gianluca

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  • in risposta a: Template per libro di media dimensione #122312
    gianluca
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      La questione della composizione di un libro non ha una risposta univoca, come immaginerai. La classe book può andare benissimo in un contesto tutto sommato non professionale, dipende sempre dal risultato che vuoi ottenere. Ovviamente, per le dimensioni, ti basterebbe usare geometry e personalizzare le dimensioni della pagina e della gabbia di testo in base alle tue esigenze (da qualche parte dovrei avere un esperimento simile che replicava le dimensioni dei romanzi di Iperborea). E se la tua esigenza è solo di vedere come viene e capire quanto spazio occupa, ti consiglierei questa via in prima istanza.
      Se invece le tue necessità sono anche altre, cioè avere un frontespizio personalizzato, un retrofrontespizio (o colophon, come lo chiamano ora), testo corrente (testatine e piedini) in posizione diversa da quelle permesse da fancyhdr, e qualunque altra esigenza meno che di base, e non vuoi impazzire componendo a mano le pagine speciali, né mettendo mano alla classe, allora dovrai ricorrere a soluzioni diverse.
      Memoir è una classe molto personalizzabile (e che io non ho mai usato preferendole the hard way, cioè la modifica diretta di book) che potrebbe fare al caso tuo, ma puoi dare un’occhiata a bookest (di cui non conosco le evoluzioni, ma trovi tutto su ctan). Sempre su ctan trovi la classe “ufficiale” di un editore i cui libri ho tanto amato per aspetto, copertine e contenuti. L’editore è No Starch Press e la classe si chiama nostarch. Fossi in te, un’occhiata gliela darei.
      In ogni caso, tieni sempre in mente che tipo di prodotto devi comporre, prima di usare un prodotto ipercomplicato che a poco ti servirebbe.

      in risposta a: bibliografia e sitografia #122108
      gianluca
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        Aggiungo a quanto già risposto, e solo come ulteriore suggerimento alla necessità contingente (conosciamo le fisime di alcuni professori su come vadano o non vadano fatte le cose), che BibLaTeX permette di etichettare gli elementi di un database bibliografico in modo che possano essere inviati a diverse sezioni della bibliografia stessa, e questo potrebbe semplificare il lavoro da fare (pa personalmente sono dell’idea di non separare i documenti in base al mezzo, altrimenti dovremmo separate la bibliografia dall’“emerografia”, oltre che dalla sitografia!

        in risposta a: comando \cite e \nocite #122077
        gianluca
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          Per quanto riguarda le guide ufficiali, partirei senz’altro dai manuali di BibTeX e BibLaTeX (a seconda del programma usato per generare la bibliografia).
          Può anche essere utile leggere https://www.overleaf.com/learn/latex/Bibliography_management_in_LaTeX e
          https://www.overleaf.com/learn/latex/Bibliography_management_with_bibtex
          Anche questo può essere utile: https://tex.stackexchange.com/questions/318799/citation-within-sentence
          Infine, ma ci sono moltissimi siti che parlano di questa cosa con maggiore o minore utilità: https://latex-tutorial.com/tutorials/bibtex/

          in risposta a: Plagio e comando \cite #122075
          gianluca
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            Essendo LaTeX un programma di composizione, chiedergli pure doti di antiplagio travalicherebbe, e di molto, il suo compito. D’altra parte non è Word ad averne capacità, ma servizî esterni che leggono il suo formato e ne analizzano il testo. Leggevo proprio stamattina che il servizio antiplagio offerto dall’università di Padova ai suoi docenti legge anche i file .tex.
            Conosco i metodi produzione delle tesi ante anni ’70. Proprio di recente una mia ex prof. mi ha chiesto di ricomporre la sua tesi di laurea in Lettere, il cui originale era dattiloscritto e col testo greco inserito a penna.

            in risposta a: Plagio e comando \cite #122073
            gianluca
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              Le rispondo basandomi sulla mia esperienza lavorativa per qualche editrice accademica. Innanzitutto occorre capire cos’è il plagio. Fermiamoci a Marziale, il quale scrisse un epigramma in cui qualifica “plagiaro” un suo amico poeta che leggeva versi altrui spacciandoli per proprî. Quindi, a rigore,
              1. sí, basta citare la fonte per non cadere nel plagio. Ma bisogna che ci spingiamo un po’ oltre per vedere come inserire testi altrui nei nostri. Il primo modo è tramite gli ambienti quote e quotation. In questo modo è graficamente visibile che si sta riportando un testo di qualche altra opera e, normalmente, basta un \cite alla fine del testo in citazione per stare con la coscienza a posto. Poi ci sono i virgolettati, in cui brevi passi altrui vengono inseriti in un discorso proprio. Anche qui normalmente basta il \cite alla fine del virgolettato. Ovviamente è importante che le virgolette ci siano per delimitare la parte altrui e non fare in modo (o dar da pensare) che si voglia farla sembrare propria. Infine, la parafrasi. Cioè, si prende un brano altrui e si riassume o riadatta all’interno del proprio testo senza riportarlo alla lettera. Ovviamente, anche in questo caso va data conoscenza della citazione, che avviene alla fine della parafrasi. In questo caso, nella nota in genere si antepone ai dati dell’opera citata un Cfr. (confronta) per far capire che di quel brano di testo si è fatta una rielaborazione ma il concetto è altrui e non proprio. Tutto questo ci salva dall’accusa di plagio perché le fonti sono state citate correttamente, estensivamente e con ampia evidenza, anche grafica in caso di virgolettati o testi in citazione. Naturalmente un sistema automatico troverebbe lo stesso nel nostro testo le parti citate, ma noi saremmo comunque salvi per la correttezza mostrata. La regola di base è «citare le fonti. Sempre!». Può succedere che qualcuna sfugga (ho copiato un testo in questo punto, ma non ho annotato di che testo si tratti e non me lo ricordo piú), ma è meglio che non succeda. Si può sempre dimostrare la buona fede, e una dimenticanza in un testo per il resto esente è scusabile. Una citazione in un testo pieno di “dimenticanze” no.
              Non conosco sistemi antiplagio, non ne ho mai usati perché non ne ho bisogno nel mio lavoro, ma dubito che ne esistano in grado di analizzare testi LaTeX. Sarei piú propenso a credere che ne esistano per pdf o Word, e non conosco neanche il loro grado di automazione. Riconoscono la presenza di testo altrui e demandano a un essere umano la verifica del presunto plagio? Capiscono da sé se la fonte è citata e citata correttamente? Non ne ho idea, mi dispiace. Ma non me ne preoccuperei mantenendo l’adeguata condotta. A meno che non si voglia scrivere un’opera-Frankenstein in cui tutto il testo sia un collage di soli testi preesistenti, senza neanche un testo proprio e, allora, a quel punto, piú che di plagio parlerei di inutilità, di opera-trombetti (per usare il termine caro a Leonardi da Vinci per indicare chi ripeteva a pappagallo le esperienze altrui non provando neanche a sperimentare da sé).
              2. BibTeX permette un numero limitato di stili. Quello con citazione numerica tra parentesi quadra e le opere ordinate nella bibliografia secondo l’ordine di citazione l’ho usato agli albori (cioè per la mia tesi di laurea). Il pacchetto natbib si appoggia a BibTeX per consentire la citazione per coppia cognome, anno. Da tempo, ormai, uso solo BibLaTeX che mi fornisce un numero di strumenti e di stili maggiore. A lei capire quale le serve (o cosa le serve) e tentare col manuale o riprovare a chiedere qui qualcosa di piú specifico.
              3. Tutte le opere citate sono stampabili con \nocite*. Ne può vedere l’uso sui manuali o in rete.
              Spero di aver risposto esaurientemente ai suoi quesiti ma, in caso di dubbî, il forum sarà il suo alleato.
              Gianluca

              gianluca
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                Puoi provare a mettere ; dopo exit 0. Magari stai usando un parser piú “schizzinoso” 😉

                in risposta a: Problema stampa pdf prodotto da LaTeX #115492
                gianluca
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                  Ciao David.
                  In base alla mia esperienza, il testo composto di default da LaTeX è un nero esclusivamente nero, non nero di quadricromia. Peraltro il pacchetto xcolor simula semplicemente la quadricromia, ma qualunque colore viene poi gestito in RGB. Però, ripeto, solo le immagini e i disegni fatti con TikZ sono affetti dalla “ricchezza” del nero, non il testo. Dovresti provare a generare un testo senza immagini o altri elementi grafici da far stampare (a colori) alla stessa copisteria. Se il problema di spessore e rilievo permane, comincerei a pensare di cambiare copisteria (o a far controllare le loro impostazioni di stampa; credo che anche la mia vetusta tesi di laurea, stampata in facoltà con una laser a colori, avesse lo stesso “problema” da te riscontrato, ma non i lavori in stampa presso le tipografie).

                  in risposta a: Lettore pdf per Fedora #113913
                  gianluca
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                    Ciao Stevin. Benvenuto tra gli utenti di Linux, allora.
                    Permettimi una non brevissima premessa: qualche anno fa, perché impossibilitato a partecipare al GuITmeeting, feci con beamer una presentazione “animata”: testo che compariva nella slide ogni x istanti di tempo, file audio (la mia voce) sincronizzato col contenuto delle slide; cambio automatico delle slide ogni x secondi e, per finire, un’animazione (simile a una gif animata) ottenuta mostrando un’immagine ogni x millisecondi dopo aver cancellato la precedente. Il tutto letto con acrobat reader disponibile allora per linux. Scrissi pure un articolo in merito.
                    Per lo scorso GuITmeeting avrei voluto fare la stessa cosa ma, quando provai la vecchia presentazione animata su acrobat reader 9 (l’ultimo disponibile per linux), la trovai non più funzionante. Pareva che il formato pdf non supportasse più i contenuti multimediali.
                    Non riesco a ritrovare il documento che lessi allora ma ti linko una di pagina che ne parla:

                    Interactive PDF is dead—here’s what you can create from InDesign that’s even better


                    Ma le pagine di Adobe che trovo con google sembrano dire il contrario.
                    In ogni caso la versione di Arcobat Reader con cui feci le prove per la vecchia presentazione “animata” era anteriore alla 9 (credo fosse la 7). Di sicuro Xpdf non funzionava con quel pdf né l’odierno PDFstudio funziona. Ma, se il problema è a monte (formato) mi stupirei di trovare un visualizzatore di pdf funzionante nel modo che ti serve.
                    So di non esserti stato molto utile.
                    Gianluca

                    P.S.: alla fine, l’anno scorso feci la presentazione con pitivi, caricando le slide pdf (ormai statiche, eliminai il testo “autocomparente”) nella timeline e lasciandole come fotogrammi attivi per la durata di ogni singolo file sonoro.

                    in risposta a: reledpar e interlinea sballata #110011
                    gianluca
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                      Ciao Enrico.
                      Grazie per la segnalazione. Farò tesoro anch’io della tua esperienza.
                      Gianluca

                      in risposta a: reledpar e interlinea sballata #110009
                      gianluca
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                        Suggerimento aggiuntivo, visto che usi talmente pochi pacchetti e nessuno incompatibile: circonda subsection* con \pstart \pend.
                        Gianluca

                        in risposta a: reledpar e interlinea sballata #110007
                        gianluca
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                          Ciao.
                          Qualche giorno fa ho sperimentato lo stesso tuo problema per un libro che ho in lavorazione. Non ho provato il tuo esempio minimo, però posso dirti che il problema è sicuramente da un’incompatibilità con qualche pacchetto da te usato. A me era causato da nowidow. Ho scoperto questa cosa pochi minuti fa e eccomi a risponderti. Puoi commentare pacchetto per pacchetto e vedere quale ti crea il problema.
                          Ti auguro di consegnare in tempo il lavoro.
                          Gianluca

                          in risposta a: Re: GuITmeeting 2013 #87384
                          gianluca
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                            Ho appena aggiunto alcune informazioni riguardanti la mobilità: tipologie e prezzi dei biglietti dei mezzi pubblici. Questo, insieme al sito dell’ATAC per il calcolo dei percorsi, vi permetterà di orientarvi con più facilità nei trasferimenti da/per il luogo del convegno o di interesse turistico.
                            Conto di aggiungere un elenco di alberghi siti nelle vicinanze entro stasera.
                            Se qualcuno di voi nota delle mancanze di informazione più o meno fondamentali non esiti a segnalarmele qui o al mio indirizzo email.
                            Gianluca

                            in risposta a: Problema numerazione di righe in tabelle #68407
                            gianluca
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                              A quanto ho visto eledmac non riesce lo stesso a risolvere quel problema con le tabelle (o magari non sono stato in grado di farlo io)., infatti quel codice l’ho usato proprio con eledmac. Comunque mi fa piacere che tu abbia risolto (magari puoi condividere la soluzione 🙂 ). Buona gestazione del nuovo libro.

                              in risposta a: Problema numerazione di righe in tabelle #68405
                              gianluca
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                                Potrei aver trovato una soluzione alternativa in una recente impaginazione di un testo che sarà pubblicato da Franz Steiner Verlag. La soluzione consiste nell’evitare la tabella come la peste in favore di una formattazione “manuale”. Pratica un comando mi permette di formattare il testo come fosse in una tabella ma senza il difetto che fai notare.
                                Questo codice:
                                \newlength\lenlemma
                                \setlength\lenlemma{2.25cm}
                                \newlength\lentesto
                                \setlength\lentesto{\textwidth}
                                \advance\lentesto by -\lenlemma
                                \newcommand{\tab}[2]{%
                                \vbox{\hsize=\lenlemma\noindent#1}#2}

                                \pstart
                                \noindent\edtext{\edtext{Auxiliare tuo, rerum pater optime, ser\textlangle{}vo\textrangle{},\\
                                ut parere queam princip\textlangle{}io\textrangle{} imperii}{\lemma{}\Dfootnote[nonum,nosep]{\hskip-1em\textsc{glosa
                                P : incipit glose V}}\Dfootnote{\textit{Hoc distichon praebet tantum} V servo
                                \ldots{} principio \textit{emendaui} : ser * * *\ldots{} princip * * *
                                \textit{cod}. optime \textit{emendaui} : optimo \textit{cod. cfr.} PL 189,
                                col. 50}}\\
                                \edtext{\tab{Almus}{sanctus siue ab alendo dictus.}}{\lemma{}\Afootnote{Paul.
                                Fest. 7 alma sancta sive pulchra, vel alens, ab alendo scilicet; \textit{cfr.} Serv. in
                                Aen. 1.306; Isid. diff. 498 alma autem ab alendo dicta.}\Dfootnote{siue V :
                                sibe P \textit{cfr.} 12 ab alendo V : abolendo P}}\\
                                \edtext{\tab{Arbiter}{iudex eo quod arbitrio suo causas dirimat.}}{%
                                \lemma{}\Afootnote{Paul. Fest. 15 arbiter dicitur iudex, quod totius rei habeat
                                arbitrium et facultatem.}}\\
                                \edtext{\tab{Aether}{caelum quia nobis non uidetur et igneum esse dicitur.}}{%
                                \lemma{}\Afootnote{Varro ling. 5.18–19 caelum dictum scribit Aelius, quod est
                                c\textlangle{}a\textrangle{}elatum aut contrario nomine, celatum quod apertum est; non male, quod
                                \dag{}posterior multo potius a c\textlangle{}a\textrangle{}elo quam caelum a c\textlangle{}a\textrangle{}elando. sed non minus
                                illud alterum de celando ab eo potuit dici, quod interdiu celatur, quam quod
                                noctu non celatur; \textit{cfr}.~ 47.}\Dfootnote{igneum V : igneus P
                                \textit{fortasse recte, sed \emph{cfr.}}~47}}\\
                                \edtext{\tab{Aethera}{aer notandum quia aer accusatiuum singularem aera facit
                                sicut aether \hbox to \lenlemma{}aethera.}}{\lemma{}\Dfootnote{quia aer accusatiuum singularem
                                aera \ldots{} aether aethera P : que aer accusatiuo significatur etha \ldots{}
                                ethera ethra V}}\\
                                \tab{Arduus}{altus.}\\
                                \tab{Artum}{strictum.}\\
                                \edtext{}{\Afootnote{\textit{cfr.} 98.}\Dfootnote{\emph{praebet tantum} V}}\tab{Amoenum}{delectabilem.}
                                }{\lemma{}{\Cfootnote{PV}}}
                                \pend
                                formatta il testo come nella figura allegata (se ha funzionato l’aggiunta del file di cui non ho feedback).
                                Nel caso puoi
                                1) provare direttamente lo stralcio di sorgente;
                                2) scrivermi privatamente (vedi ArsTeXnica)
                                Spero che, nonostante la risposta tardiva (praticamente non partecipo ai forum), la “soluzione” ti sia utile per lavori futuri.
                                Gianluca

                                in risposta a: Copyright, Creative Commons & Public Domain #80317
                                gianluca
                                Amministratore del forum
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                                  La colpa della non coesistenza è senz’altro del mio pacchetto che usa comandi per definire nuove macro nella supposizione (valida allora, 2004) che non esistano comandi con lo stesso nome.
                                  Inoltre il look di ccicons è infinitamente migliore per merito del metodo scelto nella realizzazione delle icone.
                                  Gianluca

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