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Revo” post=99796Scusate il titolo vago ma non so veramente come descrivere il problema; sto scrivendo un file con distribuzione TexLive, e dovendo inserire la bibliografia (compilata inserendo a mano piu voci grazie al comando “insert bibliography entry” di texstudio), scrivo al fondo del documento “\printhebibliography”, seguito da \end {document}; il problema è che mi restituisce l’errore “inputenc: Keyboard character used is undefined(inputenc) in inputencoding `utf8′. \end” quindi proprio alla linea del \end {document}, e questo errore scompare se tolgo il comando per la bibliografia, il che mi fa pensare che le cose siano collegate. Preciso che fino a poco fa mi stampava la bibliografia senza problemi, poi ho aggiunto 5 nove voci al file .bib, e da allora mi da questo errore; inoltre togliendo quelle voci continua comunque a dare errore!!! Come posso correggerlo? Spero di essere stato sufficientemente chiaro 🙂 Grazie in anticipo!
P.s ho anche altri warning e bad boxs che penso siano legati, volete che li posti?
Sicuro di aver scritto correttamente il comando? Il comando giusto è
`\printbibliography`
e non
`\printhebibliography`
Ciao
Tommaso
::super_al57″ post=99747Salve, vorrei sapere perché dopo aver centrato le formule, latex mi inserisce un rientro a capo (più che altro lo vorrebbe sapere il mio relatore di tesi).
Su qualche pagina di questo forum ho letto che dovrebbe essere colpa del pacchetto indentfirst, però togliendo e ricompilando non cambia nulla.
Grazie a chi risponderà! 🙂 🙂Il pacchetto indentfirst non c’entra con il tuo problema, perché l’unica cosa che fa è quella di rientrare anche la prima riga della prima sezione dopo un titolo di sezione, che normalmente non sarebbe rientrata. (Perdona il bisticcio di parole 🙂 )
Tornando al tuo caso, come ha già spiegato Ivan, il rientro del capoverso immediatamente successivo a una formula in display dipende dall’architettura del discorso: se quel capoverso continua un discorso cominciato prima della formula, allora il rientro è decisamente fuori luogo, mentre non lo è nel caso opposto. Si potrebbe dare anche il caso in cui il testo successivo a una formula in display cominci con la lettera minuscola perché continua il testo precedente, guarda:
`… del resto, la nota formula
\[
a+b=c
\]
la dice lunga sulle conclusioni del nostro collega`
Qui, meno che mai il testo dopo la formula va rientrato.Da quello che chiedi, sembra che il tuo relatore voglia in ogni caso il rientro dopo una formula di questo tipo. Dovreste valutare caso per caso e stabilire quando va messo e quando non va messo. Questa cosa non è interpretabile: un rientro non opportuno o un rientro superfluo sono errori di un certo peso.
Detto questo, il codice seguente è abbastanza esplicativo:
`% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\begin{document}
\section{Un rientro capriccioso?}
In questa sezione, la cui prima riga non è rientrata perché non ho caricato il pacchetto \textsf{indentfirst}, tratteremo della notissima formula della sperequazione universale
\[
a + b + c
\]
che, come si vede, è messa in display. Inoltre, il testo che la segue non è rientrato, perché non ci sono righe vuote tra il comando di fine ambiente matematico e le parole successive, ma soprattutto perché il discorso prosegue quello cominciato in precedenza.Ora, si vede che una riga vuota dice a \LaTeX\ di cominciare un nuovo capoverso, e \emph{rientrato}, questa volta. Naturalmente, anche in questo caso l'ammontare del rientro è dato dalla famosa formula appena vista:
\[
a + b + c
\]Ma quali altre formule esistono per descrivere compiutamente questi fenomeni? Molte, ma la cosa che sicuramente balza agli occhi è che questo capoverso presenta il rientro proprio perché c'è una riga vuota subito dopo il comando di fine ambiente matematico.
Essendo passati a parlare di altre formule, il rientro è necessario, perché si tratta di un discorso completamente nuovo.\end{document}`
Ciao
Tommaso
::Antilia” post=99755Ciao a tutti,
oggi vorrei porvi una domanda che può sembrare molto “frivola”, ma che da un pochino mi frulla in testa: la scelta del font più elegante per una tesi scientifica (che quindi abbia il supporto per la matematica)
Lo so che ogni famiglia di font ha i propri pregi e i propri estimatori, ma volevo chiedere quale è il primo nella vostra personale classifica, quale useresti nella vostra personale tesi per accontentare anche la vista (oltre alla mente per il contenuto, ovviamente:D )
Al momento sto utilizzando i seguenti package:
`\usepackage{mathpazo}\usepackage{eulervm}`
e sono abbastanza soddisfatto.
A voi la parola.
E fin da ora, vi ringrazio tanto per il tempo che mi dedicherete.Senza dubbio il Latin Modern, ha tutto quello che serve e anche di più.
In alternativa, potresti pensare al font Kp-Fonts (presente nella TeX Live), ma occhio che è tanto largo oppure al Linux Libertine, che a me piace sempre.
Ciao
Tommaso
::golden_boy” post=99684ma seguirò le altre guide…
Bisogna davvero fare un po’ di “raccolta” riguardo ciò che circola sul web 🙂
Allora, crediamo di avertelo già detto 🙂
Questo sito esiste proprio per evitare di cercare qua e là nel Web le istruzioni per installare il sistema TeX su una macchina.
Mi correggo: esiste anche per questo. Prima di te, Lorenzo e io (o io e Lorenzo, che è la stessa cosa), abbiamo dedicato qualche paragrafo dell’Arte di scrivere con LaTeX (che non è la migliore guida in circolazione, beninteso, ma è solo una guida che vorrebbe aiutare il principiante a scrivere codice LaTeX decente e a non commettere gli errori più comuni) a descrivere le varie fasi dell’installazione di un sistema TeX.
Windows dà problemi solo se si decide di installare MiKTeX basic: e dico si decide perché non si può sbagliare inconsapevolmente, dato che fare clic con il mouse su un file o su un altro è sempre frutto di una scelta consapevole. MiKTeX completa non dà problemi (l’ho usata felicemente per anni e anni) e TeX Live (che, se non si tocca nulla durante l’installazione, viene installata sempre nella versione completa) ne dà ancora meno.
Su (Mac) OS X i problemi non si pongono nemmeno: esiste MacTeX, che installa una TeX Live completa con una semplicità disarmante.
Su Linux ci possono essere problemi, da quello che ne so, solo con alcune distribuzioni. Purtroppo, Ubuntu e le altre distro Debian-like (che sono anche le più diffuse) riescono a mantenere la famosa stabilità e sicurezza che le contraddistinguono perché filtrano tutti i programmi prima di renderli disponibili all’utente (mi scusino i linuxiani se mi sto spiegando male e mi tirino le orecchie se è il caso). Il quale, se vuole avere la garanzia che il software che sta installando è certificato e sicuro, deve per forza passare attraverso il gestore dei pacchetti di questa o quella distribuzione.
Nel nostro caso specifico, TeX Live è sempre vecchia di qualche anno, sicura ma vecchia e soprattutto non aggiornabile, cioè è congelata. L’unico motivo che riesco a dare a questo fatto è che i gestori dei repository giudicano non urgente rendere disponibile agli utenti l’ultima versione del sistema TeX. Non so darmi altre ragioni: non credo che il lavoro per pacchettizzare un sistema TeX secondo i dettami del consorzio Debian sia maggiore di quello che ci vuole per pacchettizzarlo in versione MacTeX: eppure, MacTeX è sempre disponibile praticamente lo stesso giorno in cui viene rilasciata una nuova TeX Live. E non è certo meno sicura e meno stabile per questo. Ma sto andando fuori dal seminato 🙂
Che ce ne facciamo di un sistema TeX vecchio e non aggiornabile? Nulla, se sappiamo, per esempio, che per i nostri documenti serve un pacchetto in particolare che viene aggiornato spesso con funzioni nuove e ottime che fanno proprio al caso nostro.
Eppure, gli utenti continuano a installare TeX Live su Linux semplicemente cercandola tra i pacchetti disponibili tra quelli contenuti nel gestore pacchetti. E il risultato è invariabilmente quello: mancano pezzi.Inoltre, Kile, un editor particolarmente apprezzato nel mondo Linux, ha come dipendenza obbligatoria proprio la TeX Live vecchia: anche se si è installata una TeX Live nuova con una procedura alternativa, se poi si installa Kile tramite il gestore pacchetti, Kile si trascina dietro oltre 2 GiB di roba (cioè la TeX Live vecchia) perché altrimenti non funziona. E, naturalmente, aggancia la TeX Live vecchia come sistema TeX predefinito: in altre parole, la TeX Live nuova non serve a nulla.
La soluzione esiste, non occorre andarla a cercare nel Web: una guida che puoi scaricare da qui
http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-YEAR-ubuntu.pdf
Seguendola, non si può sbagliare. È stata pubblicata anche nel numero 100 di TUGboat, il che dovrebbe dirtela lunga. Noi nell’Arte non ci siamo dilungati sulla procedura d’installazione per Linux: abbiamo rinviato a questa guida e basta.
L’Arte 2015 di prossima uscita conterrà la parte sull’installazione notevolmente migliorata.
Ciò che circola in rete è spesso malandato.
Ciao
Tommaso
::emlago” post=99487Sottoponendo la bozza di tesi al relatore mi ha detto di preferire i riferimenti numerici (es. [1]) piuttosto che quelli che avevo utilizzato ([autore, anno]).
Il “vecchio” codice per la bibliografia era
`\usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage[style=numeric,hyperref,natbib,%
backref,backend=biber]{biblatex}
\addbibresource{Bibliografia.bib}`
L’ho modificato per la numerazione in
`\usepackage[autostyle,italian=guillemets]{csquotes}
\usepackage[style=numeric,hyperref,natbib,%
backref,backend=biber]{biblatex}
\addbibresource{Bibliografia.bib}`Ora vorrei modificare alcune cose. In primo luogo la numerazione nel testo non è crescente: la prima citazione riporta ad esempio [24] e la seconda [38], come risolvo?
La seconda questione riguarda lo stile della bibliografia. Riporto un esempio:[1] JM Andrews e MP Lepselter. «Reverse current-voltage characteristics
of metal-silicide Schottky diodes». In: Solid-State Electronics 13.7 (1970),
pp. 1011–1023 (cit. a p. 27).Non mi piace che dopo il titolo dell’articolo ci sia il punto e “In:” prima del nome della rivista e lo schema “volume.fascicolo”. Vorrei avere una cosa di questo tipo:
[1] JM Andrews e MP Lepselter. «Reverse current-voltage characteristics
of metal-silicide Schottky diodes» Solid-State Electronics vol. 13 (7) 1970,
pp. 1011–1023 (cit. a p. 27).Come appunto, nel testo ho usato \citep{chiave} per citare.
Grazie a chi risponderà 🙂A me i due codici sembrano identici.
Poi, che male c’è se i numeri delle citazioni non sono in ordine? Evidentemente, la citazione 24 rimanda a una fonte che nella bibliografia finale sta al 24esimo posto nell’ordine alfabetico.
Sicuro di non avere mai due citazioni che puntano a una stessa fonte? Come faresti in quel caso? 🙂
Ciao
Tommaso
::denny10″ post=99460Quale errore ho commesso?
Quello che continui a commettere: non farci vedere un esempio che riproduca il tuo problema. Non servono a nulla le descrizioni della tua situazione. Ci vuole codice LaTeX. Mi pare che ti sia stato chiesto da molte risposte a questa parte. Finché non fai quello che ti chiediamo, si può solo tirare a indovinare.
Ciao
Tommaso
::francescagr” post=99261Salve a tutti,
sono nuovissima nel forum e alle prime armi con Tex in generale.
Sto utilizzando TexShop ed ho risolto i primo problemi leggendo i consigli su questo forum per cui vi ringrazio per gli aiuti che mi avete già dato.
Ora però ho un problema che non riesco a risolvere.Ieri ho iniziato un nuovo documento di appunti. Andava tutto benissimo ed il pdf si generava correttamente.
Oggi lo ho riaperto. Cliccando però due volte sul file, però, si è aperto in automatico con Excalibur.
L’ho subito chiuso e riaperto con TexShop. Quando lo ho riaperto però tutti i caratteri accentati erano diventati caratteri strani.
Li ho sostituiti con attenzione utilizzando il trova e sostituisci ed ho continuato a scrivere.
Ho salvato e riaperto. Nessun problema, andava tutto bene.Quando però ho provato a generare il pdf mi compare questo errore
“Package inputenc Error: Unicode char \u8 not set up for use with Latex.
l.19 \maketitleIl codice a cui fa riferimento l’errore è
`\documentclass[a4paper]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphics}
\usepackage[dvips]{graphicx}\begin{document}
\title{La contabilità nazionale italiana\\ di Vincenzo Siesto}
\author{appunti di Francesca}
\date {}
\maketitle`Premetto che
- ho impostato le preferenze di TexShop con codifica Unicode (UTF-8 )
- Non ho modificato nulla in questa parte e ieri funzionava benissimo
- Se chiudo e riapro il file in automatico viene generato il pdf, ed è generato in modo corretto
Cosa sto sbagliando?
Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarmi, grazie davvero!
FProva a copiare tutto il tuo codice e a incollarlo in un file nuovo.
Assicurati, poi, di associare tutti i file .tex a TeXShop, se questo è l’editor che vuoi usare sempre.
Ciao
Tommaso
::golden_boy” post=99159certamente, già inviata a roberto, se mi dai anche te l’indirizzo ti mando la versione attuale 🙂
Sta nel retrofrontespizio dell’Arte.
Ciao
Tommaso
::Elrond” post=99150
[quote=”Elrond” post=99071][quote=”illinguista1972″ post=99066]È ancora sviluppato da qualcuno?
Si direbbe di sì: https://code.google.com/p/texworks/source/list
Ma è pura accademia, se non rilasciano una versione aggiornata. O no?[/quote]
Te lo puoi sempre compilare :D[/quote]
Mi insegni a farlo?Ciao
Tommaso
::Elrond” post=99071
È ancora sviluppato da qualcuno?
Si direbbe di sì: https://code.google.com/p/texworks/source/list
Ma è pura accademia, se non rilasciano una versione aggiornata. O no?
Ciao
TommasoPS In MacTeX-2014 non c’è, confermo.
::golden_boy” post=99139ho chiuso , cancellato i file temporanei nella cartella e ricompilato. ora va…
mi scuso per il post, credevo fosse un problema più “tecnico” 🙂Come mai hai messo un URL di WikipediA per scaricare WinEdt? Che io sappia, si scarica da
http://www.winedt.com/download.html
Oltre al fatto che nel link che metti viene indicata come ultima versione stabile la 8.2, quando invece è la 9.0. 🙂
Quello degli editor, purtroppo, è un argomento fastidioso: non per la difficoltà di trattarlo, ma perché è in divenire continuo. Se descrivi, diciamo, dieci editor, devi starci dietro, controllare le novità quasi ogni giorno e aggiornare la guida in continuazione. L’utente si aspetta di trovare informazioni aggiornate, sempre. Per questo motivo nell’Arte gli editor non vengono trattati, ma solo indicati senza numero di versione. 🙂
Ciao
Tommaso
::GaffTex” post=99136Ciao a tutti.
Sto pensando di scrivere la tesi con ArsClassica. Voglio evitare di sezionare con dei titoli al di sotto della section (soprattutto nei capitoli di richiamo in cui faccio delle lunghe carrellate su vari argomenti), ma ho comunque bisogno di spezzare il testo. Insomma qualcosa appena al di sopra del capoverso.
Ho provato introducendo dei delimitatori artistici, in particolare quelli forniti dal pacchetto pgfornament (anche se non mi sono andato a spulciare tutti quelli possibili). Ecco la prova.
`
\documentclass[10pt,a4paper,titlepage,oneside,headinclude,footinclude]{scrbook}
\usepackage[pdfspacing,beramono,eulermath]{classicthesis}
\usepackage{arsclassica}\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}\usepackage{pgfornament}
\usepackage{lipsum}
\newcommand{\OrnSep}{\begin{center}
\pgfornament[scale=0.36]{88}
\end{center}
}\begin{document}
\chapter{Capitolo}
\section{Paragrafo}
\lipsum[1-2]\OrnSep
\lipsum[3-4]
\section{Paragrafo}
\end{document}
`
A questo punto mi chiedo due cose.
1) Ha senso questa soluzione? Vorrei un parere che esuli dai gusti personali (ho soprattutto paura di violare qualche legge tipografica…), ma anche quelli sono bene accetti (a scopo statistico).
2) Esiste qualche altra soluzione, magari direttamente da ClassicThesis/ArsClassica?
Grazie mille!
Io lascerei semplicemente dello spazio bianco tra i blocchi di testo. Certo, anche quello deve avere una giustificazione valida: con quale criterio sezioni il testo? Sicuro che non sia meglio un titolino per ciascun blocco?
Non credo che ArsClassica offra aiuti in questo senso.
Ciao
Tommaso
::golden_boy” post=99108se è la versione completa basterebbe un aggiornamento … ma non potendo sapere se è una versione base o completa, consiglio la cosa più semplice: scarica la versione ultima completa per windows , disinstalla la tua attuale e installa la nuova.
oltre a risolvere (speriamo) il tuo problema, avrai una versione aggiornata e più stabile 🙂Non è proprio così.
Il nostro amico ha una versione di TeX del 2012 installata su Windows. Ma in realtà non ci ha detto di quale distribuzione si tratta. Essendo del 2012 è vecchia, e potrebbe non essere più aggiornabile, nemmeno se è completa. Distribuzione e versione sono due cose diverse, almeno per come la vedo io.
Una distribuzione è una delle varie incarnazioni del sistema TeX, e in linea di massima può essere completa o parziale. Quelle più diffuse sono due (considero solo quelle complete), identiche nella gran parte della loro composizione, diverse per le parti che servono ad adattarle ai vari sistemi operativi su cui possono essere installate:
1. TeX Live, identificata da un numero di versione corrispondente all’anno in corso (dunque, TeX Live 2014, TeX Live 2013, eccetera). Gira su Windows, (Mac) OS X (da installare preferibilmente tramite MacTeX) e Linux.
2. MiKTeX, identificata da un numero di versione del tipo 2.* (la versione corrente è la 2.9). Gira solo su Windows.
Dunque, dirgli di scaricare l’ultima versione per Windows non è di grande aiuto: le distribuzioni ‘per Windows’ sono due: TeX Live 2014 e MiKTeX 2.9. In questo forum si consiglia sempre la prima delle due.
Detto questo, non credo che l’errore del nostro amico sia dovuto a una distribuzione vecchia. Sarebbe interessante sapere un poco di più del suo codice. Ha provato a eliminare quella riga bianca. Che c’era scritto prima?
Ciao
Tommaso
::golden_boy” post=99096
non ci ho pensato.
cosa occorre?? 🙂Il kit per gli autori che scarichi da
http://www.guitex.org/home/it/collabora-autori
Ciao
Tommaso
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