francesco.biccari

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  • in risposta a: Sommario delle combinazioni di font più usate #73667
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    mcl1962″ post=72802Ciao Francesco.

    La tua combinazione “Palatino 3” potresti completarla nel modo seguente:

    `
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[sc]{mathpazo}
    \linespread{1.05}
    \usepackage[scaled=.95]{helvet}
    \usepackage{courier}
    `

    Claudio

    Grazie mille Claudio!

    in risposta a: Sommario delle combinazioni di font più usate #73665
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    Ciao Claudio!

    OldClaudio” post=72785Per sapere quali alfabeti e per quali lingue un dato font OTF sia usabile, si può seguire la procedura indicata da Enrico per eseguire il programma otfinfo con le debite opzioni.
    Sul Mac l’applicazione FontBook permette di avere molte delle informazioni che si possono ottenere con otfinfo. Tuttavia per alfabeti oltre il latino, spesso è indicato il greco, ma altrettanto spesso non è indicato se si tratta solo di greco monotonico o anche di greco politonico.

    Io trovo molto comodo usare il programma di editing dei font FontForge, con il quale posso esaminare tutta la tabella unicode, anche se moltissime caselle sono vuote (caselle nere);

    Sì, anche io uso FontForge. Oppure su Windows uso spesso Babelmap.

    ma è importante vedere se ci sono le pagine con le estensioni del latino e del greco; se si volesse scrivere in copto, bisogna vedere se esistono solo gli otto caratteri che il che sono presenti nel copto oltre a quelli greci, ma per gli altri 24 si usano quelli greci; questo è un patch normalmente presente, ma impresentabile; invece se c’è davvero al pagina del copto, i glifi hanno davvero al forma che devono avere, e non sono solo dei prestiti dal greco.
    Per il cirillico valgono più o meno le stesse osservazioni, ma per essere sicuri che ci sia tutto quello che serve, FontForge certamente è utile, ma bisogna conoscere la lingua che si vuole scrivere con quei caratteri.
    Non ti dico per l’arabo, il cinese, il giapponese, il coreano; non cito il devanagari, il telugu, e altri alfabeti meno noto; direi che cirillico e greco sono i più usati fra quelli diversi dal latino, almeno dagli studiosi qui in Italia.

    Sì, per ora infatti mi vorrei limitare a un uso “tipico”. Come dici tu al massimo greco e cirillico. Quindi direi che le colonne attuali sono sufficienti.

    Ho visto la pagina TTF/OTF. I Latin Modern OTF mancano sempre del greco e del cirillico (vedi con FontForge) ma permettono di usare varianti non normalmente accessibili con pdflatex (ma accessibili, almeno in parte, con cfr-lm) come per esempio (oltre alle cifre minuscole) i typewriter type a spaziatura variabile.

    Ho scritto “no” nella apposite colonne.

    Sì, certo, con xelatex e lualatex le possibilità di uso dei font sono moltissime, con o senza matematica, anche se questa ancora contiene solo i XITS math, Asana Math, Latin Modern Math, e Cambria (se sulla macchina hai installato anche MS Office, perché è un font creato perr Word (credo da quando Knut ha dato loro consulenza per scrivere decentemente la matematica con Word); io l’ho confrontato con il XITS e non lo userei mai per davvero con xelatex o lualatex. Stanno arrivando anche altri font adatti alla matematica avanzata, ma la dotazione per la matematica per Xelatex e lualatex è ancora carente rispetto alla dovizia di font testuali disponibili (tutti quelli che sono installati sulla macchina anche non dipendenti dalla distribuzione TeX).

    In teoria il disegno di questi font matematico OTF sono:

    XITS Math per XITS, Times, Libertine,Gyre termes e simili font stretti
    Asana Math per Palatino, Gyre Pagella e simili font larghi
    Latin Modern Math per Latin Modern e simili font di occhio medio e tratto un filino più sottile

    Ottima carrellata. Ho così aggiunto anche i Linux Libertine all’elenco.

    Ma dire quali sono sono tutte le accoppiate “possibili e accettabili” è decisamente difficile.

    Non c’è bisogno di essere enciclopedici 🙂 È sufficiente dare alcune possibili alternative valide.

    Grazie mille!

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Sommario delle combinazioni di font più usate #73663
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    Ciao Claudio!

    OldClaudio” post=72781Junicode non l’ho ancora trovato nella tabella, ma non è importante alla luce di quello che scrivo sotto;
    1) Osservazione preliminare: la tabella serve per gli utenti di pdfLaTeX? Se sì non devi elencare xelatex e lualatex (e meno che mai pdftex, xetex, luatex; che `si sono i motori di composizione, ma sono anche i comandi per compilare con plain come formato; quindi la loro indicazione non è chiara.) Xelatex e lualatex lavora bene con i font OpenType, mentre pdflatex non li può gestire; xelatex e lualatex possono gestire anche i Tyoe 1, ma se li vuoi combinare con anche uns solo font OpenType devi fare qualche acrobazia.

    Non si vede molto bene ma in basso puoi vedere che ci sono due fogli. Il primo si chiama Type 1 e il secondo TTF/OTF.
    Come dice il nome, il primo foglio parla dei font Type1 utilizzabili con i comandi latex, pdflatex, xelatex e lualatex.
    Il secondo invece tratta i font TTF/OTF utilizzabili con i comandi xelatex e lualatex.

    2) la specifica della codifica di uscita T1 qualche volta è necessaria (perché la collezione prevede anche la possibilità di lavorare con la codifica di default OT1), ma, per esempio, nella documentazione del pacchetto fourier c’è scritto esplicitamente di NON specificare la codifica. Con mathdesign non sono sicuro che ci voglia la specificazione della codifica; comunque dovrebbe essere semplice verificarlo sulla sua documentazione.

    È di default in entrambi i casi. Ho corretto la tabella togliendo la chiamata a fontenc.

    3) I Latin Modern contengono solo l’alfabeto latino e qualche altro raro segno analfabetico, ma sono forse gli unici font fra le collezioni che hai indicato dotati dei corpi ottici.

    Ho scritto “no” su greco e cirillico. Ho creato una colonna “note” con indicazioni più specifiche, come quelle dei corpi ottici.

    4) i font cfr-lm svolgono le stesse funzioni dei Latin Modern, am permetto di usare altre forme, e di poter specificare le cfre minuscole di default; si rifanno a font virtuali dei Latin Modern Type 1.

    Consigli quindi di usare sempre il pacchetto cfr-lm al posto del classico lmodern? Intanto metto nella nota il pacchetto cfr-lm.

    5) Noto l’assenza dei font cm-super e hanno i copri ottici, che contengono anche il cirillico; dei font lgc che contengono latino, cirillico e greco senza corpi ottici.

    Non so molto di quali soluzioni si hanno per scrivere in altri alfabeti. Nella mia semplice visione mi piacerebbe avere un solo font che copre tutto il necessario. Per ora ho quindi aggiunto solamente la riga riguardante i cm-lgc. Mi devo studiare prima un po’ di cose che hai scritto tu e Lorenzo sull’uso del greco e del cirillico.

    6) Credo che i due punti interrogativi che hai lasciato a Palatino 3, possano essere tranquillamente riempiti con le stesse indicazioni che hai messo per Tymese 3.

    Fatto

    7) Per xelatex e lualatex io indicherei le combinazioni più adatte anche esteticamente ma riferendoti solo ai font OpenType; e qui ci sta bene junicode, ma ci stanno bene i font xits, stix, Old standard, tutta la collezione Gyre (solo latino), Linux Libertine O, e tanti altri; nota che per il gerco vanno benissimo anche i font distribuiti con TeX Live della GFS (Greek Font Society): alcuni di essi hanno caratteri greci molto eleganti, ma hanno anche i caratteri latini che is accordano per disegno e corpo.; ma le combinazioni con i sanserif e i monospaced sono di vari tipi, però aggiustabili automaticamente in modo da conservare l’occhio mediano uguale per tutte le famiglie, oppure l’altezza del maiuscole uguale per tutte le famiglie; insomma, per i font OpenType la tabella diventerebbe molto complicata, specialmente se si volesse lasciare la tabella così com’è, con il nome della collezione nella prima colonna e le varie famiglie indicate in certe colonne successive.

    Vedi domanda 1. Sì mi rendo conto che qua la faccenda si fa più complicata. In ogni caso lo spirito della tabella è quello di un semplice ma curato ricettario di facile comprensione e immediata applicazione per chi volesse provare font diversi dai classici Modern.

    Ora, nonostante queste osservazioni, peraltro relative ad una prima bozza, vorrei ringraziarti per questa tua iniziativa che è veramente meritoria; Bravo. La tabella sarà molto utile a tutti.

    Grazie mille Claudio!

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Sommario delle combinazioni di font più usate #73661
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    ivan” post=72778Spero che darai dello spazio al fon Junicode. È La soluzione per gli umanisti.
    Sarebbe bello che nello schema ci fossero le diverse combinazioni con font matematici.
    Tempo fa ne ho proposta una che prevede di usare mathdesign per i simboli matematici.
    Poi c’è unicode-math e forse qualche altro pacchetto da cui recuperare i simboli matematici
    adatti al Junicode (che di fatto è un Garamond).
    Lo schema dovrebbe indicare tutti i codici per usare il Junicode per il testo normale e i numeri,
    anche in modalità matematica.

    Ciao
    Ivan

    Ciao Ivan,

    certo che c’è spazio per Junicode!
    Ho trovato il post di cui parli (me l’ha segnalato qualche giorno fa Tommaso in un altro filone).
    Ho aggiunto alla tabella le tue indicazioni.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Garamond #73221
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    OldClaudio” post=72332Sembra che nel 2009 la URW abbia consentito di rilasciare i suoi font sotto licenza LPPL. Non sono sicuro che questo valga per tutte le versioni del Garamond. Tuttavia lo Stempel Garamond fa parte del set di 136 font che farebbero parte di PostScript 3 e che sarebbero distrinuiti con tutti i sisitemi operativi; vedi http://en.wikipedia.org/wiki/PostScript_fonts e cerca la stringa Garamond.

    A suo tempo (qualche mese fa) ho scaricato il FontCatalogue.tar.gz; decompresso si possono avere esempi dei vari glifi che si possono ottenere con i vari pacchetti del sistema TeX, Garamond incluso. Sorpresa; si hanno solo le forme di serie media roman e italic, anche se il apcchetto ugm.zip ne contiene sostanzialmente 4 versioni, due regolari e due medium. Gli esempi del cataologo confermano. Manca il maiuscoletto. e non vedo bene come si ottenga il nero. Mathdesign apparentemente ci riesce, almeno in parte.

    Io cercherei di orientare la casa editrice verso un font che sia più ricco di proprietà, o megli verso pacchetti che contengonao le tre famiglie graziata, sgraziata e monospaziata, con le serie almeno nera e media, e con le forme tonda, corsiva, maiuscoletta, mentre non mi impegnerei per l’inclinata o il corsivo diritto.

    Fra i vari pacchetti disponibili per questo scopo io penso che i font ottenuti con il pacchetto fourier e quelli ottenuti con il pacchetto kpfonts siano i più adatti; i primi hanno la famiglia graziata che deriva da Utopia; i secondi da Palatino. Per venire incontro ai sostenitori di Garamond, direi che i fourier/Utopia siano i più adatti; utopia è un bel font non troppo dissimile dal Garamond, non largo come il Palatino, che per altro a pari corpo ha un occhio maggiore, quindi è più facilmente leggibile e consente giustezze maggiori.

    Il discorso della casa editrice fa acqua quando vorrebbero usare il Garamond ma si dimenticano che non ci sono solo i testi umanistici, ma anche i testi scientifici da comporre. mathdesign fa quello che può con i Garamond, ma non ha problemi di nessun genere con utopia né ne ha il pacchetto fourier.

    Francesco, componi qualche cosa che contenga testo, matematica, bibliografia con i nomi degli autori in maiuscoletto, usando gli stessi testi e gli stessi corpi, con titolini in neretto se lo vogliono, o in maiuscoletto (alla Bringhurst) se lo preferiscono; mostrali alla casa editrice e senti che cosa ti dicono.

    Ottima idea Claudio,

    ho appena scritto a quelli della casa editrice e gli ho spiegato il problema. Gli ho anche proposto
    Utopia e Palatino come alternative. Domani gli preparo dei documenti di esempio come mi hai suggerito!

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Garamond #73219
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    OldClaudio” post=72310Il messaggio di Tommaso dice quasi tutto, ma io ho trovato i font urw-garamond in

    http://www.ctan.org/tex-archive/fonts/urw/garamond/ugm.zip

    e non sembrano “non free fonts”.

    Se ho capito bene, sono sotto licenza AFPL. Quindi una licenza non-commerciale. In poche parole ognuno li può usare
    per quello che vuole ma non nei casi in cui si può ricavare un guadagno economico da quelle opere.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Garamond #73216
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    OldClaudio” post=72281Dalla documentazione di Microtype, nota 1, pagina 1:

    Currently, this package provides protrusion settings for Computer Modern Roman, Palatino, Times, URW Garamond, Adobe Garamond and Minion, Bitstream Charter and Letter Gothic, the AMS symbols and Euler fonts, for various Euro symbol fonts, as well as some generic settings for unknown fonts (cf. table 3 on page 21). Contributions are very welcome.

    quindi entrambi URW Garamond a Adobe Garamond sono gestiti da microtype.

    Come va con mathdesign?

    Anche URW Garamond è gestito da mathdesign; tabella all’inizio de §4 nella pagina 2 della documentazione di mathdesign. Peccato che la documentazione di mathdesign, datata gennaio 2006, parli ancora di teTeX e non faccia menzione di TeX Live.
    Nel file MD-urw-garamond-doc.pdf si afferma nel §1.1 che:

    A complete TEX installation is required. In particular, the Urw Garamond font family must be already present on your system. It is probably the case, as these fonts are now distributed with all the main TEX distribution.

    ma, onestamente, io ho la versione MacTeX aggiornata a ieri sera, ma non vedo traccia di garamond nella cartella /type1/URW/ e ho trovato nelLe altre cartelle solo la versione con l’estensione per il vietnamita ugm.htf da usare con tex4ht.

    Temo che tu abbia ragione in merito alla difficoltà di installare a mano i font urw-garamond; in realtà non è difficile con una versione moderna di TeX Live e la presenza dell’albero locale; ma le istruzioni vanno rispettate alla lettera e vanno date in modo chiaro con un file apposito; è richiesto che l’utente sappia che cosa sia il termina o il prompt dei comandi e lo sappia usare, cosa che oggigiorno non sembra una nozione molto comune…:sad:

    Con mathdesign tutto ok. (Scusate prima nel post avevo scritto mathspec per sbaglio, ora correggo!)

    Quindi riassumendo mi confermate che non esiste un modo semplice di usare un Garamond con pdflatex?
    Se è così, siccome le specifiche della casa editrice sono ancora in divenire, potrei fare pressione affinché usino un altro font.
    Loro pensavano al Times così era più semplice gestire la matematica per chi usava le vecchie versioni di Word (anche se non so bene il perché…).
    Voi avete altri suggerimenti? L’unica cosa da dire è che sicuramente non vogliono usare i Computer Modern/Latin Modern.

    Grazie a tutti.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: Garamond #73214
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    illinguista1972″ post=72272

    Ciao a tutti,

    sto per accettare un piccolo lavoro per creare delle classi per una casa editrice che vuole lavorare con LaTeX.
    Ancora non ci sono delle direttive ben precise ma sembra che vogliano usare come font
    l’Adobe Garamond Pro, sia per le opere umanistiche che scientifiche.

    Potreste gentilmente dirmi se quanto segue è corretto?
    Se non erro il Garamond può essere usato facilmente solo se si usa XeTeX/LuaTeX e si ha ovviamente
    una delle incarnazione del Garamond sul proprio sistema. (E la matematica?)

    Con pdfTeX invece l’unico modo (facile) è usare il pacchetto URW-garamond ed eventualmente il pacchetto mathdesign per
    la matematica. Il problema è che, per motivi di licenza, URW-garamond deve essere installato a mano in MiKTeX e con una apposito
    strumento a riga di comando in TeXLive (getnonfreefonts-sys).

    Se quanto scritto sopra è corretto, vi faccio tre domande:
    1. Quanto differisce l’URW-Garamond dall’Adobe Garamond Pro?
    2. L’URW-Garamond ha una licenza AFPL. Significa che gli utenti potranno installarlo per creare il loro lavoro,
    ma poi la casa editrice per stampare e vendere quel lavoro dovrà comprare una licenza di quel font. È giusto?
    3. Se potessi abbandonare il Garamond, quale font mi consigliereste di usare affinché sia adatto sia a lavori
    umanistici che scientifici?

    Grazie mille!

    [edit]
    Aggiungo inoltre che con URW-garamond non è possibile usare microtype. Quindi non è molto professionale, giusto?
    [/edit]

    Ciao ciao.
    Fra

    Le differenze sono piccole. Io ho sempre combattuto tra Adobe Garamond Pro e Garamond Premier Pro. Quello dei due che ha lo zero esattamente come un circoletto e non come un ellissoide è il mio preferito. Sono entrambi a pagamento, e non costano poco. In ogni caso, nessuna incarnazione moderna del Garamond è identica all’originale.

    Non so dirti delle licenze, ma la soluzione migliore, se non vuoi usare URW (perché non va microtype? URW si usa sotto pdflatex, ma forse sto sbagliando, vado a memoria, e in quel caso microtype va eccome) è usare EB Garamond con pdflatex, liberamente disponibile, o Junicode con XeLaTeX (in questo caso microtype permette solo la protrusione, ma il risultato è eccellente). Per la matematica usa il pacchetto mathspec, e impostalo come fece vedere Ivan in una discussione di poco tempo fa.

    Ciao
    Tommaso

    Hai ragione Tommaso, su microtype sono stato frettoloso. Ricevevo un errore e pensavo fosse dovuto al fatto che il font non fosse fornito delle informazioni sulla protusione dei caratteri ecc…
    In realtà rileggendo l’errore:
    `! pdfTeX error (font expansion): auto expansion is only possible with scalable fonts.`
    ho capito che stavo usando dei font bitmap, questo perché mathdesign credo richiami il pacchetto fontenc con l’opzione T1.
    E dato che io non avevo specificato nessun font per il sans-serif e per il monospaced, e non ho neanche installato i cm-super,
    LaTeX usava la versione bitmap dei cm-super. Ed ecco l’errore.

    Per ora ho risolto chiamando il pacchetto lmodern prima di mathspec ma voi cosa consigliate di abbinare al Garamond?

    Ricapitolando con pdflatex e xelatex posso usare
    urw-garamond (fornito come zip da installare a mano)
    EB garamond (progetto giovane. Installazione manuale. Io però ho trovato solo gli open type)

    Con xelatex invece posso anche usare:
    Junicode (Installazione manuale. C’è scritto che è per medievalisti)
    Altri Garamond installati nel sistema.

    Riusciresti a ritrovare la discussione di Ivan che mi dici?
    Grazie mille Tommaso!

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: La TeX gallery del nostro sito #72929
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    Nella sezione “Qualche formula in display (in LaTeX)” la gaussiana è “sbagliata”,
    c’è una y al posto di una x.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28140
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    Grazie delle informazioni Claudio.

    I loghi della Sapienza in realtà sono a disposizione degli studenti ma
    per averli bisogna accedere a un’area riservata del sito istituzionale.

    La cosa brutta è che questi loghi sono in formato Adobe Illustrator (.ai)
    e infatti li ho dovuti convertire in eps e pdf. Cosa che il 90% di chi
    li scaricherà non saprà fare.

    Per completare in bellezza, i loghi non sono distribuibili. Cioè non li
    posso mettere in sapthesis a mio piacimento e renderli disponibili a
    chiunque. Però si può richiedere un’autorizzazione così come hai fatto tu
    con il PoliTO.

    Grazie a tutti!

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28138
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    OldClaudio” post=69831Posso aggiungere un po’ di entropia?

    A me Karl Berry mi ha chiesto/ordinato di eliminare i loghi (dalla distribuzione di toptesi) perché non soddisfano ai criteri del software libero proprio perché sono loghi, quindi “marchi di fabbrica” dei rispettivi titolari.

    Quindi il problema non si pone. Niente Loghi.

    Se finora, sia pure nella cartella sbagliata, ci sono, è perché non si sono accorti che si tratta di loghi.

    Anche per toptesi sono andati a finire nella cartella sbagliata e quando me ne sono lamentato Karl mi ha detto di toglierli.

    E così ho fatto, cambiando ovviamente i vari README, manifest.text, e la documentazione del pacchetto.

    Ciao Claudio.

    La faccenda si fa ancora più complicata a questo punto! Poi come hai fatto?
    Hai messo un logo fittizio e hai scritto esplicitamente nella documentazione di scaricare
    da qualche parte quello vero?

    Per la prossima versione allora cercherò di rimuovere i loghi.

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28136
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    egreg9″ post=69829

    Se è l’unico modo per far digerire correttamente il pacchetto ai signori di TeXlive e MiKTeX,
    ok, ne prendo atto e lo farò. Ma che gli costa usare la TDS e basta? Oppure andarsi a guardare il README oppure
    obbligare gli autori a creare un file di testo chiamato, che ne so, tds dove si specificano tutti i file dove devono andare,
    come peraltro già si fa nel README.

    Sai quanti pacchetti sono presenti in TeX Live? Karl Berry e compagnia fanno già un grande lavoro per TeX Live; Reiner Schöpf e Robin Fairbairns si occupano di CTAN e anche per loro non è affatto un lavoretto da niente. Se li aiutiamo un pochino tutti ne guadagnano.

    Ciao
    Enrico

    Forse sono stato capito male, sappiamo tutti come funziona il software libero.
    Ci mancherebbe! Volevo dire che mi sembra un po’ inutile questa duplicazione di file,
    soprattutto per il CTAN che ha bisogno del doppio di storage! A me non costa nulla
    ovviamente creare lo zip.

    Ripeto che secondo me i modi per gestire la cosa in maniera più elegante ci sono.
    Per esempio, appunto, obbligare gli autori a inserire un file di testo “tds”, con regole di sintassi
    ben precise in modo da poter essere processato automaticamente dai manutentori delle distribuzioni.
    Quelli di CTAN non devono fare nulla di più e non sprecano spazio e i manutentori
    delle distro hanno gli stessi vantaggi di prima, anzi forse è molto più facile controllare
    un file di testo che una struttura di directory zippata contenuto a sua volta in un tar.gz.

    Sbaglio?

    Vado a preparare l’archivio 🙂

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28134
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    ivan” post=69826

    credo che opterò per la sottodirectory. Le prime due volte ho mandato uno zip con dentro
    i file organizzati secondo la TDS, ma quelli di CTAN mi hanno detto che loro non sono una distribuzione
    e che i file glieli devo mandare non organizzati in cartelle (se ne parla anche qualche messaggio più su
    in questo filone). E così ho fatto da quel momento in poi. 🙁

    Che faccio? Procedo con la directory logos?

    È successa la stessa cosa anche a me con suftesi. Stessa identica risposta. Al terzo upload rifiutato ho rinunciato 🙁
    Poi Enrico mi ha spiegato, con carta e matita, tutti i passaggi da fare ed è andata 🙂
    Con ctanify, che conoscerai, puoi rendere automatica la procedura, ma devi crearti uno script, perché
    il programma non funziona con pacchetti strutturati con sottocartelle di esempio e simili.

    Ciao
    Ivan

    Ciao Ivan,

    in realtà avevo solo sentito nominare ctanify. Ora che ho letto la documentazione mi pare di capire che la maniera
    migliore è creare un archivio contenente tutti i file senza usare directory e poi, accanto a questi, un altro archivio,
    sempre con i file di prima, ma stavolta organizzati secondo la TDS.

    Tutta questa cosa però mi pare assurda. Ho fatto tanto per diminuire il “peso” del mio pacchetto e ora devo
    copiare i file due volte?! Se è l’unico modo per far digerire correttamente il pacchetto ai signori di TeXlive e MiKTeX,
    ok, ne prendo atto e lo farò. Ma che gli costa usare la TDS e basta? Oppure andarsi a guardare il README oppure
    obbligare gli autori a creare un file di testo chiamato, che ne so, tds dove si specificano tutti i file dove devono andare,
    come peraltro già si fa nel README.

    In ogni caso, grazie a Enrico e Ivan delle informazioni!

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28132
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    egreg9″ post=69823

    Ciao a tutti,

    mi hanno segnalato che i loghi della Sapienza che distribuisco insieme a sapthesis non vengono trovati durante la compilazione, sia con MiKTeX che con TeXlive.

    In effetti ho verificato ed è così. I loghi vengono inseriti nella directory
    `/doc/latex/sapthesis/`
    mentre io nel file README ho specificato che si trovino in
    `/tex/latex/sapthesis/`
    perché, se inseriti lì, possono essere trovati durante la compilazione.

    Siccome sia TeX Live che MiKTeX si sono comportati allo stesso modo non vorrei che fosse proibito mettere dei pdf nella directory che voglio io. Cosa devo fare? 🙁

    Se invece fosse stata solo una svista (perché nel file README c’è scritto chiaramente dove mettere quei file) a chi devo scrivere? Al CTAN (ctan@dante.de) o direttamente ai gestori di TeXlive e MiKTeX?

    Direi che sarebbe meglio creare una sottodirectory [tt]/tex/latex/sapthesis/logos[/tt] o qualcosa del genere. La cosa migliore da fare è mandare un aggiornamento; se riesci a produrre un archivio adatto a TDS è anche meglio.

    Ciao
    Enrico

    Ciao Enrico,

    credo che opterò per la sottodirectory. Le prime due volte ho mandato uno zip con dentro
    i file organizzati secondo la TDS, ma quelli di CTAN mi hanno detto che loro non sono una distribuzione
    e che i file glieli devo mandare non organizzati in cartelle (se ne parla anche qualche messaggio più su
    in questo filone). E così ho fatto da quel momento in poi. 🙁

    Che faccio? Procedo con la directory logos?

    Ciao ciao.
    Fra

    in risposta a: sapthesis: una classe per le tesi della Sapienza #28130
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    Ciao a tutti,

    mi hanno segnalato che i loghi della Sapienza che distribuisco insieme a sapthesis non vengono trovati durante la compilazione, sia con MiKTeX che con TeXlive.

    In effetti ho verificato ed è così. I loghi vengono inseriti nella directory
    `/doc/latex/sapthesis/`
    mentre io nel file README ho specificato che si trovino in
    `/tex/latex/sapthesis/`
    perché, se inseriti lì, possono essere trovati durante la compilazione.

    Siccome sia TeX Live che MiKTeX si sono comportati allo stesso modo non vorrei che fosse proibito mettere dei pdf nella directory che voglio io. Cosa devo fare? 🙁

    Se invece fosse stata solo una svista (perché nel file README c’è scritto chiaramente dove mettere quei file) a chi devo scrivere? Al CTAN (ctan@dante.de) o direttamente ai gestori di TeXlive e MiKTeX?

    Grazie mille!

    Ciao ciao.
    Fra

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