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  • in risposta a: Problema con testatine e numerazione #116218
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    Spirit1″ post=116637Grazie ancora
    Ho eliminato il secondo \mainmatter e spostato il primo ed effettivamente la numerazione ora è corretta. Tuttavia, mi comprare ancora una pagina vuota, correttamente numerata, dopo le prime 2 pagine di introduzione che contiene soltanto la testatina con scritto: Introduction. Come posso eliminare questa pagina, che è soltanto ridondante?

    Per quanto riguarda la struttura, cercherò di migliorarla nei prossimi giorni. Avevo iniziato già a leggere l’Arte di Scrivere con Latex.

    Grazie ancora per la disponibilità

    Aspetta: perché dici che è «ridondante»? Mi sembra che, senza quella pagina, l’introduzione verrebbe ad aprirsi su una pagina pari, cioè una pagina che, dopo la stampa fronte-retro e la rilegatura, finirebbe sulla facciata di sinistra.

    A questo punto, è indispensabile che tu chiarisca se intendi stampare la tesi in modalità fronte-retro, oppure in modalità solo fronte.

    Se intendi stamparla in modalità fronte-retro, allora, forse, quel che tu desideri è che, nella pagina lasciata vuota, non compaiano nemmeno le testatine. Per ottenere questo, dovrebbe essere sufficiente caricare il pacchetto emptypage ed eliminare le seguenti linee di codice:
    `
    %—————-elimina le testatine sulle pagine bianche—————
    \let\origdoublepage\cleardoublepage
    \newcommand{\clearemptydoublepage}{\clearpage{\pagestyle{empty}\origdoublepage}}
    \let\cleardoublepage\clearemptydoublepage
    `
    Oh, intendamoci: sempre con la formula «caveat emptor», cioè senza garanzia di funzionamento: non ho infatti collaudato il rimedio (non ne ho il tempo).

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problema con testatine e numerazione #116216
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    Devo dire che sono molto perplesso: il codice che hai mostrato (il quale, comunque, non è un E.M.C., essendo lontanissimo dall’essere «Minimo») proverrebbe da un «template fornito dall’università»? Mah! Certo è che contiene parecchi errori e più di uno di quelli che qualcuno chiamerebbe «orrori» (c’è perfino una ricorrenza del comando [tt]\bf[/tt], deprecato in LaTeX addirittura dal 1994…). Non ho il tempo, né, francamente, la pazienza, di elencarli e correggerli tutti, anche perché dovrei avere informazioni che solo tu puoi conoscere, però noto che impartisci due volte il comando [tt]\mainmatter[/tt]; questo è sicuramente sbagliato, e basterebbe da solo a causare l’inconveniente che lamenti. Elimina il secondo [tt]\mainmatter[/tt], sposta il primo prima di [tt]\phantomsection[/tt] e riprova.

    Poi, se riesci anche a trovare il tempo di leggere qualche buona guida (per esempio, quelle che trovi nella sezione Documentazione di questo sito… 🙂 ) e a riprogettare la struttura del tuo file sorgente principale, sicuramente non guasterà, ma naturalmente tutto dipende da quanto ti manca alla consegna della tesi.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Footnote con riferimenti multipli #116173
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    Innanzitutto una precisazione: un comando [tt]\footnote[/tt] eseguito dentro un ambiente [tt]table[/tt] dà luogo all’emissione della primitiva TeX [tt]\insert[/tt] in modo verticale interno; il nodo omonimo prodotto da tale primitiva non riuscirà a migrare fino alla lista verticale principale, con il risultato che la nota che esso avrebbe dovuto far stampare sparisce del tutto nel nulla (anziché comparire su una pagina potenzialmente sbagliata).

    I rimedi sono vari; seguendo ciò che @OldClaudio ha già suggerito, si possono individuare le seguenti due strategie:

    1. Servirsi di note collocate all’interno della tabella stessa, usando un ambiente [tt]minipage[/tt] oppure un ambiente [tt]threeparttable[/tt], fornito dall’omonimo pacchetto;
    2. Usare i comandi [tt]\footnotemark[/tt] e [tt]\footnotetext[/tt], i quali fanno parte del nucleo del LaTeX (cioè, non richiedono di caricare alcun pacchetto); in questo caso, le note vengono posizionate a piè di pagina come al solito. L’utilizzo di tali comandi è descritto nel paragrafo C.3.3 del manuale originale (del 1994) di Leslie Lamport, che corrisponde al paragrafo 1.2.3 del LaTeX Reference Manual commentato di Claudio Beccari (scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito).

    Il seguente codice compilabile fornisce degli esempi di quanto sopra; ulteriori informazioni si potranno leggere nel testo stesso che il codice produce.

    `
    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    \begin{document}

    Testo con una nota.\footnote{Questa \`{e} la nota.}

    \begin{table}[htbp]
    \centering
    Testo della tabella.\footnote{\ldots Con la sua nota.}
    \caption{Tabella con nota che viene persa}
    \label{tab:persa}
    \end{table}

    La nota della tabella~\ref{tab:persa} \`{e} persa. Invece, quella della
    tabella~\ref{tab:minipage} viene stampata all'interno della tabella
    stessa, pi\`{u} precisamente dentro la \texttt{minipage}.

    \begin{table}[htbp]
    \centering
    \begin{minipage}{\linewidth}
    Testo della tabella.\footnote{Nota dentro la \texttt{minipage}}
    \end{minipage}
    \caption{Tabella con nota dentro la \texttt{minipage}}
    \label{tab:minipage}
    \end{table}

    Si osservi che la nota utilizza un contatore indipendente da quello
    usato dalle altre, precisamente usa il contatore \texttt{mpfootnote}
    anzich\'{e} il contatore \texttt{footnote}: ci\`{o} si vede sia nel
    fatto che esso viene stampato usando un formato differente
    (\(
    \verb|\alph{mpfootnote}| \leftrightarrow \verb|\arabic{footnote}|
    \)),
    sia nel fatto che esso viene fatto ripartire da uno. A questo riguardo,
    per\`{o}, si osservi quanto segue:
    \begin{itemize}
    \item
    Naturalmente, \`{e} possibile ridefinire il comando
    \verb|\thempfootnote| in modo che stampi il valore del contatore
    usando qualunque formato si desideri.

    \item
    Si ricordi anche che, sebbene \LaTeX\ cambi sempre i valori dei
    contatori in modo \emph{globale}, il contatore
    \texttt{mpfootnote} viene espressamente azzerato all'inizio di
    ciascuna \texttt{minipage}.
    \end{itemize}

    Esiste un'altra possibilit\`{a} sostanzialmente diversa, e cio\`{e}
    usare i due comandi separati \verb|\footnotemark| e
    \verb|\footnotetext|, il secondo dei quali deve essere sempre impartito
    \emph{al di fuori} di ambienti per oggetti mobili quali \texttt{figure}
    e \texttt{table}; il problema \`{e} che, nel caso che l'oggetto mobile
    venga effettivamente spostato su una pagina successiva, occorre trovare
    per tentativi ed errori in quale punto del codice sorgente collocare il
    comando \verb|\footnotetext| per far s\`{\i} che esso caschi sulla
    pagina giusta. Inoltre, possono verificarsi problemi con l'ordine di
    numerazione delle note.

    Facciamo un esempio.\footnote{Per verificare se l'ordine di numerazione
    delle note \`{e} giusto oppure no, ne inserisco una qui, dove fa parte
    del testo principale. Si ricordi che la nota della
    tabella~\ref{tab:persa} \`{e} andata perduta.} Prima la tabella, che
    \`{e} la tabella~\ref{tab:separati}.

    \begin{table}[htbp]
    \begingroup % Teniamo confinato l'effetto di “\centering”…
    \centering

    Testo a cui \`{e} apposta la prima nota.\footnotemark

    Testo a cui \`{e} apposta la seconda nota.\footnotemark

    \endgroup % … solo fino a qui.

    % \vspace{3cm}
    %
    % Decommentando questa parte, si impedisce a \LaTeX\ di piazzare
    % questa tabella “qui'' (\texttt{h}\emph{ere}), obbligandolo quindi a
    % spostarla su un'altra pagina. Si sono spostate automaticamente
    % anche le note? (Risposta: no.)

    \caption{Tabella con comandi separati}
    \label{tab:separati}
    \end{table}

    \addtocounter{footnote}{-1}
    \footnotetext{Prima nota della tabella~\ref{tab:separati}.}
    \stepcounter{footnote}
    \footnotetext{Seconda nota della tabella~\ref{tab:separati}.}

    I comandi che causano l'effettiva stampa delle note sono i due comandi
    \verb|\footnotetext| che abbiamo appena impartito, e bisogna spostarli
    in su o in gi\`{u} nel codice sorgente fino a che le note compaiono
    sulla pagina giusta. Questo aggiustamento va purtroppo ripetuto
    ogniqualvolta \LaTeX\ cambi l'impaginazione della tabella, e per questo
    motivo \`{e} meglio rimandarlo al momento della redazione definitiva del
    lavoro, quando si \`{e} assolutamente certi\footnote{Se mai si pu\`{o}
    esserlo\ldots\space Incidentalmente, il numero di questa nota \`{e}
    quello che dovrebbe essere?} di non dover pi\`{u} modificare il testo.

    La soluzione con l'ambiente \texttt{threeparttable}, fornito
    dall'omonimo pacchetto, non \`{e} sostanzialmente diversa da quella che
    usa \texttt{minipage}, sebbene sia pi\`{u} strutturata e fornisca una
    stampa migliore nel caso di tabelle con un numero non piccolissimo di
    note.\footnote{Attenzione, per\`{o}: in un singolo documento, si sia
    coerenti! Si usi, cio\`{e}, la stessa soluzione per tutte le tabelle.}

    \end{document}
    `

    Ciao.


    Gustavo

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    Rispondo con tanto ritardo perché ho dovuto lavorarci, a bassissima priorità, per oltre un mese; comunque, devo essere pazzo ad aver fatto una cosa simile!

    Ho preparato un file, che allego, nel quale mostro alcune possibili soluzioni al problema posto, ne discuto vantaggi e svantaggi, e aggiungo alcuni consigli che ritengo utili. Ho deciso di accludere il file come allegato, anziché inserirlo in linea, perché esso è piuttosto lungo. Di seguito trovato un elenco di punti che ritengo opportuno mettere in evidenza.

    1. Alcune delle soluzioni proposte utilizzano (uno de, o entrambi) i pacchetti mathtools e mleftright, che pertanto vengono caricati; si noti che mathtools carica automaticamente anche amsmath.
    2. cambiare la dimensione del carattere per un’equazione fuori corpo è un affare delicato: procedendo nel modo naïf si riduce anche l’interlinea del capoverso che precede l’equazione stessa, con risultati disatrosi. Nel codice che allego, viene definito un comando [tt]\ChangeSizeForDisplay[/tt] che effettua il cambiamento di dimensione in modo da ridurre gli effetti collaterali a un livello accettabile, anche se esso non avviene ancora in modo del tutto perfetto; tale comando prende un argomento, che è una dichiarazione come [tt]\small[/tt] o [tt]\footnotesize[/tt] la quale serve a indicare, appunto, qual è la dimensione del carattere che si vuole applicare. La definizione di [tt]\ChangeSizeForDisplay[/tt] è racchiusa tra [tt]\makeatletter[/tt] e [tt]\makeatother[/tt], chiaro segno del fatto che si tratta di un “incantesimo” da esperti.
    3. Non ha senso ripetere esplicitamente il codice che produce un certo simbolo composto tutte le volte che questo simbolo deve essere utilizzato: in una tesi, tale simbolo potrebbe comparire anche centinaia, o addirittura migliaia, di volte! Si definisca un comando per ciascuno di tali simboli, e poi si usi quel comando. Nell’esempio accluso, vengono definiti una decina scarsa di tali comandi (poi mi sono stancato), a mo’ di esempio da seguire.
    4. Vengono proposte essenzialmente tre soluzioni: una che usa l’ambiente [tt]multlined[/tt], messo a disposizione dal pacchetto mathtools, una che usa [tt]aligned[/tt] e una che usa [tt]split[/tt]; in tutti i casi, il gruppo di equazioni viene reso con un ambiente [tt]align[/tt] incapsulato in un ambiente [tt]subequations[/tt], con [tt]\displaybreak[0][/tt] fra un’equazione e l’altra. Si noti che si sarebbe anche potuto usare [tt]\allowdisplaybreak[/tt]. Viene anche discusso l’uso del pacchetto mleftright, che migliora la spaziatura delle parentesi prodotte dai comandi [tt]\left[/tt] e [tt]\right[/tt].
    5. La soluzione di gran lunga peggiore è, secondo me, quella che usa [tt]multlined[/tt], la migliore è quella che usa [tt]aligned[/tt]. Tale soluzione viene ripresa e vengono discussi alcuni accorgimenti migliorativi. Si veda la stampa stessa prodotta dal codice per ulteriori informazioni.

    Ciao.


    Gustavo

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    in risposta a: Problemi pacchetto fancy #116135
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    Comunque, le impostazioni degli stili di pagina hanno la loro collocazione naturale nel preambolo, cioè prima di [tt]\begin{document}[/tt]. Perché, poi, non usi semplicemente`\fancyhead[RE]{\leftmark}`invece di ridefinire [tt]\chaptermark[/tt]?

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problemi pacchetto fancy #116133
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    Se specifichi l’opzione [tt]oneside[/tt] nel comando [tt]\documentclass[/tt], non c’è più distinzione tra pagine “di destra” e pagine “di sinistra”: sono tutte “di destra”. Elimina quell’opzione e riprova.

    Ciao.


    Gustavo

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    Rinnovo l’invito ad affiggere il codice LaTeX che usi per produrre le formule, o meglio un EMC (esempio minimo compilabile) che riproduca e illustri il tuo problema: se lo fai, è probabile che riusciamo a trovare una soluzione; se non lo fai, temo che sarà difficile che trovi qualcuno disposto ad aiutarti, perché è difficile che qualcuno sia disposto a ricreare il codice partendo dalle foto delle formule stampate…

    Ciao.


    Gustavo

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    Da quello che dici, sembra che tu abbia un bel problema! 🙁 L’unico modo di venirne a capo è trovare il modo di riscrivere le formule, magari usando variabili ausiliarie per denotare opportune sottoformule, in modo tale che possano essere spezzate fra più pagine. Solo tu, che ne comprendi appieno la semantica, puoi sapere se e come ciò può essere fatto, ma forse, se ci mostri qualche esempio di formula “problematica”, assieme al codice LaTeX con cui la produci, possiamo darti qualche consiglio…

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Spaziatura dopo immagine #115935
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    Il codice che hai affisso non è sostanzialmente correlato con il problema che descrivi, tutt’al più lo è solo in modo incidentale. Per ottenere una risposta che non sia frutto del nostro tirare a indovinare, prepara e affiggi un «esempio minimo compilabile» (EMC); se hai bisogno di una guida per sapere come fare ciò, ne trovi una nella sezione Documentazione di questo sito, sotto Guide specialitiche > Guide tematiche del GUIT, il titolo è Come creare un esempio minimo compilabile con LaTeX2ε, l’autore e l’ottimo Claudio Beccari.

    Ciao.


    Gustavo

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    desk7″ post=116341[…]

    Una soluzione funzionante, ma non so quanto elegante, è la seguente
    `\documentclass[a4paper,12pt]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{graphics}
    \usepackage{pdfpages}
    \usepackage{float}
    \restylefloat{table}
    \usepackage{booktabs}
    \usepackage{multirow}

    \usepackage{tabularx, enumitem}

    \begin{document}

    \begin{table}[H]
    \centering
    \begin{tabularx}{\textwidth}{lX}
    \toprule
    \textbf{Materie} & \textbf{Nodi concettuali} \\ \midrule
    Tutte & \vspace{-\topsep} \begin{enumerate}[topsep=0pt]
    \item titolo 1
    \item titolo 2
    \item titolo 3

    \end{enumerate} \\ \bottomrule
    \end{tabularx}
    \end{table}

    \end{document}
    `

    Se insisti a voler usare l’ambiente [tt]enumerate[/tt], c’è una ragione TeXnica (collocazione della linea di base di una [tt]\vtop[/tt] che inizia con colla verticale) che obbliga a ricorrere al trucco di anteporre all’ambiente stesso una spaziatura negativa: azzerare tutti gli spazi verticali ([tt]\topsep[/tt], [tt]\partopsep[/tt]…) non è sufficiente. Una volta entrati in questo — brutto! — ordine di idee, bisogna almeno fare le cose per bene, in modo da ottenere un allineamento preciso. Purtroppo, fare le cose per bene richiede conoscenza degli interna corporis del LaTeX. Nell’esempio che segue, mi auguro di non aver dimenticato nulla.

    L’esempio è stato “ripulito” dei pacchetti non essenziali al suo funzionamento. Si noti che il pacchetto inputenc non è più necessario da un bel po’. Ho aggiunto delle linee orizzontali di riferimento che consentono di verificare agevolmente l’allineamento orizzontale; ovviamente, esse vanno rimosse in una situazione “di vita reale”.

    `
    \documentclass[a4paper,12pt]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    % \usepackage[utf8]{inputenc} % non piu` necessario
    \usepackage[italian]{babel}
    % \usepackage{graphics}
    % \usepackage{pdfpages}
    \usepackage{float}
    \restylefloat{table}
    \usepackage{booktabs}
    % \usepackage{multirow}
    \usepackage{tabularx}
    % \usepackage{enumitem}

    \begin{document}

    Testo di riferimento.

    \begin{table}[H]
    \centering
    \begin{tabularx}{\textwidth}{lX}
    \toprule
    \textbf{Materie} & \textbf{Nodi concettuali} \\ \midrule
    \strut Tutte\rlap{\rule{4cm}{.2pt}} &
    \strut \par \vspace{-\glueexpr \topsep + \partopsep + \baselineskip \relax}
    \begin{enumerate} % [topsep=0pt]
    \item titolo 1\rule{4cm}{.2pt}
    \item titolo 2
    \item titolo 3

    \end{enumerate} \\ \bottomrule
    \end{tabularx}
    \end{table}

    Testo di riferimento.

    \end{document}
    `
    La soluzione proposta da @robitex mi sembra molto migliore! 🙂

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problema nell’utilizzo del pacchetto smflatex #115580
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    Mi sono accorto che, comunque, la guida tematica «Installare TEX Live 2011 su Ubuntu», di E. Gregorio, che puoi scaricare dalla sezione Documentazione di questo sito, spiega anche come installare pacchetti personali: basta che leggi l’Appendice A.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problema nell’utilizzo del pacchetto smflatex #115579
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    Sul CTAN trovi anche un file chiamato [tt]README[/tt], che puoi legger facendo clic sul suo nome nella pagina di descrizione del pacchetto e che contiene le istruzioni di installazione. Se sei in difficoltà nell’interpretare queste istruzioni, io posso aiutarti solo se usi TeXLive, perché non sono pratico di altre distribuzioni: è il tuo caso?

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problema con \include #115470
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    Marluxia” post=115913Ciao letteracdp,

    è andata a finire che il tempo che stavo impiegando per risolvere l’errore era molto di più di quello che avrei mai potuto risparmiare commentando gli includeonly invece degli input quindi ho lasciato perdere (dal momento che il risultato è identico).

    Aspetta, aspetta, perché non ho capito bene: dici che hai rinunciato a usare [tt]\include[/tt] e hai invece ripiegato su [tt]\input[/tt]? Dunque l’errore che si presentava con [tt]\input[/tt] non si presenta più?

    Marluxia” post=115913Per quanto riguarda il file .aux purtroppo su questo pc non ho il documento a portata di mano, posso provare a crearne uno fittizio e vedere se, effettivamente, il file .aux è una sola riga.
    […]

    Dici «su questo pc»: ciò conferma indirettamente quello che, però, resta ancora solo un mio sospetto («Ah, del paggio quel che ho detto…» 🙂 ). Tanti anni fa, problemi del genere potevano capitare trasferendo una cartella, completa di tutti i file ausiliari, tra computer che usano convenzioni diverse per le terminazioni di riga, per esempio da un Mac (che usa [tt][/tt]) a una macchina Unix (che usa [tt][/tt]). Non è che, sempre per caso, hai fatto qualcosa di simile?

    Però, non mi torna il fatto che questo problema possa ancora presentarsi al giorno d’oggi…

    Per quanto riguarda il file [tt].aux[/tt] che hai generato per prova, da quel che vedo è stato generato durante la compilazione di un file sorgente che non usava [tt]\include[/tt]; e comunque, non dovresti aver ottenuto alcun errore durante la compilazione stessa (almeno non del tipo che hai descritto). Io però non parlavo del file [tt].aux[/tt] principale, ma del file [tt].aux[/tt] relativo al file incluso (con [tt]\include[/tt]); per capirci, del file [tt]28032019/28032019.aux[/tt], nel caso descritto nella tua domanda.

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problema con \include #115467
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    Strano errore. Mi piacerebbe sapere, così per curiosità, com’è andata a finire.

    Quasi certamente, l’errore si verifica leggendo il file [tt].aux[/tt] del file principale, il quale richiama (certamente, a questo punto) alla linea 10 il file [tt]28032019/28032019.aux[/tt]. Ciò può essere confermato al di là di ogni possibile dubbio cercando, nel file [tt].log[/tt], l’ultima parentesi tonda aperta che precede il messaggio d’errore: essa indica quale sia stato l’ultimo file di input aperto prima del messaggio stesso, con il nome di tale file che segue immediatamente la parentesi stessa. Nel nostro caso, risalendo all’ultima parentesi tonda aperta prima del messaggio d’errore che è stato affisso, dovremmo trovare qualcosa come`(./Main.aux`a conferma del fatto che l’errore si verifica durante la lettura del file [tt]Main.aux[/tt] situato nella cartella di lavoro corrente. Del resto, ciò è esattamente quello che deve succedere quando si usa [tt]\include[/tt].

    Ricordo che si può chiedere ai programmi della famiglia texmf di stampare i messaggi d’errore con un formato che indica, oltre al numero di linea, anche il nome del file in cui l’errore si verifica impostando al valore [tt]t[/tt] (true) l’opzione [tt]file_line_error_style[/tt]. Il modo più semplice di fare ciò è creare una variabile di ambiente con lo stesso nome e impostata al valore desiderato, qualcosa come
    `export file_line_error_style=t`
    in [tt].bashrc[/tt] (o file simile).

    Per caso, non è che, aprendo il file [tt]28032019/28032019.aux[/tt], scopri che esso è scritto tutto su un’unica, lunghissima riga?

    Ciao.


    Gustavo

    in risposta a: Problema con align #115312
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    Rispondo con alcuni giorni di ritardo, perché li ho passati a letto con la febbre. 🙁

    OldClaudio” post=115702Ottimo Gustavo. La tua bellissima idea per la numerazione delle formule funziona solo con la classe article, perché con book o report, il contatore delle equazioni è subordinato al contatore dei capitoli.

    Ah, be’, certo, ma la numerazione è stata solo un dettaglio che ho aggiunto dopo aver visto il primo risultato. Hai fatto bene a segnalare la cosa, comunque, perché il modo corretto di ottenere un effetto di questo genere è usare l’ambiente [tt]subequations[/tt], come viene fatto nell’esempio riportato sotto.

    OldClaudio” post=115702Giusto per rendere con un esempio minimo compilabile (e conservando la tua idea per la numerazione) la mi idea, sarebbe stata invece la seguente:
    […]
    Penso che si possano trovare decine di altre soluzioni, ma quella che tu hai esposto e questa che ho esposto io, credo che siano le più semplici.

    Si possono dare ragioni a sostegno di entrambe le soluzioni, ma quelle a sostegno dell’uso di [tt]\notag[/tt] (cioè, della tua soluzione con il numero dell’equazione collocato sulla riga che contiene la formula finale) mi paiono più solide e numerose. Però a me interessava richiamare l’attenzione su una possibilità che viene assai poco, per non dire per nulla, pubblicizzata nelle guide.

    Il seguente esempio compilabile mette a confronto le due soluzioni, e sottolinea i vantaggi della tua (oltre a usare l’ambiente [tt]subequations[/tt]!):
    `
    % My standard header for TeX.SX answers:
    \documentclass[a4paper]{article} % To avoid confusion, let us explicitly
    % declare the paper format.

    \usepackage[T1]{fontenc} % Not always necessary, but recommended.
    % End of standard header. What follows pertains to the problem at hand.

    \usepackage{amsmath}
    \usepackage[italian]{babel}

    \allowdisplaybreaks[1] % see amsmath manual, section 3.9
    \numberwithin{equation}{section} % see @OldClaudio's comment
    % \counterwithin{equation}{section} % equivalent to the above
    % in recent LaTeX releases

    \newcommand*{\genformateqno}[2]{#1.#2}
    \newcommand*{\formateqno}{\genformateqno\theparentequation}

    \begin{document}

    Questo testo \`{e} stato aggiunto al solo scopo di causare un cambio di pagina
    nel corso della sottostante equazione \eqref{eq;binompow-n}, cos\`{\i} da
    dimostare che un'interruzione di pagina in quel contesto \`{e} possibile.

    \section{Algebra commutativa}

    Dalle propriet\`{a} degli anelli segue facilmente che in ogni anello vale la ben
    nota \emph{regola per la moltiplicazione dei polinomi:}
    \begin{equation}
    (a+b)(c+d) = ac+ad+bc+bd
    \end{equation}
    e, pi\`{u} in generale,
    \begin{equation}
    \biggl(\sum_{i=1}^{m}a_{i}\biggr)\biggl(\sum_{j=1}^{n}b_{j}\biggr)
    = \sum_{\substack{1\le i\le m\\1\le j\le n}} a_{i}b_{j}
    \end{equation}
    Da questa si ricavano, facendo l'ipotesi aggiuntiva che l'anello sia
    commutativo, le formule per le \emph{potenze di un binomio:}
    \begin{subequations}
    \label{eq;binompow}
    \setcounter{equation}{-1}
    \renewcommand*{\theequation}{\formateqno{\arabic{equation}}}
    \begin{align}
    (a+b)^0 &= 1 \\
    (a+b)^1 &= a+b \\
    (a+b)^2 &= (a+b)(a+b) = a^2+ab+ab+b^2 \notag \\
    &= a^2+2ab+b^2 \\
    (a+b)^3 &= (a+b)(a+b)^2 = (a+b)(a^2+2ab+b^2) \notag \\
    &= a^3+2a^2b+2ab^2+a^2b+2ab^2+b^3 \notag \\
    &= a^3+3a^2b+3ab^2+b^3 \\
    \intertext{e in generale, procedendo per induzione,}
    (a+b)^{n} &= (a+b)(a+b)^{n-1}
    = (a+b)\cdot\sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k-1}b^{k}
    \notag \\
    &= a\cdot\sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k-1}b^{k}
    + b\cdot\sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k-1}b^{k}
    \notag \\
    &= \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k}b^{k}
    + \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k-1}b^{k+1}
    \notag \\
    &= \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k}b^{k}
    + \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-(k+1)}b^{k+1}
    \notag \\
    &= \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k}b^{k}
    + \sum_{k=1}^{n}\binom{n-1}{k-1} a^{n-k}b^{k}
    \notag \\
    &= a^{n} + \sum_{k=1}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k}b^{k}
    + \sum_{k=1}^{n-1}\binom{n-1}{k-1} a^{n-k}b^{k} + b^{n}
    \notag \\
    &= a^{n} + \sum_{k=1}^{n-1}\Biggl(\binom{n-1}{k}
    + \binom{n-1}{k-1}\Biggr) a^{n-k}b^{k} + b^{n}
    \notag \\
    &= a^{n} + \sum_{k=1}^{n-1}\binom{n}{k} a^{n-k}b^{k} + b^{n}
    \notag \\
    &= \sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k} a^{n-k}b^{k}
    \tag{\formateqno{$n$}}\label{eq;binompow-n}
    \end{align}
    \end{subequations}
    Notare come ho numerato le sotto-equazioni: l'equazione
    (\genformateqno{\ref{eq;binompow}}{$i$}) si riferisce alla potenza
    \mbox{$i$-esima}.

    Un'interruzione di pagina in quello stesso contesto \`{e} per\`{o}
    \emph{im}possibile se si usa l'ambiente \texttt{split}.
    % (Decommentare questo blocco di testo di riempimento per verificare che l'intero
    % blocco relativo al “caso induttivo'' \eqref{eq;binompow2-n} viene spostato alla
    % pagina successiva, assieme alla riga prodotta dal comando \verb|\intertext|.
    % Testo di riempimento. Testo di riempimento. Testo di riempimento. Testo di
    % riempimento.)
    \begin{subequations}
    \label{eq;binompow2}
    \setcounter{equation}{-1}
    \renewcommand*{\theequation}{\formateqno{\arabic{equation}}}
    \begin{align}
    (a+b)^0 &= 1 \\
    (a+b)^1 &= a+b \\
    \begin{split}
    (a+b)^2 &= (a+b)(a+b) = a^2+ab+ab+b^2 \\
    &= a^2+2ab+b^2
    \end{split} \\
    \begin{split}
    (a+b)^3 &= (a+b)(a+b)^2 = (a+b)(a^2+2ab+b^2) \\
    &= a^3+2a^2b+2ab^2+a^2b+2ab^2+b^3 \\
    &= a^3+3a^2b+3ab^2+b^3
    \end{split} \\
    \intertext{e in generale, procedendo per induzione,}
    \begin{split}
    (a+b)^{n} &= (a+b)(a+b)^{n-1}
    = (a+b)\cdot\sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k-1}b^{k}
    \\
    &= a\cdot\sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k-1}b^{k}
    + b\cdot\sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k-1}b^{k}
    \\
    &= \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k}b^{k}
    + \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k-1}b^{k+1}
    \\
    &= \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k}b^{k}
    + \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-(k+1)}b^{k+1}
    \\
    &= \sum_{k=0}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k}b^{k}
    + \sum_{k=1}^{n}\binom{n-1}{k-1} a^{n-k}b^{k}
    \\
    &= a^{n} + \sum_{k=1}^{n-1}\binom{n-1}{k} a^{n-k}b^{k}
    + \sum_{k=1}^{n-1}\binom{n-1}{k-1} a^{n-k}b^{k} + b^{n}
    \\
    &= a^{n} + \sum_{k=1}^{n-1}\Biggl(\binom{n-1}{k}
    + \binom{n-1}{k-1}\Biggr) a^{n-k}b^{k} + b^{n}
    \\
    &= a^{n} + \sum_{k=1}^{n-1}\binom{n}{k} a^{n-k}b^{k} + b^{n}
    \\
    &= \sum_{k=0}^{n}\binom{n}{k} a^{n-k}b^{k}
    \end{split} \tag{\formateqno{$n$}}\label{eq;binompow2-n}
    \end{align}
    \end{subequations}

    Comunque, indipendentemente dal punto in cui viene a cadere l'interruzione di
    pagina, si vede bene che, almeno nel caso di un “blocco'' di equazioni il quale
    si estenda su molte righe, con questa soluzione la posizione del numero di
    riferimento, \eqref{eq;binompow2-n} in questo caso, risulta quanto mai infelice.
    Per blocchi pi\`{u} corti (due o tre righe), per\`{o}, posizionare il numero al
    centro del blocco pu\`{o} essere una scelta percorribile. Desidero chiarire che
    personalmente trovo tipograficamente pi\`{u} sensata, e anche esteticamente
    preferibile, la prima soluzione, in tutti i casi.

    \end{document}
    `

    Ciao.


    Gustavo

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