egreg9

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  • in risposta a: Indentazione paragrafo per paragrafo con LaTeX #11864
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    @Lorenzo
    Capisco, è che uso latex da 2 settimane, e sto cercando di applicare il rasoio di Ockam; in fin dei conti usavo solo un tab su word. Comunque queto verse probabilmente mi servirà più avanti, non è detto che allora non rimetta le mani su questa parte…

    Non conosco molto il pacchetto verse, mi pare che sia abbastanza flessibile, ma forse non proprio adatto al tuo scopo, visto che in questo caso devi comporre prosa, quindi con testo giustificato automaticamente tranne in certi casi.

    Ockam ❓ ❓ Da uno studente di anglistica ❓ ❓ Non era forse Ockham? 😀 😀

    in risposta a: Indentazione paragrafo per paragrafo con LaTeX #11859
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    Una piccola domanda: come posso aumentare l’unità di tabulazione? Così andrebbe già ‘quasi’ bene, ma vorrei una tabulazione un po’ più decisa, diciamo 1,5 volte questa. Insomma. vorrei aumentare il moltiplicatore.
    Ho provato:
    `\newcommand{\irishindent}[1][1]{\hspace*{#1,8\parindent}\ignorespaces}`
    ma aumenta solo la prima tabulazione, non le successive.

    `\newlength{\irishlength}
    \setlength{\irishlength}{1.5\parindent}
    \newcommand{\irishindent}[1][1]{\hspace*{#1\irishlength}\ignorespaces}`
    Come argomento opzionale, così, puoi dare anche un numero decimale.

    Si potrebbe anche pensare a un modo automatico che eviti di dover ripetere a ogni a capo il comando \irishindent (o come lo vuoi chiamare); te lo lascio come esercizio. 😀

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: PSTricks,grafici sballati. #11844
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    Grazie mille per l’aiuto,funziona perfettamente ora!!!
    Adesso sto cercando di disegnare il grafico di radice cubica di x, disegno solo la parte positiva con:
    `
    \psplot[linecolor=black,linewidth=.8pt]{0}{3}{x 1 3 div exp}
    `
    ovvero x^(1/3)
    Adesso, la parte negativa è data dalla funzione -(-x^(1/3))…ma come posso descriverla?

    `\psplot[linecolor=black,linewidth=.8pt]{-3}{0}{x neg 1 3 div exp}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Indentazione paragrafo per paragrafo con LaTeX #11857
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    Salve a tutti.
    Sono un dottorando in anglistica, e dopo essermi scontrato con i limiti e i crash di word ho deciso di trasferire la mia tesi in LaTeX. Il lavoro procede abbastanza bene, ma ho sempre qualche piccolo problemino.
    Adesso mi trovo a dover trascrivere accuratamente la citazione di un racconto orale irlandese. Devo rispettare il più possibile il layout del testo originale, poichè l’antropologo in questione trascrive i racconti come poesie.
    Questo nè un esempio del testo frammento su cui sto lavorando; al posto degli underscore dovrebbe esserci spazio bianco.

    And he was a very very long time digging away the mold from round it for to get it, to get the spade in under it.
    But. Finally he got the mold all cleared, and he started with the spade,\\
    ______risin it up
    ______and risin it up
    ______and risin it up
    ____________till finally he got it from the top of the ground.\\
    And it joined to roll.

    Ho provato a usare l’enviironment verse, aggiungendo \hspace, così:

    But. Finally he got the mold all cleared, and he started with the spade,\\
    \hspace{2em}risin it up\\
    ecc

    Il problema è che verse sceglie di indentare il versi più lunghi di una riga verso destra per le righe successive alla prima; a livello teorico non cambia nulla, ma è una libertà che non mi posso prendere.
    Esiste una maniera semplice per settare le indentazioni riga per riga, un po’ come quando si schiaccia tab in un editor?

    Benvenuto 😀

    Io userei un sistema diverso. Questo è uno dei pochi casi in cui spezzare le righe di un paragrafo con \\ è lecito.
    `\newcommand{\irishindent}[1][1]{\hspace*{#1\parindent}\ignorespaces}

    And he was a very very long time digging away the mold from round it for to get it, to get the spade in under it.
    But. Finally he got the mold all cleared, and he started with the spade,\\
    \irishindent risin it up\\
    \irishindent and risin it up\\
    \irishindent and risin it up\\
    \irishindent[2] till finally he got it from the top of the ground.\\
    And it joined to roll.`
    Il problema potrebbe essere se hai righe lunghe; come dovresti risolverlo? Rimanendo allo stesso livello di rientro? Se puoi tornare al margine sinistro, il modo indicato va bene. Altrimenti devi adottare una strategia diversa.
    `\newcommand{\irishpar}[1][1]{\par\hangindent=#1\parindent\hangafter0 \noindent\ignorespaces}

    And he was a very very long time digging away the mold from round it for to get it, to get the spade in under it.
    But. Finally he got the mold all cleared, and he started with the spade,
    \irishpar risin it up
    \irishpar and risin it up
    \irishpar and risin it up
    \irishpar[2] till finally he got it from the top of the ground
    till finally he got it from the top of the ground
    till finally he got it from the top of the ground
    till finally he got it from the top of the ground
    till finally he got it from the top of the ground.
    \irishpar[0] And it joined to roll.`
    In entrambi i casi, l’argomento opzionale dice di quanto moltiplicare il rientro; se è un rientro semplice, non occorre specificarlo.

    Quale delle due? Scusa l’esempio scemo, ma non avevo di meglio per indicare una riga troppo lunga.

    Ciao
    Enrico

    Nota: ho modificato il secondo comando, ci mancava un pezzettino 🙁

    in risposta a: PSTricks,grafici sballati. #11841
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    Ecco un file di prova:
    `\documentclass[11pt,letterpaper]{article}
    \usepackage{pst-plot}
    \usepackage{pstricks-add}
    \usepackage{amsmath}
    \begin{document}
    \begin{pspicture}(-3.5,-2.5)(3.5,2.5)
    \psaxes[labels=,linecolor=black,linewidth=1.2pt]{->}(0,0)(-3.5,-2.5)(3.5,2.5)
    \psplot[linecolor=black,linewidth=1.5pt]{-3}{3}{x -2 exp}
    \rput[lb](6,2){$f:R\rightarrow R,f(x)=x^n;$(\emph{$n$ pari})}
    \end{pspicture}
    \end{document}`

    Consigli e/o suggerimenti riguardo alla correttezza formale e sintattica sono ben accetti 😉

    Non conosco abbastanza pstricks, ma un po’ di matematica sì. 😉

    Come sai la funzione da disegnare ha un asintoto verticale, quindi sfora qualunque dimensione tu metta. Ti consiglio
    (1) di usare spessori nettamente inferiori (.4pt per gli assi, al massimo .8pt per la curva)
    (2) di correggere l’errore “Unexpected empty argument!” togliendo quel “labels=”
    (3) di disegnare separatamente i due rami
    `\psplot[linecolor=black,linewidth=.8pt]{-3}{-.6}{x -2 exp}
    \psplot[linecolor=black,linewidth=1.5pt]{.6}{3}{x -2 exp}`
    eventualmente aumentando la quota a cui arrivare con l’asse y. Così eviti di andare all’infinito.

    Sinceramente, non metterei né i numerini né i “tick marks”. Ottieni un discreto risultato con
    `\begin{pspicture}(-3.5,-1.5)(3.5,4.5)
    \psaxes[labels=none,ticks=none,linecolor=black,linewidth=.4pt]{->}(0,0)(-3.5,-1.5)(3.5,4.5)
    \psplot[linecolor=black,linewidth=.8pt]{-3}{-.5}{x -2 exp}
    \psplot[linecolor=black,linewidth=.8pt]{.5}{3}{x -2 exp}
    \rput[lb](3.5,2){$f:R\rightarrow R,f(x)=x^n$ (\emph{$n$ pari})}
    \end{pspicture}`
    Nota che ho tolto il punto e virgola che comunque andrebbe fuori dal segno di $.
    Nelle dimensioni della pspicture dovresti tener conto anche della scritta, che altrimenti sfora se centri l’immagine.

    Se non sei negli USA, usa a4paper invece di letterpaper.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: installare pacchetti sty su mac con texshop. #11365
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    Scusa, so che probabilmente ho stufato, ma il “cubetto del lego” per installare qualcosa non mi è mai capitato. Che ne devo fare?

    Suppongo che tu abbia i privilegi di amministratore; sposta il file TeX.mdimporter nella Libreria che sta al livello più alto del disco, dentro alla cartella Spotlight. Se non c’è creala.

    Dopo un po’, Spotlight dovrebbe cominciare a indicizzare anche i file .tex eccetera. Se ti sembra che non lo faccia, dai questo comando dal Terminale:
    `% mdimport -L | grep TeX`
    Se non risponde con niente, dai questo comando
    `% mdimport -r /Library/Spotlight/TeX.mdimporter`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Font newcent per le formule #11850
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    esiste la possibilità di poter utilizzare i font “newcent” anche nelle formule?

    Pacchetto fouriernc

    Un po’ di Google ti avrebbe portato a questa pagina molto interessante

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: PSTricks,grafici sballati. #11840
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    Salve a tutti, sono un neofita di LaTeX (lo uso da appena due giorni ma me ne sono già innamorato!!)

    Oggi ho provato a disegnare con PSTricks la funzione 1/(x^2) utilizzando questo codice:
    `
    \begin{pspicture}(-3.5,-2.5)(3.5,2.5)
    \psaxes[labels=,linecolor=black,linewidth=1.2pt]{->}(0,0)(-3.5,-2.5)(3.5,2.5)
    \psplot[linecolor=grey,linewidth=1.5pt,yMax=2]{-3}{3}{x -2 exp}
    \rput[lb](6,2){$f:R\rightarrow R,f(x)=x^n;$(\emph{n pari})}
    \end{pspicture}
    `
    Come posso evitare che la funzione “sfori” in alto??

    Perdonate la mia ignoranza…grazie!

    Dovresti almeno specificare come chiami pstricks e quali pacchetti ausiliari servono. Non tutti sono così pratici di quel pacchetto per sapere come impostare una prova.

    Quella costruzione “\emph{n pari}” dovrebbe essere “\emph{$n$ pari}”.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Suggerimento per “Una (mica tanto) breve…” #11794
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    Scusa, mi sono espresso male, avevo capito che “matrix” e compagnia sono basati su “array”, intendevo dire che sono “array” già impostati come si deve per lo scopo, anche se avere un’idea dell’ambiente array male non fa (di eqnarray sì, però!!!).
    Anche riguardo l’avviso avrei dovuto essere più chiaro, qualcosa del tipo: se di notazioni matematiche ne usate poche vi può bastare questo manuale, altrimenti usate il pacchetto “amsmath”, facendo attenzione che ecc. ecc. e andatevi a leggere direttamente il manuale amsmath.
    Mi rendo conto che la guida è solo introduttiva ma credo che molti, come me, cerchino di impratichirsi con i loro consigli di base prima di impegolarsi con guide più specifiche. La mancanza dell’avviso che ho suggerito porta, secondo me, a perdere tempo con l’approfondimento di brutte abitudini che si farebbe meglio a ignorare del tutto.

    Grazie della dritta, anche se non mi è chiara una cosa (e sai la novità, dirai): se uso quei comandi poi posso utilizzare indifferentemente \[ e \begin{displaymath} , oppure posso usare solo più \begin{displaymath}? E riguardo il fatto che è scomodo da scrivere non si potrebbe ridefinire con “dmath” o qualcosa del genere?

    Con il codice magico puoi usare sia l’uno che l’altro, sono di fatto del tutto equivalenti. Se usi spesso \[…\] non ti conviene proprio la forma “lunga” e nemmeno quella “lunghetta”. Io di solito faccio così nel sorgente:
    `Ecco qui la famosa formula
    \[
    e^{i\pi}+1=0
    \]
    che contiene cinque numeri molto famosi`
    Come vedi, emulo nel testo .tex il risultato.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: installare pacchetti sty su mac con texshop. #11363
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    Complimenti, una spiegazione a prova di cretino… ma si vede che non hai ancora conosciuto uno come me!
    Scherzi a parte ora so come inserirmi in desktop e vedere i file ivi contenuti, nonché creare nuove cartelle e spostarci i suddetti file (pensavo di dover metter i file .sty in /tools proprio perché non riuscivo a creare nuove cartelle), quindi un grosso passo avanti, sentiti ringraziamenti.
    Ma come sempre mi capita, chiarito un dubbio, me ne sorgono un altro paio (non ho ancora capito se è sintomo di curiosità e intelligenza o di colossale ignoranza e stupidità, vabbè).

    A questo punto avrei deciso di creare in /tex/latex , /doc/latex , e /source/latex dell’albero locale una cartella che si chiama proprio “newpack” e mettere lì i vari file che scarico, senza creare una cartella per ognuno. Ci sarebbero problemi?

    Non te lo consiglio. Tenere in ordine quelle cartelle è molto importante per quando vuoi sapere, per esempio, se un pacchetto ce l’hai già, che versione è, eccetera.

    Poi, ho fatto qualche prova e “scompattando” i file .ins e .dtx mi ritrovo sommerso da file che non ho idea di dove mettere, e nelle istruzioni non lo trovo. Il file .sty va in /tex/latex/newpack , il file .pdf o comunque quelli della documentazione vanno in /doc/latex/newpack , i file .ins e .dtx vanno in /source/latex/newpack ma che ne faccio dei vari:
    `.aux .cfg .clo .drv .dvi .gst .idx
    .ist .log .lot .out .tex .toc`
    e chissà quanti altri che non mi sono comparsi nelle prove? Non esiste da qualche parte un elenco completo da consultare? Ho cercato ma non ho trovato nulla.

    Dovrebbe dirtelo il messaggio quando compili con “latex newpack.ins”, elencando quali estensioni di file spostare dove.

    Non mi è capitato invece il caso in cui la compilazione della documentazione richiede anche di far girare bibtex e makeindex. Se capitasse dovrei usare le istruzioni:
    `% sudo mkbibtexlsr
    % sudo mkmakeindexlsr`

    No 😀 Per carità 😀

    Il comando “sudo maketexlsr” serve per far conoscere al sistema TeX i file che hai aggiunto. Per evitare di dover andare a guardare sul disco se un file c’è o no, è stato escogitato di crearsi liste di file, in modo da dover accedere solo alla lista per sapere se un file c’è e dove sta.

    Se devi compilare la documentazione e c’è bisogno di bibtex o makeindex, dovrai dare
    `% bibtex newpack
    % makeindex newpack
    % pdflatex newpack
    % pdflatex newpack`
    (due volte, sì).

    Per finire, così se Dio vuole ho una panaromica completa e non scoccio più, se dovessi scaricare delle nuove classi e dei nuovi font, in quali cartelle dovrei metterli?

    La distribuzione di Wierda è molto completa. Impara un po’ alla volta.

    P.S. giusto per curiosità se cerco un file .sty con il comando da terminale “kpsewhich” me lo trova, ma con spotlight no. Come mai?

    Questo dipende da Spotlight che non indicizza veramente tutto. Puoi scaricarti il modulo da qui

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Suggerimento per “Una (mica tanto) breve…” #11792
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    Lungi da me voler criticare il lavoro altrui, che trovo peraltro ottimo, vorrei suggerire a chi di dovere l’aggiunta di un avvertimento nella guida di base meritatamente consigliata come primo approccio al mondo LaTeX “Una (mica tanto) breve introduzione a LaTeX2e”.
    Mi riferisco alla parte matematica che è datata e che rischia di far prendere cattive abitudini ai neofiti.
    Andrebbe specificato che usando il package “amsmath” va utilizzata solo la sintassi \[ \] invece di \begin{displaymath} e \end {displaynmath} (almeno così viene indicato nell’altra guida sui peccati da evitare usando LaTeX2e) e soprattutto che l’uso degli ambienti “array” e “eqnarray” è stato in pratica sostituito da ambienti più potenti e versatili (“matrix”, “align”, “gather”, “split” e simili) : senza riscrivere la guida basterebbe dire a chiare lettere di leggersi direttamente il manuale di “amsmath” per il loro uso e non perdere tempo con l’insoddisfacente “eqnarray”.

    Un avvertimento del genere a me avrebbe risparmiato un bel po’ di tempo e qualche frustrazione e non credo di essere il solo.

    Saluti e complimenti a tutti per il meraviglioso aiuto che date ai novellini come me.

    La mica tanto breve non vuole essere una guida completa ed esauriente. Per chi non ha esigenze particolari per formule matematiche, i comandi del LaTeX standard sono più che sufficienti. Dovendo usare qualcosa di più, ecco che entra in gioco amsmath con i suoi ambienti.

    L’ambiente “displaymath” non è stato ridefinito probabilmente perché nessuno lo usa (troppo lungo da scrivere). La cura è semplice, richiede una semplice formula magica da scrivere dopo aver caricato amsmath:
    `\usepackage{amsmath}
    \let\displaymath\[
    \let\enddisplaymath\]`
    Non ti preoccupare se non lo capisci; è come il navigatore satellitare: mica sai come funziona, però lo usi.

    Non è vero che “matrix” e compagnia siano più “potenti” di “array”. Del resto l’ambiente “matrix” chiama al suo interno un ambiente “array”, credici o no.

    Su eqnarray invece bisogna dire che non va usato mai.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: installare pacchetti sty su mac con texshop. #11359
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    Grazie mille delle indicazioni.
    Purtroppo come avevo preannunciato sono molto imbranato con il computer (ho preso il Mac con difficoltà e stringendo la cinghia, visto che non sarei in grado di usare decentemente Linux, ormai conosco i miei limiti e mi sono rassegnato). Quindi mi sono rimasti dei dubbi.

    Sono stato incompleto, da ciò che scrivevi pensavo che avessi maggiore dimestichezza con il Terminale. Lancia l’applicazione Terminale, che trovi nella cartella /Applicazioni/Utilità. La finestra che compare rappresenta una shell e il breve testo che precede il cursore si chiama “prompt”. Siccome è personalizzabile, lo si indica genericamente con %, ciò che viene dopo sono i comandi che vengono eseguiti dando “invio”.

    Hai scaricato da CTAN un file di nome newpack.zip, che ti ritrovi sulla scrivania. Con un doppio clic lo scompatti e ti viene creata una cartella newpack. Lanci il terminale e, in successione, esegui questi comandi:
    `% cd ~/Desktop/newpack
    % latex newpack.ins
    % pdflatex newpack.dtx`
    e altri che eventualmente ti siano indicati. Una volta compilata correttamente la documentazione ed estratti i file necessari, cioè le operazioni precedenti, devi mettere i file giusti al posto giusto.
    `% sudo mkdir -p `kpsexpand \$TEXMFLOCAL`/tex/latex/newpack
    % sudo mv *.sty `kpsexpand \$TEXMFLOCAL`/tex/latex/newpack
    % sudo mkdir -p `kpsexpand \$TEXMFLOCAL`/doc/latex/newpack
    % sudo mv *.pdf `kpsexpand \$TEXMFLOCAL`/doc/latex/newpack
    % sudo mktexlsr`
    Naturalmente dovrai spostare anche eventuali altri file che ti verranno indicati alla fine della compilazione del file .ins; la compilazione della documentazione può richiedere anche di far girare bibtex e makeindex, secondo le indicazioni che vengono fornite durante la compilazione stessa.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Dialoghi in narrativa #11676
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    Uhm… Più che Latex, mi sa che mi devo imparare bene il Tex!

    Non necessariamente. Se devi fare cose non “standard”, è meglio prima di tutto analizzare ciò che ti serve e abbondare nel mark up piuttosto che stare scarsi. Poi c’è sempre il forum per avere consigli. 😀

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Dialoghi in narrativa #11675
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    Mi dispiace aver letto questa tua spiegazione solo ora. In effetti, ero andato a cercare il significato dei comandi e avevo già ricostruito quello tu hai molto gentilmente spiegato… Grazie!
    L’altro giorno mi sono però accorto che questo tipo di comando va bene quando tutto ciò che devo utilizzare può essere messo a inizio paragrafo… Supponiamo invece che io voglia ora indicare un dialogo non più con un:

    — Ciao, tutto bene?

    Ma con un:

    “Ciao, tutto bene?”

    In questo caso dovrei mettere anche delle virgolette di chiusura dopo il testo del paragrafo (lasciamo stare l’indentazione, supponiamo che sia standard). C’è un modo di farlo senza utilizzare un comando tipo \dia{testo} ma un comando come \dia testo?

    Non senza un “mark up” più dettagliato; per esempio: \dia … \edia o qualcosa di simile.

    Se sei stato previdente e le tue battute di dialogo hanno sempre una riga vuota che segue, puoi anche usare quella come delimitatore finale:
    `\def\dia{\par\begingroup\def\par{\unskip''\endgraf\endgroup}“}`
    Come funziona?

    (1) Il \par termina il paragrafo precedente;
    (2) inizio un gruppo, nel quale \par viene ridefinito, apro le virgolette;
    (3) il comando \par adesso: (a) elimina eventuali spazi; (b) compone le virgolette di chiusura; (c) comanda la fine paragrafo (\endgraf è un sinonimo di \par con il significato originale) (d) chiude il gruppo, in modo che \par riprenda il suo significato originale.

    Sarebbe anche possibile la definizione
    `\def\dia#1\par{“#1''\par}`
    che ha lo svantaggio di leggere tutta la battuta come argomento.

    Però, se hai battute che sono composte di più paragrafi, saresti nei pasticci; quindi meglio un approccio
    `\newcommand{\dia}{\par“}
    \newcommand{\edia}{\unskip''}

    \dia … \edia`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: installare pacchetti sty su mac con texshop. #11357
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    Grazie mille della velocissima risposta. Quindi se ho ben capito devo creare nella libreria di home direttamente una cartella texmf e relative sottocartelle (in altre parole non devo mettere la texmf nella cartella tex/latex che esiste in libreria).
    Però mi sembra di aver capito che così il pacchetto lo posso usare solo io, mentre vorrei che fosse utilizzabile da tutti gli utenti. In tal caso va bene il percorso che avevo indicato (con aggiornamento successivo del database) o è ancora un altro?

    Non certo in /usr/local/teTeX/tex/latex/tools, ma in una cartella apposita.

    Supponiamo che tu abbia eseguito
    `% latex newpack.ins
    % pdflatex newpack.dtx
    `
    per estrarre il pacchetto e compilare la documentazione, e che ti venga indicato di installare nella directory newpack. Il modo migliore è
    `% sudo mkdir -p `kpsexpand \$TEXMFLOCAL`/tex/latex/newpack
    % sudo mv *.sty `kpsexpand \$TEXMFLOCAL`/tex/latex/newpack
    % sudo mkdir -p `kpsexpand \$TEXMFLOCAL`/doc/latex/newpack
    % sudo mv *.pdf `kpsexpand \$TEXMFLOCAL`/doc/latex/newpack
    % sudo mktexlsr`
    Naturalmente dovrai spostare anche eventuali altri file che ti verranno indicati alla fine della compilazione del file .ins; la compilazione della documentazione può richiedere anche di far girare bibtex e makeindex, secondo le indicazioni che vengono fornite durante la compilazione stessa. I segni ‘%’ stanno come al solito a indicare il prompt della shell. L’uso di
    “kpsexpand \$TEXMFLOCAL“
    che in sintassi bash può diventare
    `$(kpsexpand \$TEXMFLOCAL)`
    permette di evitare di doversi riferire esplicitamente all’albero locale della distribuzione. Per esempio, l’ultima versione di Wierda, quella basata su TeXLive, ha modificato il punto dove l’albero locale si radica nel filesystem in /usr/local/gwTeX/texmf.local, ma con il comando che ti ho indicato non occorre nemmeno saperlo.

    Le pseudovariabili d’ambiente usate dalle distribuzioni TeX sono molte; è importante conoscere TEXMFLOCAL e HOMETEXMF; la prima sappiamo già che cosa significa, la seconda indirizza all’albero personale che, nelle distribuzioni di Wierda per Mac OS X, sta in ~/Library/texmf. Se dai
    `% texdoc kpathsea`
    dal Terminale, ottieni la documentazione completa. Anni prima che Thomas Esser ideasse la sua famosa distribuzione multipiattaforma teTeX, Karl Berry aveva escogitato il sistema kpathsea per evitare che ogni utente dovesse definire decine di variabili d’ambiente con sintassi complicate, rendendo molto più agevole il compito degli amministratori di sistema che avessero voluto installare TeX.

    Ultimissima indicazione: se il pacchetto consiste di un solo file .sty, basta sostituire newpack nel codice di prima con misc.

    Ciao
    Enrico

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