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francesco.biccari” post=72271Ciao a tutti,
sto per accettare un piccolo lavoro per creare delle classi per una casa editrice che vuole lavorare con LaTeX.
Ancora non ci sono delle direttive ben precise ma sembra che vogliano usare come font
l’Adobe Garamond Pro, sia per le opere umanistiche che scientifiche.Potreste gentilmente dirmi se quanto segue è corretto?
Se non erro il Garamond può essere usato facilmente solo se si usa XeTeX/LuaTeX e si ha ovviamente
una delle incarnazione del Garamond sul proprio sistema. (E la matematica?)Con pdfTeX invece l’unico modo (facile) è usare il pacchetto URW-garamond ed eventualmente il pacchetto mathdesign per
la matematica. Il problema è che, per motivi di licenza, URW-garamond deve essere installato a mano in MiKTeX e con una apposito
strumento a riga di comando in TeXLive (getnonfreefonts-sys).Se quanto scritto sopra è corretto, vi faccio tre domande:
1. Quanto differisce l’URW-Garamond dall’Adobe Garamond Pro?
2. L’URW-Garamond ha una licenza AFPL. Significa che gli utenti potranno installarlo per creare il loro lavoro,
ma poi la casa editrice per stampare e vendere quel lavoro dovrà comprare una licenza di quel font. È giusto?
3. Se potessi abbandonare il Garamond, quale font mi consigliereste di usare affinché sia adatto sia a lavori
umanistici che scientifici?Grazie mille!
[edit]
Aggiungo inoltre che con URW-garamond non è possibile usare microtype. Quindi non è molto professionale, giusto?
[/edit]Ciao ciao.
FraLe differenze sono piccole. Io ho sempre combattuto tra Adobe Garamond Pro e Garamond Premier Pro. Quello dei due che ha lo zero esattamente come un circoletto e non come un ellissoide è il mio preferito. Sono entrambi a pagamento, e non costano poco. In ogni caso, nessuna incarnazione moderna del Garamond è identica all’originale.
Non so dirti delle licenze, ma la soluzione migliore, se non vuoi usare URW (perché non va microtype? URW si usa sotto pdflatex, ma forse sto sbagliando, vado a memoria, e in quel caso microtype va eccome) è usare EB Garamond con pdflatex, liberamente disponibile, o Junicode con XeLaTeX (in questo caso microtype permette solo la protrusione, ma il risultato è eccellente). Per la matematica usa il pacchetto mathspec, e impostalo come fece vedere Ivan in una discussione di poco tempo fa.
Ciao
Tommaso
2 Maggio 2012 alle 16:28 in risposta a: Problema di accesso negato (errore 5) con i pacchetti #73193::jack090691″ post=72259Grazie mille allora reinstallo miktex eseguendo l’installer da amministratore…
Già che ci sei, installa TeX Live 2011. È tutto riguadagnato. Per sapere come si fa, leggi il paragrafo sull’installazione nell’Arte, che scarichi dalla sezione Documentazione qui sopra.
Ciao
Tommaso
::Mattaldo” post=72218Il .log non lo trovo. Ho installato la basic perché mi sembrava più semplice
Il consiglio è sempre quello: installa TeX Live completa, lascia perdere le installazioni parziali. Come editor usa TeXworks o TexStudio. Lo si è detto in centinaia di messaggi. Anche nell’Arte lo si dice.
Ciao
Tommaso
::dancko” post=72197egreg9 ha scritto:
Nota l’errore grammaticale da matita blu (anche se l’ho segnato in rosso).
Prendo nota! 😳 anche se non ho capito cosa c’è di errato(grammaticalmente) scrivere “ne” come particella pronominale in quel caso. Ma mi sa che cosi si va off-topic spaventosamente.
Chiederò su un forum di grammatica italiana 🙂
In ogni caso sono ben accetti consigli 🙂
Grazie, Enzo.
Non te la prendere, Enzo 🙂 Oggi i nostri grandi sono in vena di sottigliezze 😉
Non occorrono forum di grammatica, per sapere qualcosa del tuo ne. Si tratta, rigorosamente parlando, si un pronome personale clitico partitivo-genitivo, corrispondente a un’espressione del tipo di (o da) + qualcosa o qualcuno.In sostanza, nella tua frase basta di cui oppure ne, ma non si possono mettere entrambi, dato che il referente (cioè l’entità del mondo cui rimandano) è lo stesso (l’algebra relazionale, nel tuo caso).
L’etichetta partitivo-genitivo rimanda al latino: il sistema dei pronomi personali italiani è praticamente l’unico posto in cui si possono osservare rimasugli delle vecchie declinazioni latine. Per esempio: ne equivale al caso genitivo, mi al dativo o all’accusativo, me all’accusativo o altre funzioni, e via dicendo.
Ma questa è pura accademia. 🙂
Consiglio a tutti, però, la lettura di un agile volumetto di Lorenzo Renzi (il caro vecchio Renzi) edito dal Mulino di Bologna e presente in tutte le librerie come novità a 13 euro: Come cambia la lingua. L’italiano in movimento. Una lettura davvero interessante (tra i fenomeni osservati, si prevede l’esito della famosa diatriba tra c’entra e centra, cara a un noto autore. O no? 😀 ).
Ciao
Tommaso
::OldClaudio” post=72071
Confermo che PS è Turing-completo. Mi sfugge, invece, la nozione di completezza sul pdf, essendo esso un formato e non un linguaggio di programmazione.
Bene; non essendo un informatico ed essendo di vecchia data, spesso cito a buon senso ma spesso mi sbaglio.
Invece pdf non è solo un Page Description Language, a mio avviso; è un linguaggio di programmazione che fa certe cose e non altre. I suoi comandi e la sua notazione polacca derivano da PostScript; i comandi sono molto accorciati riducendosi per lo più ad una sola lettera, talvolta a due, non ne ho mai visti di tre lettere ma non escludo che ce ne siano; questa mancanza di ridondanza che rende il linguaggio PostScript “facilmente” leggibile, fa sì che il linguaggio PDF sia molto criptico. Quello che manca a PDF, mi sembra di avere letto da qualche parte, sono principalmente i test di alto livello per cui il linguaggio non è Touring completo; però certi conti li fa, anche se i driver dei vari programmi, e di Tikz in particolare, devono supplire con molte operazioni fatte fare al motore di composizione (pdftex, in generale).
Enrico sottolinea un fatto importante: PSTriks non è gestibile direttamante co il motore pdftex e richiede un ampio uso dello shell escape, mentre è quasi del tutto compatibile con XeLaTeX; sì, perché XeLaTeX scrive nativamente un formato DVI esteso per gestire i caratteri UNICODE (formato DVU, mi pare che si chiamai) e poi il programma xdvipdfmx chiamato dietro le quinte in mdo “automatico” trasforma il file ottenuto in file PDF, perdendo per la strada, però, un certo numero di funzionalità, come per esempio la microgiustificazione (per ora limitata solo alla protrusione dei segni all’esterno della riga).
In sostanza se si vuole avere un risultato finale in formato PDF, Tikz fa tutto quello che può fare e mantiene le funzionalità del formato PDF; PSTricks richiede comunque un formato DVI da trasformare in PDF; che questo sia fatto ricorrendo allo shell escape da pdftex, oppure che venga trasformato un file DVi o DVU attraverso almeno un passaggio ulteriore.
Secondo me, oggi, Tikz ha delle piccole limitazioni rispetto a PSTricks (che non ho idea di quali possano essere perché non mi ci sono mai imbattuto) ma è molto più funzionale; idea personale, naturalmente e derivante solo dalla mia limitata esperienza con PSTriks e dalla modesta esperienza con Tikz.
Grazie a tutti per le informazioni, come sempre copiose.
Ultima domanda, forse non così del cavolo: qualitativamente parlando, c’è un vincitore tra i due, oppure si equivalgono?
Ciao
Tommaso
::egreg9″ post=72017
L’indice delle figure non dovrebbe comparire nell’indice generale, tutto qui. 🙂
Perché no?
Ciao
EnricoPerché è brutto. Tutto qui. Perché alcune sezioni è bene che ci compaiano e altre no. Almeno, questo è quello che si va predicando da tempo in questi luoghi, almeno mi pare. Dunque quello che abbiamo scritto nella nostra guida non va bene?
Ciao
Tommaso
::ivan” post=72003
Grazie a tutti lo stesso, mi faccio il conto a mano. 🙂
Ciao
TommasoIl comando \IL (Indice di Leggibilità) ha tre argomenti, nell’ordine:
1) numero lettere
2) numero frasi
3) numero paroleRestituisce l’indice di leggibilità in base alla formula che hai dato.
Sicuramente si può fare anche in altro modo, ma tant’è 😉`\documentclass{article}
\usepackage{calc}
\newcounter{nlettere}
\newcounter{nfrasi}
\newcounter{nparole}
\newcounter{lp}
\newcounter{fr}
\newcounter{fl}\newcommand{\IL}[3]{%
\setcounter{nlettere}{#1}
\setcounter{nfrasi}{#2}
\setcounter{nparole}{#3}
\setcounter{lp}{(\value{nlettere}*100)/\value{nparole}}
\setcounter{fr}{(\value{nfrasi}*100)/\value{nparole}}
\setcounter{fl}{89-(\thelp/10) + 3*\thefr}
\thefl}\begin{document}
\section{Indice di leggibilit\`a}
\IL{676}{287}{36}\\
\IL{676}{287}{367}\\\end{document}`
Ciao
IvanGrande, socio! Molto bene 🙂
Facendo un conto a mano, però, il risultato è di parecchio diverso. Ti spiego: il comando \IL{144}{1}{26} restituisce 43, mentre con la macchinetta viene 45,154.
Ciao
Tommaso
25 Aprile 2012 alle 13:47 in risposta a: Titolo della parte centrato nell’indice con la classe memoir #73030::
Io no, però ti posso dire che quello che chiedi non è né bello tipograficamente, né funzionale per chi consulta l’indice. Ammettiamo che il tuo indice sia lungo 4 pagine, e uno trovi scritto Parte nella terza pagina. Come fa a sapere se è la prima, la seconda, o la terza parte? E soprattutto: a quale pagina dovrà andare per trovarla?Immagino, però, che tu abbia i tuoi validissimi motivi, per cui attendi fiducioso 🙂
Ciao
Tommaso
::Amedeo” post=71989Ciao a tutti, sono assolutamente novizio di LaTeX ma ne sono subito rimasto colpito. Ho cominciato a leggere di tutto per imparare e credo davvero utile il confronto con degli esempi. Stavo cercando, quindi, il “sorgente” .tex di uno o due documenti complessi, per esempio le guide sull’utilizzo di LaTeX. Sono disponibili da qualche parte?
Ciao e benvenuto! 🙂
Se LaTeX ti ha colpito positivamente, allora è buona cosa. Il primo consiglio che ti posso dare, naturalmente, è di guardare con attenzione la guida L’arte di scrivere con LaTeX, disponibile nella sezione Documentazione di questo forum, qui in alto. Esercitati con esempi semplici, all’inizio. Come mai vorresti imbarcarti in sorgenti complessi?
Ti posso indicare il sito http://www.lorenzopantieri.net per un paio di esempi di sorgenti di tesi di laurea (va bene come complessità?). Se clicchi ‘Vecchio sito’ qui in alto e vai nella sezione Download, dovrebbe essere ancora disponibile il sorgente della guida GuIT di Claudio Beccari. Se vai poi a http://profs.sci.univr.it/~gregorio/egtex.html trovi qualche sorgente. Le ultime due risorse che ti ho indicato sono decisamente complicate, anche per chi di LaTeX ne sa molto.
Ciao
Tommaso
::logos” post=71983Ciao a tutti!
So bene che questo tema è stato trattato in più post, ma non riesco a trovarli con la ricerca. So anche che la domanda è tipograficamente scorretta, ma è una necessità più unica che rara, dettata dal dover scrivere con regole molto vecchie. Vorrei scrivere i capitoli con i numeri romani e quindi numerare le sezioni senza il numero di capitolo ed i teoremi e le formule soltanto con sezione e la loro numerazione, facendo in modo che i numeri di sezione si azzerino passando al capitolo successivo. Ovviamente so che c’è il rischio di far confusione quando si richiamano i teoremi in capitoli differenti, ma tutti i teoremi sono già richiamati con una dicitura del tipo “vedi il teorema … del Cap. …” e le sezioni non vengono mai richiamate.
Spero che possiate aiutarmi.
Andrea
[OT]
Ancora una domanda fatta e rifatta. La colpa non è di Andrea, naturalmente 🙂 Chiedo a chi si occupa di mantenere il forum di migliorare le funzioni di ricerca. Troppo spesso non danno i risultati sperati, o addirittura non ne danno affatto. Ripeto: obbligare l’utente a inserire tag costituiti da parole chiave da scegliere in menù a tendina aiuterebbe tutti noi a cercare con profitto.
Ciao
Tommaso[/OT]
::lorenzo.pantieri” post=71973
Sia data la seguente formula:
Facilità di lettura = 89 – (LP/10) + (FR · 3)
Dove:
LP = (n. lettere · 100)/n. totale delle parole
e
FR = (n. frasi · 100)/n. totale delle parole
Perdonandomi l’ingenua scrittura, sarebbe possibile definire un comando che calcolasse la facilità di lettura di un testo? Poi sarebbe bello associare automaticamente il risultato a una scala di valori che ho, ma prima vediamo se quello che ho chiesto si può fare 🙂
Ciao
TommasoDove hai trovato questa formula? Dicie che un documento è tanto più leggibile quanto più le parole sono corte (e questo ci può stare) e quanto più le frasi sono lunghe (e questo mi pare invece poco sensato).
Questa formula è frutto di anni di lavoro dell’équipe linguistica dell’Università La Sapienza di Roma guidata da Tullio De Mauro. Spero che non vogliate discutere il maggior linguista italiano nelle sue applicazioni didattiche! 🙂 O che non crediate che io non sappia distinguere italiano da inglese 🙄 L’unica cosa che potrei aver fatto è trascrivere male la formula, questo sì.
Ad ogni modo, visto che nelle slide di Enrico si afferma che la scomposizione in fattori di un numero si può fare con un solo comando, mi chiedevo se era possibile far fare a LaTeX dei conti.
Qui trovate lumi, anche nei PDF della scarna sezione di documentazione:
http://www.eulogos.net/ActionPagina_1021.do
Uhm… Qui
http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_Gulpease
si trova un’altra formula, che ho scoperto proprio poco fa. La trama si fa più spessa, ma la sostanza non cambia. È possibile fare fare il conto a TeX?
Ciao
Tommaso
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La dichiarazione \centering dovrebbe lasciare ancora più spazio di center. Ad ogni modo, LaTeX ha i suoi buoni motivi per inserire spazio aggiuntivo prima del testo centrato, ma tu dovresti fregarlo, e averne di ancora migliori per non metterlo nel tuo documento!Ivan ti ha chiesto a che ti serve il testo centrato: se ce lo dici, forse un aiuto ti arriva 🙂
Piuttosto: la tua pagina è di solo testo? Se è così c’è ben poco da fare, perché LaTeX cerca di riempire al meglio la pagina inserendo spazi dove può. Nel tuo caso, prima e dopo center. Allunga un po’ il brodo prima e dopo. I capoversi di solo testo sono i più problematici.
Ciao
Tommaso
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