Risposte nei forum create
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Mi pare di ricordare di aver sentito dire da Enrico che si può realizzare una tabella a regola d’arte mediante una scala di grigi. Purtoppo però non ho mai trovato il sorgente di una tabella realizzata in questo modo: è possibile averne (almeno) un esempio, da usare come modello?
`\documentclass{article}
\usepackage[table]{xcolor}\colorlet{testa}{gray!50}
\colorlet{riga}{gray!20}\begin{document}
\rowcolors{3}{riga}{}
\begin{tabular}{cc}
\rowcolor{testa}
\itshape intestazione & \itshape intestazione \\
riga & riga \\
riga & riga \\
riga & riga \\
riga & riga \\
\end{tabular}\end{document}`
::Allora, nel file tesi.tex ho caricato i pacchetti hyperref e url
Se usi il primo, l’esplicito caricamento del secondo è superfluo.
Cmq il testo dell’url non viene spezzato in entrambi i casi che vi ho esposto………… dove sbaglio?
L’errore sta nel fatto che usi hyperref ma non produci un PDF con pdfTeX (ci metto la mano sul fuoco!). Le soluzioni che hai a disposizione sono:
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se non produci un PDF, non usare hyperref;
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se produci un PDF, usa direttamente pdfTeX oppure converti il DVI in PDF con dvipdfm ma, in questo caso, aggiungi l’opzione adatta al caricamento di hyperref.
::Scusa, non ero stato chiaro col mio messaggio: intendevo dire che forse si potrebbe aggiornare quella pagina.
Il Gruppo è sempre stato aperto a collaborazioni di qualunque tipo, quindi chiunque scovi un errore oppure si senta in grado di migliorare il contenuto del sito è caldamente incoraggiato a contribuire. Come? Riscrivendo il testo incriminato ed inviandolo allo staf (che non ha mille occhi e mille braccia e che sicuramente apprezzerà il gesto di ricevere, oltre alla segnalazione dell’errore, anche una possibile soluzione).
::Solo mi (anzi, ti) chiedo: come si fa perché le 4 note “a piè di tabella” non siano contrassegnate con 4 lettere diverse, ma tutte con la stessa lettera, e perché anziché 4 note uguali (al piè della tabella) ce ne sia una sola?
Quick ugly hack:
`\begin{table}[tb]
\begin{minipage}{\textwidth}
\renewcommand*{\thefootnote}{{\itshape\alph{mpfootnote}}}
\centering
\caption{Misure $\alpha$ per gruppi di individui} \label{acc}
\begin{tabular}{lrrrr}
& & & & \\
\multicolumn{1}{c}{Gruppi di} & \multicolumn{4}{c}{Misure $\alpha$} \\
\multicolumn{1}{c}{studenti} & \multicolumn{1}{c}{$\alpha$} &
\multicolumn{1}{c}{$\alpha_{1}$} & \multicolumn{1}{c}{$\alpha_{2}$} &
\multicolumn{1}{c}{$\alpha_{3}$} \\ \hline
& & & & \\
Gruppo A & $10.314$ & $0.1353$ & $0.25$ & $0.36$ \\
& $\footnote{Valore atteso delle misure $\alpha$.}10.331$ & $0.1346$ & $0.26$ & $0.380$ \\ \hline
& $\footnotemark[\value{footnote}]10.331$ & $0.1346$ & $0.26$ & $0.380$ \\ \hline
& & & & \\
Gruppo B & $0.216$ & $9.383$ & $0.059$ & $0.271$ \\
& $\footnotemark[\value{footnote}]0.256$ & $9.414$ & $0.106$ & $0.308$ \\ \hline
& & & & \\
Gruppo C & $0.209$ & $0.35$ & $0.144$ & $0.219$ \\
& $\footnotemark[\value{footnote}]0.238$ & $0.31$ & $0.176$ & $0.248$ \\ \hline
& & & &
\end{tabular}
\end{minipage}
\end{table}
`
::Magari qualche esperto sul forum sa come fare per ottenere un risultato più elegante…
Alcune soluzioni:
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usare \footnotemark e \footnotetext (è ancora indubbiamente artigianale e se hai più di una o due note rischi di fare confusione);
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mettere la tabella in una minipage ed aggiustarne la dimensione ed il posizionamento;
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usare threeparttable (ma è ancora artigianale);
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usare tabularx oppure longtable, che mettono le note a piè di pagina al loro posto, cioè a piè di pagina;
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usare footnote, che mette le note a piè di pagina, incrociando le dita e sperando che la versione di hyperref in uso non faccia le bizze.
::ho anche notato la differenza tra usare \\ e la linea vuota, quest’ultima lascia lo spazio a inizio paragrafo…
\\ forza un “a capo”; iniziare un nuovo paragrafo è un’altra faccenda.
per i teoremi non capisco molto bene cosa intendi, se li spezzo e li metto in due pagine poi sono meno facili da leggere, così sono subito sotto controllo, e sono nella pagina in cui c’è il riferimento…
Non mi pare di aver scritto “Metti i teoremi in pagine separate”; ho scritto “Se vuoi proprio tenere i due teoremi in una nota a piè di pagina, io la spezzerei in due.”, cioè indicherei ogni teorema in una nota indipendente:
`% …
\usepackage[multiple]{footmisc}
% …
blah blah\footnote{qwerty}\footnote{asdfgh}`YMMV
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In alcuni casi nemmeno wrapfig può essere d’aiuto; direttamente dalla documentazione del pacchetto:-
The environment should be placed so as to not run over a page break.
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The environment must not be placed in special places like lists.
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For esthetic reasons, only plain text should wrap around the figure. Section titles and big equations look bad; lists are bad if the figure is on the left. (All these function properly, they just don’t look very good.) Small equations look fine.
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It is convenient to begin the environment between paragraphs, but if you want placement in the middle of a paragraph, you must put the environment between two words where there is a natural line break.
Apporto qualche modifica al codice; aggiustalo eventualmente tu tenendo conto di quanto riportato sopra (soprattutto il primo punto) e ricompila per vedere che succede.
`\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage{graphicx, wrapfig}
\begin{document}
\begin{wrapfigure}{r}{0pt}
\includegraphics[scale=0.3]{Newton}
\caption{Sir Isaac Newton}
\end{wrapfigure}
Per uno sviluppo sistematico del calcolo infinitesimale in Europa, bisogna attendere l'inizio dell'era moderna e il XVIII secolo, periodi di grandi
%% [ grosso taglio ]
Per lungo tempo ci f\'u una disputa su chi dei due fosse effettivamente stato il padre del calcolo infinitesimale, ma si \'e giunti alla conclusione che entrambi ottennero i loro risultati indipendentemente, e nello stesso periodo, senza che nessuno copiasse l'altro (cosa di cui Newton accusava Leibniz).\begin{wrapfigure}{r}{0pt}
\includegraphics[scale=0.4]{Leibniz}
\caption{Gottfried Wilhelm Leibniz}
\end{wrapfigure}
Dopo Newton, nuovi sviluppi forno portati da matematici come Cauchy, Riemann, Weierstrass, che si occuparono di dare un rigore ai fondamenti di calcolo, e espandere i suoi concetti in nuovi campi.Pi\'u recentemente, nel XX secolo, vengono sviluppate teorie che forniscono basi più generali, astratte ed efficaci per lo studio dei problemi infinitesimali.
\end{document}`I paragrafi non si terminano con \\ ma con una semplice linea vuota. Correggi tutti gli accenti. Se vuoi proprio tenere i due teoremi in una nota a piè di pagina, io la spezzerei in due.
::però non capisco perchè non riesco a mettere le immagino dove voglio, le mette sempre allineate centralmente in verticale, posso solo decidere se farle stare sul lato destro…
Non ho capito molto di come ti si presenta il documento, quindi non ti rimane altro da fare che creare un documento minimale che riproduca il problema e farci vedere il codice. Mi sovviene un dubbio: non starai usando l’ambiente figure, vero?
::Perchè mi viene fuori una cosa simile?
Mi permetto di essere franco: da quello che scrivi sembra abbastanza evidente che stai procedendo a tentoni. Accetta un consiglio: fermati e documentati, altrimenti non riuscirai né a capire né ad apprezzare LaTeX.
Per quanto riguarda il problema specifico: hai dimenticato babel (oppure ne ignori l’esistenza), quindi aggiungi
`\usepackage[italian]{babel}`
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Diciamo che è un motore di composizione basato su TeX, con il pieno supporto per Unicode, OpenType ed altre tecnologie usate dal Mac OS X; se ti piovesse fra le braccia un Mac, installando XeTeX ed usando il pacchetto fontspec riusciresti ad ottenere effetti impossibili da realizzare con eTeX. Il porting su Linux “zoppica” ancora un po’, ma la speranza di vederlo funzionare bene c’è.
::Ma “ubuntu” non voleva mica dire “non so installare debian”? 😈
L’ho detto/scritto io da qualche parte? Per il pc in questione “ubuntu” significa solo “non mi lasciano installare FreeBSD, non posso fossilizzarmi con Debian e con Gentoo mi spuntano le ragnatele” 😀
Il che mi da’ anche un po’ fastidio, perché installa roba in /usr/share/ “sporcando” quindi la distro.
Concordo: sarebbe meglio se gli script mettessero tutto in /usr/local… o magari in $TEXMFLOCAL.
Il pacchetto per Ubuntu funziona bene, anche se non ho avuto il tempo di “giocarci” come si deve. Non ho ancora scaricato i sorgenti, quindi potrei scrivere una castroneria, ma se ci sono i file di configurazione usati per creare il pacchetto .deb potresti trarne ispirazione per l’ebuild.
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Vedo che sei “preso bene” 😉Purtroppo nel weekend non ho avuto modo di provare… magari questo pomeriggio riesco a ritagliarmi un po’ di tempo per installare i pacchetti per Ubuntu (ok, ok, tu hai proceduto “a mano” perché stai usando Gentoo… ammesso che i pacchetti per Ubuntu funzionino, proverò anche “a mano”). Una curiosità: hai seguito pedissequamente le istruzioni oppure sei andato “a naso”?
Riguardo lo spostamento: nulla in contrario 🙂
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