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  • in risposta a: \tableofcontents (segue) #1623
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    Solo per la cronaca: sarebbe stato meglio continuare il topic di cui parli, perché l’argomento è strettamente correlato.

    per quanto riguarda la risposta alla tua domanda è già presente nel forum esattamente la stessa questione, non mi ricordo in quale topic. fai un po’ di ricerca…

    ciao
    f

    p.s. lascio un po’ questo topic poi lo incolllo al precedente.

    in risposta a: Layout di pagina in LaTeX (e pacchetto LayAureo) #1460
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    Ora, usando un metodo empirico inventato da Bringhurst e considerando che ad una dimensione media di 12 pt la stringa alfabetica “abc…xyz” in Computer Modern Roman ha una lunghezza di circa 150 pt abbiamo che la larghezza ottimale dell’area del testo varia tra i 26 pc ed i 30 pc.

    dove si trova una spiegazione di tale metodo?
    vorrei calcolare la larghezza ottimale per 10pt e 11pt.
    ciao e grazie
    f

    in risposta a: stile dei link con hyperref #1439
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    – quando creo un collegamento ad un uri (tipo una pagina web), come faccio a renderla esteticamente simile ad un hyperlink standard HTML (per essere piu` preciso, come faccio a rendere il collegamento simile all’interpretazione standard della maggior parte dei browser del tag …, ossia blu e sottolineato)? Posso inoltre specificare da qualche parte il colore che intendo usare in RGB e/o esadecimale?

    per i link a documenti esterni è semplice, perché l’operazione di colorarli e sottolinearli è indipendente dal renderli riferimenti ipertestuali con hyperref. è nel caso di link interni che è complicato, visto che hyperref non permette in maniera semplice di ridefinire lo stile di tali riferimenti.

    per sottolineare, sono andato alla pagina di GuIT ricerca e ho cercato sottolineatura, ottenendo i seguenti risultati:
    omoline: Consente l’interruzione di riga, in accordo con la larghezza del paragrafo, anche in caso di sottolineatura (barratura o sopralineatura) della frase.
    soul: Sottolineatura, evidenziazione, barratura ed effetto a lettere “l a r g a m e n t e” spaziate.
    ulem: Vari stili di sottolineatura.
    ushort: Modifica delle impostazioni di sottolineatura. Utile per chi opera con variabili matematiche sottolineate.
    purtroppo non conosco nessuno di tali pacchetti e quindi non posso darti codice pronto all’uso. in ogni caso, dal momento che l’operazione di sottolineatura e di creazione link sono indipendenti basta che le incapsuli una dentro l’altra.

    per quanto riguarda invece il colore la spiegazione di come fare è riportata chiaramente nella mia copia del manuale di hyperef.
    in ogni caso per ottenere link colorati (e quindi senza la scatoletta per evidenziare che usa acroreader e non LaTeX) in blu per quelli interni e in rosso per quelli a url uso:
    `\hypersetup{colorlinks=true, linkcolor=blue, urlcolor=blue}
    `

    – posso simulare un effetto del tipo a:hover dei CSS (ovvero se il mio testo e` nero su bianco, posso generare un effetto che visibilmente colora il link e lo sottolinea solo al passaggio del mouse sul link stesso, che altrimenti sarebbe nero su bianco)?

    non ne ho idea, ma mi sembra improbabile che LaTeX e soprattutto i programmi di visualizzazione dei suoi file di output (acroreader…) prevedano una funzionalità del genere.

    – dopo aver letto un articolo postato sul forum un po’ di tempo fa (http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=158), volevo sapere se c’e` un modo di fare le stesse cose anche per i collegamenti interni (cioe’ quelli che puntano a sezioni dello stesso documento) senza usare quella scatola colorata che, mi pare di aver capito, usa Acrobat di suo.

    purtroppo a dire dell’autore di hyperref, questa operazione sarebbe terribilmente complessa. in pratica bisogna riscriversi da zero tutte le macro usate, e questo esce dalle mie possibilità.

    ciao
    f

    in risposta a: misterioso file di TeX #1599
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    Centrato, si tratta proprio di quello. prova però a compilare il file e capirai il mio stupore 😉
    ciao
    f

    in risposta a: Inserimento figure nelle note a piè pagina #1572
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    non si riesce, per risparmiare spazio, a far avvolgere la figura dal testo? prova con il pacchetto wrapfig (ci sono altri messaggi dedicati su questo forum, dai un’occhiata)
    ciao
    f

    in risposta a: da LaTeX verso l’XHTML #808
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    Sul filo del messaggio precedente vorrei mostrarvi due ottimi link: il primo
    http://www.mayer.dial.pipex.com/samples/example.htm
    che mostra il risultato della conversione di due file (uno semplice e uno più complesso) ad opera di diversi convertitori, il secondo
    http://www.mayer.dial.pipex.com/samples/comparisons.htm
    è una tabella con vantaggi/svantaggi di ogni convertitore.

    Spero che possa guidare qualcuno nella scelta del programma da installare.

    ciao
    f

    in risposta a: Calendar package #1553
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    sito di GuIT, pagine del downloads…

    o ti riferisci a qualcosa d’altro?

    ciao
    f

    in risposta a: eliminare l’intestazione da alcune pagine #1565
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    devi usare le marche di latex, qualcosa tipo
    \markboth{}{}
    ma potrebbe non essere esattamente questo che ti interessa. vedi il manuale di fancyhdr per dettagli (per esempio eliminare gli header per le pagine di soli oggetti flottanti, o ridefinire stili appropriati).
    c’è anche un 3d su questo forum che tratta più o meno il tuo caso
    ciao
    f

    in risposta a: da LaTeX verso l’XHTML #807
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    Hai provato HEVEA?

    no, ma ho dato un occhiata alla home page del progetto, al manuale e soprattutto ai risultati:
    a prima vista mi sento in grado di fare i seguenti commenti:

    Vantaggi
    – Utilizza simboli di testo e non gif, quindi sicuramente è più leggero, soprattutto se si ha un testo strapieno di formule matematiche.
    – I simboli matematici in modo testo sono più carini, perché TeX4ht usa delle gif e si nota che “sono diverse” dal resto del testo (a volte anche un filo mal posozionate, soprattutto quando i caratteri in questione hanno una profondità elevata).

    Svantaggi
    – Non tutti i browser interpretano tali simboli (vi farei vedere che combina opera)
    – La resa grafica è nettamente inferiore, anche partendo dalle piccole cose, come la stampa del simbolo LaTeX, che con TeX4ht è molto molto carina
    – Il codice non è xhtml
    – Il codice a prima vista è incredibilmente più pasticciato
    – TeX4ht è di una facilità disarmante
    – Il vantaggio secondo me in assoluto più grande è che TeX4ht ti converte TUTTO perché parte dal dvi, leggendo il manuale di HeVeA si vede come solo un pugno di pacchetti siano supportati, le macro personali diano problemi etc. Per esempio io ho convertito un documento dove le caption erano ridefinite e il TeX4hta non ha fatto una piega, dandomi l’output corretto…

    naturalmente questi sono commenti a priori e magari un po’ ingiustificati, ma spiegano perché, girellando un po’ su internet, alla fine ho scelto TeX4ht e non altri convertitori.

    per il momento sono più che soddisfatto del risultato.

    ciao a tutti
    f

    in risposta a: da LaTeX verso l’XHTML #805
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    Gia i primi risultati:
    ho preso il mio file, ho fatto banalmente
    xhlatex nomefile
    aggiungendo un minuscolo file di configurazione

    il risultato è alla pagina
    http://fabiano.agriturismo-diavolino.com/scritti/acquarelli/paris.html
    confrontate con il pdf nel mio sito, e vedrete quanto il risultato è buono.

    non ho fatto nessun rimaneggiamento o correzione, ma la pagina, come potete vedere, risulta perfettamente valida (come tutte quelle cui linka).
    http://validator.w3.org/check?uri=http%3A%2F%2Ffabiano.agriturismo-diavolino.com%2Fscritti%2Facquarelli%2Fparis.html

    fra l’altro sto leggendo e ci sono mille opzioni e configurazioni possibili. un brindisi a quelli di tex4ht e un saluto a tutti quanti.

    f

    in risposta a: da LaTeX verso l’XHTML #804
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    ciao a tutti.
    ultimamamente avevo un po’ di voglia di scoprire e sperimentare, e quindi mi sono documentato sull’argomento di questo 3d e ho fatto un po’ di test con i vari convertitori latex (x)html.

    ho letto non so dove che tex4ht può produrre pagine web direttamente in xhtml (non ho ancora provato) semplicemente passandogli un opzione in linea comandi.

    mi sono scaricato un manualetto in francese, ho scoperto che a differenza di altri convertitori parte dal dvi e non dalla traduzione pura del codice (in pratica sfrutta latex per interpretare codice latex) e in più non ha bisogno nè di unix né di perl, anzi ho trovato una pagina di installazione con miktex.

    non è stato banalissimo, ma alla fine sono riuscito ad installarlo, ho lanciato i file di test e funzionava tutto a meraviglia.

    ho provato a convertire alla cieca un po’ dei miei documenti, semplicmenete con il comando
    htlatex nomefile
    lui si fa i suoi conti per qualche secondo e il risultato è più che lodevole. le formule matematiche sono bellissime, in totale ci sono solo un paio di pasticci che credo si possano facilmente risolvere. tutti i link funzionanao alla grande e le note a piè pagina vengono messe ognuna in un file html dedicato. ho dato un occhiata al codice ed è infinitamente più pulito di quanto accada per esempio per word. naturlamente non ha il rigore e la pulizia di un file scritto a amno linea per linea, ma per essere un file convertito è eccezionale.
    ne sono contentissimo: vedere convertito in html un file di 100 pagine con un solo comando fa una certa impressione.

    a presto gli sviluppi della cosa.
    ciao
    f

    p.s. quasi quasi mi metto a curare una sezione dedicata su guit…

    in risposta a: Headers, footnotes e dettagli vari #1446
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    intanto grazie di riapparire e farti sentire, e ancora in bocca al lupo per la tesi (vedi di non bere troppo caffe che poi ti vengono gli occhi spiritati ).

    volevo solo dirti che ho aperto un 3d sulla questione del layout, dove sono citati un po’ di strumenti che potrebbero esserti utili per modifiche più o meno massiccie del layout.
    per dire: la classe memoir e i pacchetti cngpage, geometry, vmargin…

    ciao
    f

    in risposta a: Layout di pagina in LaTeX (e pacchetto LayAureo) #1458
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    Prendiamo, per esempio, la classe book con l’opzione 12pt e vediamo un po’ che cosa succede: \textwidht viene impostato ad una lunghezza di 5 pollici (mi pare ovvio che chi ha scritto quel codice usa l’Imperial System). Facciamo però un paio di calcoli: 5 in sono 361.35 pt, ovvero 30.1125 pc. Ora, usando un metodo empirico inventato da Bringhurst e considerando che ad una dimensione media di 12 pt la stringa alfabetica “abc…xyz” in Computer Modern Roman ha una lunghezza di circa 150 pt abbiamo che la larghezza ottimale dell’area del testo varia tra i 26 pc ed i 30 pc. Con le misure standard di LaTeX superiamo un po’ i 30 pc, ma è un’inezia, no? Quindi, per quanto riguarda la lunghezza media della riga, il layout standard di LaTeX è passabile e non necessariamente “sbilanciato” verso il formato letter.

    su questo sono daccordo. la riga ha una buona larghezza, e non dovrebbe essere più larga.
    il punto è che allora dovrei stampare su carta piccola, perché se prendo un foglio più largo il mio corpo del testo risulta annegato entro margini troppo larghi.
    in più abbiamo visto come siamo al limite,se prendiamo come font 11pt o 10pt (come fa per esempio aragorn) siamo costretti a stringereancora di più la larghezza della pagina, ovvero ad avere dei bordi ancora più larghi.
    tutto questo è banale, perchè di solito i libri sono più piccoli del formato a4. ilpunto è che in ambiente universitario o casereccio uno non stampa quasi mai su fogli più piccoli, vi immaginate presentare la tesi informato tascabile?
    là nonci sono soluzioni, bisogna trasgredire alla regola dei 30pc, e aumentare un po’.
    sono cosciente che non è una buona idea modificare questa regola, ma qui è gioco forza. il punto è che modificando la larghezza del testo già si è infranto una regola,a quel punto resta da fare tutto di conseguenza, gestire laposizione e le dimensioni di tutti gli altri elementi della pagina, e là può diventrare complicato. non so se mi spiego.

    No. Perché? Perché lo spazio “mangiato” durante la fase di rilegatura dipende dal tipo di rilegatura e dalla persona che effettua il lavoro. Che io sappia, solo KOMA-script fornisce un metodo per alterare automaticamente il layout specificando una correzione per la rilegatura.

    lo immaginavo. cmq è un po’ stupido che non vengamesso a disposizione un metodo, perché il 99% dei documenti vanno rilegati. non so, una lunhezza data dall’utente a scatola chiusa… cmq sono cosciente dei problemi che darebbe non conoscerne il valore a prioriri… l’importante è sapere che esiste ilproblema e agire di conseguenza. prende per esempio book in twoside, se non mettete note a margine e rilegate mangiando un cm a sx avrete uno strettissimo margine a sx e uno enorme a dx nelle pagine dispari (e viceversa nelle pari) che secondome è molto inestetico.
    proverò con KOMA-script

    Volendo si può fare tutto: se non usi veramente mai le note a margine ti basterebbe aumentare la larghezza del testo senza preoccuparti troppo, ma questo è proprio quello che “non vuoi” fare perché, giustamente, vuoi astrarre dai problemi pratici della definizione del layout. Che io sappia, però, non ci sono pacchetti/classi che prevedano di default un metodo veloce per sbarazzarsi delle note a margine.

    L’autore di LaTeX che passione sostine di usare vmargin. ho provato ieri a scaricarlo da CTAN ma non mi apriva la pagina.
    proverò

    Secondo me, il layout standard va abbastanza bene, ma è una questione troppo soggettiva per avere un unico punto di riferimento. Se così non fosse, gli autori di KOMA-script non avrebbero scritto quelle classi, non trovi? Praticamente ogni esperto di tipografia ha le sue idee ed i suoi gusti, diversi/incompatibili con quelli degli altri.

    daccordo. proverò con KOMA

    Potresti imbarcarti nell’impresa di partire dalle impostazioni di memoir ed alterarle minimamente per diminuire i margini, lasciare spazio per la rilegatura, aumentare la lunghezza della riga, etc. un passo per volta senza stravolgere tutto o partire dalla classica tabula rasa.

    già, a questo punto credo che sia l’unica. ho memoir,o forse geometry,contanta pazienza e tanto studio.
    grazie per la discussione, sta venendo un bel 3d. spero continui così,
    ciao
    f

    in risposta a: pdflatex e dvipdf #1502
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    sei sicuro che non usi qualche encoding che non piace ad acrobat?
    di solito i odf schifosi vengono perché si usa qualcosa di simile a
    \usepackage[T1]{fontenc}
    è il tuo caso?

    leggi l’insostituibile pdfHOWTO nella sezione download di guit, potresti risolvere il tuo problema.

    ciao
    f

    in risposta a: toglere “capitolo”, spaziatura del titolo e header #1151
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    chapter utilizza come stile di pagina plain. per questo non compaiono gli header.
    a parte che di solito è brutto mettere un titolo di capitolo subito sopra al titolo vero e proprio, se proprio vuoi mettere l’header e usi fancyhdr basta ridefinire lo stile plain; vedi manuale per dettagli.
    ciao
    f

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