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Da quello che ricordo, Ryu aveva promesso di dare un’occhiata; non se ne hanno notizie.
Ho appena scritto una mail a Ryu.
Speriamo risponda presto. Vi tengo aggiornati.I pxfonts hanno gli stessi problemi dei txfonts.
Sì, scusa, avevo letto troppo di fretta la tua risposta.
Quindi attualmente la scelta migliore per il palatino e che produce “subito” un ottimo risultato è
`\usepackage{mathpazo}
\usepackage[scaled=.95]{helvet}
\usepackage{courier}`Per quanto riguarda il Times invece la scelta migliore è
`\usepackage{txfonts}`
ma ci si deve aspettare qualche problemino con la matematica, magari da correggere manualmente con qualche spaziatura ad hoc.Grazie di nuovo.
Ciao ciao.
Fra
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Quindi, se ho capito bene, se si vuole scrivere in Times e il documento contiene un po’ di matematica, non si hanno speranze di ottenere facilmente un buon risultato. In ogni caso è meglio usare txfonts.Per quanto riguarda il Palatino invece entrambi i modi proposti danno buoni risultati senza particolari accorgimenti.
È corretto?
Se fossi così però che tristezza :(. Dite che non c’è speranza che Ryu corregga i suoi font matematici? L’ultimo aggiornamento risale al 2000. . .
Ciao ciao.
Fra
24 Novembre 2009 alle 9:23 in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39513::A proposito: sarebbe interessante un paragrafetto nell’Arte dove si parla dei comandi LaTeX per la gestione delle scatole (\mbox, \makebox, \fbox, \framebox, \newsavebox, \sbox, \savebox, \usebox, \parbox, minipage, Lorenzo ci sei?! :D)
Ci sono eccome! 😉
Solo, non credo che quei comandi e ambienti (che, con la sola eccezione di \mbox, trovo piuttosto “TeXnici”) sarebbero utili al lettore “medio” dell’Arte. L’Arte è una guida di base, che ha l’obiettivo di spiegare le cose fondamentali di LaTeX in modo semplice: la compattezza e la semplicità hanno la precedenza sulla “completezza” (peraltro irraggiungible, in una guida a LaTeX).
Rimanderei senz’altro il lettore “pro” a una guida di base più approfondita: quella di Beccari, ovviamente, e forse anche le bibbie di Knuth, Lamport e il Companion.
Ciao,
L.Wow non pensavo lo avresti mai letto! Era solo una provocazione, so bene che l’Arte non è rivolta a un pubblico avanzato, ma lo sai, io ci provo sempre! 😛
Ciao ciao.
Fra
23 Novembre 2009 alle 16:55 in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39511::Tanto per imparare qualcosa: la definizione
`\providecommand{\celsius}{\mbox{\textcelsius}}`
ti fa proprio schifo? 🙂Assolutamente no! Non so perché ma mi ero convinto che \mbox potesse essere usato solo in ambiente matematico (forse la m?!). Ora sono andato un po’ a studiarmi le scatole* 🙂
Volendo emulare meglio siunitx, ti propongo
`\providerobustcmd{\celsius}{%
\ensuremath{{}^{\circ}\kern-\scriptspace\mathrm{C}}}`Sì, ero consapevole di questo. Semplicemente prendono cerchietto e C e li avvicinano.
Textcomp invece genera il carattere “gradi Celsius” di Unicode (Unicode 8451).
Non so quale sia la scelta migliore tra le due.* A proposito: sarebbe interessante un paragrafetto nell’Arte dove si parla dei comandi LaTeX per la gestione delle scatole (\mbox, \makebox, \fbox, \framebox, \newsavebox, \sbox, \savebox, \usebox, \parbox, minipage, Lorenzo ci sei?! :D)
Grazie Enrico.
Ciao ciao.
Fra
23 Novembre 2009 alle 13:40 in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39509::
Sono un po’ stupido.Almeno nell’esempio proposto credo basti risolvere così:
`\providecommand{\celsius}{\ensuremath{\mbox{\textcelsius}}}`Però la domanda rimane. Come fare nei casi in cui ho veramente un condizionale o altri costrutti particolari che richiedo un DeclareRobustCommand?
Ciao ciao.
Fra
23 Novembre 2009 alle 13:35 in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39508::
Enrico mi è venuto un dubbio.Se voglio definire “debolmente” un comando come abbiamo sopra discusso e se questo comando contiene dei condizionali, credo ci sia un problema.
Esempio:
`\providecommand{\celsius}{\ifmmode\mbox{\textcelsius}\else\textcelsius\fi}`Infatti un comando con queste caratteristiche dovrebbe essere definito con un \DeclareRobustCommand giusto?
Esiste una versione speciale di \DeclareRobustCommand che faccia quello che fa \providecommand?
Ciao ciao.
Fra
23 Novembre 2009 alle 10:56 in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39505::Scusate se mi inserisco, ma se ridefinisci \micro e l’utente carica anche siunitx, quando vuole usare \micro all’interno di siunitix può succedere un patatrac…
Secondo me, se sai che le tue definizioni sono incompatibili con siunitx è meglio verificare se il pacchetto siunitx è stato caricato ed eventualmente emettere un errore.
Giacomo
Non so se ho capito ciò che vuoi dire.
Una persona che carica \siunitx si aspetta che \micro faccia la cosa giusta. E con il codice di Enrico la fa perché ignora la mia definizione nel caso in cui il comando sia già definito.Ovviamente per coerenza farò in modo che comandi come \micro facciano la stessa cosa indipendentemente se viene usata la definizione della mia classe o quella di siunitx.
In questo modo nessuno avrà (spero) brutte sorprese.Ciao ciao.
Fra[edit]Non c’è nulla da fare, Enrico è troppo veloce! :D[/edit]
23 Novembre 2009 alle 9:42 in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39502::In linea di massima è bene evitare di definire comandi già presenti in pacchetti di uso comune. Pochi giorni fa qualcuno scrisse su comp.text.tex chiedendo come fare per adoperare \o (necessario per una lettera dell’alfabeto danese) che la classe fornitagli dalla rivista ridefiniva come equivalente di \omega. ❗ Si scoprì poi che anche \a, \b, \d e \l erano ridefiniti come abbreviazioni di lettere greche. ❗
😀
Fai l’esempio di “\micro”: a che dovrebbe servire questo comando? Se ti serve per il prefisso del SI, la cosa migliore è di scrivere nella tua classe
`\AtBeginDocument{
\providecommand{\micro}{…}
}`
in modo che, se l’utente della classe carica siunitx, non abbia problemi con l’analogo comando definito nel pacchetto.Grazie mille Enrico! È perfetto! La definizione di \micro, \ohm, e poco altro è appunto per le unità di misura. Volevo fornire comandi di base in modo che, chi non ha bisogno di grandi cose, non deve caricare siunitx.
Per ora non mi sembra di avere casi che si discostano da questa linea. Ho qualche comando con argomenti, per esempio per scrivere apici e pedici in tondo, ma niente di più.Grazie di nuovo.
Ciao ciao.
Fra
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Giustamente chiedevi se esistano o meno altri modi ed Enrico te ne ha mostrato uno ottimo.Comunque credo che, se non hai bisogno di inserire contemporaneamente “preapici” e “prepedici” e se sei disposto, dove serve, a inserire manualmente qualche spaziatura per distinguere un “prepedice” (“preapice”) da un pedice (apice) del simbolo precedente, puoi continuare tranquillamente a fare come hai sempre fatto.
Ciao ciao.
Fra
::Ciao,
a me con la mixtex 2.8 compila perfettamente.
Ho installato txfonts come utente (non come admin) e il font txsy.pfb è nella cartella c:\users\vertical\appdata\roaming\mixtex 2.8\fonts\type1\public\txfontsCertamente la prima parte del percorso per te sarà diversa. Ma se il font c’è non vedo perché non dovrebbe trovarlo. Al limite prova ad aggiornare il FNDB (initexmf -u) e a ricreare la font map (initexmf –mkmaps).
Ciao,
GiacomoGrande Giacomo!
Ho rinominato il file incriminato come era in origine, e ho eseguito solo il secondo dei comandi che mi hai suggerito. Ora funziona tutto però come giustamente previsto da Enrico il file pdftex.map viene comunque preso dal mio albero personale.Penso che rinominerò il file lasciandolo lì, almeno per ora, in modo che venga sempre usato quello dell’albero principale.
Grazie a tutti!
Ciao ciao.
Fra
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Strepitoso Enrico! Funziona!Nella cartella indicata da Enrico ci sono 3 file: pdftex_dl14.map, pdftex_ndl14.map, pdftex.map.
Ho rinominato quest’ultimo in zzzzzz.map.Questa è la parte finale del log da riga di comando:
`(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\txfonts.sty”)
(E:\Biblioteca\our_work\2009-06-06_EMRS\sorgente_articolo\SOLMAT\test.aux)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\omltxmi.fd”)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\omstxsy.fd”)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\omxtxex.fd”)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\utxexa.fd”)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\ot1txr.fd”)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\context\base\supp-pdf.tex”
[Loading MPS to PDF converter (version 2006.09.02).]
) (“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\utxmia.fd”)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\utxsya.fd”)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\utxsyb.fd”)
(“C:\Program Files\MiKTeX 2.8\tex\latex\txfonts\utxsyc.fd”) [1{C:/ProgramData/M
iKTeX/2.8/pdftex/config/pdftex.map}]
(E:\Biblioteca\our_work\2009-06-06_EMRS\sorgente_articolo\SOLMAT\test.aux) ){C:
/Program Files/MiKTeX 2.8/fonts/enc/dvips/fontname/8r.enc}
Output written on test.pdf (1 page, 26824 bytes).
Transcript written on test.log. `In effetti oggi, mentre installavo i txfonts per la prima volta, la connessione con il server è saltata, e questo può aver “rovinato” l’installazione. Ora che faccio cancello quel file .map?
Ciao ciao.
Fra
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Se hai tutto questo tempo allora sì, ha ragione Giacomo, fai bene a imparare TikZ.
Non vedo molte altre alternative.Dia è un buon programma ma non mi pare abbia un supporto fantastico per LaTeX:
http://live.gnome.org/Dia/Faq#head-c153be81e59c5b663ca1a9797bafdddbc4a5d5d0.Ciao ciao.
Fra
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Ciao,se fossi in te userei semplicemente Inkscape con l’estensione textext (cerca sul forum troverai molte informazioni).
Direi che è più che sufficiente.Una volta realizzate queste illustrazioni salvale in pdf/eps e inseriscile in LaTeX
al solito modo.
Ti consiglio di tenere accanto a questi file anche l’originale in svg.Ciao ciao.
Fra
6 Novembre 2009 alle 0:00 in risposta a: differenze grafiche fra textit e itshape, textbf e bfseries #38759 -
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