Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Vai quihttp://www.miktex.org/2.7/setup
e clicca su “MiKTeX 2.7 Net Installer” quasi alla fine della pagina. Così facendo, installerai automaticamente quel programmino da 2.96MB, che poi ti permetterà di scaricare la versione completa di MiKTeX. Segui le istruzioni e scegli un server vicino casa (io scarico sempre dalla Germania). Abbi cura di specificare che vuoi SALVARE e non INSTALLARE MiKTeX.
Creati una cartella MiKTeX2.7 sul desktop, all’interno della quale salverai la distribuzione. Poi ordina i files, e vedrai che ce n’è uno che si chiama setup.exe. Doppio clic e il gioco è fatto.
Se hai problemi, mandami un mp con la tua mail, così ti spedisco una piccola guida che ho scritto ad hoc.
Ciao
Tommaso
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Ciao sally,
io uso MiKTeX2.7 completo su winxpsp2.Ho agito esattamente come te: in una cartella ho scaricato l’installazione, e in C:\Programmi\LaTeX\MiKTeX2.7 ho installato la distribuzione.
Nel menu avvio, alla voce Programmi, MiKTeX compare regolarmente. Ti consiglio di riprovare a installare MiKTeX, magari scaricandolo tutto prima, e poi facendo doppio clic su setup.exe.
Per quanto riguarda l’editor, io uso LEd, che non mi ha mai dato problemi.
Se le tue difficoltà continuano, scrivi di nuovo.
CIao
Tommaso
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Ciao, e buon 2009.Io uso MiKTeX2.7 e LEd su winXPsp2, e per visualizzare il .pdf compilato con pdfLaTeX è sufficiente fare un clic di mouse sull’icona che raffigura il .pdf. Se NON hai quest’icona tra i pulsanti posti in alto, prova a smanettare tra le opzioni, o clic destro sopra i pulsanti esistenti, un po’ come word, e la metti. Così poi tutto è più veloce.
Attento: se hai il .pdf del documento che stai scrivendo aperto, sei costretto a richiuderlo prima di poterlo compilare nuovamente con pdfLaTeX.
ciao
tommaso
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Buongiorno a tutti.
Sopravvissuti alle pantagrueliche abbuffate natalizie?
Vediamo di sgomberare il campo dai dubbi, per quello che riesco a fare in base alle mie competenze.Bacchettata sulle dita e in ginocchio sui ceci! 😀 Se scrivo “non si prenda paura” non mi sto rivolgendo ad alcuno in particolare (“si” impersonale); se mi fossi rivolto a te con il “lei” avrei scritto “non prenda paura”.
Ma la forma base del verbo non è “prendersi paura”? Da cui si coniuga: “io mi prendo paura”, “tu ti prendi paura”. .. “(Lei) non si prenda paura”.
Non mi pare che esista un “mi” o un “ti” impersonale.
Non è piuttosto un riflessivo, e la forma che lei ha usato era quella di cortesia?
Io ho sempre sentito dire, per l’impersonale: “non ci si prenda paura”.
Mentre non ho mai sentito dire: “non prenda paura”.Forse è meglio non esagerare con il panettone 😀
Buone feste e grazie ancora per l’aiuto!
In italiano non esiste il verbo “prendersi paura”, ma esistono le forme “io mi prendo (una bella) paura, tu ti prendi (una bella) paura, lui/lei si prende (una bella) paura”, e via dicendo.
Sembra proprio, per questioni che esulano da questa sede, che il modificatore (cioè l’aggettivo qualificativo “bello, -a”) sia necessario perché si possa coniugare QUESTA espressione.Come non esiste un “mi” o un “ti” impersonale (giusta l’asservazione di Giova), non vedo il motivo per cui debba esistere un “ci” impersonale: “mi”, “ti”, “ci” sono pronomi personali di I e II persona singolare e di I plurale accusativo o dativo (forse l’unica sede in italiano in cui sopravvive il sistema dei casi latini), e dunque complemento. La cosa più importante, però, è che grammaticalizzano il riferimento a una delle tre persone della comunicazione, per cui sono PERSONALI, e “ci” lo è tanto quanto “mi” e “ti”.
Il pronome personale “mi” nella frase “mi sono preso un bello spavento, durante la tempesta”, si chiama in vari modi, a seconda dei manuali che si consultano. Io con i miei studenti uso l’etichetta di “dativo etico”, che è il medesimo della frase “adesso mi mangio un bel panino” citata da Enrico.
In queste frasi, il pronome personale “mi” (ma sono ammessi pronomi anche di altre persone, purché al dativo), non fa altro che segnalare che il soggetto della frase partecipa in modo particolarmente intenso all’evento descritto dal predicato.
Pensiamo alla frase “stammi bene”: che significato ha quel “mi” se non quello di “sta’ bene, ma ti prego di stare particolarmente bene perché IO tengo a te in modo speciale”?Direi, insomma che “prendersi paura” NON è un verbo riflessivo, mentre lo è “lavarsi”, e che “non si prenda paura” NON è la forma di cortesia della III persona singolare. La forma di cortesia, se Enrico avesse davvero voluto dare del lei a Giova, sarebbe stata “non prenda paura”. E non esistono altre varianti, garantito.
Più interessante, invece, è l’osservazione di Giova “non ho mai sentito dire…”. Certo, molto spesso l’unico mezzo che abbiamo per stabilire se una cosa si può o non si può dire è affidarsi (riflessivo 😉 ) alla nostra competenza di parlanti nativi, competenza che trova nell’orecchio uno strumento potentissimo. Già alla scuola media, siamo talmente esperti di italiano (provate a pensare: conosciamo già tutta la grammatica della nostra lingua per il fatto di averla parlata per 11 anni, tanto che si potrebbe eliminare quasi del tutto dalle ore di lezione, per quello che mi riguarda) che dire “questo non si può dire perché non l’ho mai sentito” quasi sempre si rivela corretto.
Quasi sempre, però. In questo caso, “non ci si prenda paura” per “non prenda paura” potrebbe essere dovuto alla particolare zona geografica in cui vive chi sente sempre quest’espressione. Ma qui entriamo nell’affascinante campo delle varietà della lingua: in italiano la diatopìa è molto marcata, per cui l’italiano regionale di Giova potrebbe conoscere solo questo modo di dire (il che NON è assolutamente un male, beninteso).Giova, poi, scrive:
Ahn quindi intensivo non impersonale, comunque chieda a chi vuole, se a qualcuno, che vive nel 2008, viene detto o scritto: “non si prenda paura”, non penserà mai alla forma intensiva bensì che gli si stia dando del Lei.
Saper usare la lingua vuol dire anche utilizzarla adeguatamente ai tempi odierni.Io vivo, parlo e scrivo nel 2008, e considero “non si prenda paura” un’espressione impersonale (anche se si potrebbe aprire una bella parentesi su questo “impersonale”; il pronome “si” è di III persona, dunque la persona ce l’ha!). Trovo poi, sinceramente, un po’ di confusione in quest’ultima citazione di Giova. 😉
Per finire, e per spezzare una falange oplitica di lance in favore della nostra bella lingua: non maltrattiamola, e soprattutto cerchiamo di sciogliere i nostri dubbi (che sono tanti, e i miei più numerosi di quelli degli altri) affidandoci a chi ha pensato a noi prima che noi stessi ci pensassimo. Un buon dizionario e una buona grammatica descrittiva dovrebbero trovare posto sugli scaffali di ogni italiano.
Quanto all’uso del linguaggio sciatto, dei solecismi, degli hapax e via dicendo: mi sembra che una delle linee di questo forum (e di Enrico in particolare, ma mi associo), sia quella di difendere l’italiano dall’invasione funesta di modi di scrivere altri, che suppliziano la nostra lingua al punto di snaturarla.
Il mio consiglio, al di là di questa simpatica polemica su un “si” impersonale (che spero sia servita a qualcosa), è quello di cercare sempre di scrivere nel modo più CHIARO possibile, con le parole più semplici che si possono trovare. Postare le proprie richieste sul forum e ottenere una risposta concreta anziché “non ho capito, non sei chiaro, che cosa vorresti ottenere in definitiva”: questo è il risultato. E, naturalmente, senza devianze ortografiche, per carità! 👿Vi consiglio qualche lettura, ora:
1. Claudio Marazzini, La lingua italiana, il Mulino.
2. Tullio de Mauro, Guida all’uso delle parole, Editori Riuniti.Perdonate la lunghezza di questa risposta: nessuno ce l’ha con nessuno, e tutti otterremo sempre risposta, scrivendo qui. È questa la bellezza del forum! 😀
Ciao
Tommaso
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Ciao,
rispondo io battendo sul tempo i grandi dello staff. 😀Il mio consiglio è quello di leggere “L’arte di scrivere con LaTeX”, una guida che Lorenzo ha scritto e continua a scrivere aggiornandola a cadenza mensile.
Puoi scaricare la guida dal link qui sopra, e lì troverai risposta a gran parte dei tuoi interrogativi. Che poi sono quelli di tutti noi. 🙂
Mi correggo: di tutti tranne qualcuno… 😯
Buon Natale
Tommaso
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Enrico è un serbatoio inesauribile di meraviglie, credetemi. Dovreste conoscerlo. 😉Una domanda forse OT: apprezzo molto il lavoro di Lorenzo sulle lingue che adottano per la loro traslitterazione alfabeti non latini.
Questo lavoro continuerà anche per ulteriori lingue di famiglie linguistiche diverse dalla nostra (arabo, cinese, giapponese, lingue dell’Asia insulare, solo per fare degli esempi), oppure si pensa di circoscrivere il campo all’area compresa tra l’Atlantico, gli Urali e il Nordafrica?
Vi auguro una splendida domenica. Qui a Padova c’è il sole.
Ciao
Tommaso
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Buonasera a tutti.Appendo qui un’importante rettifica a quanto scritto qualche post fa.
IL PROBLEMA DELLA SGRANATURA DEI FONT cb SE USATI A 11 O 12pt SI PRESENTA ANCHE A ME CHE USO MiKTeX 2.7 COMPLETO.
In modo del tutto imperdonabile, e imputabile unicamente alla mia superficialità, ho sollevato un vespaio di contributi su questo aspetto della faccenda. Chiedo scusa a quanti hanno perso del loro tempo per fare le prove del caso. La prossima volta rifletterò a lungo prima di avventurarmi in osservazioni francamente superflue.
Rimane che i font non si sgranano aumentando le loro dimensioni se, come scrive correttamente Lorenzo nel suo articolo, nel preambolo si dichiara
`\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[10pt]{type1ec}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}`Mi sembra di aver capito, poi, che gli accenti acuto e circonflesso si scrivano in un’unico modo:
`'a oppure `a`
Giusto?
Buonanotte
Tommaso
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Non avevo letto il precedente post di Lorenzo. 😳Le mie precedenti osservazioni possono dunque essere ignorate.
Cercando tra gli alberi di MiKTeX, ho visto che ci sono i cb, e non avendo problemi di sgranatura scrivendoli a 10, 11 o 12pt, credo che l’installazione sia completa.
Ad ogni modo, chi l’avrebbe mai detto che un articolo sul greco avrebbe smosso così tanto le acque?
Bravi tutti! 😀
Ciao
Tommaso
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Ciao a tutti.
Come dice Lorenzo, trovo effettivamente differenze nella resa grafica degli accenti, a seconda che li si scriva`é, 'e oppure \'e`
La differenza sta nell’angolo di inclinazione dell’accento rispetto al margine superiore della lettera.
Graficamente io preferisco il risultato che si ottiene scrivendo la lettera accentata direttamente da tastiera: è leggermente più verticale degli altri.Però, vorrei far notare che anche nella prima versione dell’articolo di Lorenzo gli accenti erano diversi: l’esempio di Marco Aurelio ne era la prova.
Alla sua prima occorrenza, gli accenti erano scritti in un certo modo, e alla seconda, quella in cui a sinistra c’era il codice e a destra il risultato, gli accenti erano scritti prevalentemente con`\'e`
e risultavano molto più inclinati (e brutti, a mio avviso), sulla lettera.
Piuttosto, il greco antico conosceva altri segni per suoni poi scomparsi, che ritengo utile poter scrivere con LaTeX.
Guardate nel link qui sotto, tanto per riportarne uno, la parte bassa della colonna a destra.Credo che la questione del coppa sia risolta. 😀
Ciao
Tommaso::
Ciao a tutti.
Sulla vexata quaestio del coppa (o koppa, o qoppa: ma io direi koppa e basta, traslitterando il nome greco del segno), credo che Enrico abbia visto giusto.Ho dato un’occhiata alla pagina di wiki in greco moderno, e in basso si può leggere che il simbolo che Lorenzo ha riprodotto nella prima versione del suo articolo è la versione grafica più moderna del koppa originario, quello fatto come un circoletto con la coda verso il basso.
Ciao
Tommaso
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AutoreRisposte