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vorrei modificare i parametri delle caption, ho provato a caricare il pacchetto caption3
No, devi usare/modificare i template di beamer (vedi pagina 107 per quello relativo alle didascalie).
1- eliminare la scritta
Possibile soluzione non testata:`\defbeamertemplate{caption}{anonima}{%
\raggedright
\insertcaption\par
}
%…
\setbeamertemplate{cation}[anonima]`2- vorrei modificare lo spazio lasciato tra la figura e la caption
Modifica il valore di \abovecaptionskip con \setlength.
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Per Bistek: ci tengo a chiarire che non ho nulla contro le tue proposte, quindi quanto segue non deve essere interpretato come una qualche sorta di attacco personale 🙂Quelle gia’ disponibili e la documentazione distribuita con le installazioni sono certamente complete, ma troppo tecniche.[…]
Installare nuovi font è un’operazione complessa a causa della flessibilità del sistema di gestione dei font ed anche a causa del periodo e della tecnologia comunemente utilizzata. Non possiamo nasconderci dietro al paravento della flessibilità e non ammettere che la tecnologia su cui si basa il tutto è troppo complessa per un uso normale da parte di un comune utente di sistemi desktop. Un enorme passo in avanti sulla strada della semplificazione è stato fatto con XeTeX, ma quell’esperienza è destinata, secondo me, a rimanere confinata al mondo Apple, purtroppo.
ma e’ comprensibile che per un newbie il voler “cambiare carattere” o anche il solo conoscere quali sono i caratteri a sua disposizione sia uno shock.
No, non dovrebbe essere così se il newbie in questione non pretendesse di “guidare prima di aver conseguito la patente”. Nel caso specifico, se il newbie accettasse che l’utilizzo di un nuovo strumento comporta, necessariamente, un periodo di apprendistato, nel quale è necessario informarsi ed imparare il più possibile, forse leggerebbe Using common PostScript fonts with LaTeX (psnfss2e.pdf) e saprebbe che cercando nei posti giusti potrebbe trovare pacchetti e descrizioni di molti font “extra”, le metriche per alcuni font commerciali (molte altre qui), etc. Certamente più complicato di scegliere un font a caso dal un menù a tendina, su questo non ci sono dubbi.
::A me serve il carattere 14 e interlinea 1,5… dite che viene visualizzato male?
Sì, ma de gustibus…
Per chi pensasse “Perche’ non te lo provi da solo?” Rispondo subito … ho problemi nell’installare layaureo…
Repetita juvant: se vuoi solo provarlo, dato che non comprende font ed altre cose complicate da gestire, metti tutto (pacchetto e file di test scritto da te con tutte le opzioni che vuoi) in un’unica directory e compili.
::da quello che ho capito, fontspec è una implementazione di funzioni già presenti in xetex.
Fornisce un’interfaccia estremamente comoda per accedere direttamente ai font di sistema di OS X e per sfruttare pienamente la tecnologia che si trova alla base di tutto senza dover scrivere ogni volta una manciata di file di configurazione per modificare qualche caratteristica dei font OpenType e AAT. Per quanto riguarda l’installazione, il pacchetto è composto essenzialmente di due file (fontspec.sty e fontspec.cfg), che vanno messi nell’albero locale come al solito, mentre il resto sono documentazione (importante!) e sorgenti del pacchetto stesso.
si. SimonciniGaramond.sty si trova nella cartella /Libreria/teTeX/share/texmf.local/tex/latex/adobe/SimonciniGaramond/
Ok, quindi se non riesci ad usarlo significa che non “l’ha visto” e ci sono problemi con TEXMF.
non sapevo di dover configurare il sistema per dirgli di usare l’albero locale.
Non è detto che sia necessario: magari tu ed il sistema avete due concezioni diverse di quale debba essere l’albero locale 🙂
`TEXMFMAIN = /sw/share/texmf
TEXMFDIST = /sw/share/texmf-dist
TEXMFLOCAL = /sw/share/texmf-loca`
quindi dovrebbe essere tutto in ordineNo, no 🙂 tu usi texmf.local mentre il sistema chiede texmf-local (ammesso che quel texmf-loca sia solo un problema di cut & paste).
al di là che il problema salti fuori o meno… ora che leggo direttamente i font di sistema installati, il rotis e il simoncini che ho installato a mano non servono più, giusto? potrei anche cancellarli, no?
Direi di sì, fin tanto che ti ricordi di usare sempre XeTeX per compilare qualsiasi cosa (e dopo che hai sistemato la faccenda dell’albero locale ed hai installato fontspec). Nota bene: se fai pulizia, ricordati di togliere di mezzo anche il contenuto della mappa con updmap –disable
.
::sperando di non infrangere la netiquette
Tranquillo 🙂 basta avere un po’ di buon senso, come quello che hai dimostrato tu, e non s’infrange alcuna netiquette (che, per inciso, non dovrebbe essere vista come un ostacolo alla comunicazione ma come una serie di linee guida per facilitare la risoluzione dei problemi).
desidero usare per le mie tesine un font in particolare, il simoncini garamond, che è il font che usa einaudi da 40 anni. prima di partire mi procuro la font installation guide […]
Ben fatto. Essendo tu un fortunato possessore di Mac (mi rode il fegato :)), forse la strada più semplice potrebbe essere l’utilizzo di un pacchetto realizzato apposta per sfruttare la tecnologia del Mac: http://www.ctan.org/info?id=fontspec (Nota bene: per funzionare è indispensabile l’utilizzo di XeTeX).
a questo punto il primo dubbio. la procedura descritta produce un file pig.map, tuttavia a pagina sedici della guida Zannarini/Vavassori, il listato 4 si chiama family.map e non ffm.map. per cui rinomino il file come SimonciniGaramond.map.
Il nome della mappa è irrilevante: quando ne viene abilitato l’uso, il contenuto viene copiato nelle mappe realmente usate da PDFeTeX.
provo a usare il font in due modi, con il file di stile e con {\usefont{T1}{pig}{m}{n}Prova di testo con nuovo font.}
Mi permetto di farti una domanda idiota: ma il file di stile esiste?
Altra domanda: sei sicuro che il sistema sia configurato per usare l’albero locale? A giudicare dall’output di updmap sembrerebbe tutto ok, ma io controllerei il contenuto di texmf.cnf (oppure un bel kpsexpand ‘$TEXMF’)
nel secondo caso ottengo: LaTeX Font Warning: Font shape `T1/pig/m/n’ undefined
Ci faresti vedere il contenuto del file .fd?
::Ringrazio i consigli che mi dicono di usare report e article, e vi gio una mia proposta: come è l’output utilizzando scrreprt di Koma, o la classe memoir?
La documentazione del bundle Koma-script è scritta con quelle classi, quindi puoi farti un’idea generale del risultato anche solo scorrendola velocemente. Idem per quanto riguarda il manuale di memoir, con la postilla che Wilson si è “divertito” a cambiare le cose a metà strada per pure motivazioni didattiche; l’addenda al manuale ha un aspetto più omogeneo. Ci sono anche altre classi, quindi dai un’occhiata al catalogo del TUG: http://www.tug.org/tex-archive/help/Catalogue/bytopic.html
Per il layout… layaureo migliora molto l’aspetto, ma mi piacerebbe appena appena più grande…
Il corpo del documento? Ancora più grande? De gustibus non disputandum est, quindi se non ottieni un risultato soddisfacente nemmeno con l’opzione big, allora ti conviene accantonare layaureo ed usare direttamente geometry.
::Una domanda per e.v. ….ma tu ricevi le notizie sui pacchetti da una qualche mailing list??? che ti dice tutte le nuove uscite? se si mi fai sapere dove ci si può iscrivere?
Hai diverse opzioni:
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puoi controllare “a mano” ogni tanto il sito del TUG;
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puoi usare questo comodo feed con un qualunque programma che riesca a gestire il formato RSS2;
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puoi iscriverti alla mailing list degli annunci seguendo queste istruzioni.
::In effetti si, sto cercando di fare un documento molto simile a come mi verrebbe con word…
Ah… allora sei “fortunato” 😉 perché proprio ieri su ctan-ann è comparso il seguente annuncio: http://www.mail-archive.com/ctan-ann@dante.de/msg00579.html (link al Catalogue: http://www.tug.org/tex-archive/help/Catalogue/entries/wordlike.html). Guarda se il risultato ti garba.
::Ma non riesco a trovare una documentazione completa delle possibili opzioni e classi da utilizzare con \documentclass…. nelle guide trovo i soliti valori a4 book article etc etc…
Per le classi standard: latex2e.dvi
ma non ho ad esempio notizie su “memoir” che ho trovato in alcuni files…
Per le classi non standard: la documentazione relativa.
Inoltre volevo sapere: che cos’è di preciso una classe???
Leggi la sezione 1.1 di clsguide.dvi.
Per quanto riguarda il districarsi nella miriade di pacchetti: http://www.tug.org/tex-archive/help/Catalogue/bytopic.html
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Proposta: una sola minipage con due tabelle affiancate, ognuna delle quali presenta l’argomento opzionale che governa il posizionamento relativo.
`\begin{minipage}{\textwidth}
\center
\begin{tabular}[t]{ccc}
[year] & \ke & \sd \\
\hline
0.00 & 1.00462 & 0.00038 \\
0.96 & 1.00325 & 0.00038 \\
2.88 & 1.00130 & 0.00036 \\
4.79 & 1.00050 & 0.00039 \\
6.71 & 0.99955 & 0.00037 \\
8.63 & 0.99975 & 0.00035 \\
10.55& 1.00070 & 0.00037 \\
12.47& 1.00216 & 0.00037 \\
\end{tabular}
\hfill
\begin{tabular}[t]{ccc}
[year] & \ke & \sd \\
\hline
14.38 & 1.00350 & 0.00036 \\
16.30 & 1.00209 & 0.00038 \\
18.22 & 1.00441 & 0.00035 \\
20.14 & 1.00472 & 0.00036 \\
22.05 & 1.00722 & 0.00035 \\
23.97 & 1.00802 & 0.00037 \\
25.89 & 1.00802 & 0.00038 \\
\end{tabular}
\end{minipage}`
Ho letto sono in un secondo momento che tutta ‘sta roba è dentro un ambiente flottante (mamma mia quanto sono distratto!): potresti buttare via la minipage e metterne il contenuto direttamente nell’ambiente flottante, sostituendo \hfill con un’altra spaziatura manuale (\hspace{3em}, tanto per fare un esempio) se la distanza tra le due tabelle dovesse essere eccessiva.
::ok tutto bello accidenti però non lo so installare!!!!! Scusate se sono pesante ma mi sapreste dire come fare?
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