Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Non devi cambiare editor: Texmaker va bene. E soprattutto non esiste nessun comando latin1-inputenc per le lettere accentate.Imposta il tuo editor con UTF-8 e usa sempre nel preambolo:
`\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}`
e ti basta mettere le lettere accentate con i tasti della tua tastiera. Non ci dovrebbero essere problemi. Altrimenti, fa’ copia e incolla del testo problematico in un file nuovo.Ciao
Tommaso
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Evviva.
Dopo più di un anno, è stata rilasciata 12 ore fa una nuova versione stabile di TeXworks, la 4.0.
Si può scaricare dahttp://code.google.com/p/texworks/downloads/list
Ciao
Tommaso
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È stata rilasciata una nuova versione di TexMakerX, la 2.1.Le novità sono consultabili qui: http://texmakerx.svn.sourceforge.net/viewvc/texmakerx/trunk/utilities/usermanual_en.html#SECTIONNEW201
Ciao
Tommaso
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Dunque mi sembra di capire che il problema di microtype e CB siano proprio i CB, e che sistemandoli con le loro tabelle si potrebbe risolvere la cosa. E che almeno con pdflatex si potrebbe avere un testo greco microgiustificato. Bene 😀Claudio, potresti essere più chiaro su quelle comodità per l’italiano che polyglossia non avrebbe?
Ciao
Tommaso
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Grazie Claudio.
La mia domanda era soltanto per capire se quella precisazione su microtype era omissibile dall’appendice dell’Arte.
Ma ora mi rispondo da solo: va lasciata, perché se è vero (forse) che microtype non produce i suoi effetti nelle parti in greco anche compilando con pdflatex, un documento bilingue non vedrà microtype completamente all’opera nemmeno nelle parti in italiano.Mi sembra che questa cosa di microtype, anche se non la ritengo un dramma, possa far preferire ancora LaTeX a XeLaTeX (che per altri versi ha alcune altre cose più semplici).
Anche se scrivere direttamente in greco è bellissimo 😀Ciao
Tommaso
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Ciao, e buonissimi 150 anni a tutti! 😀Dopo democratica discussione (non nascondo che mettere d’accordo così tante persone è stata un’impresa), la redazione dell’Arte di scrivere con LaTeX ha deliberato che la ricorrenza di oggi sarebbe stata una buona occasione per pubblicare il lavoro degli ultimi tempi.
Eccola qui, dunque, scaricabile sempre allo stesso indirizzo. L’Arte di marzo, dopo i piccolissimi aggiustamenti dei mesi passati, ritorna con un cambiamento di sostanza: un’intera appendice, pensata e dedicata a chi si occupa di antiquitates. Lorenzo e io abbiamo pensato che fossero doverose alcune pagine in cui spiegare come si può scrivere in latino e in greco brevi passi o interi documenti.
Questa parte (in linea con gli intenti generali della guida) è dedicata a chi, per esempio, sta scrivendo la propria tesi di laurea nei Dipartimenti di Scienze dell’antichità e a tutti coloro che abbiano bisogno del latino o del greco nei loro documenti. Certo, come sempre le spiegazioni non mirano alla completezza, per cui ci scuseranno i lettori che ne sanno di più e che si aspetterebbero di trovare spiegato anche questo e quel particolare. Abbiamo scelto i codici più semplici e con meno “artifizi” possibile, rispettosi del principiante alle prese con il programma.
Altra novità (incredibile auditu) è la menzione di XeLaTeX, dalla quale non potevamo astenerci nella trattazione del greco: senza troppi fronzoli, infatti, questo programma permette di scrivere il testo sorgente direttamente in greco (o in moltissime altre lingue senza bisogno di faticose traslitterazioni). È la prima volta che ne parliamo nella guida, e non è escluso che in qualche aggiornamento futuro non se ne possa parlare più diffusamente.
Voglio ringraziare qui tre persone che in modo diretto o indiretto hanno contribuito alla riuscita dell’opera: Ivan “van” Valbusa, che per primo ce ne diede l’idea (effettivamente, una parte nemmeno piccola di laureandi si interessa proprio di queste due lingue); Enrico “egreg9” Gregorio, per la paziente rilettura delle bozze e i consigli sui codici migliori (e le birre, of course! :D); Claudio “OldClaudio” Beccari, per averci regalato il codice che ha prodotto la figura 22 e per l’infinito scambio di e-mail con il sottoscritto, grazie al quale i moduli latin e greek di babel ora non hanno più segreti (e se ne hanno ancora, sappiamo bene dove scovarli).
Infine, come al solito preghiamo i lettori di mettere in opera i nostri consigli, e di riportare su questo filone le loro esperienze sul campo e le loro osservazioni: prima di quest’appendice non si è mai affrontata la scrittura in un’altra lingua, e molto probabilmente non tutto andrà liscio (ma noi speriamo di sì 8)).
Buona lettura!
Tommaso
::Introduzione:
`\begin{LARGE}
\begin{flushleft}
\textbf{Introduzione}
\end{flushleft}
\end{LARGE}
Bla bla bla testo senza comandi strani
`Hai provato, molto semplicemente, a scrivere
`\chapter{Introduzone}`
oppure`\chapter*{Introduzione}`
se non vuoi mandarla nell’indice? Ti consiglio di leggerti una guida, intanto.Ciao
Tommaso
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AutoreRisposte