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14 Maggio 2012 alle 14:05 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72732::
Pasolini” post=72822Mi accingo a scrivere un dottorato umanistico (scienze bibliche) e mi servirebbe produrre un documento con queste specifiche riguardo ai riferimenti bibliografici:
IN NOTA
– iniziale del nome dell’autore, seguita da un punto, poi spazio, poi cognome IN MAIUSCOLETTO, seguito da virgola [se ci sono più autori la separazione e con il lineato breve], titolo IN ITALICO (tra virgolette e IN TONDO (cioè NORMALE) se è invece un articolo; cf. nota 10 testo allegato), pagine.
– se però il nome dell’autore è interno al periodo non si mette in maiuscoletto ed è immediatamente seguito, tra parentesi, dal riferimento bibliografico abbreviato (cf. nota numero 8 testo allegato)
– se nella stessa nota sono citate di seguito due opere dello stesso autore, la seconda volta non si mette di nuovo il nome dell’autore prima del secondo titolo, ma Id (idem, IN MAIUSCOLETTO) [questo è l’unico latinismo per le note a piè di pagina]IN BIBLIOGRAFIA
– Abbastanza simile alle note, ma con un ordine diverse e una maggior completezza di informazioni
– Cognome IN MAIUSCOLETTO, virgola, spazio, iniziale del nome, punto, virgola
– (se l’opera è curata da qualcuno si mette ‘ed.’ dopo il nome)
– titolo (IN ITALICO), virgola, nome della collana (o della serie), numero del volume in cifre arabe, virgola, città, anno di pubblicazione (tutto IN TONDO).Allego due file per dare un’idea del risultato finale cercato.
Ciao e benvenuto 🙂
Quello che chiedi non è tipograficamente corretto, anche se immagino che si possa fare. Le stesse tue immagini fanno vedere che non c’è troppa coerenza nel documento. IN particolare, metti SEMPRE il nome proprio completo.
Ti consiglio di scaricarti L’arte di scrivere con LaTeX dalla sezione Documentazione qui sopra e leggerti la parte sulla bibliografia. Forse c’è qualcosa che fa al caso tuo.
Ciao
Tommaso
13 Maggio 2012 alle 17:49 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72728::Spike” post=72806
3.
Ho bisogno di creare una semplicissima tabella con i marcatori disponibili in pgfplots. Vorrei una cosa del genere:\toprule
Chiave o codice & Risultato
\midrule
… & … \\
\bottomruledove al posto dei puntini della prima colonna c’è il codice necessario, e al posto di quelli della seconda una semplice linea con tre o quattro marcatori per tipo (x, croci, palline, quadratini, eccetera).
Ciao
TommasoTi propongo questa soluzione che fa uso di codice tikz (e non pgfplots):
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{pgfplots}
\usepackage{booktabs}\begin{document}
\begin{tabular}{lc}
\toprule
Chiave & Contenuto\\
\midrule
* & \tikz \draw[very thick] plot[mark=*] coordinates {(0,0) (1,0) (2,0) (3,0)};\\
x & \tikz \draw[blue] plot[mark=x] coordinates {(0,0) (1,0) (2,0) (3,0)};\\
+ & \tikz \draw plot[mark=+] coordinates {(0,0) (1,0) (2,0) (3,0)};\\
star & \tikz \draw plot[mark=star] coordinates {(0,0) (1,0) (2,0) (3,0)};\\
\dots & \dots\\
\bottomrule
\end{tabular}\end{document}`
Come vedi puoi personalizzare come vuoi la resa del “grafico”. La sintassi usata si trova a pagina 224 del manuale di tikz. Alle altre domande per ora passo!EDIT: rispondo anche a
2.
Come si fa a scegliere l’intervallo tra le tacche? Con xtick e ytick?Si. Se, ad esempio, si vuole un intervallo sull’asse x tra le tacche di 2, basta specificare l’opzione [tt]xtick={-5,-3,…,10}[/tt] (ipotizzando che i dati vadano da -5 a 10).
Ciao
FraGrazie per i marcatori!
Ciao
Tommaso
13 Maggio 2012 alle 15:15 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72726::
Ciao a tutti. In patente violazione dell’etichetta di questo forum pongo a chi se ne intende alcune domande su pgfplots. Spero che mi rispondiate. 🙂1.
in base a cosa pgfplots mette le tacche di marcatura sugli assi? Mi spiego: se non metto nessuna opzione, ottengo un riferimento vuoto con tacche messe in un certo modo (a 0.2 di distanza tra loro). Ma appena do un’opzione ad axis, il tutto cambia. Perché? È giusto dire che le tacche vengono visualizzate distanti tra loro l’intervallo ottimale in base al tipo e alla grandezza del grafico? Non riesco a capirlo.2.
Come si fa a scegliere l’intervallo tra le tacche? Con xtick e ytick?3.
Ho bisogno di creare una semplicissima tabella con i marcatori disponibili in pgfplots. Vorrei una cosa del genere:\toprule
Chiave o codice & Risultato
\midrule
… & … \\
\bottomruledove al posto dei puntini della prima colonna c’è il codice necessario, e al posto di quelli della seconda una semplice linea con tre o quattro marcatori per tipo (x, croci, palline, quadratini, eccetera).
Ciao
Tommaso
::kaka101189″ post=72669Buon giorno a tutti,
ho un problema nella posizione degli oggetti mobili, precisamente nella posizione di una figura. Utilizzando il comando \begin{figure}, la figura mi viene posizionata centralmente nella pagina successiva, quando voglio che questa invece sia posizionata in alto alla pagina stessa. Ho provato diverse combinazioni dei comandi per la collocazione, ma il risultato non è cambiato.
grazie a tuttiCiao,
effettivamente nella guida indicata da Lorenzo abbiamo cercato di spiegare, spero semplicemente, come fare quando le immagini non vengono messe dove si vorrebbe vederle. Ti dirò: nemmeno a me piace quando il programma mi piazza un’immagine a centro pagina, ma bisogna abituarcisi presto 🙁Mi sembra che se l’immagine è più alta dei due terzi della gabbia del testo, viene messa come la vedi tu. Hai provato a rimpicciolirla un po’?
Ciao
Tommaso
9 Maggio 2012 alle 9:59 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73426::lorenzo.pantieri” post=72576
In ogni caso, per fare un parallelo anche con il filone sulla Licencza LPPL, vorrei precisare che il problema di fondo con un po’ di buon senso avrebbe potuto avere esito diverso. La licenza, se rispettata, consente di cambiare un’inezia e pubblicare il lavoro a proprio nome, ma se l’OP avesse contattato in privato Lorenzo dicendo: “Avrei intenzione di creare uno stile per tesi di laurea basandomi su Arsclassica” sono sicuro che Lorenzo sarebbe stato ben felice di fornirgli consigli ed indicazioni.
Ripeto: è un plagio. Ho dato un’occhiata alle licenze con cui sono ditribuiti i pacchetti: mi pare che l’OP le abbia violate in diversi punti. Se l’OP mi avesse contattato gli avrei consigliato di pubblicare un suo stile, se ne ha uno. Il punto è che lo stile del documento è praticamente indistinguibile da ArsClassica (io di differenze non ne ho viste). Anche il codice è lo stesso, commenti compresi. In altre parole, è un doppione: non c’è nulla di originale, solo una copia. Non ha senso.
Il senso di avere licenze libere è, per me, quello di imparare dagli altri e di svilupparne il lavoro: non di copiarlo spacciandolo per farina del proprio sacco. Non trovi?
Se prendessi i file di Miede, modificassi il colore dei link da RoyalBlue ad AliceBlue, cambiassi il nome dello stile in PantieriThesis e ripubblicassi sotto mio nome, ringraziando l’autore, che cosa diresti? Avrebbe senso? Io dico di no.
Sarebbe interessante sentire la campana di Kronecker, a questo punto. Nemmeno io ho ravvisato problemi di compilazione con ArsClassica né con ClassicThesis, tranne le retroincompatibilità dichiarate da Miede a ogni rilascio. Continua a esserci quell’orribile devianza ortografica sul frontespizio.
Ciao
Tommaso
8 Maggio 2012 alle 5:54 in risposta a: Template per Tesi, Facoltà di Ingegneria, Università di Pisa #73415::Kronecker” post=72510Grazie mille per le informazioni!
Dato che al momento sono ufficialmente disoccupato (nel limbo post laurea) ho un pò di tempo da dedicare al template 🙂Ecco, fa’ un piacere: correggi immediatamente l’errore di ortografia sul frontespizio, a meno che non sia voluto. In questo caso, non lo si capisce. 😐
Ciao
Tommaso
::egreg9″ post=72374
Buongiorno a tutti,
con la suite classicthesis e il pacchetto arsclassica sto scrivendo una dispensa per le scuole superiori. Il documento è suddiviso in una prima parte di teoria, seguita dai relativi capitoli e una parte di esercizi, che fanno riferimento ai capitoli precedenti:% Mainmatter
%*******************************************************
\cleardoublepage
\pagenumbering{arabic}
\part{Teoria}
%\cleardoublepage
\include{Chapters/Chapter01}
\cleardoublepage\include{Chapters/Chapter02}
\cleardoublepage\include{Chapters/Chapter03}
\cleardoublepage\include{Chapters/Chapter04}
\cleardoublepage\include{Chapters/Chapter05}
\cleardoublepage\include{Chapters/Chapter06}
\cleardoublepage\part{Esercizi}
\cleardoublepage\include{Chapters/ChapterE1}
\cleardoublepage\include{Chapters/ChapterE2}
\cleardoublepage\include{Chapters/ChapterE3}
\cleardoublepage\include{Chapters/ChapterE4}
% \cleardoublepage\include{Chapters/ChapterE5}
% \cleardoublepage\include{Chapters/ChapterE6}
% ********************************************************************In con questo codice la numerazione dei capitoli risulta progressiva (dopo 6 capitoli di teoria inizia il settimo capitolo di esercizi).
Ora la modifica che vorrei apportare: mi piacerebbe che il primo capitolo di esercizi, che si riferisce al primo capitolo della parte teorica, si chiamasse “E1”, il secondo “E2” e così via.
Ho provato a guardare come viene ridefinito il comando per la numerazione dei capitoli in arsclassica:Customized chapter numbers.
\let\chapterNumber\undefined
\ifthenelse{\boolean{@eulerchapternumbers}}
{\newfont{\chapterNumber}{eurb10 scaled 5000}}%
{\newfont{\chapterNumber}{pplr9d scaled 5000}}ma non saprei proprio come operare la mia modifica.
Grazie in anticipo per il vostro aiuto (mi scuso se questo topic è già stato aperto in qualche altra sezione del FORUM)Alessio
1. [tt]\cleardoublepage\include[/tt] è del tutto inutile. Scrivi semplicemente [tt]\input[/tt] e la vita ti sorriderà.
2. Scrivi
`\part{Esercizi}
\renewcommand{\thechapter}{E\arabic{chapter}}
\setcounter{chapter}{0}\input{Chapters/ChapterE1}
\input{Chapters/ChapterE2}
\input{Chapters/ChapterE3}
\input{Chapters/ChapterE4}
\input{Chapters/ChapterE5}
\input{Chapters/ChapterE6}`
Ciao
EnricoIo farei ancora meglio: metterei gli esercizi in coda a ogni capitolo, mi sembra la cosa migliore. Il povero alunno non è obbligato ad andare di qua e di là nella dispensa, e trova la sua teoria molto vicino agli esercizi. In fondo così si fa in tutti i libri di scuola. Nelle mie dispense, modeste, io faccio così. 🙂
In più si eliminano le parti, che meno si usano meglio è.
Ciao
Tommaso
::antonio.ledda” post=72331
Qualche settimana fa ho installato la TeX Live 2011, su un nuovissimo notebook con Windows 7, dalla TeX Collection 2011; nessun problema e nessuna “acrobazia”: una serie di clic col mouse e l’installazione è andata a buon fine.Appunto: a te come a moltissimi altri è andata a buon fine perché hai installato da DVD. Chi installa online si vede l’installazione bloccata quasi sempre. Anche scaricando MiKTeX il download si blocca: troppa roba. Io, per esempio, non ci sono mai riuscito al primo colpo.
Il prezzo da pagare per avere la distro aggiornata subito (installandola online) è troppo alto da pagare. Io nell’Arte direi senz’altro di scaricarsi la ISO per Windozw (non occorre copiarla su DVD) dal GARR, e direi di scaricare il file di MacTeX ugualmente dal GARR (la pagina di MacTeX potrebbe rimandare al famigerato Roma2, come tutti sanno). Per Linux c’è la guidina di Enrico. E mettere un punto alla questione installazione.
Segnalo anche
http://csweb.ucc.ie/~dongen/LAF/LAF.pdf
dove Marc propone una procedura di installazione, per me più complicata di quella dell’Arte.
Ciao
TommasoPS: con questo messaggio (inutile come la gran parte dei miei messaggi) sono diventato il quinto messaggiatore del forum. 🙂 Le soddisfazioni ci sono anche ai piani bassi! 😛
::Mattaldo” post=72321Ho eseguito da amministratore,ma non cambia nulla
Per favore, dicci esattamente la sequenza delle operazioni che hai eseguito. Masterizzare la ISO o scompattarla sul disco e poi eseguire come amministratore il file in questione è la stessa cosa. Io ho installato TeX Live 2011 da DVD sul mio PC con Windows XP SP2 MAI andato in rete nemmeno per un minuto. in venti minuti ho installato tutto. Non ho la distro aggiornata, ma è installata. Domani provo a scuola.
Ad ogni modo, non è possibile che su Windows ci siano ancora così tanti problemi per installare un programma! Dovrebbero finirla di complicare le cose.
Ciao
Tommaso
::Mattaldo” post=72302Ringrazio Tommaso per l’eleco delle azioni, ma ho voluto tentare comunque il metodo di Antonio, cioé usare TexWork di MikTex.
Il comando che mi da é utf8x.def not found. Dove posso trovare questo pacchetto e altri simili?
Grazie!Da mooooolti messaggi ti si sta chiedendo di riportare il log della tua compilazione. Ora, visto che TeXworks il log lo visualizza per bene, potresti riportarlo per intero, a meno che tu non stia scrivendo documenti per la CIA? 🙂
Il messaggio che ricevi è chiaro: non hai installato il file delle definizioni per la codifica utf8x. Stai usando il pacchetto ucs? Puoi far vedere il tuo preambolo e qualche riga del tuo documento in modo da riprodurre l’errore? Stai scrivendo in alfabeti diversi da quello latino?
Ciao
Tommaso
::francesco.biccari” post=72289
Dalla documentazione di Microtype, nota 1, pagina 1:
Currently, this package provides protrusion settings for Computer Modern Roman, Palatino, Times, URW Garamond, Adobe Garamond and Minion, Bitstream Charter and Letter Gothic, the AMS symbols and Euler fonts, for various Euro symbol fonts, as well as some generic settings for unknown fonts (cf. table 3 on page 21). Contributions are very welcome.
quindi entrambi URW Garamond a Adobe Garamond sono gestiti da microtype.
Come va con mathdesign?
Anche URW Garamond è gestito da mathdesign; tabella all’inizio de §4 nella pagina 2 della documentazione di mathdesign. Peccato che la documentazione di mathdesign, datata gennaio 2006, parli ancora di teTeX e non faccia menzione di TeX Live.
Nel file MD-urw-garamond-doc.pdf si afferma nel §1.1 che:
[quote]A complete TEX installation is required. In particular, the Urw Garamond font family must be already present on your system. It is probably the case, as these fonts are now distributed with all the main TEX distribution.ma, onestamente, io ho la versione MacTeX aggiornata a ieri sera, ma non vedo traccia di garamond nella cartella /type1/URW/ e ho trovato nelLe altre cartelle solo la versione con l’estensione per il vietnamita ugm.htf da usare con tex4ht.
Temo che tu abbia ragione in merito alla difficoltà di installare a mano i font urw-garamond; in realtà non è difficile con una versione moderna di TeX Live e la presenza dell’albero locale; ma le istruzioni vanno rispettate alla lettera e vanno date in modo chiaro con un file apposito; è richiesto che l’utente sappia che cosa sia il termina o il prompt dei comandi e lo sappia usare, cosa che oggigiorno non sembra una nozione molto comune…:sad:
Con mathdesign tutto ok. (Scusate prima nel post avevo scritto mathspec per sbaglio, ora correggo!)
Quindi riassumendo mi confermate che non esiste un modo semplice di usare un Garamond con pdflatex?
Se è così, siccome le specifiche della casa editrice sono ancora in divenire, potrei fare pressione affinché usino un altro font.
Loro pensavano al Times così era più semplice gestire la matematica per chi usava le vecchie versioni di Word (anche se non so bene il perché…).
Voi avete altri suggerimenti? L’unica cosa da dire è che sicuramente non vogliono usare i Computer Modern/Latin Modern.Grazie a tutti.
Ciao ciao.
Fra[/quote]Allora:
1. quando uso un Garamond, uso Junicode (presente in TeX Live, è per medievalisti solo perché permette di scrivere in lingue antiche medievali) con XeLaTeX e trovi il modo di scrivere la matematica con gli stessi font del testo qui
http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/71392-siunitx-e-junicode
2. con pdflatex puoi usare gli URW-Garamond, che si installano come segue e che si usano così:
`\usepackage[urw-garamond]{mathdesign}`
Scaricare il file da qui:
http://www.tug.org/fonts/getnonfreefonts/
Salvarlo in una cartella e Aprire il Terminale (Prompt dei Comandi in Windows). Spostarsi nella cartella dove è stato salvato il file appena scaricato.
Su Mac:
2) sudo texlua install-getnonfreefonts.sh
3) sudo getnonfreefonts-sys garamondSu Windows (non testato):
2) texlua install-getnonfreefonts.sh
3) getnonfreefonts-sys garamond3. Ci sono anche gli EB, come dicevo, da usare con pdflatex, e poi anche i vari garamond di adobe.
Scrivimi all’indirizzo che trovi sull’Arte, e ti mando uno specimen che mi ero fatto tempo fa. Ecco, trovato: preferisco il Garamond Premier Pro all’Adobe Garamond Pro.
Ciao
Tommaso
::Mattaldo” post=72275Ho tentato anche di installare Tex Live 2011 ma dava problemi nell’installazione. Mancava un pacchetto che non trovava e si blocca l’installazione. E poi lo avete consigliato anche voi Texnic Center.
Si blocca spesso, infatti, se installi TeX Live al volo. Per il resto no, qui si sconsiglia caldamente TeXnicCenter.
Installa TeX Live 2011 così:
1. Vai su http://bo.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/systems/texlive/Images/ e scarica il file texlive2011-20110705.iso
2. Procurati uno scompattatore di immagini ISO, se non ce l’hai già, installalo e decomprimi il file che hai scaricato.
3. Tra i file decompressi cerca il file install-tl (è un file bash), cliccalo con il pulsante destro ed eseguilo come amministratore.
4. Da’ OK a tutto quello che vedi, e alla fine clicca INSTALLA.
5. Va’ a fare la doccia, o la spesa, o beviti qualche caffè.
6. Al tuo ritorno troverai TeX Live 2011 installata nel tuo PC. Ora apri TeX Live Manager, imposta il GARR di Bologna come archivio predefinito e aggiorna la distribuzione. Ci vorrà molto tempo, per cui se avevi deciso di rimandare la doccia potrebbe essere questo un buon momento.
7. Buon lavoro 🙂
Ciao
Tommaso
3 Maggio 2012 alle 5:46 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72677::lorenzo.pantieri” post=722731. La sfera. Ringrazio scaneco.ant per avermi segnalato la discussione. In breve, l’autore stesso dice che si tratta di un bug dell’opzione “axis equal=true”. L’opzione funziona bene nel piano, e permette di disegnare in modo impeccabile una circonferenza:
`\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[axis equal=true]
\addplot [
domain=0:2*pi,
variable=\t,
samples=40,
smooth,
thick,
color=blue,
]
({cos(deg(t))},{sin(deg(t))});
\end{axis}
\end{tikzpicture}`
Ma in tre dimensioni non funziona più. Una piccola considerazione: si tratta di un bug abbastanza grave, che mostra come il pacchetto (splendido, peraltro) soffra ancora di qualche (inevitabile) difetto di gioventù.1. Su “middle”.
Scegliendo “bottom” l’asse delle x sarà disegnato passante per y=ymin, con “middle” l’asse passerà per y=0, con “top” l’asse passerà per y=ymax.
Questa frase (presente sul manuale di pgfplots) è vera purché 0 faccia parte dell’asse delle ordinate. In caso contrario, l’asse x verrà disegnato passante per il punto di ordinata “più vicina” a zero.
`[code]\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
xmin=1, xmax=5,
ymin=2, ymax=4,
axis x line=middle,
axis y line=middle
]
\end{axis}
\end{tikzpicture}`[/code]
Ho capito bene? C’è qualcuno che è in grado di riassumere il tutto in una frase corretta (più corretta di quella del manuale, dico)?Grazie mille,
L.[OT]
Ma non mi dire che il più irriducibile nemico del disegno programmato in LaTeX ora ne sta diventando un virtuoso sopraffino! 😀Ciao
Tommaso
[/OT]
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