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Probabilmente l’unica differenza è la sintassi, in quanto i due comandi li ho sempre visti come`\include{prova}`e`\input prova.tex`
Non credo che la differenza sia solo di sintassi.
Con `\documentclass{book}
\begin{document}
\chapter{Uno}
\include{a}\chapter{Due}
\include{b}\chapter{Tre}
\include{c}\end{document}`
ottengo un documento in cui la pagina di inizio capitolo contiene solo il titolo e il contenuto dei files a, b e c appare dalla pagina successiva: questo comportamente è peraltro non desiderabile.Invece con
`\documentclass{book}\begin{document}
\chapter{Uno}
\input{a}\chapter{Due}
\input{b}\chapter{Tre}
\input{c}\end{document}`
Ottengo (giustamente) che il contenuto di ogni input segue immediatamente il titolo del capitolo.
::Da Matlab:
`print -depsc nomefile.eps`
non me li realizza comunque di così grandi dimensioni… 😮Io utilizzo `print -depsc2 NomeFile.eps`
Anche io lo avevo notato. In seguito ho cominciato a utilizzare per le immagini in generale Gimp che comprime particolarmente i PostScript.
Non lo conosco, proverò a guardare con più attenzione, ma mi pare di aver capito che è un freeware per il fotoritocco: se così fosse non risolve il problema di Matlab sopra discusso.
::per il momento non mi ricordo dove ho pescato ispell, ma dopo essere ammattito con varie installazioni complicate ne ho beccata una spettacolare: dei pacchettini con gli ispell di tre o quattro lingue. installer tipo i piu’ stupidi programmi winzoz.
per me che scrivo in 4 lingue è una manna dal cieloAnche con WinEdt è possibile avere più dizionari attivi contemporaneamente: io attualmente tengo attivi sia quello italiano che quello inglese.
::Dal manuale, dove c’è chiaramente scritto. Purtroppo non molti lo leggono. 🙁
Nella seconda edizione del Companion compare alle pagine 243, 247, 248, 250, 280, 282.Fino ad adesso ho cercato di basarmi sui manuali freeware reperibili online, ma penso che sia giunto il momento di procurarmi i manuali cartacei. Grazie ancora.
::a parte che non sapevo la storia dello spazio e si impara sempre qualcosa di nuovo, secondo me non devi levare lo spazio centrale in maniera esplicita ma sottrarlo alla tua lunghezza colonna. certo devi sapere a priori quante colonne ci sono ed è un poco scomodo. altrimenti, se non vuoi una tabella larga esattamente come il testo la fai larga .95\textwidth e la centri e sei a posto, non la vedi sbordare da nessuna delle due parti e l’impatto grafico è ottimo.
ciao
fNel mio caso particolare so che le colonne sono esattamente due e ho bisogno che la tabella sia larga esattamente quanto il testo, quindi mantengo la soluzione scritta sopra. Ovviamente la tua è molto più comoda per un uso su tabelle con numero di colonne variabile.
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Se non lo metto anche tra le colonne, la tabella risulta più larga del testo (sporge sulla destra).I due casi sono ben evidenziati da questo esempio.
`\documentclass{article}
\newlength{\colonna}%
\setlength{\colonna}{\textwidth}%
\addtolength{\colonna}{-50pt}\begin{document}
\vspace{0.8\baselineskip}\hrule\vspace{0.8\baselineskip}
\noindent%
\begin{tabular}{@{}p{50pt}p{\colonna}@{}}%
prova & prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova.
\end{tabular}\vspace{0.8\baselineskip}\hrule\vspace{0.8\baselineskip}
\noindent prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova.\vspace{0.8\baselineskip}\hrule\vspace{0.8\baselineskip}
\noindent%
\begin{tabular}{@{}p{50pt}@{}p{\colonna}@{}}%
prova & prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova.
\end{tabular}\vspace{0.8\baselineskip}\hrule\vspace{0.8\baselineskip}
\end{document}`
Una possibile soluzione (per avere il giusto margine e mantenere lo spazio tra le due colonne) consiste nel togliere dalla larghezza della seconda colonna (\colonna) lo spazio tra le due colonne 2\tabcolsep.
Ecco un esempio.
`\documentclass{article}
\newlength{\colonna}%
\setlength{\colonna}{\textwidth}%
\addtolength{\colonna}{-50pt}%
\addtolength{\colonna}{-2\tabcolsep}%\begin{document}
\vspace{0.8\baselineskip}\hrule\vspace{0.8\baselineskip}
\noindent%
\begin{tabular}{@{}p{50pt}p{\colonna}@{}}%
prova & prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova.
\end{tabular}\vspace{0.8\baselineskip}\hrule\vspace{0.8\baselineskip}
\noindent prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova prova
prova prova prova prova prova prova.\vspace{0.8\baselineskip}\hrule\vspace{0.8\baselineskip}
\end{document}`
Grazie molte dell’aiuto. Dove avrei potuto scoprire da solo che tabular usa la variabile \tabcolsep?
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Ho trovato da solo la risposta: occupano meno spazio perché non c’è bisogno di includerli nel file PDF in quanto si presume che siano fonts di sistema.Dalle prove che ho fatto sui miei files, ho visto che le differenze in termini di dimensioni del file pdf siano sempre inferiori ai 150 kB, dunque, secondo me, conviene utilizzare i fonts standard che hanno una resa visiva migliore. Tuttavia, sulla guida in questione l’aumento di dimensione è del 260% (525 kB), dunque la scelta dell’autore è più che sensata.
Da cosa dipende l’aumento di dimensione rispetto ai miei files?
Io pensavo che quando sia fa l’embedding si un font si copiasse nel pdf tutto il font, ed invece vengono copiate solo le lettere effettivamente usate?
::il pacchetto fancy non prevede tra le sue opzioni oldstylenums, mi chiedo se e come sia possibile aggiungerlo (in questo caso mi riferisco al numero di pagina).
Non so che nome ha la variabile del numero della pagina, comunque, ammettendo che sia \pippo, puoi ridefinirla come \oldstylenums{\pippo}.
3 Luglio 2004 alle 10:17 in risposta a: Larghezza parametrica di una colonna in ambiente tabular #3536::in ogni caso non so se puoi fare le sottrazioni al volo
Infatti no. Sono un totale inesperto di queste cose, comunque ho preso spunto dal codice di un pacchetto che avevo sottomano e ho risolto così
`
\newlength{\colonna}%
\setlength{\colonna}{\textwidth}%
\addtolength{\colonna}{-100pt}\begin{tabular}
{p{100pt} p{\colonna}}
a & b \\
c & d \\
\end{tabular}
`Probabilmente non è la strada migliore, dunque ogni osservazione è ben gradita.
::Ripreso dal Kopka-Dali (RTFM)
Esiste una versione PDF di questo libro? E di altri di quelli recensiti qua http://guit.sssup.it/recensioni/recensioni.html#LaTeX?
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