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Ciao a tutti!
Ho finito la tesi in LaTeX e mi manca solo la bibliografia che però mi sta facendo impazzire. Uso miktex e winedt e Cromson editor e compilo in pdflatex. Ho fatto la bibliografia con l’ambiente thebibliography e ho già controllato la sintassi, che è giusta. Il mio problema è che le citazioni non mi vengono messe in ordine di come vengono citate nel testo ma mi vengono messe nell’ordine (cioè numerate) secondo l’ordine in cui le ho scritte nella bibliografia… P.es. se il primo riferimento bibliografico è al posto n° 15 nella bibliografia, invece di numerarmelo [1] nel testo della tesi, me lo numera [15]…
Come faccio a ottenere la numerazione ordinata per citazione???
Aiuto, devo consegnare entro un paio di giorni!!!Il simbolo [1] nel testo indica al lettore di andare a guardare l’elemento [1] nella bibliografia. Se no, come fa a trovarselo? Provo a fare un esempio.
- Pinco Pallo, nel suo fondamentale studio [15], disambigua la fenomenologia del ruminante. Di converso, Hasta Luego applica al ruminante il trespolismo (vedi [5]).
Diciamo che quello di sopra è il testo con cui comincia la tua tesi. 😀 Adesso la bibliografia.
- [1] …
…
[5] H. Luego, Trespolismo, Barcellona, 1856.
…
[15] P. Pallo, Fenomenologia del ruminante, Trecenta, 2004.
…È chiaro che, se vuoi che i numeri nel testo siano [1] per la citazione di Pallo e [2] per quella di Luego, dovrai metterli in quell’ordine anche nella bibliografia. Oppure adottare un sistema diverso, del tipo autore-data.
Mettiti nei panni di chi ti legge e trova, come vorresti tu, il numero che indica il lavoro di Pinco Pallo come [1]. Va nella bibliografia e al numero [1] trova un libro di Alvar Aalto, mentre il lavoro dii Pallo sta nella pagina successiva (hai una lunga bibliografia, e Pallo viene tardi nell’ordine alfabetico). Che se ne fa del numero [1]?
Ciao
Enrico
::Sto scrivendo una dispensa di calcolo delle probabilità. Devo comporre il “complementare di un evento E”, che si rende con $E$ sopralineato. Ho naturalmente provato subito con
`\overline{E}`
che però non mi convince, soprattutto perché il “segmento orizzontale alto” della $E$ e il tratto di sopralineatura non sono ben allineati.
La soluzione
`\bar{E}`
per me non è adatta: in generale, $\bar{x}$ lo intendo come un simbolo unico, e non come un operatore che agisce su $x$.
Su Internet ho trovato questo codice (scritto evidentemente da uno che avvertiva questo mio stesso problemino), che definisce ad hoc il comando \ob;
`\newcommand{\ob}[2][0.48pt]{\setbox0=\hbox{\ensuremath{#2}}%
\dimen0=\ht0\advance\dimen0 by0.2ex%
\dimen3=0.17\ht0%
\dimen1=\wd0\advance\dimen1 by-\dimen3\advance\dimen1 by-0.02em%
\dimen2=\dimen1\advance\dimen2 by-0.03em%
\box0%
\kern-\dimen1\hbox{\rule[\dimen0]{\dimen2}{#1}}%
}
`
Anche se non mi piace l’idea di andare a mano in questo modo ed il mio istinto mi porta a diffidare di un comando così concepito, devo ammettere, riluttante, che
`\ob{E}`
dà un buon risultato.Tuttavia mi chiedevo se esiste una soluzione più elegante.
La sopralineatura è sempre stata un aspetto un po’ carente, solo Spivak con i font MathTime ha creato un accento allungabile \widebar con risultati discreti.
È vero che \bar{x} dà più l’idea di un simbolo unico che dell’azione di un operatore, anche se dipende un po’ come siamo stati abituati da piccoli. In genere \overline può essere sufficiente, ma quella soluzione è abbastanza buona. Non sempre, però, ma fare gli aggiustamenti sarebbe eccessivo.
Io modificherei i parametri usati. Per prima cosa la grossezza della barra orizzontale, che nella definizione è l’argomento di default per quello opzionale, in 0.3pt; così com’è mi sembra troppo pesante. Cambierei anche l’altezza alla quale viene posta la barra, seconda riga della definizione: da 0.2ex a 0.3ex: mi sembra troppo schiacciato, altrimenti. Inoltre c’è un piccolo errore di programmazione: la barra viene composta “tornando indietro”; l’autore si è dimenticato di “andare avanti” di un pochettino. Ti propongo perciò una definizione modificata.
`\newcommand{\ob}[2][3]{\setbox0=\hbox{\ensuremath{#2}}%
\dimen0=\ht0\advance\dimen0 by0.3ex%
\dimen3=0.17\ht0%
\dimen1=\wd0\advance\dimen1 by-\dimen3\advance\dimen1 by-0.02em%
\dimen2=\dimen1\advance\dimen2 by-0.0#1em%
\box0%
\kern-\dimen1\hbox{\rule[\dimen0]{\dimen2}{0.3pt}}%
\kern0.0#1em
}`
Qui non hai più la possibilità di dare come argomento opzionale la grossezza della barra, ma invece puoi dare come argomento opzionale un numero intero fra 0 e 9; più grande è il numero, più a sinistra viene composta la barra. Per esempio, sopra la Y mi pare più adatto un \ob[5]{Y} o anche \ob[6]{Y}.Ciao
Enrico
::Devo far corrispondere ad una riga di una colonna,più righe delle due colonne vicine,come faccio?
Spero di non aver fatto errori di italiano…..
Ahimè, ce ne sono. La prima virgola è di troppo, la seconda potrebbe essere un punto e virgola o un punto. Ricorda che dopo un segno di interpunzione va (quasi sempre) uno spazio. Io non userei “ad una”, ma è questione di gusti. 😀
Quanto al tuo problema, una soluzione è multirow, ma forse a te interessa qualcos’altro; per caso le “righe multiple” di cui parli sono un paragrafo? Se è così, c’è il modo di trattarle senza multirow che non è amichevolissimo.
Prova a fare un esempio. Usa, per il messaggio, l’ambiente [ code ] in modo che vengano impiegati caratteri a spaziatura fissa. Per inserirlo, usa il pulsantino apposito.
Ciao
Enrico
::Veramente io ne vedo solo uno di errore, però penso che possa capitare di premere due volte per errore la “G” sulla parola immagini………… =))
Non te la prendere, dai 🙂 Qui ci teniamo alla forma per un motivo abbastanza semplice: scrivendo di getto le cose vengono spiegate male.
Controlla la lista dei monosillabi accentati
- dà (verbo) dì (giorno) è (verbo) ché (congiunzione) fé (fede) già giù là (avverbio) lì (avverbio) né (congiunzione) piè (piede) più sì (affermazione) tè (la bevanda)
o di quelli con l’apostrofo
- da’ di’ fa’ mo’ po’ tie’
I primi tre con l’apostrofo sono imperativi. Spero di non essermene dimenticati. Ma di sicuro “sò” non c’è.
Ciao
Enrico
::salve a tutti,
ho un problema con le label nell’ambiente “subequation”. Il mio codice è questo:\begin{subequations}
\allowdisplaybreaks
\begin{gather}
v_{r,w}=0;\mbox{ }v_{\theta,w}=\omega_{w}r \\
\label{eq:1}
v_{r,p}=v_{p}\cos\theta;\mbox{ }v_{\theta,p}=-v_{p}\sin\theta;
\label{eq:2}
\end{gather}
\end{subequations}Io dovrei fare riferimento ad entrambe le equazioni, ma se inserisco due label, una dopo la prima eq.ne ed una dopo la seconda, mi da il seguente errore:
Multiple \label’s: label ‘eq:1’ will be lost.
perchè perdo la prima label, e più che altro…perchè mi da errore, questo vuol dire che non posso farvi rifermimento?
grazie a tutti e scusate se è una domanda stupida…ma è da poco che utilizzo latex e non sono riuscito a trovare una risposta
Un esempio minimale ti avrebbe fatto capire che non si tratta di un problema di subequations. Lo stesso errore si ha con il semplice gather.
Hai messo la prima \abel troppo tardi, va posta prima del comando di fine riga \\
Quanto a \allowdisplaybreaks: evita di metterne durante la stesura del documento e ignora gli avvisi di Underfull \vbox. Sono aggiustamenti che si fanno alla fine.
Altra “piccolezza”: per spaziare due equazioni usa \quad oppure \qquad. Nel tuo caso specifico, d’altra parte, sostituirei gather con align:
`\begin{align}
v_{r,w}&=0; & v_{\theta,w}&=\omega_{w}r \label{eq:1} \\
v_{r,p}&=v_{p}\cos\theta; & v_{\theta,p}&=-v_{p}\sin\theta;
\label{eq:2}
\end{align}`
Se poi vuoi controllare nel dettaglio le spaziature, usa alignat.Ciao
Enrico
::Ti ringrazio molto, la prima soluzione che hai proposto è quello che cercavo. A proposito dello schiaffare i numeri a sinistra con leqno: così tutti i numeri vengono messi a sinistra, io vorrei poterlo fare solo per qualche equazione.
Grazie ancora.
Cosimo
PS: di solito quando ci sono due operazioni e si parla di proprietà commutativa, si dice di quale operazione… 😛Regola aurea: se una cosa si fa facilmente con Word e difficilmente con LaTeX, vuol dire che è tipograficamente orrida.
I numeri delle equazioni vanno tutti dalla stessa parte, perché così il lettore sa dove andarli a cercare.
Ciao
EnricoPS: È ovvio di quale operazione si usava la proprietà commutativa 😀
::Ciao a tutti,
sono ore ( 👿 ) che cerco di capire se e come è possibile costruire delle tabelle le cui righe sono costituite da celle che contengono testo, eccezion fatta per 2 (ma potrebbero essere kNel preambolo devi caricare i pacchetti amsmath e array, per poter fare come ti indicherò. La mia tabella sarà con una colonna normale e una con le equazioni.
`\begin{tabular}{l>{$}c<{$}} testo & \begin{aligned}[t] a&=(b+c)d\\ &=bd+cd \end{aligned} \\ altro testo & \begin{aligned}[t] x&=u(vw)\\ &=(uv)w \end{aligned} \end{tabular}` Ma forse il tuo problema è di aggiungere spiegazioni ai passaggi dello sviluppo di un'espressione; in tal caso basta il pacchetto amsmath. `\begin{align*} a&=(b+c)d \\ &=bd+cd &&\text{proprietà distributiva}\\ &=cd+bd &&\text{proprietà commutativa \end{align*}` L'ambiente align* sottintende displaymath che non va messo; se vuoi numerare le righe, usa l'ambiente align e \nonumber nelle righe che non vuoi numerare. Per avere i numeri a sinistra, usa l'opzione leqno a \documentclass: ` \documentclass[a4paper,leqno]{article} \usepackage{amsmath}` Leggiti la documentazione di amsmath, è anche in italiano http://www.tex.ac.uk:/tex-archive/info/italian/amsldoc/Ciao
Enrico
::Ho capito quello che mi hai detto,però adesso non sò una cosa, io prendo questa immaggine che è ad esempio RunModello.bmp, come la trasformo in RunModello.
? Due errori di ortografia in così poche parole? 😳
La risposta alla domanda dipende da quale sistema operativo usi e da quali programmi hai installati. Io posso scegliere fra GraphicConverter, Gimp. ImageMagick o l’accoppiata bmptoppm-ppmtojpeg.
Ci sono decine di programmi di conversione, cerca sui siti come versiontracker. Oppure su Google con “bmp convertire”.
Ciao
Enrico
::oggi mi si è posto il problema di ruotare questo array:
`$$\begin{array}{|c|c|c|c|c|c|c|c|c|}
\hline d&\deg(S_3)&\deg\Phi&\sum_i\deg\Delta_i&\sum_i\deg\Gamma_i&\sum_i\deg\Psi_i&\sum_i\deg\Theta_i&\sum\deg&c_2(J_3L)\\
\hline 12&15&5&&&&&20&20\\
\hline 11&12&4&4&3&1&1&25&40\\
\hline 10&9 &3&8&6&2&2&30&60\\
\hline 9 &6 &2&12&9&3&3&35&80\\
\hline
\end{array}$$`e ci sono riuscito usando l’ambiente turn del pacchetto rotating, ma ho dovuto cambiare l’array in una tabella (ambiente tabular). di conseguenza il così comodo ambiente matematico che mi racchiudeva tutto l’array produceva un errore e ho dovuto mettere questo codice:
`\begin{tabular}{|c|c|c|c|c|c|c|c|c|}
\hline $d$ &$\deg(S)_3$&$\deg\Phi$&$\sum_i\deg\Delta_i$&$\sum_i\deg\Gamma_i$&$\sum_i\deg\Psi_i$&$\sum_i\deg\Theta_i$&$\sum\deg$&$c_2(J_3L)$\\
\hline $12$&$15$&$5$&&&&&$20$&$20$\\
\hline $11$&$12$&$4$&$4$&$3$&$1$&$1$&$25$&$40$\\
\hline $10$&$9$ &$3$&$8$&$6$&$2$&$2$&$30$&$60$\\
\hline $9$ &$6$ &$2$&$12$&$9$&$3$&$3$&$35$&$80$\\
\hline
\end{tabular}`che ha un mucchio di dollari (quelli che ho messo ai numeri non so se sono necessari dato che visivamente non producono effetti particolari).
per la gloria e per l’onore: qualcuno riesce a ruotare (di 90 gradi è sufficiente) il primo codice che ho messo?
Non puoi ruotare un displaymath.
`\begin{turn}{90}
$\begin{array}{c|*{8}{c}}
d&\deg(S_3)&\deg\Phi&\sum_i\deg\Delta_i&\sum_i\deg\Gamma_i&\sum_i\deg\Psi_i&
\sum_i\deg\Theta_i&\sum\deg&c_2(J_3L)\\
\hline
12&15&5&&&&&20&20\\
11&12&4&4&3&1&1&25&40\\
10&9 &3&8&6&2&2&30&60\\
9 &6 &2&12&9&3&3&35&80
\end{array}$
\end{turn}`
L’ambiente array si può usare anche in modo matematico normale.Da’ retta a me, elimina quelle orride incasellature. E non usare $$, ma abituati a impiegare \[ … \].
Ciao
Enrico
::Ho creato una table con sue subtable… Il problema è che le didascalie delle subtable mi compaiono sopra la subtable stessa, mentre io le vorrei sotto, come si vede sul manuale da cui ho preso il codice.
Vi allego il mio.
`\begin{table}[h]
\centering
\subtable[Tipo di workload (per entrambe le portlet)] {
…
}
\subtable[Canale (per una sola delle due)] {
…
}
\caption{Gestione della variabile di id del workload}
\label{tab:varplotspec}
\end{table}`Sarebbe gentilezza fornire qualche indicazione in più e non due tabelle che fra l’altro vanno modificate per fare prove, perché non tutti possiedono ko.jpg e ok.jpg.
Andrebbe messo quale pacchetto stai usando, la mia sfera di cristallo dice subfigure. E il manuale di subfigure parla abbastanza chiaramente dell’opzione TABBOTCAP. È a pagina 11, i manuali vanno letti fino in fondo. Magari, se menzioni anche il manuale, così possiamo farci un’idea. 👿
`\usepackage[TABBOTCAP]{subfigure}`
Ciao
Enrico
::Ho capito che devo usare questa funzione:
\begin{figure}[htbp]
\centering
\includegraphics[width=10cm]{img/RunModello}
\caption{Modello di registrazione e discovery}
\label{fig:RunModello}
\end{figure}ma l’immagine fisicamente la devo mettere nella cartella dove sono tutti i file di latex?!
Non se aggiungi quel prefisso “img/” che indica una sottodirectory di nome img. Non è necessario, basta che il file RunModello.
stia nella stessa cartella del documento che stai componendo. Qui sta per “eps” se compili con LaTeX, pdf, jpg o png se compili con pdfLaTeX. Ciao
Enrico
::voglio scrivere una formula del tipo
`\begin{equation} \label{eq:exp}
\nonumber
S_{x}(t) = = E \left[ e^{- \displaystyle \sum_{i=1} ^{n} \lambda_{x}(i)\Delta t} \left| \mathcal G_{0} \right. \right]
\end{equation}`
il risultato non mi soddisfa appieno, perché vorrei che le parentesi quadre delimitassero solo la parte superiore (comprendente la sommatoria) e non tutto quello spazio sotto.Sbagli a voler scrivere quella cosa a esponente, la formula risulta illeggibile perché la base scompare. Non capisco nemmeno quel ‘\left|’, che forse andrebbe risolto con un ‘\mid’.
`\begin{equation} \label{eq:exp}
\nonumber
S_{x}(t) = E \biggl( \exp\biggl(-\sum_{i=1}^{n} \lambda_{x}(i)\Delta t \biggr)
\biggm| \mathcal G_{0}\biggr)
\end{equation}`
Una buona norma è di sostituire ‘e^{ … }’ con ‘\exp( … )’ quando l’esponente è complicato. In presenza di sommatorie, è spesso preferibile \biggl( … \biggr) al posto di \left( … \right).Ciao
Enrico
::Gentili esperti del GUIT,
ho il seguente problema:
Sto scrivendo una tesi di laurea (N.B. consegna a brevissimo!!!), classe book, e ho messo delle note a piè di pagina che latex mi ha numerato consequenzialmente come al solito. Adesso vorrei far si che una di queste note non fosse un numero, bensì un asterisco.
Come posso risolvere il pb?Non so che cosa sia un “pb”. 🙄
`\usepackage{manyfoot}
\DeclareNewFootnote{A}[fnsymbol]`
Quando devi comporre la tua nota con l’asterisco, scriverai
`\footnoteA{testo della nota}`
Ciao
Enrico
::con il latex di distribuzione miktex 2.5.* il codice che hai indicato non funziona (almeno a me) perchè texify non è in grado di distinguere tra latex e pdflatex. con il comando texify ottenevo sempre un pdf e un errore perchè yap non aveva alcun dvi da visulaizzare.
correggendo il codice così invece è tornato tutto a funzionare come prima:
`\newif\ifpdf
\ifx\pdfoutput\undefined
\pdffalse
\else
\ifnum\pdfoutput=1
\pdftrue
\else
\pdffalse
\fi
\fi
\ifpdf
\documentclass[pdftex,12pt,a4paper,italian,oneside]{report}
\usepackage[pdftex]{graphicx}
\DeclareGraphicsExtensions{.png,.pdf,.jpg}
\RequirePackage[colorlinks,hyperindex]{hyperref}
\usepackage{thumbpdf} \else\documentclass[12pt,a4paper,italian,oneside]{report}
\usepackage[dvips]{graphicx}
\RequirePackage[dvipdfm,hyperindex]{hyperref}
\fi`Che significa “non distingue fra latex e pdflatex”? Da quello che ho letto sulla pagina di manuale, per compilare in pdflatex devi passare l’opzione –pdf. Il tuo codice iniziale è molto simile a quello di ifpdf, ma anche meno robusto. Lancio la palla a qualche sfortunato che è costretto a usare MikTeX. 😀
Una versione più robusta del codice sarebbe
`\newif\ifpdf
\ifx\pdfoutput\undefined
\else
\ifx\pdfoutput\relax
\else
\ifnum\pdfoutput<1 %
\else
\pdftrue
\fi
\fi
\fi`
C’è un test in più e si tiene conto che \pdfoutput potrebbe avere anche valori diversi da 1; se è maggiore di zero, pdflatex produce il pdf, altrimenti dvi.Insisto che passare pdftex ai pacchetti e definire le estensioni dei file grafici è perfettamente inutile. E ti ripeto di non usare \RequirePackage nei documenti, potresti incorrere in guai con la legge che ammette solo pochissimi comandi con maiuscole e minuscole; guarda che potresti ricevere una visita della Thought Police.
Ciao
Enrico
::Perchè preferisci specificare che la dichiarazione della lunghezza \savedparindent deve avvenire all’inizio del documento piuttosto che, semplicemente, nel preambolo dove è scritta?
E’ una formalità utile nel caso ci sia quanche pacchetto che utilizza una lunghezza omonima o c’è qualche motivo che mi sfugge?È per essere sicuri che si usi la lunghezza giusta; qualche pacchetto o comando successivo potrebbero modificarla. Certi parametri sono impostati proprio da \begin{document}. Una precauzione, niente di più.
Ciao
Enrico
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