francesco.biccari

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  • in risposta a: simbolli matematici fra $$ in grassetto #40110
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    ehehehe apprezzo lo spirito ma sono un tipo puntiglioso che prima di rivolgermi al forum legge le guide. Si lo so siamo in pochi.

    I metodi proposti nelle varie guide gli ho provati ma non ho trovato la soluzione.

    aggiungo che i simboli si trovano dentro una tabella.

    Scusami, avevo letto male il titolo del topic! 😛
    Però mi prendo solo metà della colpa!

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Ordine di citazione automatico usando thebibliography #40114
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    Lo fa lo stile unsrt di BibTeX. Ritengo che questo modo di organizzare la bibliografia sia il peggiore che si possa concepire.

    Ciao Enrico,

    ma intendi che la mia idea è la peggiore possibile (che ci può stare :D) oppure il classico stile numerico in ordine di citazione adottatto da migliaia di riviste e libri? (vedi appunto unsrt, nature e altre centinaia…)

    Per tornare al problema, non che io usi thebibliography molto spesso, anzi,
    ma vorrei dare una mano a quanti usano LaTeX una volta sola nella vita per scrivere la tesi oppure sporadicamente per scrivere qualche articolo.

    Molti studenti dell’università, alcuni anche miei, scrivono a fatica con LaTeX. Poi quando gli dici cosa bisogna fare per gestire una bibliografia in maniera seria giustamente molti si chiedono perché tanta fatica se poi non useranno mai più LaTeX. Vorrebbero usare solo thebibliography, ma sorge il problema dell’ordinamento.

    Ed è qui che mi volevo inseriro io con un modo banale per ordinare la bibliografia senza ricorrere a BibTeX.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Creazione grafici direttamente in Latex #40103
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    Ciao,

    guarda i seguenti link del forum. Avresti dovuto cercare con un po’ più di cura 🙂
    http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=6839
    http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=968

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: simbolli matematici fra $$ in grassetto #40106
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    Leggendo una guida di base? 🙂

    Sezione 7.12 dell’Arte di scrivere on LaTeX che trovi linkata in cima alla pagina.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Fancyhdr e Xelatex #40041
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    Il tuo codice compilato così com’è (ovviamente ho dovuto aggiungere un bel po’ di testo dopo chapter) mi funziona perfettamente producendomi “1. Aiuto” in corsivo nelle testatine. Forse prova ad aggiornare MiKTeX, non so che dirti.

    Come minimo sindacale aggiungerei la ridefinizione anche delle section.
    Poi sei sicuro di voler usare la classe report?

    `\documentclass[12pt,a4paper]{report}

    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage[latin1]{inputenc}
    \usepackage{fancyhdr}
    \pagestyle{fancy}
    \renewcommand{\chaptermark}[1]{\markboth{\thechapter.\ #1}{}}
    \renewcommand{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection.\ #1}}

    \begin{document}

    \chapter{Aiuto}

    \section{Pippo}

    ciao ciao ciao…. per tre pagine

    \end{document}`

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Convertire pdf in ps: pdf2ps, pdftops. Il problema dei font #40036
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    Ehm, il tuo file original.pdf non include i font Bembo. Il mio Adobe Reader li sostituisce con il solito “Adobe Serif MM”. Questa può essere una causa dei tuoi problemi: FoxIt forse non riesce a guardare bene nei font di sistema, mentre Adobe Reader e Sumatra sì.

    Che cretino che sono. . . non avevo neanche pensato di andare a controllare i font inclusi!
    `C:\Users\Francesco\Desktop\guit_test>pdffonts original.pdf
    name type emb sub uni object ID
    ———————————— —————– — — — ———
    Bembo Type 1 no no no 55 0
    Bembo-Bold Type 1 no no no 53 0
    Bembo-Italic Type 1 no no no 71 0
    MBEGAN+TimesNewRomanPSMT Type 1C yes yes yes 77 0
    Symbol Type 1 no no yes 75 0
    `

    Detto questo, Foxit non lo userò più in ogni caso :).

    Rimangono invece gli altri problemi.
    Ne aggiungo un altro, fondamentale secondo me.
    Durante la conversione con pdf2ps, anche se alcuni font rimangono vettoriali, si perde in ogni caso “lo strato testo”, cioè in pratica non è più possibile cercare le parole.
    Con pdftops invece funziona tutto.

    Vi dico perché non posso usare pdftops. In pratica devo aggiustare migliaia di file pdf corrotti, ciascuno composto di una singola pagina e poi attaccarli tutti insieme.
    L’unico metodo che ha funzionato è stato quello di usare pdf2ps, poi di nuovo ps2pdf e infine pdfsam per unirli. Durante la prima conversione gli errori del pdf vengono automaticamente corretti. Cosa che invece non riesce a fare pdftops. Purtroppo però alla fine ottengo un pdf di migliaia di pagine dove non posso cercare le parole. 🙁

    Di strumenti da linea di comando per correggere i pdf ne conosco solo uno, pdftk ma non ce la fa neanche lui. 🙁

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Convertire pdf in ps: pdf2ps, pdftops. Il problema dei font #40034
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    Con pdftops non ho problemi, i font vengono perfettamente inclusi.

    Ho sgamato un altro bug di Foxit Reader, è l’ennesimo ormai! Basta non lo userò più.
    Un esempio.
    File originale: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/original.pdf
    Se aperto con Foxit Reader il font del testo viene sostituito, basta guardare la L iniziale aprendo il file prima con Foxit e poi con Acrobat o Sumatra.
    Sia pdf2ps che pdftops quindi non sostituiscono alcun font!

    L’unica problema vero è quindi la vettorialità. pdf2ps è vero che fa una stampa ma allora perché alcune parti rimangono vettoriali? Per esempio il titolo e le immagini.
    Ecco il file di prima convertito con pdf2ps: http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/converted_pdf2ps.ps.

    Infine ecco lo stesso file convertito invece con pdftops:
    http://biccari.altervista.org/c/informatica/latex/converted_pdftops.ps.
    (GSView mi dà un warning sul numero di pagine non so perché)

    Per una serie di motivi purtroppo non potrò molto probabilmente usare pdftops.
    Secondo voi esiste un modo per “far funzionare meglio” pdf2ps oppure usare direttamente ghostscript?

    Ciao e grazie ancora.
    Fra

    in risposta a: europecv: dimensione font #39965
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    8 o 9 pt su openoffice andavano benissimo per leggere

    Teoricamente non dovrebbero andare bene a te, ma a chi lo leggerà. 😀
    Magari cerca di riassumere un po’ se ce la fai.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: “trasformare” bbx e cbx in stili bst (uso Lyx) #39803
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    Scherzi a parte, ho dato un’occhiata veloce agli screenshots di LyX e non mi sembra che faccia altro che nascondere il codice. Vorrà dire che invece di cliccare su un pulsante scriverai il codice a mano. Cosa che non è poi vera del tutto, visto che molti editor per LaTeX hanno i classici pulsanti, simili a quelli di LyX. Come editor ti consigli TeXworks (su Mac e Windows, almeno).

    Sono in disaccordo sull’ultima tua osservazione. LaTeX ti permette di non badare al layout del testo che verrà stampato (ci pensa lui); in questo modo puoi concentrarti su quello che scrivi (contenuto) e su come lo articoli (struttura).

    Ciao Ivan,

    stiamo andando un po’ off-topic ma voglio commentare comunque, spero mi perdoneranno.

    “LyX nasconde il codice”. Non vedo dove sia il problema. Anzi finalmente mentre leggo non dovrò incappare nei vari \emph e così via. Notare che una delle cose che può fare Emacs con AUCTeX è proprio questa. Nascondere parte dei comandi e mostrare una specie di anteprima.

    LyX mostra le immagini! Le tabelle! Quante volte sono impazzito per capire dove dovevo infilare un nuovo numero in una tabella molto grande. Il problema non è tanto scrivere a mano un comando o premere il pulsante corrispondente. Il vero problema di LaTeX è che viene confrontato con programmi con cui non può essere confrontato. LaTeX è di aiuto al tipografo, non allo scrittore, almeno secondo me.

    Giustamente tu hai diviso il processo in tre parti: layout, struttura e contenuto.
    Usare LaTeX con un editor di testo, secondo me, ti fa concentrare sulla struttura da cui poi lui ricava facilmente il giusto layout, ma non così tanto sul contenuto. I word processor invece, dando una visione chiara del contenuto ti permettono di ragionarci molto più facilmente (è vero che con LaTeX puoi compilare e vedere il pdf ma è chiaro che è sempre una perdita di tempo).

    Il problema che questo approccio introduce però è, come sappiamo, la perdita di una visione chiara della struttura ma soprattutto il fatto che i word processor lasciano troppa parte del layout nelle mani dello scrittore.
    LyX credo abbia imboccato la strada giusta (purtroppo ancora con risultati non eccezionali). Tu scrivi davanti ad un testo chiaro “da Word processor”, però non ti devi occupare del layout. Cosa vuoi di più dalla vita? 😀

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: “trasformare” bbx e cbx in stili bst (uso Lyx) #39802
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    riguardo a lyx, io è la prima volta che scrivo qualcosa con latex (a parte un breve articolo), e non capisco come a chi non usa un editor tipo lyx non “girino gli occhi” a leggere le tag nel mezzo del suo documento! mi sembra tutt’altro che orientato al “contenuto” (casomai alla struttura), ma sarà sicuramente questione di abitudine…

    Mi intrometto per rincuorare Dario.

    Sebbene un buon editor, l’abitudine e soprattutto un codice ben scritto aiutino a rendere tutto più chiaro, gli occhi si girano, si girano eccome. 🙂

    LyX non è la perfezione, anzi, ha innumerevoli problemi. Ma è l’unico tentativo serio in tal senso. L’ho provato anch’io per un po’, ora ho smesso per mancanza di tempo.

    Ritengo che per un principiante che forse userà LaTeX solo per la sua tesi di laurea, LyX sia più che sufficiente. Non capisco questa avversione per questo povero programma! 😀 Certo, in questo modo, molta meno gente conoscerà il linguaggio LaTeX, ma in fondo se LyX sarà capace di fare ciò per cui è nato, non vedo dove sia il problema.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Matematica dentro \caption #39940
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    `\documentclass{report}
    \begin{document}
    \chapter{\(a=b\)}
    \section{\(a=b\)}
    \subsection{\(a=b\)}
    \subsubsection{\(a=b\)}
    \footnote{\(a=b\)}
    \end{document}`
    Questo funziona, però!

    Ciao,
    L.

    Azzardo: prova a mettere \tableofcontents. Dovrebbe dare errore.
    Credo che il problema dei comandi fragili si presenti quando il codice deve venir riprocessato per fare qualcos’altro. In questo caso l’indice.

    Fra

    in risposta a: Matematica dentro \caption #39936
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    Ciao,

    in attesa di Enrico provo a risponderti io.
    $…$ è equivalente a \(…\) però quest’ultimo modo è fragile.
    Il tuo problema dovrebbe risolversi con qualche \protect.

    Credo quindi che la maniera migliore sia quella di usare sempre $…$.

    [edit]Ha fatto prima Lorenzo :)[/edit]

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39518
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    I comandi riguardanti unità di misura devono sempre essere in tondo (diritti).

    Uhm credo di aver capito. Mi stai dicendo che con le mie definizioni le unità venivano correttamente composte in tondo nel testo normale e in ambiente matematico, ma se per sbaglio fossero finite, per esempio, in un \textit, sarebbero state composte in corsivo, che è sbagliato. In effetti non avevo considerato questo caso.

    Rimango molto perplesso su \x, ma anche su \A, \g e \C. A parte che l’Angstrom è un’unità deprecata, o sbaglio?

    Diciamo che sono molto indeciso su queste abbreviazioni. Sono solo frutto della mia esperienza. Per esempio \x è nato perché una casa editrice non permetteva l’uso di siunitx e così ho dovuto riscrivere tutti i \SI{7e5}{…} ecc… come $7 \times 10^5…$.
    Con il comando in questione ottengo invece $7 \x 10^5…$ che è leggermente più veloce da scrivere e anche più facile da leggere.

    Sì, l’angstrom non è nel SI. Per me lo potrebbero anche abolire e usare i nanometri ma è usato in moltissimi campi e così mi sono deciso a inserirlo. Ma mi riservo il diritto di farlo sparire 🙂

    Se usi amsmath i comandi definiti tramite \textrm cambiano grandezza se scritti in esponenti o pedici.

    Cioè se non ho capito male mi stai dicendo che usare \textrm per quelle definizioni, senza caricare amsmath, è sbagliato perché a pedice o a apice verrebbero composte con il corpo sbagliato, cioè non opportunamente rimpicciolito. Comunque nella mia classe già carico amsmath.

    Grazie infinite!
    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39516
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    Il vantaggio di {\new|\renew|\provide}robustcmd è che ciascuno di questi definisce un solo comando invece di due e l’espansione è di qualche nanosecondo più veloce.

    Grazie Enrico. Con questa cosa ho anche capito la storia dello spazio aggiuntivo con DeclareRobustCommand.

    Questi sono tutti i comandi che vorrei definire. Non credo se ne aggiungeranno altri.
    Il pacchetto textcomp è precaricato dalla classe. Quali di questi, secondo te, necessitano di un irrobustimento? (Assumiamo che tutti possano essere argomenti mobili)
    Io credo nessuno, a parte le abbreviazioni \g, \C e \A. Giusto?

    `\AtBeginDocument{

    % degree
    \providecommand{\degree}{\mbox{\textdegree}}
    \providecommand{\g}{\degree}

    % gradi Celsius
    \providecommand{\celsius}{\mbox{\textcelsius}}
    \providecommand{\C}{\celsius}

    % Angstrom
    \providecommand{\angstrom}{\mbox{\AA}}
    \providecommand{\A}{\angstrom}

    % micro
    \providecommand{\micro}{\mbox{\textmu}}

    % Ohm
    \providecommand{\ohm}{\ensuremath{\mbox{\textohm}}}

    % times (only math)
    \providecommand{\x}{\times}

    % measurement unit
    \providecommand*{\un}[1]{\ensuremath{\mathrm{\,#1}}}

    % Napier's number
    \providecommand{\eu}{\ensuremath{\mathrm{e}}}

    % imaginary unit
    \providecommand{\iu}{\ensuremath{\mathrm{i}}}

    % roman subscript
    \providecommand*{\rb}[1]{\ensuremath{_\mathrm{#1}}}

    % roman superscript
    \providecommand*{\rp}[1]{\ensuremath{^\mathrm{#1}}}

    % differential (only math)
    \providecommand{\diff}{\mathop{}\!d}

    % derivative and partial derivative (only math)
    \providecommand*{\der}[3][]{\frac{d^{#1}#2}{d #3^{#1}}}
    \providecommand*{\pder}[3][]{%
    \frac{\partial^{#1}#2}{\partial #3^{#1}}%
    }

    }`

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Classe o pacchetto: definire comandi facilmente ridefinibili #39514
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    Scusate se riapro la questione, ma ho due piccole domande:

    Volendo emulare meglio siunitx, ti propongo
    `\providerobustcmd{\celsius}{%
    \ensuremath{{}^{\circ}\kern-\scriptspace\mathrm{C}}}`

    1. Ora che ho tolto gli if dai semplici comandi che stavo definendo, è ancora veramente necessario usare etoolbox e il providerobustcmd? Mi è venuto il dubbio perché nel consigliarmi la definizione di \celsius non hai usato un semplice \providecommand.

    2. Se l’uso di \providerobustcmd fosse ancora necessario, che ne pensi se al posto di caricare etoolbox mi limitassi a scrivere:
    `\@ifdefinable{\pippo}{\DeclareRobustCommand{\pippo}{…}}`

    Grazie mille.
    Ciao ciao.
    Fra

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