illinguista1972

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,311 al 2,325 (di 2,578 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Interlinea variabile #8669
    Up
    0
    Down
    ::


    Dunque il mio consiglio non vale? 😀

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Interlinea variabile #8667
    Up
    0
    Down
    ::


    Purtroppo non sappiamo nemmeno noi quando l’Arte potrà essere pubblicata.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Interlinea variabile #8665
    Up
    0
    Down
    ::


    A far comparire la parola neofita, intermedio e avanzato sotto il nick provvede il software che gestisce il forum in base al numero di messaggi che hai mandato. Dovrebbe essere così.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Interlinea variabile #8663
    Up
    0
    Down
    ::

    Salve. Mi accodo a questa discussione perchè ho bisogno anche io di una interlinea variabile. Nel preambolo ho impostato
    `\usepackage{setspace}
    \doublespacing`.
    La dichiarazione è chiaramente globale.Volevo chiedere come poter applicare tale tipo di interlinea solo al corpo del documento, e non ai vari indici e titoli.

    Grazie mille 😉 .

    Per modificare l’interlinea di una parte del documento, hai due strade da seguire.
    Se ti accontenti di interlinee predefinite, carica il pacchetto setspace e racchiudi il testo interessato in uno di questi ambienti

    `\begin{onehalfspacing}

    parole parole

    \end{onehalfspacing}`

    per interlinea 1,5, oppure in

    `\begin{doublespacing}

    parole parole

    \end{doublespacing}`

    per interlinea doppia.

    Se, invece, vuoi un fattore di interlinea ancora diverso, racchiudi il testo in

    `\begin{spacing}{}

    parole parole

    \end{spacing}`

    da impostare come il comando standard

    `\linespread{}`

    dove <fattore di scala> è il numero che rappresenta il fattore di scala per l’avanzamento di riga.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Interlinea variabile #8662
    Up
    0
    Down
    ::


    E ne potrai conoscere molte di più leggendo un manuale che dovrebbe uscire tra poco.
    Prometti solennemente di leggerlo 😉

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Che cos’è un \paragraph? #40744
    Up
    0
    Down
    ::


    Buongiorno a tutti.
    Questa faccenda di paragraph rischia, a mio avviso, di diventare un tormentone.
    Posto che i nomi dei comandi scelti da Lamport non sono sempre felici, non direi di doverne fare una tragedia.
    Vorrei chiarire una cosa: ogni testo non letterario presenta il corpo del testo in unità di sezionamento, numerate e titolate, e in genere con un titolo stampato in corpo via via decrescente in base all’importanza dell’unità. Giusto? Sì. (Da notare che anche racconti e romanzi sono suddivisi, magari con modalità peculiari.)
    Alcune di queste unità possono anche non essere titolate, in un libro, giusto? Sì.
    È sempre necessario chiamare queste unità con il loro nome? No, secondo me. La parola sezione è iperonimo di parte, capitolo, paragrafo, sottoparagrafo, eccetera, fino all’ultima delle possibili sezioni, che è l’enunciato (che può essere composto anche di una sola parola). Dove voglio arrivare? Al punto che con sezione ci si può riferire tanto a un capitolo quanto a un paragrafo, se non si vogliono usare queste ultime due etichette. Il paragrafo esiste eccome nella nostra lingua, e se in inglese paragraph significa capoverso, non è affar nostro. O no? Provate a pensare a quante volte si dice: “l’argomento del primo capitolo è… e quello del secondo è…”. Ora, il capitolo è un’unità di sezionamento del testo tanto quanto lo è il paragrafo, eppure per dire capitolo non facciamo una piega, mentre ora sorgono tutti questi problemi per il paragrafo…

    Allora: si potrebbe evitare di tradurre il nome dei comandi di sezionamento, anche quando si spiega LaTeX a qualcuno che non lo conosce, perché ogni campo del sapere necessita di una lingua speciale con cui riferirvisi, e la lingua speciale di LaTeX comprende comando, dichiarazione, section, argomento, gruppo, opzione, “begin document” (come tradurreste quest’ultima espressione? è intraducibile! o vorreste proporre: “prima di “comincia documento” va caricato…” Ridicolo.) 😀

    Mi lascia perplesso il fatto di spiegare LaTeX a qualcuno usando improvvisamente “sezione” e “sottosezione” al posto di “paragrafo”, che in italiano va bene tanto per section quanto per subsection. Sono sicurissimo che Francesco non usa correntemente sezione e sottosezione. 😉

    E una guida a LaTeX come la nostra è fatta come un qualunque altro manuale scientifico: capitoli, paragrafi, sottoparagrafi e unità minori, titolate ma non numerate. Come le chiamiamo? Io continuo a chiamarle “paragrafi”, perché di fatto lo sono. Il fatto, poi, che l’Arte sia scritta con LaTeX, non deve modificare le nostre abitudini. O no?

    In sostanza, che cosa propongo? Di spiegare LaTeX dicendo che comandi di sezionamento vanno da \part a \subparagraph, che tutti producono il loro argomento come titolo del testo che li segue, che non tutti però sono numerati e dunque non tutti finiranno nell’indice. Che se \part e \chapter hanno un nome intuitivo e vanno dati in apertura di “pezzi di testo” corrispondenti ai nostri “parte” e “capitolo” (e su questo non ci piove), i comandi \section, \subsection e \subsubsection vanno dati in apertura di “pezzi di testo” che corrispondono grosso modo ai nostri “paragrafo”, “sottoparagrafo” e a un “pezzo di testo” che in italiano non ha un nome corrispondente, e infine che \paragraph e \subparagraph rappresentano etichette infelici, perché in inglese il primo significa “capoverso”, che nella nostra lingua non prevederebbe un titolo (ma si dà il caso di un paragrafo composto di un solo capoverso), e il secondo non ha davvero un corrispettivo in italiano, e che vanno dati in apertura di “pessi di testo” di importanza contenuta, e soltanto se è davvero necessario arrivare a suddivisioni del testo di livello così basso.

    Per toglierci davvero tutte le castagne dal fuoco, ci si può riferire a qualunque unità di suddivisione di un testo con il termine sezione e non si sbaglia mai.

    Tutto qui. L’utente, poi, dopo un paio di documenti, andrà in automatico nell’uso dei comandi di sezionamento. 😀

    Ciao
    Tommaso

    [OT]
    PS: Lorenzo, ti ho mandato due mp. Forse iperbole ha problemi.
    [OT]

    in risposta a: Che cos’è un \paragraph? #40741
    Up
    0
    Down
    ::


    Buonasera a tutti, e scusate la rapidità.

    Non sono molto d’accordo per eliminare del tutto la parola paragrafo. In italiano esiste eccome, e provate a cercare nell’Arte il numero delle sue occorrenze.

    Se qualcuno confonde ancora, nell’anno del Signore 2010, paragrafo con capoverso, non so davvero che farci. Potrebbe, però, andare a consultare un manuale che gli chiarisca le idee, no? 😉

    Ma me la vedo con Lorenzo a porte chiuse 😀

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Che cos’è un \paragraph? #40736
    Up
    0
    Down
    ::


    Ciao.
    Mi associo alla domanda di Lorenzo, visto che anch’io ci sono dentro fino al collo 😉
    Per mettere un po’ di carne al fuoco e stimolare questa già vivace discussione 😯 direi che:

    Un paragraph, in LaTeX, è un’unità di testo di importanza più contenuta rispetto a quella che ha un’unità di sezionamento superiore, e ha a che fare con il nostro “capoverso” (termine con il quale tradizionalmente si traduce in italiano) soltanto per il nome. Nelle classi standard di documento un paragraph è titolato, non rientrato né numerato. Il rientro colpisce invece il subparagraph, che è l’unità di sezionamento più piccola riconosciuta da LaTeX, nelle guide più diffuse tradotto con “sottocapoverso”.

    Va da sé che né “capoverso” né “sottocapoverso” sono buone traduzioni, perché in italiano il capoverso è ben altro. Non va bene nemmeno tradurre subparagraph con “enunciato”, che in italiano è la più piccola unità di testo, ma non porta un titolo sulla pagina scritta.

    Aspettiamo il vostro contributo! Ricchi premi e cotillon! Senza dover tradurre questo francesismo, per carità 😉

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Ph.D. Thesis in materia giuridica: quale editor? #40763
    Up
    0
    Down
    ::


    Immagino configurandolo a dovere.
    Ma ti consiglio di leggere la guida di Kile online sul sito da cui l’hai scaricato.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Problema LaTeX su Mac #40710
    Up
    0
    Down
    ::


    Dimenticavo.
    Se vuoi una Ferrari, allora prova Aquamacs. Ma l’unica persona che ti può dare una mano, lo farà soltanto se è di luna buona 😉

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Problema LaTeX su Mac #40709
    Up
    0
    Down
    ::


    CIao.
    Ti do un consiglio: lascia perdere TexMaker, che si scrive addirittura senza il X maiuscolo (!).
    Rivolgiti senz’altro a TeXShop, del quale il giorno di Natale è uscita l’ultima versione, la 2.29, separata dalla MacTeX 2009 nella quale è già inclusa. In alternativa, usa TeXworks, semplice ed essenzialissimo. Non si blocca mai!

    Ti assicuro, per motivi personalissimi, che l’Arte è un’ottima guida. Vedremo di fare un bel regalo di nuovo anno a tutti 😉 Intanto, puoi leggere quella che si scarica da quassù.

    Buon lavoro
    Tommaso

    in risposta a: Numerazione pagine #40774
    Up
    0
    Down
    ::


    Ciao.
    Ci vuole un buon motivo per modificare il numero della pagina corrente. Premesso questo, bisogna agire sul contatore delle pagine. Prova con

    `\setcounter{page}{n}`

    dove n è il numero di pagina dal quale vuoi cominciare.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Figure in LaTeX #40732
    Up
    0
    Down
    ::


    Mitico!

    “Tantinello” con doppio suffisso valutativo. Una finezza. Diciamo meglio: la prima finezza dell’anno nuovo.

    Ciao
    Tommaso

    in risposta a: Ph.D. Thesis in materia giuridica: quale editor? #40761
    Up
    0
    Down
    ::


    Ciao e buon anno.
    Mi associo ai consigli di Lorenzo, che faccio miei per una sorta di osmosi che dura da mesi 😉 (capirai il perché tra qualche giorno).

    Allora, io uso per il momento TeX Live 2009 su Windows XP SP2 e sono passato da LEd a TeXworks come editor. È vero: promette bene, anche se è acerbo. Non ha la funzione di stampa, però permette la ricerca diretta e inversa da e sul suo visualizzatore PDF integrato, funzione UTILISSIMA secondo me. Nuove funzioni arriveranno, tra cui il completamento automatico (che ora c’è ma non così intuitivo come in altri editor) e qualche finestra con simboli e aiuti vari. TeXworks non è opulento come Kile, che da quello che so per sentito dire da utenti Linux è forse il miglior editor sul pinguino. Occhio, però: Kile ha tanti tanti pulsanti, che potrebbero anche confondere le idee. Questo, a mio modestissimo modo di vedere, non aiuta l’apprendimento del codice LaTeX, che invece è davvero importante: se premendo un pulsante Kile ti scrive tutto il codice per una tabella, per esempio, a forza di usarlo ti dimentichi come si fa. Con il risultato che quando devi scrivere su un’altra macchina che non ha Kile installato ti trovi in panne. Io, almeno, la vedo così. TeXworks invece ti costringe a imparare codice, che ti torna utilissimo per dare consigli e per operare su qualunque macchina. Vedrai che migliorerà.

    Prossimamente prenderò un Mac portatile, su cui installerò MacTeX 2009 e scriverò con TeXShop, che è l’editor che ha ispirato il progetto TeXworks. Io ti consiglio caldamente TeXworks. 😀

    Certo, se vuoi Kile, allora installalo su GNOME con tutte le dipendenze del caso. È eccellente. (Ma questo sull’Arte non lo si può dire )

    Ciao e buon anno
    Tommaso

    in risposta a: BiBLaTeX per l’italiano: traduzione dei campi #40643
    Up
    0
    Down
    ::


    Ciao a tutti,
    e tanti auguri per il 2010!
    Mi piacerebbe contribuire a questo lavoro. Ma non so come 😥

    CIao
    Tommaso

Stai visualizzando 15 risposte – dal 2,311 al 2,325 (di 2,578 totali)

Go to top