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1 Gennaio 2007 alle 14:20 in risposta a: tabelle o immagini nel loro paragrafo…no floattanti! #11904::
ok grazie mille…sì in effetti un paragrafo composto solo da un’immagine o una tabella fa un po’ schifo…mmm…magari faccio l’elenco delle tabelle che forse ha più senso!
Comunque sempre sulle tabelle: io in un ambiente table ho creato varie tabular…però mi vengono tutte quasi appiccicate in cascata. Ho provato con \\ (che naturalmente non funziona)…come posso dirgli dopo ogni tabella lascia uno spazio di tot?`\begin{table}[htp]
\begin{tabular}{…}
…
\end{tabular}\medskip
\begin{tabular}{…}
…
\end{tabular}
\end{table}`Un’altra cosa con questo comando:
`p{.5\linewidth} `
tutto risulta più chiaro in effetti solo che se metto 100%
`p{1\linewidth} `
le tabelle rimangono sì dentro il foglio ma non sono per esempio allineate con un testo di un paragrafo…tipo sforano il layout di pagina…Insomma:
questa è la scritta questa è la scritta questa è la scritta
questa è la tabella questa è la tabella questa è la tabella questa è la tabella |….come mai? pensato che con 100%stesse dentro il layout della pagina dato che l’ambiente non ho specificato nessuna dimensione…
Dimentichi gli spazi prima e dopo la colonna.
`\begin{tabular}{@{}p{1\linewidth}@{}}
…
\end{tabular}`
Ciao
Enrico
1 Gennaio 2007 alle 11:58 in risposta a: L’eterna lotta contro le pagine bianche a fine capitolo #11720::scusate la mia ignoranza ma qualcuno mi spiega il codice che segue? (oppure dirmi dove lo posso trovare la spiegazione…)
`\makeatletter
\def\cleardoublepage{\clearpage\if@twoside \ifodd\c@page\else
\hbox{}
\vspace*{\fill}
\vspace{\fill}
\thispagestyle{empty}
\newpage
\if@twocolumn\hbox{}\newpage\fi\fi\fi}
\makeatother\pagestyle{fancy}
\renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{#1}{}}
\renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}
\fancyhf{}
\fancyhead[LE,RO]{\scshape\thepage}
\fancyhead[LO]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}
\fancyhead[RE]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\leftmark}}\begin{document}
\frontmatter
\include{…}
\mainmatter
\include{…}
\backmatter
\include{…}
\end{document} `sopratutto l’ultima parte…in quei puntini di include cosa si dovrebbe mettere?
Come ho già spiegato più volte, \include è un rimasuglio del passato e non ha praticamente alcuna utilità; va usato \input. Quando si ha un documento lungo, è conveniente spezzarlo in parti, per esempio un file per capitolo. Leggiti la guida che trovi nel link in alto su questa pagina.
Il codice che trovi all’inizio serve per ridefinire il comando \cleardoublepage in modo da produrre una pagina completamente bianca dopo un capitolo che finisca su una pagina dispari. Ma è inutilmente complicato.
`\makeatletter
\renewcommand\cleardoublepage{\clearpage\if@twoside \ifodd\c@page\else
\thispagestyle{empty}
\vspace*{\fill}
\newpage
\if@twocolumn\null\newpage\fi\fi\fi}
\makeatother`
Meglio ancora il seguente codice
`\let\origcleardoublepage\cleardoublepage
\newcommand{\clearemptydoublepage}{%
\clearpage
{\pagestyle{empty}\origcleardoublepage}%
}
\let\cleardoublepage\clearemptydoublepage`
Ciao
Enrico
::Ringraziando Enrico per l’aiuto, volevo chiederne un ulteriore.
Il problema, connesso al precedente, consiste nel fatto che ora, malgrado abbia i link ipertestuali nel pdf, questi sono sbagliati dalla lista delle figure alla bibliografia; ovvero puntano alla pagina sbagliata. Ad esempio clicco nell’indice sulla voce “bibliografia” e finisco in una pagina in fondo al pdf, ma non alla bibliografia e questo vale per tutte le sezioni dalla lista delle figure alla bibliografia.
Ad occhio direi che è dovuto al fatto che latex non riesce a stabilire di quante pagine sono lunghe queste sezioni; pertanto
sbaglia poi nell’inserire il link alla pagina nell’indice.
Sicuramente sbaglio io a fare qualcosa, ma non saprei cosa.
…
e infine la parte terminale del documento è così definita:
`\include{ringraziamenti}
\appendix
\backmatter
\addcontentsline{toc}{chapter}{Indice Analitico}
\printindex
\addcontentsline{toc}{chapter}{Elenco delle figure}
\listoffigures
\addcontentsline{toc}{chapter}{Elenco degli algoritmi}
\listof{algorithm}{Elenco degli algoritmi}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}
\bibliographystyle{alpha}
\bibliography{bib/bibliografia}`
…
Ringrazio tutti per l’aiuto e colgo l’occasione per farvi gli auguri di buon anno.
AlbertoAuguri anche a te e a tutti i frequentatori del forum 😀 😀
Ti dimentichi qualche \clearpage: sono i comandi \printindex, \listof… e \bibliography a emettere il comando di cambio pagina, che però è inefficace se la pagina corrente è ancora vuota, per fortuna. Il comando \appendix certamente non ci va.
`\include{ringraziamenti}
\backmatter
\addcontentsline{toc}{chapter}{Indice Analitico}
\printindex
\clearpage
\addcontentsline{toc}{chapter}{Elenco delle figure}
\listoffigures
\clearpage
\addcontentsline{toc}{chapter}{Elenco degli algoritmi}
\listof{algorithm}{Elenco degli algoritmi}
\clearpage
\addcontentsline{toc}{chapter}{Bibliografia}
\bibliographystyle{alpha}
\bibliography{bib/bibliografia}`
Ciao
Enrico
::Salve a tutti,
sto scrivendo la mia tesi x capitoli separati (quindi un file .tex per ogni cap.); ma sorge il problema che ogni volta che inizio un nuovo capitolo la numerazione di tutta la struttura del capitolo (quindi pag. / fig. / formule / ecc. ecc.) ricomincia come se stessi scrivendo sempre il primo cap.Esiste un modo per far partire la numerazione di tutti i componenti il cap. dal numero di cap. che volta x volta mi interessa creare o modoficare?
Spero di essere stato chiaro.
Grazie a chiunque mi risponderà, anche perchè oggi siamo l’ultimo dell’anno e non so quanti siano sul forum in questo momento. Cmq AUGURI a tutti 🙂`\documentclass[a4paper]{book}
…
\begin{document}
\input{cap1}
\input{cap2}
…
\end{document}`
Il file che contiene ciascun capitolo non dovrà avere \documentclass e \begin{document}Leggiti la (mica tanto) breve introduzione a LaTeX che trovi collegata a questa pagina.
Ciao
Enrico
31 Dicembre 2006 alle 16:49 in risposta a: Algebra relazionale (1 di 2): considerazioni generali #11888::Ciao a tutti,
stavo pensando a come si potrebbero scrivere in LaTeX delle espressioni in algebra relazionale, un linguaggio di interrogazione procedurale e ad alto livello per le basi di dati.Il mio primo punto di partenza è una raccolta di esercizi scritta un po’ di tempo fa da uno dei miei professori, reperibile all’indirizzo <http://www.dimi.uniud.it/montana/exercise/Libro_AR.ps> [155 KiB].
…
`\documentclass{article}
\usepackage{amsmath}
\begin{document}
Sia $R1$ definita sugli attributi $A, B$ e $C$ ($R1(A, B, C)$); la relazione
$R2$ \`e data da:\[
R2 \leftarrow \text{\LARGE{$\pi$}}_{B} (\text{\LARGE{$\sigma$}}_{C > 5} (R1))
\]\end{document}`
…
Ci terrei a sapere come scrivereste voi il tutto, tenendo conto di questi tre casi.
Le variabili indicate con parole vanno composte in carattere corsivo non matematico. I simboli \pi e \sigma ingranditi sono, francamente, orrendi. Ti riporto il modo “corretto” di scrivere l’esempio in uno dei documenti pdf che citi
`\newcommand{\var}[2][]{\text{\itshape#2}#1}
\noindent
$\var[1]{temp} \leftarrow (\var{customer} \times \var{account}) $ \\
$\var[2]{temp} \leftarrow \sigma_{\var{customer.sin} = \var{account.sin}}(\var[1]{temp})$ \\
$\var{basic-cust-accts} \leftarrow \Pi_{(\var{name}, \var{customer.sin}, \var{account-number})}(\var[2]{temp})$`
Il comando definito \var ha un argomento opzionale perché, a mio parere, i numeri vanno in carattere diritto. Occorre caricare amsmath.Il tuo esempio diventerebbe
`R2 \leftarrow \Pi_{B} (\sigma_{C > 5} (R1))`
Quanto all’andare a capo nei pedici, la troverei una soluzione poco adatta, se non c’è altro di meglio. Con amsmath puoi usare l’ambiente subarray
`\Pi_{\begin{subarray}{l}(\var{name}, \var{customer.sin},\\ \var{account-number})\end{subarray}}`
Ciao
Enrico
::ops… è vero, con itemize i funziona tranquillamente 😉
Per quanto riguada theorem, a me proprio non piace che sia rientrato, non si può fare altro? La questione del paragrafo non l’ho capita del tutto! 😳
Sinceramente sono io che non capisco. il rientro indica l’inizio di un capoverso, tutto qui. Dopo aver enunciato un teorema cominci un nuovo capoverso, non c’è scampo. Diverso è infatti il caso di una lista, numerata o no, che può essere interamente contenuta in un capoverso insieme al testo che segue.
Forse sei anche tu vittima della nostra scuola che non insegna certe cose elementari sulla scrittura. Non sai quanti ignorano che cosa significhi il rientro e non si rendono conto della sua importanza. Fidati.
Capoverso
1. in uno scritto, l’inizio del periodo con cui si va a capo e che di solito è rientrato rispetto alle altre righe
…(dal dizionario Garzanti). Il “di solito” si riferisce al fatto che ci sono altri mezzi per indicarlo (per esempio con uno spazio bianco che lo preceda), ma l’espediente adottato deve essere usato in modo uniforme in tutto lo scritto. L’enunciato di un teorema, solitamente, ha un’etichetta e una spaziatura prima e dopo che aiuta a distinguerlo dal contesto; per esso quindi il rientro non è necessario.
Ciao
Enrico
::Sto scrivendo la tesi e vorrei che i capoversi dopo ambienti itemize, theorem e così via non fossero indentati, ma iniziassero all’inizio del rigo.
Quanto a itemize è facile: basta non lasciare righe vuote fra \end{itemize} e il testo
`\begin{itemize}
\item pippo.
\end{itemize}
Questo testo non è rientrato`
Dopo i teoremi la tua richiesta non ha ragione d’essere: un enunciato è una parte di testo a sé stante e il capoverso seguente deve avere il rientro.Ciao
Enrico
25 Dicembre 2006 alle 14:54 in risposta a: texlive: File ended while scanning use of \@xdblarg #11876::Dunque, nel preambolo avevo già specificato
`
\usepackage [latin1]{inputenc}
`Tuttavia nella lunga lista delle codifiche possibili di Kile (e di qualunque editor io abbia installato) manca la possibilità di scegliere “latin1”. Sono propenso a pensare che sia una carenza del sistema operativo. Proverò a documentarmi sui forum dedicati ad ubuntu…
grazie e buon Natale !!!
ISO-8859-1
Ciao, auguri di buon Natale
Enrico
::Il formato abc lo conosco bene; suono il violino, musica (indovina un po’) irlandese: i tunes irlandesi nel web sono quasi tutti in abc; ormai, se non ho una spartito bianco alla mano, uso abc anche per prendere appunti…
Il problema dell’abc per i miei frammenti è che in alcuni passaggi devo usare una notazione senza pentagramma; nella bozza in word uso il font Bach per indicare, tramite le note, la metrica nascosta di alcuni passaggi di prosa. A quanto ne so con abc non posso eliminare il pentagramma e mettere le note in fila… O sbaglio?Di abc non so quasi nulla, il mio contributo è stato solo di scrivere un pacchetto per permettere l’inclusione automatica di cose scritte in quel linguaggio direttamente nel file .tex.
Ciao
Enrico
24 Dicembre 2006 alle 17:06 in risposta a: texlive: File ended while scanning use of \@xdblarg #11874::Salve a tutti
Ho installato texlive su Kubuntu 6.10. Dopo aver lavorato a lungo (scritto con kile, compilato con pdflatex senza errori più volte) su un file .tex in facoltà (presumo che sia installato tetex) lo apro a casa sempre con Kile e ho avuto due brutte sorprese:
a) un problema nella codifica dei caratteri:
Kile ha dei problemi con i caratteri latini accentati tipo “à”, “è”: esibisce dei punti di domanda al loro posto.b) errore in compilazione:
`[PDFLaTeX] processi.tex => processi.pdf (pdflatex)
[PDFLaTeX] concluso con stato di uscita 1
./processi.tex:391:Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph
./processi.tex:398:Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph
./processi.tex:422:Overfull \hbox (50.01059pt too wide) in paragraph
processi.tex:0:File ended while scanning use of \@xdblarg.
[PDFLaTeX] 1 errore, 0 avvertimenti, 3 fuori misura`
Le due cose possono essere correlate? C’è qualche pacchetto che manca? Sono costretto ad installare tetex anche a casa?Il problema nasce, probabilmente, dal fatto che il computer universitario impiega la codifica latin1, mentre il tuo di casa la utf8 (che è default per Ubuntu).
Dovresti poter risolvere il problema aggiungendo la riga
`\usepackage[latin1]{inputenc}`
e stando attento che Kile (sul tuo KUbuntu) usi latin1 per maneggiare il file. Ci sono sicuramente preferenze adatte per sistemarlo in questo modo.I due problemi potrebbero essere collegati. Attento, che eventuali modifiche apportate usando la codifica utf8 non saranno molto gradite se il file viene letto come latin1.
Ciao
Enrico
::Salve a tutti.
Ho la necessità di introdurre alcune battute musicali nel mio documento LaTeX. Si tratta, per la maggior parte, di battute ritmiche (un ‘monogramma’, per così dire, dove conta solo la lunghezza delle note).
Ho pensato di usare lilypond, poichè mi sembra che consenta un buon livello di personalizzazione.
Leggo sulla documentazione che si può compilare latex con lilypond embedded usando lo script lilypond-book. Tuttavia, dato che le parti musicali del mio lavoro sono molto poche, vorrei continuare a usare PDFLatex. Sapete se esiste un pacchetto LaTeX che traduca l’input lilypond?
In caso contrario, la soluzione sarebbe renderizzare le parti musicali e incollarle come eps, ma temo problemi con i salti di pagina, ecc.Per brevi tratti musicali puoi anche provare MusiXTeX, compatibile con pdflatex. Non è amichevolissimo (non lo è nemmeno lilypond, del resto), ma è bene integrato, essendo scritto in puro TeX.
Ci sono altre possibilità: il pacchetto abc, veramente ottimo :wink:, permette di inserire output creato con abcplus, sia con latex che con pdflatex. Devi installare i tools adatti, che sono disponibili per vari sistemi operativi. La sintassi abc(plus) per scrivere musica è piuttosto semplice, ancor più se il brano è breve e non polifonico.
Quanto ai “salti di pagina”, sei vittima di pregiudizi. 😀 Un comando \includegraphics può andare dove ti pare, non necessariamente in un ambiente figure. Perciò, se usi qualcosa come
`\begin{center}
\includegraphics{tune}
\end{center}`
il tuo pezzo musicale andrà esattamente dove lo vuoi.Ciao e buon Natale (irlandese o veronese?)
Enrico
::Sai già dove trovare le foto sul sito del GuIT, no? 😀
Veramente pensavo a una sorta di monaco incappucciato con un MacPro aperto in una mano e un manuale UNIX nell’altra.
A proposito di manuale UNIX, mi sapresti consigliare un manuale base aggiornato, on-line, in italiano, per il linguaggio con sintassi bash, così mi faccio almeno una cultura base ed evito di porre le domande più banali. Ho provato con Google ma con mezzo milione di risulatati ottenuti…Il mio bambino non sta su una sola mano! Potrebbe cadere e farsi male! E il manuale Unix non lo leggo da anni 😀
Scherzi a parte, l’uso della shell si impara solo con la pratica. Ci sono manuali in giro, ma di solito sono scritti per chi sa già quasi tutto. Magari qualcun altro ti sa indirizzare meglio.
Nelle librerie specializzate trovi parecchi manuali che a volte sono interessanti.
Ah! Con google.it, la ricerca in italiano di “manuale bash” dà solo 132000 risultati.
Ciao
Enrico
::Solitamente queli sono i vostri criteri per indentare codice?Personalmente mi sento a disagio a scrivere e a leggere su un unico livello…
Penso che dipenda dalle abitudini precedenti: uno pratico di programmazione probabilmente si trova più a suo agio facendo rientrare il codice degli ambienti annidati; uno che viene dalla scrittura tradizionale è meno incline ai rientri. Io non uso mai questo espediente nel testo, ma spesso lo impiego in forma blanda nelle definizioni di comandi.
Però ho quasi sempre i \begin e gli \end a inizio di una nuova riga, mi servono per marcare con chiarezza i punti importanti del documento.
Ciao
Enrico
::Che dire… non solo sei meglio di Mandrake, ma personalmente ti ritengo gia santificato. Anzi vado subito a stampare qualche santino.
So solo usare meglio di te Google, e ho qualche annetto di Mac alle spalle (il primo è del 1986), con anche qualche spruzzatina di Unix pre OS X; non sai che cosa voleva dire amministrare un sistema HP-UX negli anni 90; ci ho fatto la prima installazione di TeX dai sorgenti quando ancora non c’era teTeX :D. Ho dovuto prima compilarmi gcc versione 2 con il primitivo compilatore fornito dalla HP, una roba da perderci ore.
Sai già dove trovare le foto sul sito del GuIT, no? 😀
Ciao
Enrico
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