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Versione 2.6 di sapthesis.Ho corretto altri bug e fatto qualche semplificazione:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.6.zip.Ciao ciao.
Fra
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Ecco qua:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.5.zipIn attesa di altri commenti o migliorie, vi chiedo: se volessi pubblicare sapthesis su
CTAN, ovviamente chiedendo prima il permesso alla Sapienza, quali sono i tempi?
È complicato? Posso pubblicarla così com’è o devo passare per il dtx?
Se non sbaglio il dtx non è obbligatorio.Ciao ciao.
Fra
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Mi sembrava di ricordare che usare color con dvipsnames creasse
qualche problema con qualche driver. Comunque la ragione principale
per cui usai nodvipsnames era che definendo meno colori nello spazio
named, speravo che l’esecuzione del codice fosse più veloce.A maggior ragione con il codice proposto sopra. Se l’utente non ha caricato
né color né xcolor significa che i colori non gli servono e pertanto mi
conviene caricare color nella maniera più leggera possibile, appunto
con nodvipsnames.Tornando a quello che mi proponi, ecco un codice minimale che simula
ciò che accadrebbe:
`\documentclass[a4paper]{book}\usepackage{color}
\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}
\usepackage{xcolor}\begin{document}
\textcolor{sapred}{ciao}
\end{document}`
È vero, il pdf presenta i colori corretti senza problemi, ma perché tenersi quel warning?
`Package xcolor Warning: Incompatible color definition on input line 8.`Ciao ciao.
Fra
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`\AtBeginDocument{
\newcommand{\SAP@sapred}{\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}}
\@ifpackageloaded{color}{\SAP@sapred}{\@ifpackageloaded{xcolor}{\SAP@sapred}{%
\RequirePackage[nodvipsnames]{color}\SAP@sapred}}
…}`Ho risolto così, come ti dicevo sopra.
Spero non ci siano inconvenienti.Ciao ciao.
Fra
::Comunque avevo pensato di usare color anziché xcolor
per non appesantire la classe. xcolor credo sia notevolmente più pesante di color, giusto?
Altrimenti si potrebbe verificare dentro AtBeginDocument se l’utente ha caricato xcolor o
color. Se non ha caricato nessuno dei due possiamo caricare color che è più leggero.
Che ne pensi?Fa’ così: carica color senza opzioni e consiglia agli utenti di usare xcolor se hanno bisogno di gestire i colori. Per la questione del bianco e nero, passa l’opzione a tutti e due: un comando \PassOptionsToPackage{foo,baz}{bar} è ignorato se il pacchetto bar non è effettivamente caricato.
Benissimo per il PassOptionsToPackage.
Così facendo posso togliere l’if alla fine della classe, giusto? sapred si trasformerà
automaticamente in nero con l’opzione monochrome.
`\ifSAP@bn
\definecolor{sapred}{rgb}{0,0,0}
\else
\definecolor{sapred}{rgb}{0.5098039,0.1411765,0.2}
\fi
`Veniamo ora al problema color/xcolor. Se carico color e poi l’utente carica xcolor
non si presenta qualche conflitto?
Considera che la classe definisce e usa il colore sapred. Se l’utente carica
anche xcolor comparirà “Incompatible color definition…”
Infatti era uno dei problemi che dovevo correggere in sapthesis.Ciao ciao.
Fra
::Lascerei perdere tocbibind
Perfetto!
Per la bibliografia si può fare in modo abbastanza innocuo:
`\AtBeginDocument{\@ifpackageloaded{biblatex}{}{\SAP@correctbib}}
\def\SAP@correctbib{\let\SAP@thebibliography\thebibliography
\def\thebibliography{\cleardoublepage\@nameuse{phantomsection}%
\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}\SAP@thebibliography}}`
Con biblatex ci sono i meccanismi per far comparire la bibliografia nell’indice. Altrimenti dai la solita sequenza di comandi. Con \@nameuse{phantomsection} sei tranquillo: se hyperref non è caricato è innocuo perché equivale a \relax.Grazie mille Enrico! Ora vedrò se usarlo o lasciare il tutto all’utente.
Per avere l’indice analitico nell’indice generale basta usare imakeidx. 🙂 Ma quante tesi avranno l’indice analitico? In ogni caso direi che gli elenchi di tabelle e figure nell’indice ci vanno.
Addirittura due noti autori! 🙂 Comunque hai ragione. Meglio semplificare, probabilmente
lascerò tutto nelle mani di chi scrive la tesi. In fondo come aggiungere una voce all’indice
c’è scritto in qualsiasi guida.Non caricherei color né tanto meno passerei l’opzione nodvipsnames: se poi il tuo utente ha bisogno dell’opzione dvipsnames, che fa? Userei xcolor; nel codice dell’opzione per il bianco e nero aggiungerei
`\PassOptionsToPackage{monochrome}{xcolor}`Seguirò il tuo consiglio. Comunque avevo pensato di usare color anziché xcolor
per non appesantire la classe. xcolor credo sia notevolmente più pesante di color, giusto?
Altrimenti si potrebbe verificare dentro AtBeginDocument se l’utente ha caricato xcolor o
color. Se non ha caricato nessuno dei due possiamo caricare color che è più leggero.
Che ne pensi?Ciao ciao.
Fra
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Ecco la nuova versione:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.3.zip.Per ora ho lasciato course perché forse degree si riferisce appunto al titolo,
non a cosa si è studiato (Un esempio: http://www.cam.ac.uk/admissions/undergraduate/courses/).institution invece ho paura si confonda con il nome dell’università 🙁
Ho fatto alcune migliorie, tra cui l’opzione per la d di differenziale tonda
(non proprio una miglioria. . . :)), la possibilità di scegliere la lingua del frontespizio
indipendentemente da quella del documento e altro.
Ho aggiornato anche la documentazione relegando in un’appendice i comandi
definiti per chi scrive tesi scientifiche.Attualmente sapthesis carica il pacchetto tocbibind per risparmiare le solite una
o due righe di codice all’utente. Però stavo pensando di toglierlo.
Mi sembra esagerato un pacchetto del genere solo per inserire l’indice analitico e la
bibliografia nell’indice. Inoltre può anche creare problemi se qualcuno vuole fare cose
particolarmente complicate con la bibliografia o l’indice analitico. Che ne pensate?Ciao ciao.
Fra
::E allora lascia perdere: una classe non dovrebbe andare a quel livello di dettaglio. Un conto sono \eu e \iu (o come diavolo le chiami) che per i soliti motivi devono, contro ogni logica, andare in tondo,* un altro abbreviazioni di comandi già esistenti.
Dovresti anche aggiungere, per i tuoi colleghi matematici, un’opzione per la “d” del differenziale in corsivo. Vedi la “signature”. 🙂
* E non mi dire che le costanti vanno diritte e le variabili in corsivo. Perché se così è, anche la carica dell’elettrone e la velocità della luce vanno diritte. Né vale l’obiezione che quelle sono grandezze con la loro unità di misura: la fisica si può fare benissimo senza unità di misura, che sono numeri sotto mentite spoglie. I casi sono due: o la velocità della luce nel vuoto è una costante universale oppure no. Se non lo è, che cosa significa “c”? 😉
L’opzione per il simbolo di differenziale non la aggiunsi proprio perché ero contro, però
in effetti dovrei farlo in modo che ognuno possa scegliere.Per quanto riguarda “e” ed “i”, aggiunsi fin da subito i comandi per scriverli in tondo
perché su questo aspetto la mia posizione era più morbida. In fondo è comodo poter
distinguere la e di Nepero dalla carica elettrica dell’elettrone, ecc. . .
E poi perché ho una visione della faccenda tutta mia, cioè se è vero che per tradizione
i numeri vanno scritti in tondo, allora è “naturale” che anche gli altri numeri, intesi come
costanti matematiche adimensionali vadano scritti in tondo (pi greco, il numero di Nepero,
l’unità immaginaria, la costante di Eulero, ecc…).Ovviamente non mi sognerei mai di scrivere in tondo la velocità della luce, G o la
costante di Planck perché appunto sono quantità fisiche a cui ci è piaciuto attribuire un
numero, o direttamente o in base al sistema di unità di misura usato.Se non lo sai tu!
Ahahah è vero! 😀
Course si usa in inglese per designare in maniera generica
un Corso di Laura, un Corso di Dottorato, ecc. . .?
Poi, per esempio, per avere un comando unico per il dottorato e per le lauree ho usato
courseorganizer che l’utente deve usare rispettivamente per indicare la Scuola di
Dottorato o la Facoltà. Come nome mi sembra piuttosto bruttino!Grazie Enrico!
Ciao ciao.
Fra
::Una magagnetta l’ho già trovata. Riguarda la definizione di \C che non funziona con xelatex e hyperref:
`\ifxetex
\DeclareTextCommand{\C}{EU1}{\celsius}
\else
\newcommand{\C}{\celsius}
\fi`Cominciamo bene! 🙂 Grazie della correzione.
Non userei \providecommand in nessuno dei tuoi casi. Né capisco perché mettere tutta quella roba \AtBeginDocument; l’unico motivo è permettere ai tuoi utenti di definirsi \C, \A eccetera come vogliono loro. Non mi pare sensatissimo.
Sì, esatto. Il motivo è proprio quello. In fondo quei comandi sono solo scorciatoie comode.
Non volevo limitare la libertà di azione a causa di comandi che uno potrebbe anche non
usare mai o, peggio, che magari potrebbero avere degli omonimi in altri pacchetti.Ah! Dimenticavo. I nomi di alcuni comandi non mi convincono molto.
Per esempio \course o \courseorganizer non so se significano ciò che dovrebbero!Ciao ciao.
Fra
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Ho messo sul mio sito la versione 2.2 di sapthesis.
Ecco il link diretto per il download:
http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/sapthesis_2.2.zip.Ora è adatta alla composizione di tutte le tesi della Sapienza
(Laurea, Laurea Magistrale e Dottorato).Ringrazio in anticipo chiunque volesse dargli un’occhiata!
Ogni commento è ben accetto.Ciao ciao.
Fra
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