francesco.biccari

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  • in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28092
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    Enrico è normale che languagename sia definito anche se babel non è caricato?
    Nel mio caso viene espanso a “nohyphenation”.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28091
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    Il primo passo è quello di usare macro al posto di “Thesis Advisor” e simili. Se non si usa l’inglese, babel è obbligatorio (o polyglossia per XeLaTeX, ma non cambia la faccenda). Puoi perciò inserire nella classe
    `\AtBeginDocument{
    \@ifundefined{languagename}{english-sap.clo}{\input{\languagename-sap.clo}}
    }`
    e nel file corrispondente metterai i nuovi valori delle macro. Se carichi babel con l’italiano come lingua principale, a \begin{document} l’espansione di \languagename è “italian”, così se hai un file di nome italian-sap.clo verrà letto. Altrimenti viene letto english-sap.clo dove avrai le definizioni per l’inglese.

    Grazie mille Enrico!
    Proverò a fare così.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28088
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    Molto bello il frontespizio della tua classe 😉
    Non sapevo che esistesse “Identità visiva”. Da quello che si vede tutti quei modelli e quelle norme sono fatti da grafici professionisti, sicuramente con qualche impaginatore tipo XPress o InDesign. Sone belli, per carità; fin troppo. Non credo che “Identità visiva” esista per realizzare quello che propone. Esiste perché esiste, e basta. D’altra parte molti di noi saprebbero come fare realmente quello che è negli intenti di “Identità visiva”; solo che le università, evidentemente, preferiscono spendere (sperperare) milioni in altri modi…Perché fare quelle cose non costa poco! 🙄

    Più di 200 mila euro il costo dell’operazione. . .
    http://www.studenti.it/universita/inchieste/cherubino_lasapienza.php
    http://sdz.aiap.it/notizie/6421

    Tornando a sapthesis, il primo passo sarà quello di differenziare il frontespizio
    in base alla tesi: triennale, specialistica, dottorato.

    Poi c’è il problema della lingua. Secondo voi ha senso/è facile usare dei file di “traduzione”?
    Cioè dei file, uno per lingua, da cui vengono estratte le informazioni necessarie a seconda di un’opzione specifica della classe.

    Per esempio con l’opzione italian si caricherebbe e userebbe opportunamente
    il file ita.txt, contentente l’associazione Advisor – Relatore, Candidate – Candidato, ecc. . .

    Riassumendo, è ragionevole voler leggere ed elaborare file di testo con TeX?

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28086
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    Tra l’altro i template messi a disposizione sono solo in formato .doc e .ppt (che non si aprono). Difficile pensare che si possa arrivare all’uniformità con questo tipo di template, che chiunque po’ modificare nella maniera più barbare che crede. Mi pare che non ci sia nessun modello .tex; almeno nelle pagine dell’Identità visiva 🙄

    No, infatti non c’è. Ho discusso diverse volte durante la preparazione di sapthesis
    con quelli della nuova identità visiva della Sapienza.
    Mi hanno detto che se voglio posso mandargli la “cosa” che sto preparando
    (ovviamente non sanno cosa sia LaTeX).
    Gli ho accennato anche il problema dei colori “sbagliati” tra logo e specifiche e mi
    hanno ignorato.

    Attualmente sapthesis è adatto solo alle tesi di dottorato di Fisica e Matematica
    in cui viene usato praticamente da tutti. Se ho tempo potrei provare a
    renderlo più flessibile, magari scopiazzando un po’ da toptesi.

    Questa settimana avrò finalmente un po’ di tempo libero. Studierò come è fatta
    toptesi.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28083
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    Ciao e benvenuto!

    Ecco il link della Sapienza relativo alla nuova identità visiva: http://www.uniroma1.it/ufficiostampa/identita.php.

    Il rosso sapienza e gli altri colori sono descritti nel file Elementi_base.pdf

    Per sapere come usarli prova a guardare la documentazione del pacchetto
    color o xcolor (se usi LaTeX per fare la presentazione, ovviamente).

    Il logo della Sapienza preso dall’area riservata del loro sito,
    ha il rosso sapienza leggermente diverso da quello ufficiale (come spiegato sopra).
    Forse per motivi di copyright.

    Se hai problemi, dicci cosa vuoi fare in pratica così capiamo come aiutarti.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: latex web html #45509
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    Se invece sei sotto Win può esserti d’aiuto questo:
    http://latexeqedit.sourceforge.net

    o quest’altro che gira invece ovunque (Java)
    http://www.thrysoee.dk/laeqed/

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: TexMakerX e ricerca diretta/inversa #45224
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    “Remember these settings for each document”

    🙁 Era così facile la soluzione. Non pensavo che questa impostazione
    valesse anche per il comando di ricerca inversa.

    proprio ieri e’ uscita la nuova versione stabile di sumatra (1.1)

    Ottima notizia!

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: TexMakerX e ricerca diretta/inversa #45221
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    Già, è molto strano che non succeda!

    Posso solo dirti che, ovviamente, c’è un file di configurazione per ogni utente e il
    percorso (in Windows Vista e 7) è questo:

    C:\Users\\AppData\Roaming\SumatraPDF\sumatrapdfprefs.dat

    (se sei su XP basta cercare sumatra nella tua home)

    È un file di una sola riga lunghissima.
    I diversi settaggi sembrano separati dai due punti.
    A un certo punto nel mio file c’è:
    `:InverseSearchCommandLine52:C:\Program Files\TexMakerX\texmakerx.exe %f -line %l13:`

    Comunque prima di tutto prova a eliminare per bene qualsiasi installazione precedente di Sumatra, i suoi file di configurazione ecc… e rifare tutto da capo in maniera pulita.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: TexMakerX e ricerca diretta/inversa #45219
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    Non preoccuparti, quel comando va dato una volta sola!
    Non serve ridarlo tutte le volte.
    Quando lo esegui Sumatra scrive su un file di configurazione quell’impostazione e pertanto
    se la ricorderà per sempre. Lo devi rieseguire solo quando deciderai di cambiare qualcosa 🙂

    Per quanto riguarda il log che scorre, non è possibile (o almeno io non ci sono mai riuscito).
    L’unica cosa che si può fare, come già saprai, è vedere nel riquadro in basso il “riassunto”
    del log o il log completo, ma a compilazione terminata.

    A presto.
    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: TexMakerX e ricerca diretta/inversa #45216
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    Ho dato un’occhiata all’ultima versione di SumatraPDF di William Blum.

    Credo che basti semplicemente inserire nelle opzioni
    `”C:\Program Files\TexMakerX\texmakerx.exe” “%f” -line %l`
    (Le backslash in più presenti sul mio sito servivano a far ignorare
    al prompt dei comandi di Windows i doppi apici. Proprio perché quel comando
    era fatto per essere lanciato da riga di comando)

    Per la ricerca diretta non saprei perché il tuo Sumatra ha un comportamento diverso dal mio.
    In ogni caso prova così (ho tolto .tex):
    `dde://SUMATRA/control/[ForwardSearch(“?m.pdf”,”?c:ame”,@,0,0,1)]`

    Fammi sapere se ha funzionato.
    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: TexMakerX e ricerca diretta/inversa #45215
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    Ciao,

    quello è il mio sito, ma è pieno di appuntacci 🙂

    Comunque in quella “guida” è spiegato come configurare la versione originale di
    Sumatra, non quella di William Blum.

    Se installi la versione originale di Sumatra puoi lanciare effettivamente il comando
    scritto sul mio sito (nel prompt dei comandi).
    `SumatraPDF.exe -inverse-search “\”C:\Program Files\TexMakerX\texmakerx.exe\” \”%f\” -line %l”`

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: [OT] ASCII #44301
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    La tua descrizione va bene, basta togliere il tecnicismo impreciso sulla parità e mettere 7 bit invece di 8. La cosa importante da menzionare è che le varie estensioni a codici a 8 bit e anche UTF-8 mantengono invariata la parte “bassa”.

    Provo a dire la mia. Bisogna distinguere fra tabella di
    corrispondenza numero-carattere e rappresentazione di quel numero su un
    calcolatore.

    ASCII è una codifica cioè una corrispondenza tra numeri e lettere che contempla 128
    posizioni. Allo stesso modo, per esempio, Unicode è una “grande tabellona” che lega
    ogni numero a un carattere. Il numero totale di posizioni non deve avere per forza
    una relazione con i byte (e infatti il numero totale di caratteri Unicode non ce l’ha).

    Poi si passa dalla semplice “tabella di corrispondenza”, all’uso
    che se ne fa di questa tabella in particolari situazioni.
    Prendiamo un dispositivo per cui è naturale usare i bit.
    Il numero minimo di bit necessari a rappresentare 128 numeri è 7.
    Alcuni dispositivi penso possano effettivamente usare 7 bit per ogni “lettera”.

    Un PC moderno però ne usa comunque 8 di bit, lasciando il primo a zero.
    Infatti se creo un file e uso solo caratteri ASCII, ho esattamente la corrispondenza
    n lettere = n byte.

    Una cosa analoga accade con Unicode. La rappresentazione in bit dell’Unicode
    è dettata dall’UTF scelto.

    La sostanza di tutto questo discorso è per dire che sì, l’ASCII lo si può definire
    una codifica a 7 bit perché 7 bit è il numero minimo per rappresentare 128 posizioni,
    ma in pratica nei PC attuali ogni carattere ASCII occupa 8 bit.
    Altrimenti non si spiegherebbe la corrispondenza con i primi 128 caratteri dell’Unicode
    in UTF8, che appunto usano un byte.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Spezzare documenti lunghi con \include #43982
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    La composizione “visiva” di un’equazione complicata o di una tabella non banale si fa su un file a parte che carichi il minimo di pacchetti.

    Hai ragione Enrico, infatti ho un po’ barato nel mio post precendente.
    Per ovviare al problema prima usavo strumenti quali latexeqedit che lanciavo dal mio editor.
    Attualmente invece TexMakerX mostra l’anteprima di parti di sorgente selezionate
    e quindi non ho più bisogno di uno strumento esterno 🙂

    Ritengo però che questo non sia sufficiente per considerare obsoleti
    i comandi include e includeonly. Quando si va di fretta è fastidioso perdere
    tempo a compilare capitoli che tanto non controlleremo, senza contare
    che chi si è affacciato al mondo LaTeX da poco, per esempio i vari tesisti,
    ha un bisogno fisiologico di compilare spesso i proprio documenti 😀

    Inoltre secondo me non bisogna sottovalutare neanche il fatto che
    usando includeonly si possono lasciare i riferimenti inalterati.
    A volte può risultare utile avere l’indice completo, la bibliografia completa
    e avere solo i capitoli che interessano (correzioni di singoli capitoli al
    proprio relatore di tesi per esempio).

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Spezzare documenti lunghi con \include #43980
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    In effetti, \include e \includeonly servono se hai un calcolatore molto vecchio.

    So che questa idea va per la maggiore ma credo che passeranno anni prima che si avveri.
    Compilare documenti di cento pagine o più, ricchi di immagini e tabelle, richiede in una
    macchina abbastanza recente almeno 10 secondi.
    (La precompilazione del preambolo può essere usata, che io sappia, solo da
    AUCTeX e da latexdaemon e comunque aiuta relativamente)

    Ci sono momenti in cui si ha bisogno di compilare con una certa frequenza
    (per esempio equazioni complicate, tabelle non banali, controllo del layout) e in quei casi
    aspettare 20 o 30 secondi diventa a dir poco irritante.

    Finché non ci saranno editor con funzionalità di preview e composizione
    veramente avanzate (Emacs + AUCTeX, LyX) che potranno risolvere almeno
    i primi due punti detti prima (equazioni complicate e tabelle non banali)
    la situazione credo non cambierà e l’uso di include sarà sempre molto comodo.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: figure a colori #43913
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    Bene. Immagino ci sia un’opzione globale per mostrare tutte le immagini a colori
    nel dvi.

    In ogni caso per i tuoi futuri lavori ti sconsiglio vivamente di passare per il dvi,
    cioè di compilare con l’eseguibile latex.
    È molto meglio produrre direttamente il pdf, cioè compilare con l’eseguibile pdflatex.

    Ciao ciao.
    Fra

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