jhetfield

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 61 al 75 (di 88 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: togliere i ” : ” dalle didascalie #14113
    Up
    0
    Down
    ::

    Buongiorno a tutti.

    Qualcuno sa dirmi o indicarmi dove posso documentarmi per togliere i due punti dalle didascalie? Nel mio documento ho necessità di inserire numerose tabelle, delle quali peró non voglio dare alcuna didascalia. Come risultato ottengo un output del tipo ” tabella 3: “. Come faccio a togliere i due punti per le didascalie vuote?

    grazie a tutti e buona giornata

    Prima di fare quello che proponi, pensa bene al risultato tipografico che ricerchi (non conosco il contesto, ma potrebbe essere scadente).

    Per togliere “:” guarda il pacchetto caption e relativa documentazione.

    in risposta a: come deve essere un riferimento a “qualcosa?” #14074
    Up
    0
    Down
    ::

    Secondo jhetfield sono questioni di gusti

    Da quello che vedo

    Alcuni preferiscono “Figura 2.3”, questione di gusti

    (fortunatamente) non sono l’unico a pesare che l’assetto tipografico dei riferimenti sia una questione di gusti 😀 .

    Battute a parte, riassumo quello che penso sulla questione in esame (evidentemente sono stato poco esplicito, scusami ugaciaka): il maiuscolo lo eviterei se è possibile (LaTeX inserisce “Figura” o “Tabella” in maiuscolo perché sta iniziando il testo della didascalia), difatti

    non c’è dubbio a che cosa tu ti riferisca

    anche usando il minuscolo nel corpo del testo.

    Onestamente le abbreviazioni me le risparmierei pure (anche se non mi sembrano così terribili) se ci fosse un modo di gestire, con un solo comando, sia la forma singolare che plurale dei riferimenti. Mi spiego meglio: mi è capitato spesso di fare riferimento a più equazioni (ad esempio)

    …combinando le equazioni (1) e (2), e sostituendo nella (3), si ottiene…

    Questo è facilmente traducibile in LaTeX sfruttando i “miei” comandi:`\dots combinando le \eq{prima} e \eqref{eq:seconda}, e sostituendo nella \eqref{eq:terza}, si ottiene\dots`a costo di utilizzare la forma abbreviata sia per il singolare che per il plurale (Enrico non svenire, ti prego! 😀 ). Naturalmente l’esempio può essere esteso anche ai riferimenti multipli a pagine, tabelle, paragrafi,… che non sono poi così infrequenti (almeno per quella che è la mia esperienza).

    Dunque, non sarei contrario a passare ai`\newcommand{\fig}[1]{figura~\ref{fig:#1}}
    \newcommand{\eq}[1]{equazione~\eqref{eq:#1}}
    \newcommand{\tab}[1]{tabella~\ref{tab:#1}}
    \newcommand{\pag}[1]{pagina~\pageref{#1}}}`se ci fosse la possibilità (forse con un parametro opzionale? 🙄 ) di scegliere all’occorrenza la forma plurale dell’espressione.

    In merito a`\newcommand{\sez}[1]{Sezione\ref{sec:#1}}`ritengo diventi indispensabile ricorrere allo spazio insecabile (vista la dicitura per esteso) e, come dice Claudio Beccari (Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX)

    la parola inglese section in tipografia indica ciò che in italiano viene chiamato paragrafo

    Per cui correggerei con`\newcommand{\sez}[1]{Paragrafo~\ref{sec:#1}}`
    Tuttavia a me sembra più bello e più elegante (anche se un pochino oldstyle) l’uso di \S che non è proprio un’abbreviazione ma (per come l’ho impiegato nel comando \sez) soffre del difetto di essere sempre uguale sia in caso di riferimenti singoli che multipli.

    Sono logorroico?

    in risposta a: come deve essere un riferimento a “qualcosa?” #14069
    Up
    0
    Down
    ::


    Questione di gusti.

    Personalmente preferisco non abusare del maiuscolo e trovo comodo definire delle macro per risparmiare sulla digitazione e per l’uniformità:
    `\newcommand{\fig}[1]{\mbox{fig.\thinspace\ref{fig:#1}}}
    \newcommand{\eq}[1]{\mbox{eq.\thinspace\eqref{eq:#1}}}
    \newcommand{\tab}[1]{\mbox{tab.\thinspace\ref{tab:#1}}}
    \newcommand{\vedi}[1]{\mbox{cfr.\thinspace #1}}
    \newcommand{\sez}[1]{\mbox{\S\ref{sec:#1}}}
    \newcommand{\pag}[1]{\mbox{pag.\thinspace\pageref{#1}}}`
    L’unico dubbio che ho anch’io è sul comando di riferimento ai paragrafi \sez, inizialmente definito “in conformità” agli altri:`\newcommand{\sez}[1]{\mbox{\S\thinspace\ref{sec:#1}}}`
    ma che su moltissimi libri ho visto privo di spazi e alla fine mi sono convinto a cambiarlo (anche se a me non piace moltissimo la versione senza \thinspace).

    PS:occhio alle label! Come vedi, i comandi si appoggiano sull’ipotesi che tutte le label di figure comincino con fig:, quelle di tabelle con tab:, quelle di equazioni con eq:,… Dopotutto è una consuetudine piuttosto diffusa.

    in risposta a: Impostazione “manuale” dei margini (Classicthesis) #13952
    Up
    0
    Down
    ::


    Poni una questione interessante quanto difficile! Per poterti dare una risposta esauriente (o almeno “sensata”) sarebbe necessario avere una profonda conoscenza tipografica.

    Al posto tuo prenderei in seria considerazione l’ipotesi di rivolgerti direttamente all’autore di Classicthesis o delle classi KOMA: penso che il problema che hai sollevato sia comune anche ad altri utenti.

    Non è detto che il tentativo abbia esito positivo, ma tentar non nuoce… Inoltre (come giustamente hai già osservato tu) il processo trial and error per approssimazioni successive, alla ricerca del corretto dimensionamento dei margini, è decisamente oneroso e non di sicura riuscita.

    in risposta a: formule matematiche fuori dal layout #13910
    Up
    0
    Down
    ::

    Ci sono metodi migliori, come forse hai visto.

    Hai ragione, il fatto è che abbiamo scritto quasi in contemporanea: se mi fossi accorto della tua risposta avrei evitato di sovrappormi, scusa.

    Una piccola precisazione: i due modi`\entity {Impiegato}
    \entity{Impiegato}`sono perfettamente equivalenti, perché TeX ignora gli spazi dopo i comandi (tranne quelli del tipo “barra rovescia+carattere non lettera”).

    Siamo d’accordo. Però mi sembra che nel secondo caso la leggibilità sia decisamente migliore. Per questo invito ugualmente ugaciaka a fare attenzione a spazi inutili che (in un testo complesso) tendono a rendere più difficile la lettura del sorgente.

    in risposta a: formule matematiche fuori dal layout #13907
    Up
    0
    Down
    ::

    Un’altra curiosità, mi sono letto quei topic riguardandi l’algebra relazionale. Io per esempio nel mio testo sto mettendo delle formule di algebra relazionali. Però non mi soddisfano tanto pèer due motivi: vanno sempre fuori dal layoute fanno un po’ schifo…

    per esempio:

    `\[
    \sigma_{\mbox{{(N\_D $=4$ AND Stipendio $>25000$) OR (N\_D $=5$ AND Stipendio $>30000$)}}}\mbox{({\entity {Impiegato}})}
    \]`

    quello scritto in pedice è troppo grande, andrebbe rimpicciolito senza perdere la leggibilità. Come si potrebbe fare?

    PS l’entity che vedete è solo la ridefinizione del comando textsc…le entità mi piacciono molto in maiuscoletto…

    Puoi ridurre manualmente la dimensione del pedice usando`\sigma_{\mbox{\small {(N\_D $=4$ AND Stipendio $>25000$) OR (N\_D $=5$ AND Stipendio $>30000$)}}}`
    Se \small non è sufficiente puoi sostituirlo con \footnotesize, \scriptsize, \tiny: questi comandi riducono progressivamente la dimensione del font. Naturalmente, per ragioni di uniformità e praticità, sarebbe auspicabile automatizzare il processo con una macro.

    Attento a non inserire spazi impropri:`\entity{Impiegato}`in luogo di`\entity {Impiegato}`

    in risposta a: Margini di default e pacchetto geometry #13846
    Up
    0
    Down
    ::

    Scusate la confusione, intendevo ovviamente riferirmi a memoir, che è una classe alternativa per libri, con enormi possibilità di personalizzazione.

    Ho scritto in fretta, di qui il casino.

    Gus

    Grazie per la precisazione! Ora ho le idee più chiare.

    in risposta a: Margini di default e pacchetto geometry #13844
    Up
    0
    Down
    ::

    [quote]Trovi una risposta molto esaustiva a tutte le tue domande nella prima parte (Art and theory) del manuale della classe geometry, di P. Wilson.

    Cao,

    gus

    Vado per intuizione: forse ti riferivi alla classe memoir, non al pacchetto geometry

    PS: ho cercato su CTAN e non ho trovato alcuna classe geometry 🙄

    E questo pacchetto cosa sarebbe!!
    ftp://tug.ctan.org/pub/tex-archive/macros/latex/contrib/geometry/manual.pdf

    Ciao

    Andrea[/quote]

    Ciao Andrea,

    sarò rimbecillito, però sul mio computer, cliccando sul link che hai postato, ottengo il manuale del pacchetto geometry scritto da Hideo UMEKI (ho fatto copia e incolla per essere sicuro 😀 ) come anche Woland ha constatato qualche post fa:

    Veramente il mio manuale di geometry è scritto da un certo hideo umeki e in effetti non c’è la sezione di cui parli… 😕

    (naturalmente, chiarisco subito, che il rimbecillimento è tutto mio, Woland non centra!).

    Nessuna traccia di alcuna classe geometry, tantomeno dello stimato Peter Wilson. Mi potresti chiarire l’arcano?

    Poiché tu sei un “Avanzato” e io neanche un “Neofita” di LaTeX, sono sicuro che a me manca qualche nozione (evidentemente anche piuttosto basilare da come scrivi…a proposito hai dimenticato il punto interrogativo in fine domanda, anche se retorica) che comunque non sono riuscito a recuperare. Mi puoi aiutare/spiegare?

    Grazie anticipatamente.

    Concludo alla stregua di Enrico che da TeX wizard è sempre più, per me, anche un Maestro di stile: una citazione.

    La gentilezza compra tutto e non costa niente.

    in risposta a: Margini di default e pacchetto geometry #13842
    Up
    0
    Down
    ::

    Trovi una risposta molto esaustiva a tutte le tue domande nella prima parte (Art and theory) del manuale della classe geometry, di P. Wilson.

    Cao,

    gus

    Vado per intuizione: forse ti riferivi alla classe memoir, non al pacchetto geometry

    PS: ho cercato su CTAN e non ho trovato alcuna classe geometry 🙄

    in risposta a: Margini di default e pacchetto geometry #13839
    Up
    0
    Down
    ::

    Perdona il gioco di parole, ma i margini più “standard”, tipograficamente corretti, sono quelli standard della classe book. Tuttavia, se tali margini sono ottimali per la lettura (e, dunque, per la corretta resa tipografica), risultano troppo ampi per la composizione su un foglio A4. Se ci fai caso, difatti, non esiste alcun libro ben composto che abbia le dimensioni di un foglio A4.

    L’ultima asserzione è corretta. La prima non tanto. Ci sono innumerevoli possibilità di porre la gabbia nella pagina. La classe book e geometry usano criteri diversi, Quello di default scelto da geometry è molto diffuso: la parte “bianca” è divisa 1/3 in alto e 2/3 in basso.

    Ciao
    Enrico

    Grazie per la precisazione. Non sapevo che l’uso di geometry sic et simpliciter potesse modificare la posizione della gabbia. Per questo pensavo che il pacchetto non fosse molto diffuso, tantomeno al punto da farlo diventare più standard del layout di default imposto da LaTeX.

    Allora mi coglie una curiosità (se non è una domanda troppo banale): con che proporzioni è, invece, inserita la gabbia di default della classe book?

    in risposta a: Margini di default e pacchetto geometry #13837
    Up
    0
    Down
    ::


    Perdona il gioco di parole, ma i margini più “standard”, tipograficamente corretti, sono quelli standard della classe book. Tuttavia, se tali margini sono ottimali per la lettura (e, dunque, per la corretta resa tipografica), risultano troppo ampi per la composizione su un foglio A4. Se ci fai caso, difatti, non esiste alcun libro ben composto che abbia le dimensioni di un foglio A4.

    Purtroppo i margini sono dipendenti dal corpo del carattere che impieghi, quindi dare delle dimensioni ottimali fisse non è possibile.

    Ci si è posti il problema di come fare a riempire adeguatamente un A4 usando un layout comunque dignitoso: tale problema se lo è posto Fabiano Busdraghi e ha conseguentemente scritto l’ottimo pacchetto layaureo (sul forum c’è anche un topic che ne descrive la genesi).

    Dunque, ti consiglio di leggere la documentazione di tale pacchetto, che spiega molto meglio e più dettagliatamente quanto io ho grossolanamente scritto nei tre capoversi precedenti.

    Anche se non hai tempo per leggere la documentazione (ma ti assicuro che prima o poi lo dovrai fare), ti consiglio di usare layaureo, sostituendo nel preambolo `\usepackage[…]{geometry}`con `\usepackage{layaureo}`

    Se invece sei comunque risoluto a procedere “a mano” (te lo sconsiglio), nel log trovi le dimensioni calcolate durante la compilazione.

    MODIFICA: se t’interessa specificare il margine aggiuntivo orizzontale per la rilegatura (analogamente a quello che fa geometry) devi aggiungere l’opzione binding di layaureo. Ad esempio, se la rilegatura richiede 7 millimetri di margine aggiuntivo:`\usepackage[binding=0.7cm]{layaureo}`

    in risposta a: Problema grave e urgente, forse titlepage #13835
    Up
    0
    Down
    ::


    Da quello che mi dici, ho l’impressione di aver colto nel segno. Anch’io uso Texniccenter, e problemi di questo tipo non mi sono nuovi.

    Purtroppo l’interfaccia con Acrobat Reader (oltre che con YAP) non è molto efficiente e robusta, poi con l’uscita di Acrobat Reader 8.0 le cose sono ancora peggiorate. Per fortuna la maggior parte delle volte è sufficiente chiudere sia il viewer che Texniccenter e poi riavviarli per risolvere i problemi.

    in risposta a: Problema grave e urgente, forse titlepage #13833
    Up
    0
    Down
    ::


    Probabilmente non ti sarò di grande aiuto, anche perché non sono un grande esperto.

    Comunque, a lume di naso, il problema mi sembra sorga fra l’IDE che stai usando e Acrobat Reader (se usi questo per visualizzare i pdf), o fra pdfLaTeX e il viewer.

    Magari sarebbe meglio specificare qualcosa in più: OS utilizzato, editor o IDE, un esempio minimale che riproduca il problema,… Le solite specifiche utili in questo caso.

    Ripeto, ad istinto, il problema non è nel sorgente. Mi spiace, è tutto quello che posso dirti. In bocca al lupo.

    in risposta a: Problemi con la matematica #13690
    Up
    0
    Down
    ::

    Suggerisco di usare il pacchetto icomma.

    Grazie, ottimo suggerimento.

    in risposta a: Definizione dell’operatore derivata #13742
    Up
    0
    Down
    ::

    Ceterum censeo differentiale signum non esse operatorem

    😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆

    Vis et honor tibi, saggio Catone.

Stai visualizzando 15 risposte – dal 61 al 75 (di 88 totali)

Go to top