che mi preoccupano. 😀

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: riferimenti bibliografici nelle note a piè di pagina #12915
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    Suggerisco anche il nuovo pacchetto biblatex (ancora in versione beta), che risolve, per il poco che ho provato, il 99,9% dei problemi bibliografici italiani e umanisti in LaTeX. Nel tuo caso, credo che l’opzione giusta sia lo stile authoyear-cverb.

    Approfitto, visto che lo stai provando: trovi errori nella versione italiana di biblatex?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Parole chiave in grassetto con listings [Risolto] #12995
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    Non capisco perchè, ma con queste impostazioni:`% Gestione dei listati di codice
    \usepackage{color}
    \definecolor{grayback}{rgb}{0.9,0.9,0.9}
    \definecolor{grayrows}{rgb}{0.3,0.3,0.3}
    \usepackage{listings}
    \lstdefinestyle{num_righe}
    { numbers=left,
    stepnumber=1,
    numberstyle=\footnotesize\color{grayrows},
    numbersep=5pt }

    % Definizione dei linguaggi – – – – – – – – – –
    \lstdefinelanguage{JavaScript}
    { keywords={function, new, true, false, var, for, do, while, if, break, return},
    basicstyle=\footnotesize\ttfamily,
    keywordstyle=\color{blue}\bfseries\footnotesize,
    backgroundcolor=\color{grayback},
    sensitive=false,
    showspaces=false,
    showstringspaces=false,emph={3}
    showtabs=false,
    style=num_righe,
    morecomment=[l]{//},
    morecomment={/*}{*/},
    morestring=,
    breaklines=true,
    breakindent=132pt
    }`
    non riesco ad ottenere le parole chiave in grassetto…tutto il resto, invece, funziona molto bene.

    Perché non esiste il Computer Modern Typewriter nero. Se infatti cambi in
    `basicstyle=\fontfamily{pcr}\footnotesize,`
    ottieni il nero perché Courier ce l’ha. Puoi usare il pacchetto lmodern, ma la differenza fra lmtt (Latin Modern Typewriter) e lmtk (Latin Modern Typewriter Dark) non è molta, soprattutto se usi il colore blu per il Dark.

    Ciao
    Enrico

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