Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Ti do lo stesso consiglio di Lorenzo, che poi non potrebbe essere diverso dal mio: lui ha scritto l’Arte per primo e noi l’abbiamo riscritta per autori come te, alle prime armi e alle prese con la tesi di laurea (che, per inciso, NON dovrebbe essere il primo documento da scrivere con questo programma).Se avrai la pazienza di leggerla e di cercare lì dentro quello che ti serve con le funzioni di ricerca del tuo visualizzatore di PDF, sono sicuro che potrai fare un ottimo lavoro. 😀
Ma, per favore, leggi la guida.
Ciao
Tommaso
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C’è chi dice, testuali parole, “memoir tutta la vita”. E ti assicuro che è un censore di catoniana memoria. 😀Ho un’esperienza piccolissima di questa classe, dovuta forse anche alla documentazione scoraggiante e troooooooooooooooppo dettagliata. Davvero troppo. Risultato: una ricerca nell’indice del manuale è molte volte disarmante. Memoir incorpora i principali pacchetti per il layout del documento, per cui quelli che nomini sono integrati perfettamente. Gli ultimi aggiornamenti prevedono anche la piena compatibilità con Xe(La)TeX.
Fatto sta che memoir è davvero potentissima e ti permette di fare pracitamente quello che vuoi: forse disorienta un po’ il fatto che rinomini i comandi che già si conoscono per il fatto di usarli con i pacchetti cui afferiscono. Ma basta prenderci la mano.
Per un prontuario, però, forse c’è qualcosa d’altro più snello. Ma altri commenti arriveranno.
Ciao
Tommaso
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Credo che da quihttp://www.xm1math.net/texmaker/download.html
tu possa scaricare la pacchettizzazione Debian della versione 2.2.2. Dato che è l’ultima, perché non farlo?
Poi, nel menù texmaker -> Preferences… -> Editor c’è la voce Dizionario con accanto una finestrella bianca e ancora a destra un pulsante con disegnata una cartella. Io l’ho cliccato, ho scorso il suo contenuto fino a trovare il dizionario italiano, ci ho fatto doppio clic sopra e mi si è attivato.
Che errori di compilazione hai?
Ciao
Tommaso
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L’ultima versione di Texmaker, la 2.2.2, ha già il dizionario italiano incorporato, almeno da me è così. Però una buona cosa è non affidarsi alla correzione automatica degli editor: a volte i risultati sono esilaranti. Meglio prestare più attenzione durante la battitura del testo.La prima voce del menù a discesa “Opzioni” recita proprio ” Definire il documento corrente come ‘Master’ “.
Per i riferimenti non colorati prova a mettere COME ULTIMISSIMO PACCHETTO questo
`\usepackage{hyperref}
\hypersetup{colorlinks,%
citecolor=black,%
filecolor=black,%
linkcolor=black,%
urlcolor=black}`Mettere il colore white non so a quanto serva.
Ciao
Tommaso
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Ciao Rocco,
e grazie per i complimenti sull’Arte. Intanto, complimenti a te per aver trovato il tempo di conciliare LaTeX con maturità: vengo da cinque anni di insegnamento al Liceo, e so che il tempo è davvero poco, in quinta.Vuoi levare dal computer MS Office? Benissimo, però a volte un programma del genere è ancora utile: qualcuno dirà di no, ma io dico di sì. Tieni sempre installato anche OpenOffice.org, gratuito e completo. Anche Enrico mi ha perdonato per avergli inviato un file .odt 8)
Per il resto, io direi che LaTeX si impara smanettando un po’: io ho una cartella sulla mia scrivania che si chiama Guide. Dentro c’è l’Arte, la Breve guida e gli Appunti di Enrico, l’Introduzione scritta/diretta/gestita da Claudio e poche altre.
Ma quello che imparo è dal forum e da qualche dritta qua e là. Impossibile e inutile, direi , cercare di imparare di usare LaTeX “bene” in astratto: si impara a usare bene per il tuo scopo contingente. Io lo sto imparando via via che devo fare qualcosa. Mi chiedo: cosa voglio fare? Quali pacchetti nuovi oltre a quelli che già conosco mi servono per realizzare il mio documento? titlesec e tocloft? Bene, vado a leggermi la loro documentazione e aggiungo un altro tassello alla mia conoscenza.
Naturalmente ci sono cose che chiediamo tutti, specialmente le cose che hanno quelle risposte a volte poco comprensibili fatte di @ e comandi primitivi. Mi rassegno, e le copio nel mio file.
Credo che, se proprio tu vuoi comprare qualcosa, c’è un cofanetto che comprende cinque libri, tra cui il Companion. Ma io non ce l’ho. 😀
Ciao
Tommaso
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Alfy,
non è forse il caso di provare a scrivere dei documenti più semplici del tuo?
Dici di avere tanta confusione in testa, no?
Il mio consiglio è proprio quello di leggere con calma una buona guida di base e di evitare se puoi i grafici e i disegni che vuoi mettere. Dalle tue domande (legittime, beninteso) sembra che tu non l’abbia ancora fatto 😉
Potresti cominciare componendo semplici tabelle oppure includendo nel tuo documento qualche immagine esterna.Ciao
Tommaso
::Ciao a tutti.
1.
`\documentclass{article}
\usepackage[latin,italian]{babel}
\languageattribute{latin}{withprosodicmarks}
\begin{document}
Ciao \begin{otherlanguage}{latin}\ProsodicMarksOn{ros^a}\end{otherlanguage} ciao.
\end{document}
`
Perché quegli spazi sbagliati?
…Una possibile soluzione: usare il pacchetto “newunicodechar” appena inviato su CTAN e lasciar perdere “withprosodicmarks”
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[latin,italian]{babel}
\usepackage{newunicodechar}%\newunicodechar{Ă}{\u{A}} \newunicodechar{ă}{\u{a}}
\newunicodechar{Ĕ}{\u{E}} \newunicodechar{ĕ}{\u{e}}
\newunicodechar{Ĭ}{\u{I}} \newunicodechar{ĭ}{\u{\i}}
\newunicodechar{Ŏ}{\u{O}} \newunicodechar{ŏ}{\u{o}}
\newunicodechar{Ŭ}{\u{U}} \newunicodechar{ŭ}{\u{u}}
\newunicodechar{Ā}{\={A}} \newunicodechar{ā}{\={a}}
\newunicodechar{Ē}{\={E}} \newunicodechar{ē}{\={e}}
\newunicodechar{Ī}{\={I}} \newunicodechar{ī}{\={\i}}
\newunicodechar{Ō}{\={O}} \newunicodechar{ō}{\={o}}
\newunicodechar{Ū}{\={U}} \newunicodechar{ū}{\={u}}\begin{document}
\begin{otherlanguage*}{latin}rosă, invincibĪlis, pōpŭlus, pŏpŭlus\end{otherlanguage*}
\end{document}`
Naturalmente occorre un editor Unicode. Con \newunicodechar è possibile definire il significato di qualsiasi carattere Unicode. Per esempio,
`\usepackage{wasysym}
\newunicodechar{♪}{\eighthnote}`
Ciao
EnricoGrazie per il pacchetto 😀
Però mi chiedo come potrei fare a scrivere nel preambolo quelle definizioni non avendo la tastiera italiana la possibilità di mettere lunga e breve sopra le vocali.
Mi sembra di capire che la tua soluzione aggiri utf8x, necessario invece per scrivere
ă ĕ ĭ ŏ ŭ Ă Ĕ Ĭ Ŏ Ŭ ā ē ī ō ū Ā Ē Ī Ō Ū
direttamente da tastiera a chi ne ha la possibilità.
In sostanza, rimanendo in ambito latineggiante, per segnare la quantità sulle vocali potrei:
1. mettere latin tra le lingue di babel, withprosodicmarks come attributo, \ProsodicMarksOn prima del testo interessato e usare le scorciatoie;
2.dare utf8x a inputenc e scrivere ă ĕ ĭ ŏ ŭ Ă Ĕ Ĭ Ŏ Ŭ ā ē ī ō ū Ā Ē Ī Ō Ū direttamente dalla tastiera (su Mac basta impostare la US extended come sorgente di input);
3. dare utf8 a inputenc e procedere con venti dichiarazioni nel preambolo del tipo
`\DeclareUnicodeCharacter{0102}{\u{A}}`
4. usare il tuo pacchetto e scrivere nel preambolo venti cose come
`\newunicodechar{Ĕ}{\u{E}}`
per poi usare Ĕ tranquillamente nel testo. Naturalmente dando utf8 a inputenc.
Giusto? In pratica si usa il metodo del punto 2 evitando utf8x.
Ciao
Tommaso
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Certamente, sarebbe utilissimo, e ci potrebbe anche stare qualche istruzione anche per sistemare un indice che finisce nella pagina nuova soltanto per una voce, per esempio.Come sarebbe utilissimo un articolino che spieghi come interpretare correttamente i principali errori restituiti dal compilatore e come uscirne vivi 😀
Ciao
Tommaso
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AutoreRisposte