Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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mi chiedevo se è possibile inserire nella copertina un’immagine che funga da sfondo
Pacchetto eso-pic, comando \AddToShipoutPicture*
`\AddToShipoutPicture*{%
\setlength{\unitlength}{1mm}%
\put(, ){%
\makebox(0,0){\includegraphics{}}}}` Nel codice proposto sostituisci
ed con le coordinate di posizionamento corrette (in millimetri), tenendo presente che se non alteri le impostazioni di default del pacchetto il punto (0,0) e’ nell’angolo in basso a sinistra; sostituisci con qualche cosa di appropriato.
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Non credo sia possibile infilare l’ambiente figure in una minipage.Mi potete aiutare, mi servono le minipage o il parbox!
So bene che la mia risposta non ti e’ di molto aiuto, ma potresti spiegarci perche’ vuoi mettere l’ambiente figure in una minipage? Magari quello che vuoi ottenere e’ fattibile in altro modo, ma non ho capito a quale risultato cerchi di arrivare.
::Faccio il mio disegno tranquillamente (anche se non riesco visualizzarlo a schermo, ma questo è un’altro problema) e ottengo il mio bel file mfput.2602gf
La possibilita’ di visualizzare direttamente il lavoro di mf dipende strettamente dalla distribuzione che usi: normalmente di mf ne esistono due versioni distinte, una delle quali contiene il codice necessario per visualizzare il risultato direttamente a video (questo, quanto meno, e’ vero per teTeX).
quando apro il dvi il sistema non riesce a caricare i file e se vado a cercare el informazioni trovo il seguente errore:
Making PK font:
C:\programmi\MikTeX\miktex\bin\makepk.exe –verbose gray 600 600 magstep(0.0) ljfour
name: gray, dpi=600, bdpi=600, mag=magstep(0.0), mode=ljfour
Creating gray.pk…
mf \mode:=ljfour; \mag:=magstep(0.0);nonstopmode;input gray
This is METAFONT, Version 2.71828 (MiKTeX 2.3)(C:\programmi\MikTeX\fonts\source\public\misc\gray.mf
(C:\programmi\MikTeX\fonts\source\public\misc\graycx.mf
! This file is for cx only.
;
l.4 …>cx: errmessage “This file is for cx only”;
fi
Fermiamoci qui, il resto non e’ molto interessante. Leggendo tra le righe (ma bisogna sapere che cosa si deve cercare) ci sono tutte le informazioni necessarie per capire che cosa e’ successo. Metafont e’ configurato per usare il modo ljfour (utile per le stampanti HP LaserJet4); si vede in tre punti distinti: l’ultimo parametro di makepk.exe, la ripetizione dei parametri alla riga seguente e la riga di invocazione di Metafont (\mode:=ljfour;).
Continuiamo. Metafont legge il file gray.mf che contiene l’istruzione di lettura di graycx.mf; quest’ultimo file controlla il modo attualmente usato da Metafont e produce il messaggio di errore “This file is for cx only” perche’ non puo’ essere utilizzato con altri modi che non siano cx.
Ora se non ho capito male gray è un font utilizzato solo per riempire i pixel di un colore che permetta di vedere label e punt chiave e compagnia bella.
Ho cercato un po’ nella mia distribuzione e nell’help di GFtoDVI, e ho visto che esistono diversi altri font gray o black, ne ho provato qualcuno con l’opzione appropriata ma senza successoDi font gray* ce ne sono effettivamente piu’ d’uno; il motivo? L’ottimizzazione. Se produci la tabella di uno di quei font (magari il graylj) con testfont vedrai che si tratta di un font un po’ particolare: tutti quei quadratini e rettangolini hanno dimensioni ben precise che dipendono strettamente dalle caratteristiche fisiche della stampante che si andrebbe ad utilizzare per ottenere delle copie cartacee; queste caratteristiche fisiche vengono specifiche nei diversi modi a disposizione nelle moderne distribuzioni di Metafont.
Tutti i dettagli tecnici si trovano in una delle ultime appendici del MetafontBook (la G, mi pare, ma non trovo piu’ il libro per verificare 😥 )
Finalmente posso ottenere quelloc he immagimo sia il preview. Sotto linux il problema non si pone e trovo un file dvi uguale a quello che trovo con il metodo appena esposto. Perché?
Perche’ evidentemente il modo che Metafont usa di default e quello necessario per utilizzare il “vero” font gray* coincidono. Per risolvere il problema anche con WinXX cerca gray.mf e sostituisci l’inclusione di graycx con graylj (non c’e’ nemmeno bisogno di rigenerare i formati oppure ls-R).
::Cancellare un pachetto e lanciare l’installazione non funziona perché il wizard se ne accorge, da un errore e esce dall’installazione, quindi lq strqdq non è seguibile a meno di non trovare il modo per dire al wizard di non cercare tutti i pacchetti.
Mi sembra strano che, considerato lo “standard” di fatto che le applicazioni per WinXX cercano di seguire, si incasini cosi’ tanto per una “sciocchezza”. Il setup di TeXLive, da questo punto di vista, e’ avanti anni luce (peccatto che per scaricarvi TeXLive dobbiate sobbarcarvi il dowload di un’intera iso).
ho rinstallato tutto (la nuova versione scaricata) e mi sono accorto che ora mikTeX mette a disposizione un gestore di pachetti simile a quello di linux. Tutto contento ho iniziato a disinstrallare roba (in realtà solo la hyph straniere) e anche li stessa sroria, non mi funzionava piu’ niente e ho dovuto rinstallare tutto.
Domanda scema: dopo aver rimosso quella roba hai rigenerato i formati? (magari non sarebbe servito a nulla, ma tentare non avrebbe nuociuto).
::sarebbe comodo, ma questa è solo una mia opinione, che si aprisse una nuova finestra al momento di comporre o di rispondere ad un messaggio, per potere mentre si scrive riguardare i post e verificare cose alle quali ci si vuole riferire. Io ho usato i tab del mozilla e ho ovviato ma se fosse automatico sarebbe meglio.
Scorrendo la pagina in cui si compongono i messaggi c’e’ un grosso “riquadro” intitolato Revisione Topic che permette di leggere comodamente tutti i messaggi del thread in ordine inverso (dall’ultimo al primo). Questo dovrebbe permettere di riguardare il thread senza dover incasinare lo schermo dell’utente con un’altra finestra.
Inoltre, come ha gia’ scritto Fabiano, il forum non e’ proprio semplicissimo da modificare.
Alla prossima (se gradita).
Sara’ certamente gradita 😉
::quindi se devi scrivere un documento complesso forse puoi prendere in considerazione l’idea di metterti un po’ a decifrare il codice proposto da ev, eventualemnte chiedendo aiuto più specifico.
Se posso permettermi un’osservazione: i due brani di codice potevano essere semplicemente incollati (uno o l’altro, non tutti e due, ovviamente) nel preambolo di un documento già esistente senza alcun problema (avevo anche fatto il sandwich con \makeatletter…\makeatother), ma l’importante è che il problema sia risolto, in un modo o nell’altro.
Una volta sull’antenato di questo forum chiesi rassegnamenti su di un ambiente la cui definizione faceva un centinaio di righe buone, ho chiesto spiegazioni passo a passo e uan persona mi ha mandato paginate di spiegazioni dettagliate, ho richiesto conferme su certi passaggi e ancora ho ricevuto tonnellate di spiegazioni.
Dai, non fare così, non erano poi tante pagine 😉
::non riesco a far allineare a destra delle cifre in una tabella in cui ho dato dei parametri specifici di larghezza con l’opzione p{}
Comportamento perfettamente normale: lo specificatore di colonna p{} crea una colonna in cui il testo è allineato a sinistra. Il motivo è che p{} viene solitamente utilizzato per creare colonne il cui contenuto si espande su più righe e in spazi molto ristretti giustificare il contenuto di una cella può dare risultati sgradevoli.
cioè ho provato ad affiancarci provando in vari modi l’opzione r ma i risultati non sono soddisfacenti perchè la tabella mi cambia di dimensione
Per forza “cambia di dimensione”: tutti gli specificatori di colonna elencati come argomento di \begin{tabular}{} creano una nuova colonna, quindi rp{5cm} ti crea una colonna di larghezza variabile con testo allineato a destra ed una colonna di 5cm con testo allineato a sinistra.
Dato che scrivi di voler allineare delle cifre, forse ti converrebbe utilizzare il pacchetto dcolumn che mette a disposizione un ulteriore specificatore di colonna: D. Ti indico la sintassi completa perché spesso nelle distribuzioni non c’è la documentazione di questo pacchetto: `D{separatore nel .tex}{separatore nel file finale}{posizioni decimali}` In questo modo il contenuto di quella colonna è allineato rispetto al separatore dei decimali.
In alternativa, usa il pacchetto array. Senza modificare troppo l’ambiente tabular che hai già definito, questo pacchetto ti permette di utilizzare alcuni comandi che “alterano” gli specificatori di colonna (in questo caso il concetto è proprio quello che cercavi di utilizzare tu all’inizio): per allineare a destra scrivi `>{\flushright}p{5cm}` Per maggiori dettagli leggi la documentazione del pacchetto (questa c’è praticamente sempre).
::non riesco a far apparire una nota che si rivolge ad un elemento in ambiente tabular in fondo alla pagina. Ho provato con l’ambiente minipage ma la nota così mi appare subito dopo la tabella e non in fondo alla pagina.
Il comportamento descritto è perfettamente normale. Per alterarlo ci sono diverse soluzioni, ma se usi un tabular puro e semplice la strada maestra è:
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utilizzare il pacchetto footnote della collezione mdwtools (reperibile qui nel caso non fosse presente nella tua installazione locale)
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nel preambolo inserire il comando `\makesavenoteenv{tabular}`
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ricompilare 8)
::PS: aggiungo una cosa. Qui trovate la ricerca su Google.com delle parole “curriculum europeo” già fatta.
Quando ho suggerito la ricerca con Google pensavo sarebbe saltato fuori come primo link questo (che è legato all’attività di una delle tante appendici della Comunità Europea). Se vi farete un giretto per quelle pagine vedrete che il formato proposto è un tantino “particolare” (mi verrebbe quasi da dire che fa schifo, ma de gustibus…) e, cosa che da un bel po’ di fastidio, i modelli scaricabili sono in formato Word 😡 oppure rtf (già meglio); per fortuna gli esempi già compilati sono in pdf.
Personalmente non ho ancora deciso se mi piace di più il formato proposto dal pacchetto curve o quello di currvita. Voi che ne dite? (A breve ne avrò bisogno anch’io)
::Salve, sono nuovo di questo forum.
Benvenuto 🙂 Mi sono preso la libertà di modificare la “K”.
Mi servirebbe un package per fare uscire un curriculum vitae.
Su CTAN ne ho trovati due: curve e currvita. Non chiedermi quale sia il migliore: dipende tutto dai gusti.
Con l’occasione vi chiedo se esiste un qualche tipo di standard italiano per la compilazione di curricula.
Bella domanda: se esiste uno standard “di fatto” italiano non so, ma c’è uno standard “imposto” dalla Comunità Europea (come se non avessero altro di meglio da fare); con google ricerca “curriculum europeo” e dovresti trovare ben più di un riferimento.
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Mi rispondo da solo.La soluzione proposta precedentemente è un po’ troppo sbrigativa e non funziona (il codice di AMS inizia sempre stabilendo come separatore il punto e successivamente intervengono altri cambiamenti dovuti agli “stili” di teorema applicati), quindi ecco qualche cosa che potrebbe funzionare.
Se usate AMS e compagnia briscola potete:
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definirvi un vostro “stile” di teorema (leggete la documentazione di AMS per i dettagli)
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modificare brutalmente il separatore in modo simile a come ho già suggerito precedentemente; assumendo che pippo sia il nome dello stile che avete usato all’atto della creazione del teorema con \newtheorem (plain, se non avete specificato diversamente) e che vogliate usare come separatore ~—, inserite il codice seguente appena prima dei comandi \newtheorem:
`\makeatletter
\let\old@th@pippo\th@pippo
\def\th@pippo{\old@th@pippo\thm@headpunct{~—}}%
\makeatother
`
In questo modo, il codice originale di AMS imposta come separatore il punto e poi applica le impostazioni dello stile “pippo” che modificheranno il separatore come desideriamo.
Se non usate AMS e compagnia potete:
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procurarvi il pacchetto ntheorem (dalla descrizione sembra poter fare al caso nostro, ma non l’ho mai usato, quindi prima di imbarcarvi in quest’impresa leggete la documentazione)
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eseguire un’altra brutale operazione chirurgica sul codice di LaTeX aggiungendo (nel preambolo o comunque prima della definizione del primo teorema) il seguente codice:
`\makeatletter
% Questa macro conterrà il separatore prescelto (modificatelo a piacere).
\def\nostro@separatore{~—}%
\def\@xnthm#1#2[#3]{%
\expandafter\@ifdefinable\csname #1\endcsname
{\@definecounter{#1}\@newctr{#1}[#3]%
\expandafter\xdef\csname the#1\endcsname{%
\expandafter\noexpand\csname the#3\endcsname \@thmcountersep
\@thmcounter{#1}\nostro@separatore}%
\global\@namedef{#1}{\@thm{#1}{#2}}%
\global\@namedef{end#1}{\@endtheorem}}}%
\makeatother
`
Prestate attenzione ai simboli % altrimenti rischiate di ritrovarvi spazi indesiderati nel documento.
E poi qualcuno mi accusa di non voler rispondere alle domande… tsck, tsck.
::il mio relatore vuole subito dopo il numero .— in modo da avere Teorema 1.1.1.—
A volte mi chiedo se i relatori servono a qualche cosa oltre che a rendere difficile la vita ai tesisti… ma lasciamo perdere. Per risolvere il tuo problema, se hai usato amsthm, nel preambolo aggiungi:
`\makeatletter
\thm@headpunct{.—}
\makeatother
`
Se non funziona escogiteremo qualche altra soluzione 😉
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AutoreRisposte
di questo forum
mi permetto di aggiungere che speravo ti rispondesse qualche altro utente e che l’ho fatto io solo per non lasciarti nei guai ed evitarti tante 