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17 Agosto 2017 alle 19:19 in risposta a: [OT] La disciplina sul diritto d’autore: questa sconosciuta [/OT] #111151::
Ciao Lorenzo,quanto al primo punto la risposta categorica è <
> se riporti integralmente la poesia in lingua originaria secondo la fonte: anche se la traduci potrebbero sussistere problemi giuridici con l’autore e l’editore. Un estratto è d’altra parte si considera (anche non giuricamente) sempre ammesso senza che sorgano complicazioni, a patto di citare fonte, edizione,… La mia traduzione in rete del Tonio Kroeger di Thomas Mann costituisce, a tutt’oggi ad esempio, un illecito civile sia sotto il punto di vista del testo tedesco riportato che sotto quella della traduzione: ad oggi comunque dal 2006 (prima edizione) non è successo nulla! Quanto al secondo punto, le immagini su wikipedia, dato lo stretto regime esistente sul sito, sono generalmente di libero accesso, ovviamente occorrerebbe conoscere, nel caso specifico, l’immagine cui ti riferisci, Faccio un esempio banale, al di là di quella (per me) pseudo-enciclopedia, che hai citato e che io sfrutto unicamente come motore di ricerca per raggiungere i miei lavori. Se, ed è il tuo campo, intendessi riportare una foto di un’aurora boreale, in questi casi è sufficiente chiedere il permesso all’autore o al sito: vari autori di immagini ed il sito twanight.org, per fare un esempio, m anche la NASA, mi hanno sempre concesso il permesso di pubblicare tutto quanto volevo prelevare dal sito. Quindi basta citarli per ringraziamento.
La foto scattata della torre Eiffel non può considerarsi protetta da alcun diritto, come non lo sono il Pantheon o l’Acropoli. Diverso è il caso in cui pubblichi l’immagine (foto) di una persona vivente o deceduta da meno di quel detto periodo critico: devi chiedere l’autorizzazione.
Quanto a siti che mettano immagini libere a disposizione, non è tanto che non li conosca, quanto piuttosto non me ne sono mai preoccupato: nel mio dizionario di marineria ho prelevato quanto mi serviva anche da siti che vietavano (sic!) la riproduzione delle foto. lo so, non è un comportamento corretto, ma mi servivano.
Infine, ti può essere d’aiuto (forse) porre nelle tue pubblicazioni un’avvertenza che io pongo ormai da qualche anno sotto una rubrica che chiamo <
> prima del lavoro. Dopo aver precisato che dei miei < > contributi si può fare quello che se ne vuole, aggiungo questa frase: Questa pubblicazione non accede a finanziamenti ed ai sensi del D. l.vo 9 aprile 2003~n.~70 e della legge 16 luglio 2012 n. 103 non è soggetta alla registrazione prevista per le testate editoriali commerciali (legge 8 febbraio 1948, n.47), conforme la Corte di Cassazione sentenza n. 23230 del 10 maggio 2012.
La precisazione è (per me) necessaria avendo composto una serie di documenti che richiamano la pubblicazione di una rivista. Non è certo il caso tuo, ma puoi valutare se pubblicarli in questa forma.
I migliori saluti ed auguri per il tuo lavoro che seguo sempre,
Un abbraccio, Enrico
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Concordando con OldClaudio, anch’io sono caduto in questo deprecabile uso nei miei più che obsoleti Appunti LaTeX. Se proprio è necessario, puoi usare una routine di P. Wilson, l’autore della classe memoir, che qui di seguito ti riporto:% epipart.sty
\let\@epipart\@endpart
\renewcommand{\@endpart}{\thispagestyle{epigraph}\@epipart}
\endinputsalvando le poche righe come foglio di stile.
Come spiegava Wilson in una versione del suo manuale non più disponibile, l’istruzione è necessaria perché \part per sua configurazione, non accetta altro che il titolo della parte, e per di più richiede una pagina bianca prima e dopo il titolo della parte; quindi se posizioni un’epigrafe, la compilazione va a buon fine, ma può anche accadere che dell’epigrafe non si veda l’ombra. L’operazione produce i suoi effetti senza errori unicamente se su tutte le singoli parte del documento è presente un’epigrafe. In caso contrario \LaTex prende l’ultima epigrafe trovata e la sposta sulla prima parte che trova disponibile (testato sempre per la classe memoir).
Ma se una parte non deve comunque contenere un’epigrafe è sufficiente porre immediatamente prima dell’inizio della parte (o dell’appendice) l’istruzione: \epigraphhead{}
Non so quale classe stia usando, io dal 2005 uso esclusivamente la classe memoir che soddisfa (per me) ogni esigenza ma per una tesi di laurea anche la classe suftesi è più che eccellente. In ogni caso vai a vedere anche qui
https://tex.stackexchange.com/questions/226301/how-to-place-an-attributed-epigraph-on-a-part-pageAuguri per il tuo lavoro e saluti, Enrico
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Ciao ancora e perdona se insisto sull’argomento, ma mi ci induce una tua frase. Tu scrivi‘esportazione in latex poi mi serve per poterle modificare a mio piacimento con un buon editor…..
Intendi forse: <
>? Non sono riuscito a comprendere se sia questo il nucleo delle problematiche, come pure ovviamente non so quale tipo di documento tu intenda produrre, ma -se si tratta di un testo scientifico dedicato poi alla pubblicazione cartacea, e sempre se non ho male inteso quella frase- ti sconsiglio vivamente di modificare le espressioni matematiche a tuo piacimento. Anch’io in passato sono spesso caduto in quest’errore di modificare a piacere le espressioni matematiche, un errore in cui sono pure incorso di recente nel pubblicare in rete un mio vecchio articolo senza adeguata rilettura. Ti suggerisco di non modificare nulla in proposito e mi permetto ancora di suggerirti in aggiunta di liberarti dalla ”filosofia” WYSIWG”, propria di prodotti come Libreoffice o openoffice. Se comincerai a pensare un testo come deve apparire e non come lo vedi in quel momento a schermo, vedrai che non ti riuscirà più di lasciare questo modo d’intendere la scrittura. La ”fatica” necessaria nell’apprendimento arà ampiamente ripagata.
Sperando non ti dispiacciano queste note, cordialmente, Enrico
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Caro Frankie,io lascerei perdere libreoffice che oltre tutto, a quanto pare, usa una distribuzione di TeXlive vecchia di due anni (a giugno è stata rilasciata la versione 2017) quindi hai una versione full abbastanza obsoleta: oomath.sty oltretutto non è fra i pacchetti distribuiti dal CTAN ed una ricerca in rete non ha dato esiti.
Il mio consiglio è di scaricare l’ultima ISO di TeXlive e seguire le istruzioni di Enrico Gregorio http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf per l’installazione su Ubuntu e compilare secondo uno dei motori tipografici a disposizione: pdflatex, xelatex,…
Saluti, Enrico
PS Mentre ti ispondevo Claudio ti ha trovato il file, ma il mio consiglio a lasciar perdere libreoffice è sempre valido. Ciao
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Ciao, non so che OS usi. Sotto windows procedi da pannello di controllo in programmi e funzionalità, quindi elimina le cartelle residuali che ancora esistono. Sotto un OS con distribuzione Linux qualsiasi entra nella sottocartella di \usr dove è posizionato TeXlive 2017 e cancella: puoi addirittura procedere con SHIFT + DEL o da consolle tramite le opportune istruzioni. Con un Mac non so che dirti, non l’ho mai avuto: vedrai che altri ti saranno essere più esaurienti.
Un saluto, Enrico
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Da antico utilizzatore e affezionato della classe memoir, mi permetto di risponderti.Premesso che il corpo 12 mi sembra davvero esagerato (non è usato nella classica tipografia e lil corpo 11 è appena tolelrato), questo sorgente va a compilazione -mi sembra- secondo i tuoi desiderata.
Non dimenticare di aggiungere (permettimi l’osservazione) per ogni file (preambolo compreso) le istruzioni-fantasma del tipo
% !TeX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = (…)latex
% !TEX root = mio-file.tex (può essere omessa nel preambolo)Ecco il sorgente testo in compilazione con pdflatex
`
% !TeX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = (…)latex
% !TEX root = mio-file.tex (può essere omessa nel preambolo)\documentclass[12pt,a4paper,twoside]{memoir} %ridurrei a 10pt
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{imakeidx}
\usepackage[italian]{varioref}%Inserito per esigenze di compilazione temporanee\makeindex[title=Indice generale dei nomi]
%\makeindex[title=Indice analitico,intoc,columns=2]\begin{document}
\frontmatter
\tableofcontents\mainmatter
\chapterstyle{chappell} %stile di capitolo della classe memoir. Da modificare secondo esigenze personali\include{introdutio}% File personale introdotto per test di voci d'indice
\backmatter
%=============BIBLIOGRAFIA==================================
\bibliographystyle{plain_ital}
\begin{small} %Da commentare \small se desideri la bibliografia nel corpo del testo
\bibliography{biblio}
\nocite{*}
\end{small}\printindex
\end{document}
`Fra breve ti carico il file completo sul mio sito. Lo potrai trovare all’indirizzo http://www.heinrichfleck.net/indice.zip. Ti consiglio comunque di leggere il documento su imakeidx che permette articolazioni delle voci indicizzate che nel mio sintetico esempio non ho utilizzato.
Sperando di aver risolto i tuoi problemi, un saluto, Enrico
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Aggiornamento di TeXlive 2017 eseguito alle 22:30 di oggi. Il sistema ha caricato una nuova versione del file graphics-def .Ora non ho più errori di compilazione come prima, ma \pagecolor{mio-colore} continua a non funzionare: la pagina appare bianca e l’istruzione non è sensibile al colore.
Che il bug sia anche altrove?
Saluti a tutti, Enrico
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Contento anzitutto che abbia quasi del tutto risolto i tuoi problemi.1: Quanto al numero alto delle compilazioni ripeto ancora che questo si verifica in presenza di un numero elevato di pagine se procedi ad una compilazione dopo aver cancellato (ed è sempre cosa buona) i file ausiliari ad inizio di una nuova sessione di lavoro. Per dieci pagine io ho cinque file ausiliari che si compongono nella foma “file.1 – file.1R; file.2 – file.2R” ecc. sino a file.6 e file6.R . Finché il compilatore non li legge tutti nelle varie fasii per come devono essere composti le pagine non sono… presentabili. Il problema si limta a due compilazioni se aggiungi due pagine e non cancelli i file ausiliari.
2. Per \edlabel e riferimento di conseguenza, considera che se hai una \edlabel{prima} la cui \edlineref{prima} si trovi in un altro file, se fai un riferimento a questa potrebbe capitarti un riferimento a linea errato
se non se esegui un corretto posizionamento della label. In questo caso, specie in presenza di una nota devi inserirla così:
`\edtext{disegno in immagine}{\Afootnote{\Atest\ Disegni\edlabel{prima} testo in nota.}} `3. Per il file in francese postato nel precedente messaggio, non mi ero curato della seconda riga che effettivamente è male composta. Questo è dovuto all’utilizzo da te fatto di \section*. Ti riporto qui il codice esatto che va a comporre esattamente l’interlinea:
`
\begin{pages} \begin{Rightside} \beginnumbering
\pstart[\subsection*{Qu'est-ce que le Lorem Ipsum?}]\pend
\pstart
Le Lorem Ipsum est simplement du faux texte employé dans la composition et la mise en page avant impression….
\pend
\endnumbering
\end{Rightside}\begin{Leftside} \beginnumbering
\pstart[\subsection*{Cos'è Lorem Ipsum?}]
%Per eventuale titolo da far comparire in comunque indice
%malgrado la sezione non sia numerata
%\addcontentsline{toc}{section}{Eventuale TITOLO}
\pend\pstart
\begin{otherlanguage}{italian}
Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa….
\end{otherlanguage}
\pend
\endnumbering
\end{Leftside} \end{pages} \Pages
`3. Per inserire il testo francese ti consiglio di crearti un nuovo ambiente del tipo
`
\newenvironment{FR}{\begin{otherlanguage*}{french}}{\end{otherlanguage*}}
`e d’inserire quindi il testo fra \begin{FR} ed \end{FR}
3. Quanto alla modifica dell’interlinea ti posso dire poco di nuovo rispetto a quello che trovi nei manuali. Io seguo la naturale tendenza di non modificarla mai per la classe e l’impostazione in uso, anche se spesso le università impongono interlinee assurde fuori da ogni criterio tipografico standard. Specie per duesti due pacchetti una modifica dell’interlinea in nota ti potrebbe comportare sconvolgimentoi del testo: io non toccherei nulla., ma altri più esperti di me ti potranno su questo punto essere d’aiuto.
Auguri per il tuo lavoro e la tua tesi, un saluto Enrico
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Caro amico, anzitutto grazie per l’attenzione mostrata ai miei file.Quanto al contenuto dei tuoi due ultimi messaggi, non so davvero cosa risponderti perché a me i file vanno tutti perfettamente a compilazione. (pdflatex) e li ho testati persino sotto windows, cosa che faccio raramente ormai, ed anche in quell’OS vanno correttamente a compilazione.
Mi sorge spontanea però una domanda: quante compilazioni esegui?
Se per caso ti fermi alle due classiche compilazioni (ma sono quasi certo che non sia questo il tuo caso) effettivamente i testi non sono per nulla sincronizzati e l’interlinea, per usare le tue parole, è completamente ”sballata”. Il file ”Arenarius.tex” va a perfetta compilazione solo alla quinta compilazione in quel pure ridotto sorgente; nell’edizione completa del testo alla 15-esima!!!!!! Due compilazione in più mi richiede il file completo del primo libro ”Sui corpi galleggianti” per via dell’eccessivo ricorso a wrapfigure che reledpar digerisce male, come pure male (: per niente invero) digerisce il capolettera se non ricorrendo alla creazione di una minipage.
Non mi meraviglierei eccessivamente di un tale numero di compilazioni. Man mano che costruisci il tuo file, e che vengono aggiornati i tuoi file ausiliari, queste si riducono alle classiche due, ma se cancelli tutti i file ausiliari allora il numero delle compilazione aumenta eccessivamente finché il testo non va a leggere i vari file ausiliari come devonoe ssere correttamente composti.
Il mio suggerimento è di compilare esclusivamente da shell tralasciando la compilazione automatica di TeXStudio, e potrebbe essere proprio questo fatto all’origine dei tuoi problemi, anzi -azzardo- sono quasi convinto che il problema stia qui. Come ho scritto altre volte anche su questo sito, io compilo unicamente da shell tenendo Okular aperto che mi aggiorna di continuo il file PDF di output. Non solo la compilazione è molto più rapida, ma i diagnostici (eventuali), ma sono solo warning, li puoi legegre da shell e se la compilazione non s’interrompe vuol dire che tutto va bene.reledpar, lo dico da utente non certo da esperto di software, è un programma -secondo il mio parere- ancora tutto da testare.
Se vai infatti a vedere la lunga lista di comunicazioni sul sito di M. Roquette, noterai come aggiorni di continuo righe di codice in seguito ai malfunzionamenti che gli vengono segnalati. Io mi augurerei che uno dei nostri espertissimi ”guru” che scrivono su questo sito mettesse mano ad un codice sorgente veramente professionale e funzionale: non prevedere -ad esempio- la possibilità di scrivere (pagina di sinistra) due testi su colonne affiancate e (pagina di destra) la traduzione è cosa molto carente perché molte edizioni critiche, lo sai bene, si presentano (almeno) in due versioni; nella mia traduzione sui corpi galleggianti sono dovuto ricorrere all’opzione \footnote per riportare l’altro testo, evidenziando in colore le differenze linguistiche, ma comprendi bene che questo è un rimedio da… carrettieri. M. Roquette ha introdotto, dopo mie lunghe insistenze, l’istruzione \SEref{label} perché l’istruzione \edlineref{label} spesso restituiva una linea ”random”.Quanto all’opzione \autopar concordo con te che questa non adempie spesso ai fini. Roquette presenta esempi sorgenti di poche pagine, ma i problemi si presentano con documenti che si estendono per varie decine di pagine. Il testo sui galleggianti (libro I) presenta \pstart ad inizio lingua e \pend a fine lingua perché, introducendo quei comandi per ogni paragrafo, dopo qualche pagina, la pagina di sinistra mi si formava a mezza pagina. Ho ovviato alll’inconveniente inserendo manualmente ad inizio di una nuova pagina \ledpb (newpage in reledmac per i non conoscitori del software): Il fatto che Roquette abbia previsto quest’istruzione vuol dire che per primo si è reso conto delle difficoltà di sincronizzazione di testi lunghi. Nel periodo 2006-2008 ho utilizzato spesso ledpar di P. Wilson (purtroppo non ho più i file) ma non ho mai ottenuto problemi né riscontrate le difficoltà incontrate con reledmac\reledpar, ma credo che stiamo parlando di due… pianeti diversi. Purtroppo questo è l’unico software aggiornato e disponibile per edizioni critiche.
Sperando d’esserti stato almeno un poco d’aiuto, ti saluto, Ciao Enrico
PS: Dopo aver risposto ai tuoi due ultimi messaggi, ho riaperto il file di risposta: ho compilato il file sorgente postato giorni fa. Va perfettamente a compilazione. Questo è l’output con allegata l’immagine del PDF. Quale versione di TeX usi? Il problema se non usi TeXlive potrebbe essere anche quello.
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Più che di difetti parlerei -se mai- di limitazioni o meglio di opzioni non previste; il fatto è che quelle caratteristiche cui ti riferisci io non le avevo previste, a me un lemma era più che sufficiente. Del resto considera che prima di contattare Claudio cui mi sono rivolto e che ha composto la classe, ho consultato diversi dizionari di scienza ed astronomia e tutti erano così impostati come la classe che Claudio ha realizzato.Auguri per il lavoro, Enrico
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Non sono particolarmente ferrato in bibliografia. Nel file zippato di astronomia è presente il file biblio composto con JabRef. Dopo aver compilato il file dizionario.tex (due volte) eseguivo da terminale <> quindi ricompilavo due volte (almeno) il preambolo e la bibliografia si componeva con quelle istruzioni presenti alle ultime righe di dizionario.tex . E’ tutto, ti auguro buon lavoro, Enrico
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Ciao a te come a tutti gli intervenuti sul tema.OldClaudio ha già risposto esaurientemente indicando i link giusti del mio sito; saluto poi anzitutto quanti sono intervenuti in questa discussione. In merito alla classe dictionary.cls vorrei anzitutto puntualizzare alcune cose:
1) In passato i file comparivano sul sito astronomiainumbria.org di un’Associazione locale defunta; il sito è decaduto ed io mi ripromettevo sempre di trasferire i file sul mio sito ma indugiavo visto anche lo scarsissimo interesse che avevano suscitato;
2) I file compaiono ora sul mio sito. Vanno tutti a compilazione con pdflatex e la classe non è affatto obsoleta: così non si può definire qualcosa che funziona in base al principio ingegneristico <>. Attualmente (ancora con TeXlive 2016) i file vanno a compilazione.
3) La classe è stata concepita anni fa per una codifica ISO-8859-1 poi resa sensibile all’ UTF-8 per questo si spiegano le particolari istruzioni presenti nel file del preambolo
4) La classe gestisce ampiamente il greco, sia Didot che Lipsiakos, essenziale -ritengo- perché chi scrive un libro di storia della scienza, o anche solo di scienza, prima o poi con vocaboli di questa lingua s’imbatte ed è bene prevederli.
5) La classe presenta un riferimento alle varie voci in forma articolata \seeentry[voce]{variante voce} che permette un rinvio al lemma d’interesse se questo è al singolare, per estratto, per sigla,… E’ presente anche un riferimento a formule.
6) Esiste la possibilità di gestire tabelle fuori del margine della colonna che -ma non sono un esperto- non mi risulta esista in altri applicativi
7) Esiste la possibilità di compilare elenchi (cataloghi) molto più completa di quella offerta da longtable ed altre possibilità come da manualeConfidando che mi perdoniate questa tirata, come ho precisato giorni fa ad altro utente, sul mio sito, all’indirizzo
http://www.heinrichfleck.net/latex/
hp posto una serie di sorgenti che vanno tutti perfettamente a compilazione con pdflatex. Fra questi vi sono due versioni di dizionari (astronomia e marineria) composti con la classe in discussione e (ovviamente) limitati a parti delle lettere capitoli. Nei file zippati sono disponibili tutti i sorgenti necessari (immagini comprese) per quella ridotta compilazione. Se d’interesse la classe è stata usata da altro utente per comporre un dizionario di buddismo.
Per qualsiasi cosa sia in grado di aiutarvi potete scrivermi. Cordiali saluti, Enrico
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