francesco.biccari

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  • in risposta a: TeXmaker: uscita la versione 2.0 #48161
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    ma questo visualizzatore pdf in texmaker (io uso texmakerx) fa vedere il pdf mentre digiti e se correggi vedi subito la modifica in tempo reale??

    Non uso TeXmaker, ma TeXmakerX, però credo che la risposta sia sicuramente no.

    Penso che se ricompili, ti aggiorna il pdf. La cosa positiva è che
    c’è (credo) la ricerca diretta e inversa e soprattutto che è multipiattaforma.
    Un po’ come TeXworks.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: TeXmaker: uscita la versione 2.0 #48159
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    Inizio a sentire una certa responsabilità 😀

    Apprezzo una generale efficienza dell’editor e le sue “scorciatoie” di digitazione

    Non so se su TeXmaker si può fare (una volta no), ma su TeXmakerX puoi configurare
    tutte le scorciatoie possibili e immaginabili. Però ancora non ha il visualizzatore di pdf
    integrato, penso lo metteranno fra poco.*

    * Secondo me è molto triste vedere questo spreco di energie per portare avanti
    due progetti molto simili. . . ma questo è l’open source.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: marginpar [risolto] #48424
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    Non so che dirti Davide, non sono un grande esperto di font.
    Al tuo posto, se volessi usare per forza il times, lo userei,
    come già detto, sia per il testo che per la matematica.

    Altrimenti puoi provare le seguenti combinazioni:
    1. Computer Modern o Latin Modern (il classico)
    2. Palatino (come nell’Arte di Lorenzo)
    3. Utopia (pacchetto fourier, come negli Appunti di programmazione di Enrico)
    4. Quelle sopra sono quelle più consigliate, altre sono qua:
    http://www.tug.dk/FontCatalogue/mathfonts.html

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: marginpar [risolto] #48422
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    Non conosco amsbook.
    Però posso dirti che ci sono un (bel) po’ di cose che non vanno. . .

    -1. L’esempio non era proprio minimo 😀 (e neanche compilabile!)

    0. Sei sicuro di voler usare amsbook? Fossi in te userei la semplice book.

    1. latexsym è inutile se usi amsfonts o amssymb

    2. non usare il pacchetto times ma mathptmx.
    Se non lo fai avrai il testo in times e la matematica in computer modern.
    In entrambi i casi, sei sicuro di voler usare un font come il times? Ricorda
    che le spaziature matematiche non sono perfette usando il times.

    3. ti conviene usare utf8 come codifica del file sorgente, e non il semplice ASCII.
    In questo modo sarai facilitato nella scrittura sia dell’italiano che del tedesco.

    4. Le note a margine sono posizionate correttamente. Nella pagine dispari sono
    a destra, in quelle pari a sinistra. Il problema è di amsbook. Se usi \maketitle
    va tutto bene, ma se usi l’ambiente titlepage il numero di pagina viene impostato
    a zero. In poche parole la prima pagina del documento che hai mostrato è come
    se non la dovessi contare.
    Per ovviare rozzamente al problema puoi mettere
    `\setcounter{page}{1}`
    dentro l’ambiente titlepage.

    Ci sarebbero moltissime altre cose da dire ma credo sia meglio attendere
    qualcuno che conosce amsbook.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: marginpar [risolto] #48420
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    Le note dovrebbero trovarsi sempre sul margine esterno se sei in twoside
    o sempre sul margine destro se sei in oneside.
    Sicuro che non confondi interno con esterno? (Senza offesa eh! Ma è un problema tipico! :))

    Mostra un esempio minimale.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Opzioni di pacchetto con xkeyval #48333
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    Potresti realizzare una piccola guida su come si imposta una
    classe e un pacchetto per LaTeX. Se è ben fatta e utile gli amministratori
    potrebbero decidere di pubblicarla sul sito del GuIT.

    Quello che so l’ho imparato dagli appunti di Enrico,
    dalla guida clsguide e dallo studio di altre
    classi e pacchetti (oltre, ovviamente, da Google e dalla documentazione di pacchetti
    come xkeyval, ecc. . .)

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Opzioni di pacchetto con xkeyval #48331
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    Non sono un grande esperto ma la sintassi base dovrebbe essere:

    `\RequirePackage{xkeyval}
    \newlength{\lunghezza}
    \define@key[nome]{}{pippo}[valore di default]{\setlength{\lunghezza}{#1}}
    \ProcessOptionsX[nome]<>`

    Da usarsi:
    `\documentclass[pippo=3cm]{…}`

    Per il resto non so aiutarti. Mi dispiace.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Un bug di LaTeX nella composizione delle didascalie #48220
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    E va bene: nessuno tocchi “article” e “book”.

    In realtà sarebbe banale aggiornare article e book ma lasciarle compatibili con
    i vecchi documenti. Con Lorenzo ed Enrico avevamo già discusso la questione
    in un vecchio post. Basta usare un’opzione per specificare la versione, come
    nel pacchetto mhchem.
    `\documentclass[ver=2]{book}`

    Sono d’accordo con Lorenzo, gli sviluppatori sono troppo conservatori.
    Per esempio, ritengo che ci siano una serie di funzionalità che
    oramai potrebbero essere integrate in LaTeX stesso (graphicx, caption, booktabs, ecc. . .).
    Questo, unito a delle classi più moderne,
    allargherebbe sicuramente il bacino degli utenti di LaTeX.
    Speriamo che il futuro di LuaTeX e XeTeX vada in questa direzione.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: grafici e scannerizzazioni [risolto] #48211
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    1. Usa, come già detto, pdflatex, così puoi usare i jpeg direttamente.

    2. Come giustamente suggerito da Dingo, il jpeg può essere incluso
    nell’eps, senza alcuna perdita di qualità.
    Tra gli strumenti per fare questa inclusione ti consiglio anche
    jpeg2ps (http://www.pdflib.com/download/free-software/jpeg2ps/)
    oppure ImageMagick (http://www.imagemagick.org/).
    Con quest’ultimo strumento dai il comando:
    `convert input.jpg eps3:output.eps`

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: TeXmaker: uscita la versione 2.0 #48156
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    Non mi ero accorto che avevi la 1.9.2. Con la nuova andrà sicuramente meglio (spero!) 🙂

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: TeXmaker: uscita la versione 2.0 #48154
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    TeXmaker non lo uso da un po’ oramai. Avevo dato la notizia nel caso a qualcuno interessasse.

    Per quanto riguarda i rallentamenti di TeXmakerX hai provato a disattivare il controllo
    ortografico oppure il completamento automatico dei comandi?
    È solo un’idea, ma forse cambia qualcosa. A volte noto dei leggeri rallentamenti proprio
    durante queste operazioni ma non tali da bloccare il programma.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Un aiuto con la fascicolazione #48165
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    Suggerimento banale: hai provato a vedere se per caso la maschera che ti compare
    per stampare ha qualche impostazione particolare, tipo riscalamento, margini, centratura
    automatica e così via?

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Salve a tutti #48163
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    Benvenuto! 🙂

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: inputenc: quale opzione? #48079
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    Grazie a tutti per le esaurienti risoste.
    Ho ancora un dubbio. Quando ivan dice di salvare il file con la codifica unicode, vuol dire che si deve selezionare l’opzione? Il dubbio nasce dal fatto che io uso Led, che nelle sua guida dice di supportare unicode. Ho però cercato in giro e non vedo la possibilità di salvare in ascii piuttosto che in unicode o in altra codifica. Devo supporre che il file sia già impostato di default in unicode?

    Grazie,
    Daniele

    Sì, devi dire in qualche modo a Led che il file lo vuoi salvare nella codifica UTF-8
    (UTF-8 è uno dei modi di “usare” Unicode).
    Purtroppo non conosco Led e non so dirti dove si trovi questa opzione.
    Nella documentazione di Led non c’è nulla? Cerca codifica, unicode, utf, e così via.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: inputenc: quale opzione? #48077
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    Ciao a tutti,
    vorrei chiedervi un’informazione. All’epoca avevo iniziato a usare LaTeX seguendo la guida impara LaTeX, la quale indicava di usare il comando:
    `\usepackage[latin1]{inputenc}`
    Sull’arte, invece, e spesso anche nel forum, vedo che viene usato:
    `\usepackage[utf8]{inputenc}`
    Che differenza c’è? E quale opzione è preferibile usare con inputenc? (Se dovesse servire: io uso MikTeX sotto windows vista).

    Grazie e buona giornata a tutti,
    Daniele

    Come giustamente segnalato da Ivan e scritto nell’Arte, usa utf8.
    Ricorda però, sempre come scritto nell’Arte, che non tutti gli editor supportano utf8.
    Se usi TeXniccenter o Winedt infatti, ti conviene usare ancora la codifica latin1.

    Dato che chiedevi anche la differenza tra le due opzioni, cercherò di spiegartela in breve.

    Con il termine codifica si intende una corrispondenza tra oggetti (in questo caso simboli)
    e numeri (espressi nel sistema binario nei computer).
    Quando si scrive un file di testo e per esempio si inserisce la lettera “a”,
    l’editor di testo mette una sequenza di bit nel file a seconda di quale codifica l’utente
    ha scelto. Nelle codifiche ASCII, ISO-8859-1 (cioè la latin1) e UTF-8 la lettera “a”
    è rappresentata dalla stessa sequenza di bit in tutti e tre i casi (01100001 cioè 61 in binario).
    ASCII però descrive solo 128 simboli, ISO-8859-1 ne descrive 256 mentre UTF-8
    una infinità.
    I primi 128 simboli sono uguali nei tre casi. Quindi di un file che usi solo
    questi primi 128 simboli puoi dire che è codificato in ASCII, o in ISO-8859-1 o in UTF-8.

    Il compilatore LaTeX normalmente usato accetta solo caratteri ASCII. E se devi far
    comparire caratteri che non sono tra i 128 dell’ASCII come fai? Per esempio la lettera
    accentata “é”? Semplice, esistono dei comandi appositi, nell’esempio \’e.

    E se volessi scrivere direttamente il carattere “é” nel sorgente? Innanzitutto dovresti
    usare una codifica che contempli più di 128 simboli e che contenga il carattere che mi
    interessa. Solitamente ISO-8859-1, cioè latin1, oppure UTF-8. Come fare a usarla?
    Lo devi dire al tuo editor di testo in qualche opzione, in modo che quando scriverai
    “é” lui la sostituirà con la sequenza di bit opportuna (11101001 in latin1 oppure 1100001110101001 in UTF-8 ).

    Una volta salvato il file nella codifica che più ti piace, come facciamo a far digerire
    al compilatore LaTeX delle sequenze di bit che non sono ASCII? Semplice, non possiamo.

    L’unica cosa che possiamo fare è trasformare quelle sequenze di bit nei vecchi comandi,
    tanto scomodi. Di questo se ne occupa proprio il pacchetto inputenc al quale dobbiamo
    dire prima di tutto con che codifica abbiamo scritto il file. Dopodiché, in fase di
    compilazione, lui si preoccuperà di trasformare tutte le sequenza di bit “inaspettate”
    in comandi tranquilli. Per esempio se abbiamo scelto UTF-8, inputenc ogni volta che
    incontrerà la sequenza 1100001110101001 la trasformerà nel comando \’e.
    È chiaro quindi che se il file lo salviamo in una codifica e a inputenc gli diciamo che ne
    abbiamo usata un’altra, questa sostituzione sarà sbagliata.

    Le cose a grandi linee vanno in questo modo.

    Il fatto di scegliere UTF-8 al posto di ISO-8859-1, cioè latin1, dipende solo dal fatto
    che la prima è una codifica universale, pensata per rappresentare tutti i simboli
    di tutte le lingue del mondo. E infatti pian piano tutti i software stanno migrando
    verso questa codifica in modo che in un mondo ideale ci sarà, in futuro, solo lei.
    L’altra, la latin1, è più vecchia e copre solo i caratteri usati nelle lingue dell’europa
    occidentale.
    Chiaramente in entrambi i casi il risultato che otterrai sarà identico però se scegli
    UTF-8 il tuo sorgente sarà “più moderno”.

    Ciao ciao.
    Fra

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