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Ciao Claudio,anche io avevo fatto il tuo stesso ragionamento ed è per questo che mi sono stupito!
Vediamo con più calma la prima stranezza:
1. Se carico geometry dopo fontspec (cosa del tutto lecita o addirittura preferibile), mi vengono 33 righe
2. Se carico geometry prima di fontspec invece mi vengono correttamente 40 righe. Problema risolto.Sembra come se, dopo aver chiamato fontspec, baselineskip sia impostato a 10 pt anziché a 12 pt, come dovrebbe.
(Ho visto questa cosa, come da te suggerito, tramite \showthe\baselineskip. Invece dato che sia \linespread che \baselinestretch sono macro, non sono riuscito a mostrare il loro valore prima e dopo le chiamate dei pacchetti… ma sono molto ignorante in materia)Se mettiamo in mezzo anche linespread, io sono d’accordo con te che la cosa più sensata sia caricare in ordine fontspec, linespread e poi geometry.
Ma così facendo ottengo un numero di righe ancora inferiore se linespread è maggiore di 1 (perché l’altezza della colonna del testo è sempre la stessa). E provare tutte le permutazioni non aiuta.Ciao ciao.
Fra
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Ciao a tutti.Noto con piacere che è uscito da pochi giorni il pacchetto tex-gyre-math-pagella
che fornisce il supporto per la matematica al font TeX Gyre Pagella (un clone del Palatino).
Può essere usato solo con xelatex perché i font sono solo in formato Open Type.Avete dei commenti da fare in proposito? Immagino che al contrario di Asana Math,
questo si accordi molto meglio con il TeX Gyre Pagella.Ciao ciao.
Fra
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Cari tutti,ho una proposta. A forza di contrattare con quelli della URW, alla fine ho chiesto se avessero mai pensato di rilasciare il Garamond No8 con una licenza libera.
La risposta è stata sì. Sarebbero disposti a rilasciare l’URW Garamond No8 sotto licenza OFL, però vogliono 7500 €.La prima cosa che vi chiedo è se tutto questo è conveniente per la comunità in generale.
La seconda cosa è: nel caso convincessi la casa editrice della sapienza a pagare una parte di questi 7500 € (io spero tutti ma ci credo poco), la parte restante potrebbe essere pagata dal GuIT?
Così la casa editrice pagherebbe, che ne so, 5000 € una volta sola, anziché 1300 € all’anno, e il GuIT farebbe un servizio alla comunità partecipando alla “liberazione” di questo font.
Se volete potete anche suggerirmi altri organismi a cui posso andare a elemosinare una parte dei soldi.Che ne dite?
Ciao ciao.
Fra
::ivan” post=73216Apprezzo che tu voglia usare un garamond per tutte le pubblicazioni 😀
Secondo me i simboli matematici di mathdesign si adattano praticamente a tutti i garamond disponibili, e non solo.
Naturalmente bisogna usare le impostazioni per avere almeno i numeri e le lettere
del garamond che si è scelto. Per gli altri simboli la differenza è veramente minima.Ciao
IvanCiao Ivan,
quanto mi suggerisci credo sia quello che fa il codice che hai riportato tempo fa in risposta a un quesito di Tommaso.
Solo che se uso mathspec per usare le lettere e i numeri di Junicode per la matematica, succede un pastrocchio. Come dicevo nell’altro filone, basta scrivere $T^2$ e si capisce il perché. In ogni caso, anche se funzionasse, dovrei assicurarmi che mathdesign non usi alcun simbolo preso dall’URW Garamond No8 altrimenti si ricade nel problema della licenza non commerciale.Ciao ciao.
Fra
::Liverpool” post=73213Mi stavo interrogando su cosa significhi “uso commerciale” di un font. Perché mi chiedevo: se io usassi questo font per la mia tesi e un giorno si decidesse di pubblicarla, che dovrei fare? Dovrei cambiare font? Io neanche me lo ricorderei più. Nel frattempo sono incappato in questa conversazione. Non è che mi convinca molto, anche se almeno è un altro parere. Tu che ne pensi?
Ma quando hai parlato con la società hai riferito a cosa ti serve? Ti hanno detto loro che non lo puoi usare per stampare libri?Ciao
Ciao Liverpool,
quello che dice il tizio nel link credo sia sbagliato.
Leggendo il testo della licenza AFPL si capisce abbastanza chiaramente che se tu crei una versione modificata del software originale oppure un’opera qualsiasi basata su quel software, puoi distribuire il tuo prodotto come vuoi purché non ne ricavi alcunché. Quindi è chiaro che la tua tesi scritta in URW Garamond No8 non potrà essere messa in vendita. Sicuramente potrai metterla su internet. Sicuramente potrai metterci un codice ISBN. Però tu come privato non puoi ricevere denaro dalla sua distribuzione e vendita. Penso che al massimo puoi farti pagare un rimborso per la carta e l’inchiostro se te la chiedono gli amici. Se però sei un’ “organizzazione commerciale”, per esempio una casa editrice, non puoi distribuire un lavoro in cui si usano questi font neanche se lo distribuisci solo con un rimborso spese (per esempio i costi della stampa). Per concludere, nel tuo caso, se vorrai un giorno pubblicare la tesi per esempio su Lulu.com, non potrai farlo.
Questo è anche quello che mi ha detto il responsabile della URW quando gli ho chiesto delucidazioni.
Per questo motivo io preferisco sempre usare font che posso usare come voglio. Purtroppo di Garamond liberi c’è solo EB Garamond (purtroppo ancora incompleto) e Junicode che però ha un disegno leggermente diverso dal Garamond. La cosa triste è che se usassi Junicode e volessi inserire della matematica, e volessi anche mantenere una licenza libera sulla mia opera, sarei obbligato a usare dei font matematici che stonano con Junicode. Infatti se usassi mathdesign con l’opzione garamond, avrei l’URW Garamond No8 per il testo matematico. Con ovvie conseguenze sulla licenza.
Ciao ciao.
Fra
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Sto cercando di capire quanto Junicode possa essere usato con la matematica.Ho provato la soluzione che ha scritto Ivan tempo fa rispondendo a Tommaso:
`\usepackage{amsmath}
\usepackage[garamond]{mathdesign}
\usepackage{mathspec}
\usepackage[no-sscript]{xltxtra}
\defaultfontfeatures{Mapping=tex-text}
\setprimaryfont[Numbers=OldStyle]{Junicode}
\setmathsfont(Digits){Junicode}`Ma se provo un documento minimale dove scrivo per esempio
`Cu$_2$O, $T^2$, $V^2$, $T^+$`
si vede che gli apici e pedici si trovano troppo attaccati alla lettera che li precede.L’unica soluzione che ho trovato è:
`\usepackage[garamond]{mathdesign}
\usepackage{xltxtra}
\setmainfont[Mapping=tex-text, Numbers=OldStyle]{Junicode}`
Non è proprio perfetta perché uso un vero Garamond quando sono in modalità
matematica e forse non si riescono a fare tutte le cose che voleva Tommaso,
però almeno non ha problemi estremamente evidenti.Approfitto dell’argomento per un’altra domanda. Caricando in questo modo Junicode si continua
a usare il Latin Modern Sans e il Latin Modern Mono per il font sans serif e il monospaziato.
È una scelta sensata? Oppure si accordano male con Junicode?Ciao ciao.
Fra
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Scusate, ma ho alcuni dubbi su Junicode.In un altro filone, Ivan consigliava le seguenti righe di codice a Tommaso.
`\usepackage{amsmath}
\usepackage[garamond]{mathdesign}
\usepackage{mathspec}
\usepackage[no-sscript]{xltxtra}
\defaultfontfeatures{Mapping=tex-text}
\setprimaryfont[Numbers=OldStyle]{Junicode}
\setmathsfont(Digits){Junicode}`Veniamo alle domande:
1. Ivan diceva che mathdesign non era necessario. “Però caricandolo si avevano i simboli =, +, ecc… coerenti con il disegno.” Intendeva dire che se io non carico mathdesign, tutta la matematica sarà scritta usando i Latin Modern? E quindi non va bene perché i Latin Modern non si accostano bene con Junicode?
2. Se non sbaglio, con il codice sopra riportato si avrà il Latin Modern Sans e il Latin Modern Mono rispettivamente per i font senza grazie e per il monospaziato. Sono delle accoppiate giuste per Junicode?Grazie mille.
Ciao ciao.
Fra
::illinguista1972″ post=73030
Nella mia ricerca di font con un’ampia copertura di caratteri, ho selezionato i seguenti.
Avete esperienze o commenti in proposito?Gentium
Free UCS Outline Fonts
Charis SIL
Linux Libertine
Liberation
DejaVu
The Cardo Font
Caslon
IndUniCiao ciao.
FraPosso solo dirti che uso quasi sempre il Libertine. Mi piace proprio, tanto che vorrei vedere l’Arte con questi font. 🙂
Si usano sia con PDFLaTeX che con XeLaTeX. Non credo, da quanto mi ricordo, che abbiano un buon supporto per la matematica. Fanno il pari con i Biolinum, che sono i sans serif da accoppiarci. Guarda il sitohttp://www.linuxlibertine.org/index.php?id=1&L=1
Ciao
TommasoSì, in effetti i Linux Libertine sembrano anche piuttosto completi. Ora cercherò di vedere le differenze tra un Times “normale” e il Libertine.
Segnalo solo che i font Type1 (gli unici utilizzabili da latex/pdflatex), sono oramai congelati e utilizzabili con il pacchetto libertine-legacy. Questo perché gli sviluppatori di questi font hanno deciso di continuare solo con i TTF/OTF.
Ciao ciao.
Fra
::OldClaudio” post=72852
Ottima spiegazione Claudio! Quindi per concludere, se uso tgtermes o mathptmx e devo inserire dei brevissimi e pochissimi passi in greco, mi posso anche far andare bene la stonatura dei font cbgreek, caricati in automatico da babel, con il times. Se invece devo scrivere parti sostanziose in greco monotonico, posso usare txfonts con txfontsb. Se invece devo scrivere molti passi in greco, anche politonico, usando il times come font principale, posso usare (vedi sotto) font “alla Computer Modern”, per esempio i CBgreek, oppure Artemisia, Bodoni, Didot. Tra questi quali si adattano meglio secondo te ai font che ho menzionato nella tabella (times, palatino, utopia, garamond)? Sono molto ignorante in materia, però io vedrei bene l’Artemisia con il palatino e garamond. Forse il Didot con il Times? L’utopia non so.
Il discorso dei cbgrrek e dei times applicato ai mathptmx o i tgtermes non funziona; evidentemente l’ottima spiegazione non era sufficientmente buona 🙁
Per gli altri devo pensarci e fare delle prove.
Apprezzo moltissimo il tuo aiuto Claudio, ma non voglio farti perdere tempo prezioso! Anche se riuscissi a far funzionare tutto, se i passaggi fossero troppo complicati per un principiante, non mi sentirei di consigliare certe strade. Direi semplicemente “non si può fare” o “è troppo difficile farlo”.
Per completezza ho aggiunto il pacchetto pxgreeks come accoppiata con i pxfonts. Immagino abbia le stesse limitazioni dei txfontsb.
No, i pxgreeks servono per accompagnare i pxfonts, solo per consentire loro di usare meglio e più comodamente i caratteri greci matematici obliqui o diritti come serve per la tipografia francese.
Giusto. Scusa per l’errore! Ho subito corretto la tabella!
Quindi prendiamo in considerazione solo Artemisia, Bodoni, Didot. Ignoriamo Baskerville, Complutum, Olga, Nehohellenic, Porson, Solomos.
Neohellenic va benissimo come font sans serif; Olga potrebbe andare bene come corsivo da accompagnare al Didot diritto e al Didot slanted. Con i corrispondenti font OTF, si può specificare il font Olga apposta per la forma italic; l’ho fatto e funziona bene. Nota che i cbgreek dispongono di due corsivi, uno è una mia imitazione di Olga, e l’altro è una mia imitazione del corsivo della casa editrice di Lipsia Teubner (da cui il mio pacchetto teubner). Questo font, che ho chiamato Lispiakos, è venuto molto bene e con i font description file associati a babel con i font CM o LM, dispone anche dei comandi per attivarlo in sostituzione dello pseudo-Olga; ai linguisti specialisti di greco classico piace moltissimo. Secondo me il mio Olga, imitato ad occhio da un testo stampato, ha un paio di caratteri che a confronto con il testo stampato andavano bene, ma confrontati con questo GFS Olga, mostrano delle differenze sostanziali, in particolare la mia “chi” è troppo larga.
Ho dato una occhiata più approfondita al lavoro che Tsolomitis ha fatto per adattare i font della GFS a LaTeX; la maggior parte di questi font permettono di scrivere sia in caratteri latini, sia in caratteri greci; in particolare Artemisia, Bodoni, Didot, Neohellenic permettono di usare entrambi gli alfabeti; Non ho esaminato tutto questi font, voglio dire il file pfb per il formato Type 1; ma vedo che non dovrebbero esserci problemi né con la codifica OT1, né con la T1, sebbene Tsolomitis metta le mani avanti in merito ai font latini codificati T1; quelli greci sono predisposti per lavorare con la codifca lgr, in accoppiata con i loro compagni latini della stessa collezione; i font greci hanno codifica LGR e Tsolitis dice che sono completi; mmmm, questa mi sembra una affermazione azzardata, ma si può sperare che sia vera o abbastanza vera. FontForge dice che sia i latini sia i greci sono piuttosto completi.
Tranne i Neohellenic che Tsolimitis accoppierebbe con i cmbright, gli altri li li accoppierebbe sempre con i txfonts;
Io invece trovo che gli Artemisa potrebbero andar bene insieme al Platino I Didot vanno bene sia con i CM/LM; i Bodoni direi che vanno bene anche loro con i CM.LM, ma probabilmente, scalando i font adeguatamente, i Didot sono quelli che potrebbero andare meglio con i font stretti come i Gyre Termes, anch se risultano un poco più chiari. Ma se non ci sono problemi con la matematica, per la quale Tsolomits ha già previsto di usare i font della collezione txfonts, I font greci che ho elencato sopra sono “bifronti” e in questo senso possono venire usati da soli Un testo competamante scritto in latino Artemisia e in greco Artemisia è piuttosto gradevole. Se bisogna usare la matematica Tsolomitis ha già previsto di usare i glifi della collezione TX, quindi le cose marciano bene così, senza bisogno di forzare l’accoppiamnto dei font GFS con i tradizionali font latini come Times, Platino, Utopia, & Company.Questo uso esclusivo dei font GFS si può fare anche con i font OTF; per la matematica però, bisogna caricare i XITS Math o gli Asana Math; sapendo però che la forza di xelatex e lualatex sono in font OTF, si possono pensare anche accoppiate diverse, vista la facilità con la quale si può associare un font ad una determinata lingua; con l’input codificato utf8 o unicode, non ci sono problemi di sorta né con le famiglie né con le collezioni di font.
Se si volessero usare questi quattro font insieme ai font latini specifici, bisogna caricarene i pacchetti in anticipoCerco di fare un sunto di quanto detto e metterlo in tabella. Però prima devo ragionarci un po’ sopra.
Grazie delle risposte sempre così dettagliate!
Ciao ciao.
Fra
::egreg9″ post=72851
Va bene, per ora lascio Times3. Poi vedremo. Sì, ora che me lo dici ricordo anche io che Enrico criticò i txfonts in un vecchio post, proprio in risposta a una mia domanda. E mi ricordo anche che scrissi all’autore per sapere se avesse corrette i problemi segnalati da Enrico. Ma non mi rispose mai. 🙁
Ti segnalo il recentissimo pacchetto newtxtext con il fratello newtxmath che dovrebbero correggere le debolezze di txfonts e hanno anche parecchie aggiunte: per esempio, l’autore afferma che l’opzione [tt]libertine[/tt] lo rende adatto all’uso con Linux Libertine.
Ciao
EnricoHo letto la documentazione e sembra ottimo! Grazie della segnalazione Enrico. Lo metto subito al primo posto tra le scelte per scrivere in Times!
Ciao ciao.
Fra
::OldClaudio” post=72821Problema greco e txfontsb: in teoria questi font greci potrebbero essere usati con qualunque font di titpo Times; in pratica non è così semplce (non è nemmeno complicato, basta usare teubner); ciò dipende dal meccanismo con il quale babel cambia quando passa da una lingua scritta con un font, diciamo, con un alfabeto in codifica T1 e passa al greco o torna indietro dal greco. Le cose stanno in questi temrini: il greco si cambia soltanto cambiando codifica; quindi se si urano i font Latin Modern, per scrivere con al famiglia “graziata” i dati relativi ai font vengono letti dal file t1lmr.fd : per passare al greco i dati relativi ai corrispondenti font vengono letti dal file lgrlmr.fd. Con in font latini txfonts, i dati vengono letti dal file t1txr.fd e passando al greco i dati vengono letti dal file lgrtxr.fd; vedi donque che la sigla della famiglia rimane la stessa, mentre cambia lsolo la sigla della codifica.
Se volessimo usare i gyre termes, al posto dei tx, allora i font latini graziati avrebbero di dati letti dal file t1qtm.fd; per usare i font txfontsb bisognrebbe creare, visto che non ci sono, dei file di descrizione dei font del tipo lgrqtm.fd, che contengano gli stessi riferimenti ai font times greci di Tsolomitis, ma assegnando loro nomi di famiglia diversi, in modo da rendere i due alfabeti gestibili coerentemente da babel. Invece se si usa teubnemr si può creare un file di questo tipo semplicemente con un comando descritto nella documentazione di teubner, che però usa i CBgreek, non i font di Tsolomitis txfontsb.
quanto detto vale anche per i font del pacchetto mathptmx, si può fare ma non è banale, perché bisogna creare file che non sono presenti nella distribuzione TeX.Naturalmente dipende dalle esigenze, ma personalmente, se fossi un filologo greco, non userei i font di Tsolomitis, perché sono (erano?) incompleti proprio per scrivere il greco politonico e mancano di altre funzionalità, come quella di poter scrivere i numeri con la notazione letterale greca che usa l’anotonos e il catatono per indicare la natura numerica della stringa di lettere che rappresentano un numero.
Ottima spiegazione Claudio! Quindi per concludere, se uso tgtermes o mathptmx e devo inserire dei brevissimi e pochissimi passi in greco, mi posso anche far andare bene la stonatura dei font cbgreek, caricati in automatico da babel, con il times. Se invece devo scrivere parti sostanziose in greco monotonico, posso usare txfonts con txfontsb. Se invece devo scrivere molti passi in greco, anche politonico, usando il times come font principale, posso usare (vedi sotto) font “alla Computer Modern”, per esempio i CBgreek, oppure Artemisia, Bodoni, Didot. Tra questi quali si adattano meglio secondo te ai font che ho menzionato nella tabella (times, palatino, utopia, garamond)? Sono molto ignorante in materia, però io vedrei bene l’Artemisia con il palatino e garamond. Forse il Didot con il Times? L’utopia non so.
Per completezza ho aggiunto il pacchetto pxgreeks come accoppiata con i pxfonts. Immagino abbia le stesse limitazioni dei txfontsb.
A questo proposito gli ottimi font greci OTF (e quindi anche le versioni Type 1, che non ho idea di come si usino, forse, semplicemente con al codifica utf8 in input, ma non ci ho mai provato in altro modo, sono particolari: sono i font Artemisia, Baskerville, Bodoni, Complutum, Didot, Neohellenic, Olga (solo “italico”), Porson e Solomos, vanno bene per scrivere in greco politonico, ma Baskerville, Complutum, Olga, Porson, Solomos, mancano dei diacritici numerici suddetti; Inoltre Complutum è troppo diverso dai font a cui siamo abituati e alcune lettere minuscole, di stile anticheggiante, sono difficili da riconoscere come tali; Anche Solomos è un po’ troppo ornato per i miei gusti.
Quindi prendiamo in considerazione solo Artemisia, Bodoni, Didot. Ignoriamo Baskerville, Complutum, Olga, Nehohellenic, Porson, Solomos.
Per Gyre Termes & company, le poche lettere greche presenti non sono sufficienti nemmeno per scrivere in greco monotonico; potrebbero essere un patch accettabile per usarle in matematica, ma sicuramente non per scrivere nemmeno in greco moderno.
Ok.
Mah; cancellare la riga Times3 mi sembra eccessivo; è vero che i txfonts offrono le stesse funzionalità nel testo e nella matematica, compresi i font greci diritti per la tipografia di stile francese. Però ci sono pareri diversi sulla qualità dei txfonts; io ho sempre usato questi invece dei mathptmx, e mi sono sempre trovato benissimo e io li consiglierei, ma sono al corrente di altri autorevoli membri del forum li guardano con il tipico stiff nose britannico. Certo gli uni e gli altri (mathptmx e txfonts) non hanno i corpi ottici, quini i pedici e gli apici in matematica lascinao sempre un po’ a desiderare; ma bisogna fare di necessità virtù, visto che i font con corpi ottici sono pochi e quelli della collezione TeX (CM, LM, EC, CM-super, CBgreek) sono eccezioni notevoli e rare e ne distinguono la qualità tipografica. Tra i font OTF i Latin Modern sono gli unici che ho accertato come possessori di corpi ottici; non posso giurare che siano gli unici, ma non solno lontano dalla verità.
Va bene, per ora lascio Times3. Poi vedremo. Sì, ora che me lo dici ricordo anche io che Enrico criticò i txfonts in un vecchio post, proprio in risposta a una mia domanda. E mi ricordo anche che scrissi all’autore per sapere se avesse corrette i problemi segnalati da Enrico. Ma non mi rispose mai. 🙁
Grazie di tutto, Claudio!
Ciao ciao.
Fra
::OldClaudio” post=72817Lavorando con pdflatex, comporre in greco o in cirillico richiede di usare pacchetti oppure di dare adeguate opzioni a babel.
Per il greco ti posso dire che se dai greek o polutonikogreek come opzione a babel vengono usati di default il font che ho disegnato io (CBgreek) e si accoppiano bene con i font EC, quindi con i font Latin Modern; li ho disegnati usando per lo più gli stessi parametri degli EC (quelli veri di Knappen, non la versione usata con cm-super);
Inserite queste informazioni.
se si vogliono usare font diversi dai Latin Modern ci sono diverse strade; o si usano i font della collezione txfonts e si chiama il pacchetto txfontsb, oppure si usa il pacchetto teubner che mette a disposizione dei comandi per generare dei font description file che si accordinao con gli altri font usati per il testo in alfabeto latino. La prima soluzione usa certi free font di disegno simile al times della collezione txfonts, ma non sono completi come i CBgreek, in particolare la forma corsiva; sono quindi adatti al greco monotonico, ma non vanno bene per il greco politonico (almeno così succedeva l’ultima volta che li ho esaminati; ho scritto all’autore, ma o mi è sfuggito o non ha fatto nessun aggiornamento). Viene usato abitualmente dai greci per scrivere con la codifica d’entrata iso8859-7, di default sulle loro tastiere; buona per la scrittura monotonica. La seconda soluzione serve solamente per superare un ostacolo, ma l’appaiamento fra, per esempio, Palatino e CBgreek non è il massimo. Però scrivi politonico senza problemi. I CBgreek hanno si corpi ottici; i txfontsb no.
Per ora ho aggiunto solo il pacchetto txfontsb. Domanda: dato che txfontsb è una estensione
di txfonts significa che non lo posso usare, per esempio, con il TeX Gyre Termes, giusto?Per il ciriillico non ho nessuna esperienza, se non quella di avere usato i font cirillici della collezione della Wisconsin University, disponibili solo bitmapped (almeno così era quando ci ho provato uno o de anni fa) ma ho trasformato in Type1 binari pfb senza problemi con mftrace (solo la polizza che ho usato).
Ne esistono di migliori e Enrico dovrebbe saper consigliare diversi font cirillici con codifiche T2A, B o C, visto che lui conosce le lingue slave e ha scritto anche un articolo per TUGboat, se ben ricordo, (o per Ars?) in merito a questo problema.
Qua aspettiamo allora.
Per xelatex e lualatex che possono usare i font OTF, ci sono moltisisme polizze di caratteri unicode che contengono anche il graco; fra queste mancano i Latin Modern e tutti i font della collezione Gyre; nessuno di questi font contiene i caratteri testuali per il greco, nemmeno l’ortografia semplificata monotonica.
Ho visto che però ci sono dei caratteri greci nel TeX Gyre Termes e Pagella. Sono quindi messi lì solo per essere usati con la matematica ma non per un testo vero e proprio?
Ma la distribuzione TeX contiene i font della Greek Font Society e altri font creati apposta in forma abbastanza completa per poter scrivere greco sia monotonico sia politonico. Sono tutti font testuali con grazie (nel senso che le maiuscole hanno le grazie); per font sans serif direi che il GFS Neohellenic può andare benisimo; non ne conosco di monospaziati tranne i CM-unicode, i Biolinux Libertine; Tuttavia per i sans serif gli Arial, che possono piacere o non piacere, sono completissimi e proprio per questo sono quelli usati spesso dai browser della rete, perché servono praticamente per tutto il mondo. Il font Iwona fra i font “sgraziati” è molto gradovole, ma non credo che comprenda il greco e/o il cirillico.
Per i monospaziati c’è UMTypewriter che in pratica è il typewrtiter CM esteso a coprire diversi alfabeti; è infatti piuttosto completo; per scrivere in monospaziato ci sarebe anche l’originale forma del font Monaco, che io personalmente trovo gradevole, ma potrebbe non piacere ad altri perché non assomiglia affatto al solito carattere da macchina da scrivere come il Latin Moderm Mono, o il Courier.Qui mi serve un po’ di tempo per farmi un’idea della situazione ma ho recepito il messaggio.
Claudio, grazie mille di tutte queste informazioni!
Ho però ancora una domanda. Guardando la tabella mi pare di capire che usare mathptmx, helvet e courier
significa avere sostanzialmente gli stessi font di quando si usa txfonts, a parte ovviamente i font per la matematica che sono un po’ diversi.
Inoltre forse quando si usa mathptmx non posso neanche usare il pacchetto txfontsb per il greco.
La domanda è: cancello la riga “Times 3” (cioè mathptmx) dato che possiamo considerarla obsoleta rispetto a txfonts?Ciao ciao.
Fra
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Ho cercato di migliorare un po’ il foglio riguardante i font Type 1 per quanto riguarda il greco e il cirillico.In sostanza mi pare di capire che nessuno dei font tipicamente utilizzabili (a parte alcune versioni dei
Modern) contiene questi alfabeti. Immagino che i font greci/cirillici adatti per i Computer Modern
siano inadatti per il times, palatino, utopia e garamond. Quali pacchetti/font consigliate (se esistono) per
abbinarli ai font che ho menzionato?Grazie.
Ciao ciao.
Fra
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