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robitex” post=109684Sono passato a LuaLaTeX o a LuajitLaTeX da qualche mese.
Visto che ormai la discussione è stata dirottata, luajittex funziona “bene”? È davvero un po’ più veloce di luatex? Qualche tempo fa volevo aggiungerlo ai programmi predefiniti supportati da AUCTeX, ma poi non lo feci più (non ricordo neanche più perché), ne vale la pena?
::robitex” post=109610Non devi fare altro che installare la 2 perché di solita la 1 non è aggiornata e perché potrebbero mancare alcune funzionalità (per esempio per Ubuntu/Debian e quindi forse anche per Mint, manca il gestore tlmgr per aggiornare i pacchetti online da CTAN (ovviamente)).
Non è più vero da parecchio tempo ormai: https://www.preining.info/blog/2013/04/tlmgr-user-mode/
::robitex” post=109609Per rispondere alla risposta che ho dato a Elrond
Rispondi a una risposta? 😀
robitex” post=109609le paroline magiche di cui trattasi sono “community driven”.R.
Non ho capito, vuoi dire che auspichi che lo sviluppo di LaTeX & Co. sia maggiormente guidato dalla comunità? Mi sembra che una buona fetta degli sviluppatori principali di LaTeX3 siano abbastanza attivi nella comunità (per esempio molti di loro fanno attivamente parte di tex.stackexchange, dove si a che fare con utenti di tutte le risme, dai neofiti a quelli più smanettoni). Tralasciando ConTeXt, che mi sembra un po’ distante da e inconciliabile con gli altri motori, latex, lualatex e xelatex sono tecnologicamente molto diversi. lualatex è forse il “migliore” sotto diversi punti di vista, ma paga il prezzo della velocità (@OldClaudio: avevi detto che lualatex unisce i pro di latex e xelatex tranne la velocità, cioè ha solo l’unico vantaggio di xelatex 😉 ), al momento ho l’impressione che questo problema sia insormontabile. Il ~95% dei documenti composti in LaTeX non ha bisogno di tutte le caratteristiche di lualatex in più rispetto a latex, e nonostante oggigiorno ci sono computer potenti la differenza del tempo di compilazione è sensibile (ed è fastidioso attendere più tempo senza neanche aver alcun vantaggio in più).
L’ho già detto mille volte su questo forum, avendo avuto a che fare col mondo accademico, in cui LaTeX la fa da padrone, mi rendo conto che in quell’ambiente c’è una fortissima tendenza a usare strumenti “vecchi” perché considerati “stabili” (perché cambiare qualcosa che funziona?). arXiv ha aggiornato la propria distribuzione TeX Live alla versione 2016 solo la settimana scorsa, fino ad allora era piantata alla 2011 (non c’era biblatex, per dirne una, che comunque è piuttosto fastidioso da usare con biber perché ogni bbl funziona solo con la versione di biber con cui è stato compilato, il che nel lungo termine lo rende molto limitato). Molti editori di riviste scientifiche sono anche peggio e richiedono che il documento DVI compilato con latex (proprio [tt]latex[/tt], [tt]pdflatex[/tt] non è contemplato). Quindi il mondo LaTeX potrà anche evolversi, ma se poi un gran numero di utenti saranno costretti per decenni a continuare a compilare in DVI…
Per come la vedo io, più che un problema di modalità di sviluppo, c’è un problema di tecnologia: manca uno strumento di base che possa soddisfare tutti (velocità, interazione semplice col sistema operativo, facile gestione dei font, scrittura da sinistra a destra, ecc…) contemporaneamente, e probabilmente all’orizzonte non c’è la possibilità di crearne uno, per questo motivo si sono sviluppati strumenti diversi che soddisfano necessità differenti.
La troppa semplicità porta all’incoscienza di quello che si fa, non vedo come un male assoluto il dover sbattere un po’ la testa per capire come raggiungere un obiettivo (leggi: individuare qual è il motore LaTeX migliore per i propri scopi, e nel ~95% dei casi la risposta è anche piuttosto semplice), farà perdere del tempo, ma aiuta a comprendere meglio il funzionamento delle cose.
::lorenzo.pantieri” post=109583P.S. Quanto a Linux, non lo uso, ma… trovo che il problema sia lo stesso dei “tanti motori di LaTeX”. Mi spiegate il senso logico e l’utilità di avere 600 distribuzioni, tutte diverse?
Metti insieme 600 persone: andranno tutte e 600 d’accordo su tutto? Avranno tutte e 600 le stesse identiche necessità in ogni più piccolo aspetto del sistema operativo?
Riguardo alla questione originale sollevata nel filone, si sta semplicemente contrapponendo due classiche forme di sviluppo del software, la cattedrale e il bazaar.
26 Gennaio 2017 alle 14:00 in risposta a: [Risolto]Problemi installazione Writer2LaTeX(OpenOffice Mac) #109145::marco_stara” post=109309Vero Elrond, l’ho fatto manualmente, avevo ricevuto due consigli quasi in contemporanea da te e Claudio, e forse ho iniziato dal più difficile…
immagino che installando il pacchetto tutto si sarebbe fatto con maggiore immediatezza, ma da una parte dovevo pure iniziare e ha funzionato. Scusa, ma come primo ordine ho obbedito a quello del Generale Claudio. 🙂Che non è un utente (quotidiano, almeno, per quanto ne so) GNU/Linux 😉
marco_stara” post=109309Firefox e LibreOffice li ho anch’io ma come ti dicevo questo non ha impedito che il problema si verificasse.
Deduco che quindi prima non avevi il correttore ortografico neanche per nessuno di questi due programmi 😥
marco_stara” post=109309Quanto a TeXwoks l’ho installato un po’ di giorni fa insieme a Texmaker e Texstudio perché volevo vedere quale mi andava più a genio. Francamente Texmaker mi è piaciuto, ma me lo avete un po’ sconsigliato e ora stavo provando gli altri due.
Giuro che non ricordo come ho fatto l’installazione di nessuno dei tre ! …forse uno lo installa direttamente TexLive, vero?
Sono programmi indipendenti, si installano indipendentemente. La mia curiosità era: li hai installati dai repository di sistema oppure scaricando qualche programma precompilato trovato in giro? In generale nei repository troverai il ~95% programmi di uso comune che ti servono (a meno che non hai necessità particolari di programmi più di nicchia), la prima cosa che devi provare a fare è sempre controllare che un programma sia disponibile lì.
marco_stara” post=109309ll tuo consiglio mi interessa lo stesso, anche se non ho fatto in tempo a metterlo in pratica. Ma ho fatto una breve verifica subito dopo e non ho trovato su Tex Live 2016 un pacchetto con questo nome. Oppure è un pacchetto di del S.O. Ubuntu? perché non trovo nemmeno quello! Mi chiarisci il concetto?
Allora, mettiamo subito in chiaro una cosa: nei repository di Ubuntu 16.04 c’è TeX Live 2015, aggiornata al 2016-03-20. Considera che una volta installata questa versione non riceverai più aggiornamenti dei pacchetti, perché questa versione è congelata. Se questo per te non è un problema, allora procedi con l’installazione del pacchetto di sistema [tt]texlive-full[/tt]. Puoi farlo col gestore pacchetti per via grafica, oppure da terminale col comando:
`sudo apt-get install texlive-full`Se invece vuoi usare la versione più recente di TeX Live e sfruttare tutti gli aggiornamenti, finché ci sono, segui questa guida: http://profs.scienze.univr.it/~gregorio/texlive-YEAR-ubuntu.pdf (devi aggiustare gli anni, ma la sostanza della guida è valida)
::marco_stara” post=109307Alla fine ho trovato i due file per l’inglese nel percorso
/usr/share/hunspell
e qui ci ho copiato i corrispondenti due file per l’italiano.
Io sono un po’ imbranato, ma potrebbero trovare il modo di farla più semplice.
Hai installato il pacchetto che ti ho detto senza fare le cose “a mano”? Deduco di no, visto che quello che ti avevo suggerito avrebbe installato i dizionari in quella cartella: http://packages.ubuntu.com/yakkety/all/hunspell-it/filelist
Come avevi installato TeXworks?
marco_stara” post=109307Oggi si perde molto più tempo a configurare i software che ad utilizzarli…:roll:
Non credo di aver mai dovuto installare “a mano” i dizionari dei correttori ortografici. Hunspell è usato da diversi programmi che uso: Firefox, Emacs, LibreOffice, a quanto pare anche TeXwoks. Una volta selezionata la lingua italiana in fase di installazione del sistema operativo mi son sempre ritrovato i dizionari di Hunspell pronti per l’uso senza dover fare niente di niente
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Scusa, come stai provando a installare il dizionario? Basta che installi il pacchetto [tt]hunspell-it[/tt] senza fare capriole. Tra l’altro se hai già LibreOffice installato, con il supporto alla lingua italiana (cosa che dovrebbe essere avvenuta di default se hai scelto la lingua italiana in fase di installazione) dovresti già avere il dizionario installato.
::lorenzo.pantieri” post=109155Non posso farci niente se bm non gestisce a dovere un comando elementare come \dots.
Potresti leggere la definizione di [tt]\dots[/tt] e scoprire che è definito così:
`\DeclareRobustCommand{\dots}{%
\ifmmode\mathellipsis\else\textellipsis\fi}`
Non è un comando banale perché fa un controllo sulla modalità attualmente attiva e poi distribuisce il lavoro a [tt]\mathellipsis[/tt] o [tt]\textellipsis[/tt] a seconda della necessità. Per la cronaca
`\bm{\mathellipsis}`
funziona perché è direttamente definito così come si aspetta [tt]\bm[/tt].lorenzo.pantieri” post=109155Non ho mai visto in vita mia un simbolo di sommatoria in neretto.
Potrei dire la stessa cosa dei puntini di sospensione 😀 (Ah, l’ho già fatto.)
::lorenzo.pantieri” post=109153E allora che si fa con classicthesis, che carica hyperref e allo stesso tempo imposta i font?
Non sono io quello che usa e diffonde l’uso di [tt]classicthesis[/tt] 🙂
lorenzo.pantieri” post=109153
Il codice
`\usepackage{classicthesis}
\usepackage{bm}`
non soddisfa il punto 1, mentre
`\usepackage{bm}
\usepackage{classicthesis}`
non soddisfa il punto 2.Andrei per la prima strada. Non ho guardato il codice di [tt]bm[/tt] e [tt]hyperref[/tt], ma dubito che [tt]bm[/tt] ridefinisca comandi di [tt]hyperref[/tt].
lorenzo.pantieri” post=109150Un codice come
`\bm{{\dots}}`Cosa non è chiaro in “i puntini di sospensione che non sono un comando matematico per il quale \bm dovrebbe essere usato”? La “m” di “bm” sta per “math”. Nel manuale di bm leggo
In order to get the correct spacing, [tt]\bm[/tt] has to ‘investigate’ the definition of the
commands in its argument. It is possible that some strange constructions could
‘confuse’ this investigation. If this happens then LaTeX will almost certainly stop
with a strange error. This should not happen with any of the math symbols defined
in the base LaTeX or AMS distributions, or any commands defined in terms of those
symbols using normal LaTeX math constructs.Ah, un esempio:
`\documentclass{book}
\usepackage{bm}
\usepackage{amsmath}
\begin{document}
\[ \bm{\sum} \boldsymbol{\sum} \]
\end{document}`
Qual è il comando che non funziona a dovere? (Volendo usare solo [tt]amsmath[/tt], comunque la soluzione è nel manuale del pacchetto)
::lorenzo.pantieri” post=109150
Se carichi [tt]bm[/tt] dopo [tt]classicthesis[/tt] non hai nessun problema
Caricare per ultimo bm aiuta, ma non è vero che non ho nessun problema!
`\documentclass{book}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{bm}
\begin{document}
\[
\bm{\dots}
\]
\end{document}`
Questo documento minimo a me dà un errore fatale.`\bm{{\dots}}`
lorenzo.pantieri” post=109150Insomma:
1. bm va caricato dopo tutti gli altri pacchetti che lavorano sui font, pena casini inenarrabili;Anche [tt]hyperref[/tt] va caricato dopo tutti gli altri pacchetti, deduco che deprechi anche questo pacchetto.
lorenzo.pantieri” post=1091502. anche così, ci sono errori.
L’unica attenzione che bisogna avere è mettere delle parentesi in più in alcuni casi particolari. Suvvia, vuoi scrivere una guida per neofiti che bene che vada useranno [tt]\bm[/tt] per i vettori e ti fai problemi perché non rende bene in neretto i puntini di sospensione che non sono un comando matematico per il quale [tt]\bm[/tt] dovrebbe essere usato?
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Dal manuale di [tt]bm[/tt]This package interrogates the font allocations of the bold and heavy math versions,
to determine which bold fonts are available. This means that it is best to load the
package after any packages that define new symbol fonts, or (like the mathtime
package) completely change the symbol font allocations.Se carichi [tt]bm[/tt] dopo [tt]classicthesis[/tt] non hai nessun problema
::lorenzo.pantieri” post=109134
Se fai distinzione fra i programmi [tt]latex[/tt] e [tt]pdflatex[/tt] (che tra l’altro sono lo stesso identico programma eseguibile che però precarica due formati diversi), [tt]latex[/tt] è tutt’ora vivo e vegeto. Sempre parlando di riviste scientifiche, ne conosco più di qualcuna che richiede che i documenti sia compilabili con [tt]latex[/tt], non [tt]pdflatex[/tt].
Fa’ una ricerca veloce sul forum (quello vecchio, http://www.guit.sssup.it) per vedere quanti problemi ha dato questa duplicità. You do the math.
Personalmente non sono un fan del formato di [tt]latex[/tt], però sicuramente buona parte della fortuna del linguaggio è dovuta al fatto che in ambito matematico/fisico e affini è praticamente ovunque, però poi le riviste scientifiche ti obbligano senza possibilità di scelta a rimanere ancorato a strumenti del secolo scorso (invece su arXiv è possibile scegliere se usare [tt]latex[/tt] o [tt]pdflatex[/tt]).
In realtà qualcuno predilige effettivamente [tt]latex[/tt] a [tt]pdflatex[/tt] perché il primo è più veloce del secondo, su documenti molto lunghi può fare la differenza (fonte: David Kastrup).
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