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Ciao,
non sono andato a vedere il tuo sorgente, mi scuserai.Se vuoi, e se credi ti possa essere utile, sul mio sito ho caricato recentemente alcuni tipi di sorgenti che lavorano con reledmac/reledpar (a pagine affiancate ed a colonne affiancate, in greco-italiano, latino-italiano e tedesco italiano), che vanno perfettamente a compilazione con pdflatex. Per il testo latino-italiano ho usato anche \eledsection per inserire una nota relativamente al titolo della sezione. Lo spazio che trovi (testo latino-italiano) dopo il secondo capoverso è dovuto all’uso di \autopar e \pstart – \pend per ogni paragrafo. Se non lo desideri poni tutto il contenuto della pagina fra \pstart e \pend.
Se quei file ti vanno bene copiali pure, sono a disposizione di tutti e, ripeto, vanno perfettamente a compilazione.
L’indirizzo della pagina è http://www.heinrichfleck.net/latex/
Ciao, Enrico
30 Maggio 2017 alle 20:14 in risposta a: PROBLEMA “File ended while scanning use of \@writefile.” #11067130 Maggio 2017 alle 14:16 in risposta a: PROBLEMA “File ended while scanning use of \@writefile.” #110669::
Senza un file sorgente minimo è difficile rispondere. Tuttavia il tipo di diagnostico sembra suggerirmi un non corretto uso di imakeidx quel diagnostico è tipico infatti (anche) proprio di questo. Prova a spostarlo di posizione, a toglierlo, a modificarne le opzioni….. sempre se il caso è questo… Ciao
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Esatto, come puoi vedere dal mio sorgente, io ho manualmente posizionato \pstart e \pend . \autopar può anche andare bene ma supponi che hai, in una qualsiasi lingua, tre righe sulla pagina di sinistra e che tradotte diventano quattro sulla pagina di destra, e supponi ancora che sulla pagina di destra quelle righe richiedano una nota critica abbastanza lunga, ecco che \autopar -se gestisce ancora il pareggiamento!- ti proporrà una pgina di sinistra e di destra con i box di testo molto ridotti e graficamente impresentabile. E’ chiaro infine, mi ero dimenticato di precisarlo, che applico questa ”tecnica” solo a lavoro terminato quando sono sicuro che non vi saranno più sostanziali aggiunte sulla pagina di sinistra o di destra che rischiano di scompaginarmi tutto. Io ho provato in passato \autopar ma non ne sono rimasto soddisfatto.Quanto a \eledsection trovo strano quello che mi dici, a me stampa sempre perfettamente. Buon lavoro, H.
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Ciao,Penso anzitutto che tu ti riferisca all’opzione di reledpar predisposta per pagine affiancate. Io ho utilizzato reledpar in alcune traduzioni disponibili in rete sul mio sito : heinrichfleck.net/traduzioni/ e ……./quaderni/
Il mio consiglio personale è di non ricorrere ad \autopar e di <
> \pstart \pend per ogni ”paragrafo” (la scelta si mostra più felice usando reledpar nella funzione a colonne affiancate), ma di posizionare fra queste due istruzioni tutto il testo che ti riesce di collocare sulla pagina di sinistra e su quella di destra: in questo modo potrai meglio gestire lo spazio occupato dalle varie note. Non ti preoccupare della lunghezza del testo, neanche il mio scherzava poi tanto, ma è questo l’unico modo per avere una sincronizzazione dei testi che sia soddisfacente al 90-95%. E’ chiaro che in questo modo l’interruzione delle pagine ovvero la continuazione forzata di qualche rigo (pagina di sinistra e di destra) va forzata; io l’ho fatto quasi sempre ricorrendo a \ledpb e \lednopb .
Questa procedura è l’unica ammissibile poi nel caso volessi inserire qualche figura ricorrendo a wrapfig: mi sembra di ricordare di aver messo un esempio mesi fa su questo sito; nell’altro modo è impossibile a meno che tu non abbia un paragrafo molto ma molto lungo.
Nell’esempio postato a Maieul leggo: % Risolvere errore “no room for a new write. Quel diagnostico è dovuto senz’altro al non corretto posizionamento di imakeidx che va sempre posto prima di \usepackage[opzioni]{reledmac} \usepackage{reledpar}: comunque esiste un’incompatibilità residuale fra i due pacchetti che può a volte manifestarsi, per questo Maieul ha creato un proprio indice. Vedo anche che ricorri a \section: generalmente questo va bene, ma se dovessi inserire qualche nota nel testo della sezione è meglio che usi \eledsection .
Sul mio sito a quest’indirizzo http://www.heinrichfleck.net/latex/arenarius.zip puoi prelevare il sorgente del primo libro dell’Arenario (preambolo e relativo file di inclusione) composto secondo la procedura che ti ho esposto: giudica tu se l’effetto finale ti va bene in relazione a quanto desideri ottenere. Gli altri file non sono presenti quind, se lo compili per test, avrai molti riferimenti…. vuoti.
Un saluto, Enrico
PS: Permetti un consiglio; la prossima volta ricordati di posizionare il tuo messaggio nella opportuna sezione delle edizioni critiche. Aiuterai così altri utenti a rintracciare più agevolmente i tuoi messaggi. Ciao.
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Grazie del consiglio sullla classe che conosco solo di nome, l’andrò a vedere. Dimenticavo comunque nel precedente messaggio una cosa importante: quei consigli sono indispensabili soprattutto se si usa wrapfigure, ossia figure incorniciate nel testo, negli altri casi sono raramente necessari. La classe che tu dici opera efficientemente anche in questo caso?
Saluti, E.
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Ai consigli ricevuti mi permetto di aggiungere questo.Una volta ottenuto tramite Geogebra il sorgente per Tikz, proceduto alla compilazione del file `mio-file.tex` ed ottenuto il relativo PDF, ricordati di scontornare l’immagine, togliendo ad essa tutti gli spazi bianchi extra che nella compilazione vengono aggiunti secondo il formato della pagina (e qualcosina in più).
Occorre cioè intervenire sui BoundingBox. Quest’operazione, che per un file eps è abbastanza agevole aprendo il file d’immagine con un editor testuale, per i file in PDF è compiuta automaticamente da un’apposita ruotine:
`pdfcrop mio-file.pdf`Si otterrà automaticamente un file ”pulito” dal nome `mio-file-crop.pdf`, scontornato dagli spazi bianchi inutili e pronto per `\incledegraphics[opzioni varie]{mio-file-crop.pdf}`.
Spero queste righe ti siano state utili, un saluto, E.
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Massimiliano Busdraghi ha scritto (2003) u’ottima guida italiana a lettrine disponibile all’indirizzo http://www.guit.sssup.it/downloads/lettrine.pdf .
Tieni presente che alcune classi dispongono ti tipi di capolettera, come ad esempio la classe memoir: \drop e \versal .Un saluto, E.
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Ciao Pinothepin,concordo con OldClaudio che ti conviene esportare da Geogebra in Tikz. Guarda che è facilissimo (ed io non sono un esperto!). L’unica accortezza che devi usare è rivedere il testo esportato e pulirlo un poco di quanto non è necessario. Il solo limite riscontrato con Geogebra nell’esportazione in Tikz è nei disegni animati, quelli che in Geogebra vengono benissimo ma che non riesce ad esportare in Tikz . Se questo è il tuo caso, allora hai ragione delle difficoltà incontrate.
Un saluto, Enrico.
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@OldClaudio e @Pas salve di nuovo.Come suggerito da OldClaudio ho inserito queste righe dicodice:
`
\[
\mathcal{F}[f(t)] = \frac{1}{2\pi \mathrm{i}}
\int_{-\infty}^{+\infty} f(t)\mathrm{e}^{-\mathrm{j}\omega t}\,\mathrm{d}t
\]
`che per una migliore visualizzazione nel file PDF ho inserito in ambiente Large. Durante la compilazione non ho alcun errore e l’output è quello del PDF che allego come imagine. Se non vado errato tutto va a buon fine correttamente e senza ricorrere ad alcun pacchetto per la matematica anche aggiungendo arabic alle opzioni babel.
Però se aggiungo ad esempio `$$ \omega^2 \times\ \Omega^2$$` il primo omega minuscolo non appare, compare solo l’esponente.
@Pas scusa la domanda banale, ma hai provato ad usare direttamente il pacchetto arabic? Io delle lingue semitiche non ne so nulla ma mi sembra dalla breve documentazione letta che qualcosina si potrebbe ottenere. Sbagliio?Saluti, E.
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Ciao OldClaudio e Pas,ho letto con interesse la discussione. A me questo questo minimale codice va perfettamente a compilazione mantenendo ”arabic” fra le opzioni di babel e richiamando ”teubner”.
`
% !TeX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
\documentclass[12pt,a4paper,twoside]{memoir}%Lasciato twoside per la tesi
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[arabic,greek,italian]{babel}
\usepackage{microtype}
\usepackage{substitutefont}
\usepackage{teubner}%===================NUOVO AMBIENTE PER IL GRECO: DA CB=======================
\newenvironment{GRL}{\begin{otherlanguage*}{greek}%\fontseries{b}
\lishape}{\end{otherlanguage*}}
\newenvironment{GRD}{\begin{otherlanguage*}{greek}%\fontseries{b}
\upshape}{\end{otherlanguage*}}
%====================================================================\begin{document}
\tableofcontents
%PER CAPITOLO
\phantomsection\chapter[\ensuregreek{WWW \~>www Swre'iths} – Testo greco e italiano a fronte]{\ensuregreek{WWW \~>www Σωρείτης}}\label{label:eventuale}%PER TESTO
\setlength{\parindent}{0mm}Πάντα χρήματα ην ομού: είτα νούς ελθών αυτά διεκόσμησεν: παρά και νοις έπεκλήθη''
\vspace{5mm}\ensuregreek{\itshape W w Σωρείτης}
\vspace{5mm}
Didot:\begin{GRD}W w P'anta qr'hmata hn omo'u: e'ita no'us elj'wn diek'osmhsen: par'a ka`i nois 'epeklhjh\end{GRD}
\vspace{5mm}
Lipsiakos:\begin{GRL}
W w P'anta qr'hmata hn omo'u: e'ita no'us elj'wn diek'osmhsen: par'a ka`i nois 'epeklhjh
\end{GRL}
\end{document}
`Come noti con la lettera omega non ho alcun problema né al maiuscolo né al minuscolo sia inserendo il greco da tastiera che usando i caratteri traslitterati; ho inserito \tableofcontents per mostrare che anche nell’indice generale è tutto a posto; i \vspace sono solo per spaziare le singole scritture. Allego l’output del PDF.
Ho compreso bene il problema?Un saluto a entrambi in attesa si un parere, E.
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You must be logged in to view attached files.30 Marzo 2017 alle 21:06 in risposta a: Testi in italiano, relativi magari alle tradizioni italiane #110132::
Salve,non conosco il manuale che hai indicato, posso indicarti però due (vetusti, ma per me ancora validi) manuali fuori comemrcio che potrai trovare agevolmente in una qulasiasi biblioteca o meglio ancora in qualche istituto progessionali per arti grafiche se presente nella tua zona:
1) Gianolio Dalmazzo, Il libro e l’arte della stampa, Edizione a spese dell’autore sotto gli auspici della regia scuola tipografica; Torino 1926;
2) Giuseppe Pellitteri, Guido Stefanelli, Franco Miccoli, Tipo Composizione, quaderni primo, secondo, terzo; Raggio Editore, Roma, 1958.Si tratta, come dicevo, di opere datate, ma in passato io ne ho tratto notevole spunti per la prima parte dei miei (ormai obsoleti) Appunti LaTeX.
Sperando di esserti stato di un mino aiuto, un saluto Enrico
PS: Domenticavo una cosa importante ed ho fatto un’aggiunta al messaggio. Prima di ogni cosa consiglierei comunque il Manuale tipografico di Bodoni. Ciao, Enrico
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