Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Se ricevi un messaggio d’errore che dice che l’opzione [tt]customletterhead[/tt] non è definita per il pacchetto [tt]cdpaddon[/tt], vuol dire che la versione del C.D.P. Bundle installata sul tuo sistema è obsoleta. La più recente versione pubblicata è la 0.36 (esitono versioni più avanzate, ma non ancora pubblicate), la quale, appunto, definisce l’opzione suddetta.L’unica possibile soluzione al problema è procurarsi la versione aggiornata del Bundle. Un workaround sarebbe teoricamente possibile, ma in pratica è troppo complicato. Se cerchi su questo sito, vedrai che la distribuzione Debian è oggetto di ogni genere di deprecazioni, proprio perché sono ben noti i suoi tempi “eterni” per incorporare gli aggiornamenti. Il consiglio aureo è sempre lo stesso: passa a TeX Live!
Ciao.
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Gustavo
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Scrivere
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\usepackage[hyphens]{url}
\usepackage[]{hyperref}
`
non è assolutamente un pasticcio, è una pratica corretta e, se gli URL che devi stampare contengono molti trattini, può risolvere il problema di una loro accettabile suddivisione fra più righe. Come ti ha già detto Lorenzo, non servirà praticamente a nulla (pur restando corretto) se gli URL non contengono trattini o ne contengono, ma troppo distanziati tra loro.Una soluzione alternativa, ugualmente corretta, è
`
\PassOptionsToPackage{hyphens}{url}
\usepackage[]{hyperref}
`Ciao.
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Gustavo
28 Gennaio 2017 alle 23:28 in risposta a: In che anno è stato introdotto il comando \documentclass? #109153::
Confermo anch’io, ma non mi risulta che`\input{amssymb}`(per esempio) sia mai stato equivalente a`\usepackage{amssymb}`Non ho fatto in tempo a usare il LaTeX 2.09, ma, se ho inteso bene quanto tramandato dai predecessori, ai suoi tempi i file [tt].sty[/tt], che ora si caricano appunto con la dichiarazione [tt]\usepackage[/tt], venivano specificati nell’argomento opzionale del comando [tt]\documentstyle[/tt]. Non penso vi fossero più di qualche decina, a dir tanto, di file di questo tipo, che venivano considerati alla stregua di «opzioni di stile» ed erano per questo connotati con l’estensione [tt].sty[/tt]; estensione che è poi stata ereditata dai pacchetti per le solite, diaboliche ragioni di retrocompatibilità.Ciao.
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Gustavo
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Cercando con Google trovo un font chiamato «friz quadrata regular» (non «fritz») che si può gratuitamente scaricare in formato TrueType. Facendo`find . -name *friz* -print`dalla cartella [tt]font[/tt] della mia distribuzione TeX Live 2016 aggiornata meno di una settimana fa non ottengo alcuna risposta, quindi ritengo che (com’era largamente prevedibile!) non esista un pacchetto (in senso lato) già bell’e pronto che consenta di usare tali caratteri, e i caratteri a essi imparentati, con pdfLaTeX. È certamente possibile creare tutti i file necessari all’uso con pdfLaTeX a partire dal file TrueType scaricato: si tratta, com’è ben noto, di una procedura standard, ma un po’ complessa. Per impararla, si può leggere il manuale di [tt]fontinst[/tt], impartendo da terminale il solito comando`texdoc fontinst`A un rapido sguardo, i glifi contenuti nel file che ho scaricato mi sembrano sufficienti a sostenere una discreta implementazione dell’encoding T1.Ciao.
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Gustavo
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Terza conferma: ho compilato esattamente il codice che segue
`
\documentclass[9pt,a5paper,footinclude=true,headinclude=true]{scrbook}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[parts]{classicthesis}
\raggedbottom
\begin{document}\mainmatter
\part{Pinco}
\end{document}
`
e anch’io ottengo la scritta «Parte I» in italiano, A questo punto, ti chiederei di affiggere non solo il codice che compili, ma anche il contenuto integrale del transcript file (quello con estensione [tt].log[/tt]) prodotto dalla compilazione; o almeno che tu dica se ci sono linee di tale file che contengano la stringa [tt]italian.ldf[/tt] e, in caso affermativo, che tu riporti tali linee per intero.Ciao.
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Gustavo
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Innanzitutto, benvenuto nel forum! 🙂Nella tua domanda hai correttamente incluso un esempio compilabile, e questo è bene; tuttavia, in questo caso particolare sembra che il problema risieda non nel codice, ma nelle tue intenzioni: semplicemente, non è previsto che una nota marginale possa essere così lunga da dover continuare nella pagina successiva. Al contrario, una caratteristica saliente delle note a margine è quella di essere delle annotazioni “lampo”, dei richiami visivi per guidare il lettore a focalizzarsi su un brano molto breve e ben localizzato, tant’è vero che sono ancorate a una singola riga di testo. Pensare a una nota a margine spezzata fra più pagine, quindi, non ha senso dal punto di vista tipografico.
Insomma, probabilmente stai tentando di usare il comando [tt]\graffito[/tt] per qualcosa per cui esso non è previsto. Se ci spieghi cosa intendi realizzare e che significato intendi trasmettere, probabilmente riusciremo a consigliarti un mezzo tipografico più adatto.
Ciao.
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Gustavo
::sirio_92″ post=108906Ok ora funziona. Grazie mille per tutti i consigli! Già che ci sono te ne chiedo un altro: in realtà vorrei evitare che nel testo ci siano parole spezzate, ovvero vorrei evitare che andasse a capo. C’è un comando?
Proibire del tutto la sillabazione è una cosa che si può fare, ma in generale è una pessima idea, perché il compito di dividere armoniosamente i capoversi in linee diventa praticamente impossibile se non si accetta di spezzare almeno qualche parola ogni tanto; coloro che avanzano una richiesta del genere «do not clearly understand the rigidity of types», come argutamente recita la citazione di Theodore L. De Vinne riportata a pag. 107 del TeXbook.
La proibizione assoluta si può ottenere scrivendo`\hyphenpenalty = 10000`nel preambolo, ma è praticamente certo che ciò produrrà una marea di avvertimenti [tt]Overfull \hbox …[/tt]. Un’alternativa più blanda e quindi praticabile, che si limita a scoraggiare fortemente la divisione in sillabe, senza però proibirla del tutto, potrebbe essere quella di scrivere invece
`
\hyphenpenalty = \tolerance
\pretolerance = \tolerance
`
sempre nel preambolo. Prova a vedere cosa succede con questa seconda soluzione.CIao.
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Gustavo
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Ometti la porzione di codice
`
\fancypagestyle{plain}{
\fancyhead{}
\renewcommand{\headrulewidth}{0pt}
}
`
Nella classe report (e in molte altre) la prima pagina di un capitolo utilizza lo stile di pagina [tt]plain[/tt], che, per impostazione predefinita, stampa solo il numero della pagina in basso al centro; tu, però, con la dichiarazione [tt]\fancypagestyle{plain}{…}[/tt], lo stai ridefinendo in modo tale da non stampare alcunché.Alcune altre osservazioni collaterali:
- se scrivi in italiano, ti conviene caricare il pacchetto fontenc con l’opzione [tt]T1[/tt], altrimenti la sillabazione delle parole accentate non funziona;
- già che ci siamo, potresti provare a caricare il pacchetto lmodern, il quale fa sì che il documento sia composto con i caratteri «Latin Modern», una variante scalabile dei Computer Modern che, secondo molti, è da preferire;
- il codice`\addtolength{\headheight}{13.6pt}`è quasi certamente sbagliato; molto probabilmente tu intendi`\setlength{\headheight}{13.6pt}`e, in ogni caso, è meglio, visto che carichi il pacchetto geometry, impostare l’altezza delle testatine per mezzo della dichiarazione [tt]\geometry[/tt], assieme alle altre specifiche del formato di pagina;
- fra queste ultime, raccomando vivissimamente di includere sempre l’opzione [tt]heightrounded[/tt].
Ecco un esempio minimo compilabile:
`
\documentclass[a4paper,twoside,11pt]{report}
\usepackage[T1]{fontenc}
% \usepackage[utf8]{inputenc} % questo file e` in puro ASCII a 7 bit
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{geometry}
\usepackage{fancyhdr}\usepackage{lipsum} % serve solo a generare il testo “Lorem ipsum…”
\geometry{
headheight = 13.6pt,
heightrounded,
% altre specifiche del caso
}\fancyhf{}
\fancyhead[LE,RO]{\thepage}
\fancyhead[LO] {\rightmark}
\fancyhead[RE] {\leftmark}
\renewcommand*{\headrulewidth}{.5pt} % era meglio .4pt, secondo me
\renewcommand*{\footrulewidth}{0pt}
\renewcommand*{\chaptermark}[1]{\markboth{Capitolo \thechapter.\ #1}{}}
\renewcommand*{\sectionmark}[1]{\markright{\thesection\ #1}}\pagestyle{fancy}
\begin{document}
\chapter{Pippo}
\lipsum[1-4]
\section{Pippo e Clarabella}
\lipsum[5-10]
\section{Pippo e Basettoni}
\lipsum[11-16]\chapter{Pluto}
\lipsum[17-32]\chapter{Paperino}
\lipsum[33-36]
\section{Paperino e Paperina}
\lipsum[37-48]
\section{Paperino e Gastone}
\lipsum[49-56]
\section{Qui, Quo, Qua e Paperino}
\lipsum[57-64]\end{document}
`Ciao.
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Gustavo
::mcl1962″ post=108813Perché dici questo nove giorni dopo il mio intervento e dopo la conferma dell’autrice del post?
Non hai notato che qualcuno aveva interpretato qualcosa d’altro, fornendo il link ad una pagina in cui si spiega come colorare i numeri delle note nel documento finale? Volevo solo fare chiarezza sul post iniziale che era stato mal interpretato.
Mi sembra che la tua risposta, oltre a non servire a nulla, sia al limite dell’etichetta (GENTILEZZA).
Ciao.Claudio
Off-topic/Meta
Spero di non sbagliare inferendo che quanto sopra citato si riferisca al mio messaggio in cui facevo i miei complimenti a @mcl1962 per aver correttamente intuito che la domanda posta all’origine di questo filone si riferiva alla colorazione nel file sorgente e non nella stampa prodotta; se così non fosse, mi scuso preventivamente. Se però è così, temo ci sia un piccolo equivoco, che vorrei chiarire per dissipare un malumore che da tale malinteso mi sembra scaturire; perdonatemi se, per fare ciò, scrivo questo messaggio chiaramente fuori argomento. Il malinteso consiste nel fatto che Claudio mi sembra aver interpretato il mio messaggio come sarcasmo, mentre le mie intenzioni erano esattamente opposte, e cioè, come ho detto, di lodare (sinceramente!) il suo intuito per aver compreso una cosa che, a ben guardare, era ovvia fin dal principio e, al tempo stesso, sorridere di tutti noi altri (me compreso) che invece non l’avevamo capita.
Naturalmente, si tratta comunque di un commento frivolo e del tutto inutile a risolvere la questione (edit:
per poter rispondere, bisognerebbe almeno sapere qual è l’editor che viene usato/ non so rispondere per quanto concerne TeXStudio), e Claudio ha perfettamente ragione a riprendermi per questo, perché tutti sappiamo bene che questo forum non è una chat-room funzionante a tempo differito e le risposte dovrebbero vertere solo sulla questione posta, e non essere usate per commenti del tipo «Che forte!», «Bravo, hai ragione!» e simili; ma sappiamo tutti anche che ogni tanto ci si prende la libertà di trasgredire questa regola, anche se la si conosce benissimo e anche se, a pensarco bene, sarebbe meglio non farlo.Mi scuso, dunque, senza riserve per aver scritto un messaggio al solo scopo di lasciare quello che su TeX.SX si chiamerebbe un commento di tipo «+1!»: forse quella sera ero (leggerissimamente) euforico. Quello che, però, vorrei fosse messo ben in chiaro è che quel commento non intendeva assolutamente essere sarcastico, ma una vera e sincera pacca sulla spalla a Claudio per dirgli «Ma certo, hai ragione, bravo per averci pensato! E che sciocchi siamo stati noi a non averlo capito!».
Spero di essere riuscito a spiegarmi.
Ciao.
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Gustavo
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Ecco un esempio (quasi) minimo compilabile che illustra come fare. Notate i punti seguenti:- il suffisso [tt].log[/tt] è già utilizzato per un altro scopo 🙂 , e per questo qui si usa invece [tt].lor[/tt] (per «list of graphs»);
- bisogna anche provvedere affinché l’elenco dei grafici abbia, al pari dei suoi compagni, degli spazi verticali che separano i grafici appartenenti a capitoli diversi.
Circa il secondo punto, ho optato per un patch al comando interno [tt]\@chapter[/tt], soluzione che potrebbe non funzionare con certe classi di documento. Sono possibili anche altri approcci, meno “invasivi”.
`
% My standard header for TeX.SX answers:
\documentclass[a4paper]{report} % To avoid confusion, let us explicitly
% declare the paper format.\usepackage[T1]{fontenc} % Not always necessary, but recommended.
% End of standard header. What follows pertains to the problem at hand.\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{float}
\usepackage
[margin=10pt,labelfont=bf,labelsep=endash,format=hang]
{caption}
\usepackage{etoolbox} % for patching internal commands
\usepackage{mwe} % just for generating this Minimal Working Example\newfloat{grafico}{tbp}{lor}[chapter]
\floatname{grafico}{Grafico}\makeatletter
\patchcmd{\@chapter}
{% search for:
\addtocontents{lof}{\protect\addvspace{10\p@}}%
\addtocontents{lot}{\protect\addvspace{10\p@}}%
}{% replace with:
\addtocontents{lof}{\protect\addvspace{10\p@}}%
\addtocontents{lot}{\protect\addvspace{10\p@}}%
\float@addtolists{\protect\addvspace{10\p@}}%
}{% execute if successful:
}{% execute if failed:
}
\makeatother\captionsetup[table]{position=bottom}
\begin{document}
\tableofcontents
\listoffigures
\listoftables
\listof{grafico}{Elenco dei grafici}\chapter{Ambarab\`{a}}
\lipsum[1]
\begin{figure}[tbp]
\centering
\includegraphics{image-a}
\caption{La lettera~A}
\label{fig:A}
\end{figure}\begin{table}[tbp]
\centering
\caption{Prima tabella}
Contenuto della tabella
\label{tab:1}
\end{table}\begin{grafico}[tbp]
\centering
\includegraphics{image}
\caption{Primo grafico}
\label{grf:1}
\end{grafico}\lipsum[2-4]
\begin{grafico}[tbp]
\centering
\includegraphics{image}
\caption{Secondo grafico}
\label{grf:2}
\end{grafico}\lipsum[5-6]
\begin{figure}[tbp]
\centering
\includegraphics{image-b}
\caption{La lettera~B}
\label{fig:B}
\end{figure}\lipsum[7-8]
\chapter{Cic\`{\i}}
\lipsum[9]
\begin{table}[tbp]
\centering
\caption{Seconda tabella}
Contenuto della tabella
\label{tab:2}
\end{table}\lipsum[10-11]
\begin{grafico}[tbp]
\centering
\includegraphics{image}
\caption{Terzo grafico}
\label{grf:3}
\end{grafico}\begin{figure}[tbp]
\centering
\includegraphics{image-c}
\caption{La lettera~C}
\label{fig:C}
\end{figure}\begin{table}[tbp]
\centering
\caption{Terza tabella}
Contenuto della tabella
\label{tab:3}
\end{table}\lipsum[12]
\chapter{Coc\`{o}}
\lipsum[13]
\begin{table}[tbp]
\centering
\caption{Quarta tabella}
Contenuto della tabella
\label{tab:4}
\end{table}\lipsum[14-15]
\begin{grafico}[tbp]
\centering
\includegraphics{image}
\caption{Quarto grafico}
\label{grf:4}
\end{grafico}\lipsum[16]
\end{document}
`Ciao.
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Gustavo
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Si può usare l’argomento opzionale del comando [tt]\bibitem[/tt]. Ecco un esempio minimo, ma a suo modo completo:
`
% My standard header for TeX.SX answers:
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lipsum}
\usepackage[bookmarksnumbered]{hyperref} % giusto per controllare che funzioni\title{Il mio bell’articolo}
\author{A.~U.~Tore}
\date{28~novembre 2016}\begin{document}
\maketitle
\begin{abstract}
\lipsum[1]
\end{abstract}\tableofcontents
\section{Culinaria}
\label{S:Culinaria}
Il riferimento principale per i contenuti di questa sezione è \cite{mamma:papa}.
\lipsum[2-4]
Concludo con un rimando alla sezione~\ref{S:Pirateria}.\section{Pirateria}
\label{S:Pirateria}
Per questa sezione, invece, mi sono ispirato a \cite{chi:ma}.
\lipsum[5-8]
Concludo con un rimando alla sezione~\ref{S:Culinaria}.\begin{thebibliography}{AA.VV.~1954}
\bibitem[AA.VV.~1954]{mamma:papa}
AA.VV. (1954),
\emph{Mamma mangia papà cucina!},
Accademia Nazionale dei Golosi, Palermo.\bibitem[Ma~1988]{chi:ma}
Ma, Chi (1988),
\emph{Vita di un pirata senza vele},
Edizioni Fallite, Milano.
\end{thebibliography}\end{document}
`Attenzione, però: il pacchetto hyperref non digerisce la [tt]à[/tt] («a» accentata) nella chiave di riferimento.
Ciao.
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Gustavo
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La regola aurea è sempre quella del buon senso. 🙂 E cioè, scrivere come matematica ciò che è matematica e come testo ciò che è testo. Nell’esempio proposto, «Soggetto 1» è perfettamente analogo a «Capitolo 1», e dunque io non avrei dubbi di sorta: sempre [tt]Soggetto~1[/tt] e mai [tt]Soggetto~$1$[/tt].Si può pensare che la differenza sia visibile solo se si sta usando un carattere, o meglio, una famiglia di caratteri che distingue fra numeri maiuscoli e numeri minuscoli, ma non c’è solo quest’aspetto. Il TeX è predisposto per onorare, facoltativamente, la convenzione (credo desueta, perché io non l’ho mai vista attuata in pratica) di separare le formule matematiche dal testo circostante con un piccolo ammontare di spazio, precisamente uno spazio di larghezza uguale al valore del parametro [tt]\mathsurround[/tt] (vedi, ad esempio, The TeXbook, pag. 162). Se si pensa a questo, risulta più facile individuare i contesti dove ha senso usare [tt]$123$[/tt] e dove non ha senso farlo. Cito direttamente da pag. 162 del TeXbook:
You might find it helpful to think of each [tt]$[/tt] as a symbol that has the potential of adding a little space to the printed output; then the rule about excluding sentence punctuation from formulas may be easier to remember.
Qui Knuth sta parlando della opportunità di scrivere`for $x = a$, $b$, or $c$.`anziché`for $x = a, b$, or $c$.`ma il discorso è abbastanza simile.
Ciao.
—
Gustavo
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AutoreRisposte