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Ciao Silvia.
Battendo sul tempo i “vecchi lupi” del forum, provo a risponderti, per quello che riesco a fare.
Il pacchetto lettrine pone qualche problema, risolvibile seguendo le indicazioni che Lorenzo dà nella guida “L’Arte di scrivere con laTeX”, scaricabile cliccando il link qui sopra. Ti consiglio di leggerla con grande attenzione, perché risolve davvero gran parte dei problemi. 😉Nella parte iniziale della guida troverai, infatti, anche la risposta al tuo problema: praticamente (e credo di non sbagliare), ogni pacchetto che tu richiami nel preambolo è un file .sty (un file “di stile”, che contiene cioè tutte le caratteristiche che permettono al pacchetto di fare quello che promette di fare grazie ai comandi specifici del pacchetto, come, ad esempio \lettrine{N}{el mezzo del cammin di nostra vita} eccetera).
LaTeX vede il comando`\lettrine{}{}`
e si aspetta di compilare il testo secondo le indicazioni che il pacchetto (=lettrine.sty) che hai richiamato nel preambolo contiene a proposito del comando \lettrine.
Insomma: se l’errore che la compilazione ti dà è del tipo che hai scritto, significa che il pacchetto lettrine o non è stato richiamato nel preambolo (ma non mi sembra il tuo caso), oppure che addirittura non è installato nella distribuzione di TeX che stai usando.Nelle prime pagine dell’Arte c’è scritto come installare anche manualmente un pacchetto, e c’è scritto anche nella pagina di lettrine sul CTAN, che ti consiglio di consultare. Si tratta in sostanza di ricopiare il file lettrine.sty in una cartella della distribuzione TeX che hai installata nel tuo computer. Non è difficile! 😀
Prova a darci un’occhiata e facci sapere.Naturalmente, gli astri dello staff sapranno risponderti meglio e più esaurientemente di quanto non abbia fatto io. 🙂
Attendi fiduciosa.
Ciao
Tommaso
22 Novembre 2008 alle 10:32 in risposta a: Scrivere due testi diversi in due colonne affiancate. #28816::
Buongiorno a tutti.
Come richiesto da Lorenzo, 😉 posto qualche impressione su due pacchetti che ho provato ieri: parallel e parcolumns.
Entrambi servono a fare praticamente la stessa cosa: affiancare due testi sulla stessa pagina, come accade, ad esempio, quando si vuole scrivere un testo in una lingua e darne la traduzione accanto (io trovo questa possibilità molto utile, perché quando correggo la versione del compito, ho testo e traduzione in una pagina sola).
Entrambi i pacchetti hanno una documentazione elementare (visto che mi sono azzardato a leggerla per intero 😀 ) e un limitato numero di opzioni.Il pacchetto parcolumns.
Si usa così (esempio in cui si vogliano ottenere due colonne uguali di testo separate da una linea verticale):
`\usepackage{parcolumns}
…
\begin{parcolumns}[rulebetween]{2}
\colchunk{un po' testo}
\colchunk[2]{un po' di testo}
\end{parcolumns}`La guida non riporta un esempio d’uso concreto , e prima di districare la matassa ci ho messo un po’, complice la mia pratica delle documentazioni prossima allo zero Kelvin.
Le opzioni sono sei e molto semplici: possibilità di regolare larghezza e distanza fra le colonne, possibilità di separarle o meno con una riga verticale, possibilità di avere o meno il rientro di inizio paragrafo, due opzioni di spaziatura particolari, per prevenire eventuali overfull hboxes.
Note:
1.Il pacchetto, a differenza di parallel, non ha il limite delle due colonne.
2. Il pacchetto non gestisce le note a piè di pagina, delle quali, nell’output, rimane il numero in apice, ma non il testo, che sparisce (!?).
3. Esiste la possibilità di lasciare delle colonne senza testo.
4. L’ambiente parcolumns non inserisce nessuno spazio verticale prima e dopo di sé, spazio che va aggiunto, se si vuole, con \addvspace, per esempio.
5. Le colonne di testo riempiono sempre l’intera larghezza della pagina, stringendo o stirando lo spazio tra le colonne.
6. L’ambiente parcolumns non funziona molto bene con le formule matematiche in display.
7. Non sono riuscito ad allineare i paragrafi del testo originale con i rispettivi paragrafi in traduzione (!). Probabilmente a questo scopo si usa il comando \parchunk, che dovunque io abbia messo mi ha sempre restituito un errore di “undefined sequence”. Forse bisogna regolare la larghezza delle colonne per tentativi, ma se è davvero così…
8. Esiste la possibilità di inserire del testo normale, pur rimanendo all’interno di parcolumns, prima e dopo le due colonne. Questo testo a tutta pagina viene stampato senza uno spazio aggiuntivo che lo separi dalle colonne.Il pacchetto parallel.
Si usa così (esempio in cui si vogliano ottenere due colonne uguali di testo separate da una linea verticale):
`\usepackage{parallel}
…
\begin{Parallel}[v]{0.45 \textwidth}{0.45 \textwidth}
\ParallelLText{testo della colonna di sinistra}
\ParallelRText{testo della colonna di destra}
\ParallelPar
\ParallelLText{…}
…
\end{Parallel}`Nonostante sia una versione beta e l’autore ne prometta da quattro anni una release più completa, la guida è molto più ben fatta di quella del pacchetto parcolumns: riporta esempi concreti d’uso e anche due codici compilabili, per vedere parallel all’opera.
Esistono sei opzioni di pacchetto, che riguardano per lo più la gestione delle note a piè di pagina (da specificare nel preambolo) e tre di ambiente (da specificare quando si apre l’ambiente): stampa in colonne, in colonne separate da una vline, stampa in due pagine.Note.
1. Il pacchetto permette di ottenere un massimo di due colonne di testo affiancate.
2. Il pacchetto gestisce le note a piè di pagina, e promette, tramite l’opzione [SeparatedFootnotes], di numerarle e stamparle separatamente per le due colonne. (Io non ci sono riuscito!) Tuttavia, le note vengono stampate per intero alla fine dell’ambiente.
3. Esiste la possibilità di stampare i due testi affiancandoli su due pagine, che vengono così trattate come due grandi colonne (a volte potrebbe essere molto utile).
4. Il comando più importante del pacchetto è \ParallelPar, che fa cominciare un nuovo paragrafo parallelo, indipendentemente dalla lunghezza dei due testi nelle colonne (direi utilissimo).
5. La larghezza massima del testo nelle due colonne è limitata.
6. Le linee di testo sono stampate realmente in parallelo, per cui si sconsiglia di cambiare la dimensione dei caratteri.
7. Tabular e minipage dentro \ParallelL(R)Text possono dare risultati inattesi, mentre non li danno se usati fuori da \ParallelL(R)Text ma comunque dentro l’ambiente se si sta scrivendo in colonne. Non devono mai essere usati con l’opzione di stampa in due pagine.
8. Esiste la possibilità di inserire del testo normale, pur rimanendo all’interno di parallel, prima e dopo le due colonne. Questo testo a tutta pagina viene stampato senza uno spazio aggiuntivo che lo separi dalle colonne..
9. Anche se si regola la larghezza delle colonne per un miglior riempimento delle colonne, l’uso di \ParallelPar garantisce l’allineamento dei paragrafi.
10. Eventuali overfull boxes possono essere eliminati semplicemente aggiustando la larghezza delle colonne (il risultato ottimale l’ho ottenuto impostando 0.45 \textwidth).
11. La spaziatura tra le parole è buona e non necessita di opzioni particolari.Conclusioni.
Nonostante il limite delle due colonne, la possibilità di gestire le note a piè di pagina,
la presenza di \ParallelPar e la maggiore facilità d’uso, mi fanno preferire parallel. E ne caldeggio l’uso a tutti voi.Spero di essere stato utile anch’io, per quanto ho potuto. Sarebbe bello inaugurare una sezione del forum che si chiama “Prove”: qui potrebbero essere postati pregi e difetti dei pacchetti analoghi (e solo di quelli), naturalmente dopo averli provati, per dare ai lettori la possibilità di scegliere quello pù completo e valido. Secondo me, non sarebbe un’idea così cattiva.
Ciao
Tommaso
21 Novembre 2008 alle 12:15 in risposta a: Scrivere due testi diversi in due colonne affiancate. #28815::
Ciao ragazzi,
di sicuro oggi faccio un paio di prove e vi posto domattina le impressioni.parcolumns e parallel fanno entrambi le stesse cose, mi sembra di aver capito da una scorsa sommaria alla documentazione, con l’importante differenza che parallel limita la divisione del testo a due colonne, mentre con parcolumns se ne possono ottenere tre o anche più.
Ieri pomeriggio, impaginando il testo latino e quello italiano con l’opzione dell’ambiente [v] (quella che separa le due colonne con una linea verticale), ho ottenuto il miglior risultato dichiarando`\begin{parallel}[v]{0.4 \textwidth}{0.4 \textwidth}`
anziché
`\begin{parallel}[v]{}{}`
Facendo nel secondo modo, si lascia la divisione del testo in mano a parallel, che più o meno la calcola a 0.5 \textwidth (ma non è proprio così). Quello che ho ottenuto è stato un testo diviso in due colonne molto (troppo) vicine, seppur separate da una vline, con l’inspiegabile intoppo di una parola latina che sforava verso destra la colonna di sinistra di ben una sillaba, e questo anche nel .pdf.
Aggiustando la larghezza a 0.4 \textwidth, non soltanto ho risolto il problema, ma il risultato è molto più arioso e professionale.Piuttosto, ho riscontrato un problema da cui non sono più uscito.
La documentazione di parallel promette che, aggiungendo nel preambolo l’argomento facoltativo`\usepackage[SeparatedFootnotes]{parallel}`
è possibile ottenere un documento in cui le note a piè di pagina della colonna di sinistra vengono comprese nella colonna di sinistra, e così per quelle di destra. In mancanza di questo argomento, le note vengono stampate a tutta pagina sotto le due colonne di testo (che mi pare molto antiestetico). Ebbene, se io metto quest’opzione come suggerito dalla guida, la compilazione mi si pianta e mi dà errore.
Qualcuno di voi ha riscontrato lo stesso problema? Oppure è un bug di parallel e basta?
Grazie
Tommaso
21 Novembre 2008 alle 9:50 in risposta a: Scrivere due testi diversi in due colonne affiancate. #28813::
Grazie, Enrico.
Io uso MikTeX2.7 completa, l’ho riscaricata e reinstallata non più tardi di due settimane fa.Tutti i pacchetti di archaic sono al loro posto, anche se per qualcuno ho dovuto procedere a installazione manuale. Ma anche questi ultimi (
e che ne dici di “quest’ultimi”, errore frequentissimo? 😉 ) funzionano bene. Provo a fare come mi dici. Se ho problemi, ti faccio sapere domattina.
Grazie
Tommaso
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Buongiorno a tutti!
Dunque, ecco pronta la nuova puntata per i fedelissimi dell’epopea “Lilypond: al confronto Ulisse ci fa un baffo”.Ho seguito puntualmente le istruzioni di Enrico, che mi hanno permesso di ottenere, tra innumerevoli files dei quali ignoro l’utilità, i tanto agognati *.tex e *.dvi.
Il codice che ho scritto in un file di wordpad, salvato con estensione .tex, poi processato con lilypond-book su console, per ottenere un altro .tex che ho poi ulteriormente compilato con LaTeX per ottenere finalmente il .dvi, è il seguente:
`
\documentclass[a4paper]{article}\begin{document}
Documents for may freely mix music and text.
For example,
\begin[fragment,quote,staffsize=26,verbatim]{lilypond}
c'4 f16
\end{lilypond}\end{document}
`Il risultato è molto bello, sul .dvi. Ora, mi sorgono alcune domande:
1. se provo a compilare il secondo .tex con pdfLaTeX usando LEd, ottengo un errore del tipo
`
16-11-2008 13:09:08: AVVIA /b/c1/c”C:\Programmi\LaTeX\LEd\Batches\pdflatex.bat” “C:\Documents and Settings\tommy\Documenti\TeX\musica” “prova_lily1.tex” C:
This is pdfTeX, Version 3.1415926-1.40.9 (MiKTeX 2.7)
entering extended mode
(prova_lily1.tex
LaTeX2e <2005//12//01>
Babeland hyphenation patterns for english, dumylang, nohyphenation, ge
rman, ngerman, german-x-2008-06-18, ngerman-x-2008-06-18, french, italian, load
ed.
(“C:\Programmi\LaTeX\MiKTeX 2.7\tex\latex\base\article.cls”
Document Class: article 2005//09//16 v1.4f Standard LaTeX document class
(“C:\Programmi\LaTeX\MiKTeX 2.7\tex\latex\base\size10.clo”))
(“C:\Programmi\LaTeX\MiKTeX 2.7\tex\latex\graphics\graphics.sty”
(“C:\Programmi\LaTeX\MiKTeX 2.7\tex\latex\graphics\trig.sty”)
(“C:\Programmi\LaTeX\MiKTeX 2.7\tex\latex\00miktex\graphics.cfg”)
(“C:\Programmi\LaTeX\MiKTeX 2.7\tex\latex\pdftex-def\pdftex.def”))
(prova_lily1.aux) (“C:\Programmi\LaTeX\MiKTeX 2.7\tex\context\base\supp-pdf.tex
”
[Loading MPS to PDF converter (version 2006.09.02).]
) (lily-a421719205-systems.tex
! LaTeX /b/c9/cError:/b/c0/c File `lily-a421719205-1' not found.
See the LaTeX manual or LaTeX Companion for explanation.
Type Hfor immediate help.
…l.1 \includegraphics{lily-a421719205-1}
?
`È normale? Posso ottenere il .pdf del .dvi? E se sì, in che modo?
2. In qualche modo siamo arrivati ad ottenere almeno il .dvi. Però: io sto scrivendo un lavoro nel quale ogni tanto debbo inserire a centro pagina un esempio musicale di qualche battuta. Sono condannato a scrivere tutto il mio lavoro in wordpad e a fare tutta la trafila, oppure posso in qualche modo usare LEd e cavarmela in un modo che mi suggerirete voi, se ne avrete la pazienza? Faccio questa domanda apparentemente sciocca perché l’ambiente lilypond non è riconosciuto da LaTeX.
Ciao, grazie per l’attenzione e alla prossima puntata. 😀
Tommaso
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Buongiorno e buona domenica.Mi permetto di osservare, con cognizione di causa, che
centra qualcosa il pacchetto geometry?
dell’amico cassius non è del tutto sbagliato, ma è segno di una tendenza in atto nella nostra bella lingua. 😀
Magari ce ne fossero sempre di esempi così! 😉
Ciao
Tommaso
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Enrico, grazie!Io uso MikTeX2.7 su WinXPSP2 e LEd come editor.
Tu scrivi
`dare il comando lilypond-book sul file tex creato usando la sintassi
lilypond-book –output=[nome cartella di destinazione] [nome_file].tex
e poi il comando latex sul file .tex che lilypond-book avrà generano nella cartella di destinazione da te indicata`ma temo di non aver capito la prima delle due operazioni che mi suggerisci. La seconda dovrebbe essere facile: trascino il file *.tex dalla cartella di destinazione sull’editor, lancio LaTeX e dovrei ottenere qualcosa come un *.dvi, giusto?
Ma la prima? Basta scrivere
`lilypond-book –output=[nome cartella di destinazione] [nome_file].tex`
in calce al codice che mi suggerisci e lanciare LaTeX? Oppure bisogna fare qualcos’altro?
Grazie
Tommaso
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Lorenzo,
buongiorno e grazie.
Ho provato a fare come mi hai suggerito, ma non funziona.Qui sotto posto il codice compilabile funzionante:
`\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage{type1ec}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{makeidx}
\usepackage{lettrine}
\usepackage{microtype}
\usepackage{graphicx}\makeatletter
\renewcommand*{\cleardoublepage}{%
\clearpage
\if@twoside
\ifodd\c@page
\else
\null\thispagestyle{empty}\newpage
\if@twocolumn
\null\newpage
\fi
\fi
\fi
}
\makeatother\newlength{\drop}
\usepackage{color}
\definecolor{Dark}{gray}{.2}
\definecolor{Medium}{gray}{.6}
\definecolor{Light}{gray}{.8}
\newcommand*{\plogo}{\fbox{$\mathcal{PL}$}}\providecommand*{\wb}[2]{\fontsize{#1}{#2}\usefont{U}{webo}{xl}{n}}
\newcommand*{\titleWH}{\begingroup% Words in their Hands
\drop = 2\baselineskip
\centering
\vspace*{\drop}
{\Huge PARADISO}\\[\drop]
\scalebox{8}[1]{{\wb{10}{12}4}}\\[\drop]
{\Large\itshape Terza e ultima cantica dalla Comedìa di}\\[\baselineskip]
{\Large DANTE ALIGHIERI}\\[\baselineskip]
{\wb{10}{12}4}\\[\baselineskip]
{\Large\itshape parafrasi in italiano standard a cura di}\\[\baselineskip]
{\Large VITTORIO SERMONTI}\par
\vfill
\scalebox{8}[1]{{\wb{10}{12}4}}\\[\drop]
{\Large STAMPATO IN PROPRIO}\\
{\scshape 2008}\par
\vspace*{\drop}
\endgroup}\begin{document}
\pagestyle{empty}\titleWH
\cleardoublepage
\pagestyle{myheadings}
\markboth{\textsc{indice}}{indice}\frontmatter
\tableofcontents\mainmatter
\chapter*{Canto primo}
\addcontentsline{toc}{chapter}{Canto primo}
\markboth{\textsc{paradiso}}{\textsc{canto primo}}{\itshape \small La gloria del Motore Immobile si diffonde, dove più dove meno, in tutto l'Universo, e Dante, reduce dal cielo dove essa splende di più, non sa e non può ridire ciò che ha visto, perché quando ci si approssima all'oggetto dei propri desideri la nostra mente tende a sprofondarvisi immemore. Eccetera eccetera.}\\
\lettrine{L}{a gloria di dio}, motore immobile di tutto, compenetra il creato, e nel creato si manifesta, ove con più ove con meno fulgore. Eccetera eccetera.
\end{document}
`Come vedi, tutto va bene, ma il frontespizio è spostato a sinistra.
Se io inserisco
`\begin{document}
\begin{titlepage}
\changetext{}{}{}{((\paperwidth – \textwidth) / 2) – \oddsidemargin – \hoffset – 1in}{}
\null\vfill
\begin{center}
\titleWH
\end{center}
\vfill
\end{titlepage}
`a partire da \begin{document}, naturalmente dopo aver caricato il pacchetto chngpage, ottengo un errore del tipo:
`
! Missing number, treated as zero.
(
l.56 … // 2) – \oddsidemargin – \hoffset – 1in}{}?
`Se hai tempo e voglia, provi a darci un’occhiata, gentilmente? 🙂
Grazie
Tommaso
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Buongiorno a tutti.
Continuo in questo filone perché la mia domanda riguarda il frontespizio di un libro.Grazie a voi, ho capito come compilare i bei (almeno per me, ma se avete altri esempi o sapete indirizzarmi nel web, ben venga) frontespizi di Peter Wilson che ho lincato poco sopra.
Ora, li sto usando in un book, che ha di default l’opzione twoside. In questo modo, anche il frontespizio viene spostato verso la rilegatura, come fosse una pagina interna al libro.
E so che naturalmente c’è il modo per evitare questo inconveniente e ottenere il frontespizio centrato. Mi sapreste dire in quale guida trovo la risposta?
Grazie e buona giornata.
Tommaso
12 Novembre 2008 alle 8:45 in risposta a: Numerare una lista e allineare al primo gli item successivi. #28566 -
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